The Sick Rose (gruppo musicale)

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The Sick Rose
Paese d'origineItalia Italia
GenereGarage rock
Periodo di attività musicale1983 – 1993
1999 – in attività
EtichettaElectric Eye, Synergy
Album pubblicati9
Sito ufficiale

The Sick Rose è un gruppo musicale italiano rock, tra i principali esponenti del movimento del garage rock revival, genere sviluppatosi negli anni ottanta e portato alla ribalta da gruppi come Fuzztones e The Chesterfield Kings.[1][2][3]

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

I Sick Rose si sono formati nel 1983 a Torino ed erano composti inizialmente da Luca Re (voce), Diego Mese (chitarra), e completati da Maurizio Campisi (basso), Dante Garimanno (batteria), Rinaldo Doro (tastiera). Il nome del gruppo rimanda all'omonima poesia scritta dal poeta inglese William Blake.[3]

Dopo un primo 7" allegato alla rivista Lost Trails, esordiscono con il singolo Get along Girl edito nel 1986 dalla Electric Eye, che anticipò l'album Faces che presentava perlopiù brani originali scritti in uno stile che poteva sembrare di una band texana del 1966[4]. Al disco seguì poi una lunga tournèe nel nord Europa.

Nel 1988 pubblicano il secondo album, Shaking Street anticipato dal singolo Double Shot, dove grazie all'attività concertistica il suono del gruppo è più amalgamato.

Dopo una raccolta e il terzo album Floating (1990), Diego Mese abbandona il gruppo. Luca Re con una nuova formazione pubblica Renaissance nel 1992, che sarà l'ultima pubblicazione del gruppo prima dello scioglimento. Re costituisce un nuovo combo, i 99th Floor dalla breve durata. Nel 1999 il gruppo si ricostituisce dapprima con una sporadica attività live per giungere alla pubblicazione di un nuovo lavoro, l'EP Italian Fuzz Explosion (2001, riedito nel 2004 ampliato con il titolo The Modern Boys with an Old Disease) e cinque anni più tardi l'album prodotto da Dom Mariani.[1]

Negli anni successivi il gruppo ha fatto tour in Europa aprendo i concerti di Jeff Conolly dei Lyres. Nel 2011 hanno pubblicato un nuovo album No Need for Speed prodotto anche questo da Dom Mariani.[5]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Re (voce)
  • Diego Mese (chitarra)
  • Valter Bruno (basso)
  • Giorgio Cappellaro (chitarra)
  • Alberto Fratucelli (batteria)

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante Garimanno (batteria)
  • Rinaldo Doro (tastiera)
  • Maurizio Campisi (basso)
  • Giorgio Abà (batteria)
  • Gigi Rivetti (tastiere)
  • Pippo De Masi (batteria)
  • Roberto Bovolenta (chitarra)
  • Luca Mangani (basso)
  • Jacopo Arrobio (chitarra)
  • Massimo Smeriglio (tastiera)

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1986 - Face (Electric Eye)
  • 1988 - Shaking Street (Electric Eye)
  • 1990 - Floating (Synergy)
  • 1992 - Renaissance (Synergy)
  • 2006 - Blastin' Out (Teen Sounds/Misty Lane)
  • 2011 - No Need for Speed (Area Pirata)

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • 1985 - Ti Dico Demo
  • 1985 - Eighties Colours
  • 1989 - The Hot Roses!
  • 1994 - Other Faces (Dionysus)
  • 2004 - The Modern Boys with an Old Disease (Phox7)

EP[modifica | modifica wikitesto]

  • 2001 - Italian Fuzz Explosion (Swamp Room)
  • 2014 - Live in Studio (Hermits Records/Area Pirata)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Arcana Editrice, 2006, p. 364.
  2. ^ Il gruppo viene citato da Timothy Gassen nel suo libro Knight of Fuzz come il primo gruppo europeo assieme ai Chesterfield Kings ad avere contribuito a far conoscere il genere.
  3. ^ a b The Sick Rose Archiviato il 6 marzo 2016 in Internet Archive. in retrophobic.com
  4. ^ Federico Guglielmi, Rock (non in) italiano: 50 album fondamentali, in Mucchio Extra, Stemax Coop, #38 estate 2012.
  5. ^ (ENIT) The Sick Rose isu reverbnation.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Milano, Arcana, 1993, ISBN 8879660225. pg. 579-580
  • Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Arcana Editrice, 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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