The Trip (gruppo musicale)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
The Trip
The Trip - Avventura a Montecarlo.JPG
The Trip nel film Terzo canale - Avventura a Montecarlo (1970)
Paese d'origineItalia Italia
Regno Unito Regno Unito
GenereRock progressivo
Rock psichedelico
Blues rock
Periodo di attività musicale1966 – 1974
2010 – in attività
EtichettaRCA Records; Sony Music; Trident

Ma.ra.cash Record

Album pubblicati5
Studio5

The Trip è un complesso musicale rock progressivo anglo-italiano formatosi negli anni sessanta.

Storia della band[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo del complesso si costituisce a Londra nel 1966, durante il soggiorno inglese del cantante Riki Maiocchi. Maiocchi, dopo aver lasciato i Camaleonti per la carriera solista, stava cercando musicisti per formare un nucleo di supporto con maggiore propensione al rock psichedelico. Grazie al batterista Ian Broad (già frequentato a Milano quando faceva parte del complesso The Bigs), arrivano il chitarrista Ritchie Blackmore (già noto session man che aveva fatto parte di altre band inglesi), il bassista Arvid "Wegg" Andersen e un secondo chitarrista di nome Billy Gray (che aveva suonato con Eric Clapton e proveniva dagli scozzesi Anteeeks). A ottobre il cantante e i musicisti si presentano sui palchi italiani sotto la sigla Maiocchi & The Trip, ma già a dicembre Blackmore torna in Inghilterra per unirsi poi nel 1968 ai Deep Purple, e la band si separa da Maiocchi. Dopo una breve parentesi con Luciano Gandolfi alla chitarra, nel 1967 al trio si uniscono prima il tastierista savonese Joe Vescovi e poi nel giugno 1967 il batterista torinese Pino Sinnone, uscito dalle Teste Dure e dai The Rogers, che sostituisce Broad allontanato dall'organico per questioni disciplinari. Siamo in piena epoca psichedelica e il quartetto mantiene il nome di "The Trip" ("il viaggio") con allusione all'esperienza lisergica, anche se il nome, scelto da Andersen, in realtà era riferito al viaggio che portava i ragazzi nell'allora lontana Italia. Con la formazione a quattro guidata dal valentissimo Vescovi, il complesso propone una miscela di beat, rock e blues con qualche venatura sinfonica, che i critici battezzano "musica impressionistica", e che ha qualche somiglianza con il suono dei Vanilla Fudge. Grazie a un provino effettuato al Piper Club di Roma, la band viene notata dal produttore Alberigo Crocetta che mette il quartetto sotto contratto per la RCA, facendo anche inserire un suo brano nella compilation intitolata Piper 2000.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Con queste premesse musicali, nel maggio 1970 il complesso pubblica il primo album, The Trip, talvolta indicato con il titolo di Musica impressionistica (espressione che appare sul retro della copertina). Il disco restituisce l'originale miscela musicale della band, con l'aggiunta delle atmosfere psichedeliche di rito per l'epoca (presenti anche nella copertina, molto colorata, opera dello studio grafico Up & Down) e gli effetti rumoristici[1]. Nello stesso anno il quartetto appare in veste di protagonista nel film surreale Terzo Canale - Avventura a Montecarlo, insieme ai New Trolls, Mal ed altri artisti, che documenta anche la loro partecipazione al Festival Pop di Caracalla.

L'anno successivo, nel mese di settembre, viene inciso il secondo album Caronte, un disco di svolta per certi versi pionieristico, con tutti gli elementi che costituiranno il progressive maturo: brani lunghi e articolati, cambiamenti di ritmo, citazioni letterarie, arrangiamenti barocchi con influssi sinfonici. Le tastiere di Vescovi diventano lo strumento predominante nella maggior parte dei brani, soprattutto nei due pezzi che danno il nome al disco, anche se sono ben presenti fraseggi di chitarra in stile hendrixiano. L'album è molto ben prodotto, è confezionato con una bella copertina apribile ed è considerato un caposaldo del rock progressivo italiano[2]. Nel 1971 la band è presente al Festival di Musica d'Avanguardia e di Nuove Tendenze di Viareggio, giunti a questo punto, Gray e poi Sinnone lasciano la band.

Nel 1972 il batterista viene rimpiazzato da Furio Chirico (anch'egli torinese), esponente di spicco del "disparismo" ritmico, che pur essendo molto giovane ha già al suo attivo diversi anni di esperienza in complessi beat come I Ragazzi del Sole e Martò & i Judas. L'abilità tecnica di Vescovi rende superfluo l'ingresso di un nuovo chitarrista, e l'ex quartetto si presenta definitivamente come trio con tastiera, basso e batteria, sull'esempio di Emerson, Lake & Palmer. Nel maggio 1972 con la realizzazione di Atlantide il suono della band si sintonizza sempre più chiaramente sulle frequenze del progressive di stampo anglosassone[3]. Il disco è un concept album che prende spunto dal mito del continente scomparso, per simboleggiare la genesi e la caduta della società totalitaria. I testi sono minimali in lingua inglese, mentre la copertina dell'album, realizzata dal solito studio Up & Down, è curatissima, con due risguardi apribili a manifesto, raffigurante una cartina immaginaria dell'isola. Le tastiere di Vescovi risultano ancora più enfatizzate, con frequenti spazi per assoli e virtuosismi anche di Chirico[4]. Il disco è tecnicamente ineccepibile e per alcuni rappresenta il vertice toccato dal complesso, pur suonando meno fresco ed innovativo dei precedenti. La band continua una ancor più intensa attività dal vivo, partecipando con grande successo ai raduni più importanti, tra cui Davoli Pop, Controcanzonissima di Ciao 2001, Festival Pop di Villa Pamphili e Piper 2000 di Viareggio.

La stessa formazione, passata dalla RCA alla Trident Records, pubblica nel 1973 Time of Change, ultimo album della discografia. Anche questo è un concept album a tema mitologico, che rispetto ai precedenti lavori presenta un'ancora più evidente contaminazione di musica classica e influssi jazz. L'opera, sempre ben suonata, pecca un po' di manierismo e di frammentarietà, e rappresenta il crepuscolo creativo della band.

Dopo Time of Change Chirico abbandona i Trip per formare un proprio organico fusion, gli Arti e Mestieri. Vescovi e Andersen ingaggiano Nunzio "Cucciolo" Favia proveniente dagli Osage Tribe, ma il trio finisce per sciogliersi. Dopo la separazione, Vescovi entra prima negli Acqua Fragile e poi, insieme a Favia, nei Dik Dik con cui collaborava già da qualche tempo apportando altresì il suo talento compositivo (suoi i brani Io, te, l'infinito su testo di Giancarlo Sbriziolo e Walking in the Sunshine del 1977 nonché tutti i brani dell'album Amico del 1978). Negli anni ottanta Vescovi entra nella formazione della band di Umberto Tozzi.

Il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni duemila Vescovi incide due album su CD con una tribute band dei Beatles, gli Shout!, in cui compare anche Franz Dondi degli Acqua Fragile.

Nel 2010 la band si è ricostituita, Wegg Andersen, Joe Vescovi e Furio Chirico, con la collaborazione di Fabrizio Chiarelli (chitarre e voce) ed Angelo Perini (basso), per prender parte alla Prog Exhibition tenutasi al Teatro Tendastrisce di Roma nei giorni 5 e 6 novembre. Nel 2011 il gruppo partecipa all'"Italian Progressive Rock Festival" di Tokyo, registrando in quell'occasione l'album Live in Tokyo 2011, che viene pubblicato nel 2013 con la riedizione dell'album storico Atlantide in un doppio CD.[5]

Wegg Andersen viene a mancare il 31 marzo 2012, mentre Joe Vescovi si spegne a San Benedetto del Tronto (AP) la notte del 29 novembre 2014.

Nel 2019, Pino Sinnone arriva all’assetto stabile della band, che vede già in formazione dal 2015 Andrea Ranfa Ranfagni alla voce (sovente vocalist per Ian Paice dei Deep Purple e attuale cantante dei Vanexa), il polistrumentista Carmine Capasso alle chitarre (già cantautore e session man con diverse e importanti collaborazioni alle spalle) e due noti musicisti della scena musicale milanese, ovvero Andrea “Dave” D’Avino all’hammond e tastiere, e Tony Alemanno al basso e voce già bassista della prog band Hollowscene.

Il 17 Luglio 2021 pubblica l'album Caronte 50 Years Later (il rifacimento in studio dell’album del 1971 Caronte e del 1970 The Trip), ovvero lo storico album Caronte del 1971 risuonato dalla nuova formazione della band, presentato il giorno stesso al "Porto antico ProgFest" di Genova, disponibile sia in CD che in vinile. La band si esibisce il 4 Settembre dello stesso anno anche al celeberrimo festival Progressive di Veruno (per l'occasione svoltosi nella vicina Revislate) con band come Banco del mutuo soccorso, Il Rovescio della Medaglia, The Winstons, Osanna e tanti altri. Il concerto sarà un grande successo ma anche l'ultimo con Dave D'Avino alle tastiere che lascerà per motivi personali. Entra in formazione, il tastierista campano Giuseppe "Sep" Sarno. Su grande richiesta dei fan, solo attraverso la band è disponibile il live di Veruno, chiamato appunto "Caronte 50 Years Later live - The Official Bootleg". A distanza di un anno, Sep Sarno non è più parte della band e vede il ritorno di Dave D'Avino alle tastiere.

Furio Chirico's THE TRIP

Nel gennaio del 2022, in occasione del 50º anniversario della pubblicazione dell'album Atlantide (registrato nel 1972 da Joe Vescovi, Arvid Andersen e Furio Chirico), viene annunciata una nuova line-up dei The Trip - Furio Chirico’s THE TRIP - capitanata da Furio Chirico (batteria) e formata insieme a Paolo "Silver” Silvestri (piano elettrico e organo hammond), Giuseppe “Gius” Lanari (voce e basso) e Marco Rostagno (chitarra)[6][7][8].

Nel novembre 2022, i Furio Chirico’s THE TRIP hanno pubblicato due edizioni dell’ nuovo album intitolato Equinox contenente un CD (con 9 brani inediti), un DVD (con la registrazione dell'esordio dal vivo al Salone del Libro in Torino 2021), e un bonus CD esclusivamente per l'edizione giapponese (che contiene un inedito audio di 40 minuti dal vivo del 1973 registrato a Foggia Italia, eseguito dallo storico trio dei The Trip (Vescovi/Andersen/Chirico) [9][10].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

The Trip (dal 1966-1974, 2010-2014)[modifica | modifica wikitesto]

The Trip (dal 2019)[modifica | modifica wikitesto]

Furio Chirico's THE TRIP (dal 2022)[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1970 - Una pietra colorata'/Incubi
  • 1970 - Fantasia/Travellin' Soul
  • 1971 - Believe in Yourself/Little Janie
  • 1972 - Intervista
  • 1973 - Corale/Formula nova

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013 - Atlantide (Doppio CD: la riedizione dell’album Atlantide del 1972 + l’album dal vivo in Tokyo 2011 al Italian Progressive Rock Festival)

Con Furio Chirico's THE TRIP[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da John's Classic rock - The Trip
  2. ^ Da John's Classic rock - The Trip: Caronte
  3. ^ Piergiorgio Pardo, 20 Essentials: Prog Italia (1971-1978), in Blow Up, n. 190, Tuttle Edizioni, marzo 2014, p. 64.
  4. ^ Da John's Classic rock - The Trip: Atlantide
  5. ^ Trip: arriva la versione rimasterizzata di 'Atlantide' in doppio CD o vinile, su rockol.it. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  6. ^ Da Italian Prog - The Trip: Storia
  7. ^ Da EURO-ROCK PRESS - Furio Chirico’s THE TRIP, Cover fronte e retro, Coverstory & Interview: EURO-ROCK PRESS magazine in Giappone, n. 94, agosto 2022
  8. ^ Da Prog Italia - Furio Chirico’s THE TRIP ‘EQUINOX': Prog Italia, n. 44, settembre 2022, p. 84, 85, 86, 87
  9. ^ Da Athos di MAT2020 (www.mat2020.com) - furio chirico’s The Trip-EQUINOX
  10. ^ Da TuttoRock Magazine (www.tuttorock.com) - FURIO CHIRICO’S THE TRIP – Intervista al batterista Furio Chirico

6. Da Progarchives http://www.progarchives.com/artist.asp?id=534

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Enciclopedia del rock italiano, a cura di Gianluca Testani, Arcana Editrice, 2006, ISBN 88-7966-422-0.
  • Stefano Coderoni, Viaggio allucinante, in Raro!, n. 1, gennaio-febbraio 1988, pp. 4-7.
  • Paolo Barotto, Il ritorno del pop italiano, Luserna San Giovanni, Stilgraf, 1989.
  • Alessio Marino, "BEATi voi! - Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70" N.1, Viguzzolo, Beat boutique 67, 2007. (Intervista a Pino Sinnone)
  • Alessio Marino, "BEATi voi! - Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70" N.8, Viguzzolo, Beat boutique 67, 2011. (Analisi della discografia dei Trip)
  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Milano, Arcana, 1993, ISBN 88-7966-022-5.
  • Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone, Progressive italiano, a cura di Frazz, Firenze-Milano, Giunti, 2007, ISBN 978-88-09-04794-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Rock progressivo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock progressivo