The Libertines

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The Libertines
The Libertines 2014.jpg
I Libertines nel 2014
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Indie rock[1]
Britpop[1]
Punk revival[1]
Garage rock[1]
Periodo di attività 19972004
2010
2014in attività
Album pubblicati 3
Studio 2
Live 0
Raccolte 1

The Libertines sono un gruppo musicale indie rock inglese formatosi nel 1997 a Londra e attivo inizialmente fino al 2005, poi nuovamente dal 2010 ed infine dal 2014, anno segnato dal loro ritorno sul palco con il grande concerto ad Hyde Park. Le sonorità della band spaziano dal garage rock al post punk revival.

La band nasce dall'incontro tra i cantanti e chitarristi Pete Doherty e Carl Barât, che vivevano come squatter nell'est della capitale. Cambia formazione fino al 2001, quando prende l'assetto definitivo, con John Hassall al basso e Gary Powell alla batteria. L'anno successivo, con la produzione di Mick Jones, esce il primo album, Up the Bracket, accolto molto positivamente da pubblico e critica. Il look e la musica dei quattro diventa immediatamente un fenomeno di massa in Gran Bretagna. Il successo è inarrestabile, nonostante i problemi con l'eroina del cantante e chitarrista Pete Doherty, il quale nel 2003 viene arrestato per aver rubato proprio in casa del suo compagno di band. Nel 2004 esce il secondo album (The Libertines), che viene giudicato ottimo dalla critica di settore. Il gruppo gode di molto consenso in Inghilterra, ma dopo l'uscita dell'album Doherty lascia definitivamente la band, che si scioglie ufficialmente nel 2005. Carl Barât forma quindi i Dirty Pretty Things, mentre Pete Doherty diventerà il leader dei Babyshambles.

Il 2 agosto 2009 alcuni giornali pubblicano la notizia di una riunione della band: Carl Barât abbandona i Dirty Pretty Things e Pete Doherty dichiara di non aver problemi a mantenere più progetti musicali contemporaneamente. Il 31 marzo 2010 tramite una conferenza stampa la band annuncia ufficialmente la sua riunione.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Esordi (1997–2001)[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo si forma dall'amicizia tra Peter Doherty e Carl Barât, che si incontrarono quando studiavano teatro alla Brunel University di Uxbridge. I due condividevano l'appartamento di Richmond con Amy-Jo Doherty, sorella maggiore di Peter. Il sodalizio musicale nacque subito dalla comune passione per le melodie e i testi degli Smiths[2]. Barât abbandonò il corso di teatro due anni dopo e Doherty lasciò gli studi di letteratura inglese alla Queen Mary dopo un anno. I due si trasferirono in un appartamento di Camden Road, a North London, che soprannominarono "The Delaney Mansions".

Ben presto formarono una band con il vicino di casa Steve Bedlow, noto come Scarborough Steve, e assunsero il nome di The Strand, che sarebbe divenuto The Libertines in onore del controverso romanzo Le 120 giornate di Sodoma del Marchese de Sade. In un primo momento tra i possibili nomi del gruppo figurava anche The Albions, ma fu scartato. Poco dopo, dall'incontro con John Hassall e Johnny Borrell, che suonò il basso con i Libertines durante una sessione di prova, la band assunse un nuovo assetto. Il complesso tenne un'altra sessione di prove alla quale Borrell non si presentò. Si scoprì che l'assente, raggiunto telefonicamente, era in tour, così Hassall si unì alla band. Ancora priva del batterista, la band iniziò a esibirsi nel quartiere dove vivevano Doherty e Barât.

Poche settimane dopo prenotarono gli Odessa studios e si dedicarono alla registrazione di tre canzoni con il produttore Gwyn Mathias, che aveva lavorato con i Sex Pistols. Delusi dai provini con aspiranti batteristi, decisero di affidarsi a Mathias, che arruolò il 54enne Paul Dufour per 50 dollari. Nonostante lo scarto generazionale, Paul Dufour convinse il resto del gruppo ed entrò a far parte della band. I Libertines iniziarono a suonare in locali più noti finché Roger Morton, giornalista dell'NME che era andato a vederli al Filthy Macnasty's Whiskey Cafe di Islington, dove Pete lavorava come barista, si propose come manager del gruppo, che accettò di buon grado, declinando un'altra offerta giunta dall'esperto produttore John Waller.

Nel marzo 2000 i Libertines incontrarono Banny Poostchi, legale della Warner Chappell Music Publishing, che, intravedendo il potenziale della band, assunse un ruolo chiave nel management. Insieme registrarono Legs XI, un set comprendente le loro migliori otto canzoni dell'epoca. A dicembre, però, il gruppo era ancora senza contratto, motivo che spinse Dufour, Hassall e Pootschi ad abbandonare i Libertines[3][4].

Il successo degli Strokes, band affine ai Libertines, fece tornare Pootschi sui suoi passi e riconsiderare la sua decisione. La manager si diede sei mesi di tempo per far scritturare i Libertines dalla Rough Trade Records. Fu in questo periodo che Barât e Doherty scrissero molti dei brani poi presenti nel primo album. Alla batteria fu chiamato a suonare Gary Powell al posto di Paul Dufour, considerato troppo in là con gli anni dalla Pootschi. Il 1º ottobre 2001 Barât e Doherty fecero un provino per la Rough Trade alla presenza di James Endeacott, che rimase favorevolmente impressionato e l'11 dicembre li fece ascoltare dai suoi superiori, Geoff Travis e Jeanette Lee. Ai Libertines fu comunicata la notizia dell'assunzione, con la firma del contratto prevista per il 21 dicembre.

I Libertines avevano bisogno di un bassista, così richiamarono Hassall, ma gli fecero capire che il ruolo di compositori sarebbe spettato a Doherty e Barât. I due affittarono un appartamento in 112ª Teesdale Street, a Bethnal Green, che soprannominarono "The Albion Rooms".

2014–oggi: Anthems for Doomed Youth[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2015 i Libertines hanno annunciato l'uscita del nuovo album Anthems for Doomed Youth, che è stato pubblicato l'11 settembre 2015.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) The Libertines, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ Toby L, The Libertines - Various, UK, Throughout 2002, rockfeedback.com, 9 febbraio 2004. URL consultato il 19 marzo 2007.
  3. ^ "We're from pandemonia and that's where we're going to remain", NME, 8 giugno 2002.
  4. ^ Laurence, Alexander, The Libertines, Free Williamsburg, settembre 2004. URL consultato il 19 marzo 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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