The Indian Express

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The Indian Express
StatoIndia
LinguaInglese
PeriodicitàQuotidiano
FormatoBroadsheet, online
Fondazione1932
SedeMumbai
EditoreIndian Express Group
Tiratura700.000
Diffusione cartaceaNazionale
Diffusione digitaleSì (8 giugno 1996)
Redattore capoRaj Kamal Jha
Sito webwww.indianexpress.com
 

The Indian Express è un quotidiano in lingua inglese pubblicato a Mumbai dall' Indian Express Group.

Nel 1999, a otto anni dalla morte del fondatore nel '91, il gruppo fu diviso fra gli eredi di Ramnath Goenka: le edizioni pubblicate a sud dell'India confluirono nel gruppo The New Indian Express, mentre quelle del nord mantennero il nome di Indian Express, con sede a Mumbai.

The Indian Express è pubblicato in dieci località: Delhi, Jaipur, Mumbai, Nagpur, Pune, Kolkata, Vadodara, Chandigarh, Lucknow, Ahmedabad e Tirupati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

The Indian Express venne fondato nel '32 a Chennai dal medico Varadarajulu Naidu, nella casa editrice Tamil Nadu. A seguito delle difficoltà finanziarie, dopo breve tempo cedette il giornale a Swaminathan Sadanand, giornalista indiano e fondatore dell'agenzia di stampa nazionale The Free Press. L'anno seguente The Indian Express aprì la seconda sede a Madurai, lanciando l'edizione in lingua tamil dal titolo Dinamani. Sadanand introdusse numerose innovazioni editoriali e abbassò il prezzo del giornale. Nonostante ciò, nuovi problemi economici lo obbligarono a cedere parte delle sue azioni a Ramanath Goenka, con opzione convertendo. Nel 1935, The Free Press Journal dichiarò bancarotta e, dopo una lunga battaglia legale, Sadanand perse la proprietà dell'Indian Express[1]. Goenka acquisì il 26% di azioni residue, divenendo l'unico azionista di controllo.

La linea editoriale del quotidiano riprese al massimo grado la sua tradizione antigovernativa e avversa all'establishment, trovandosi a competere con quotidiani già affermati come The Hindu ed The Mail, in un mercato potenziale che negli anni '30 presentava numeri molto più ridotti rispetto a quello odierno.

Nel 1939, Goenka acquisì Andhra Prabha, altro diffuso quotidiano in lingua telugu. Acquisito il Morning Standard nel '51, Goenka avviò l'edizione di Mumbai, la cui sede era presso i due grattacieli noti come Express Power. Due anni dopo divenne l'edizione locale di Mumbai del gruppo The Indian Express . Negli anni seguenti furono aperte le sedi in altre città, e relative edizioni: Madurai nel '57, Bangalore nel '65, Ahmedabad nel '68.
Nel 1961 uscì in stampa a Mumbai il numero di apertura del The Financial Express, rivista dedicata alle notizie finanziarie dall'India e dal mondo; nel '65 a Bangalore esordirono il Kannada Prabha (Kannada Daily) e l'edizione locale del quotidiano in lingua telegu Andhra Prabha. Sempre a Mumbai, furono create le edizioni in lingua gujarati dei quotidiani Lok Satta e Jansatta[2].

Nel '90 l'Indian Express acquisiì lo Sterling Group unitamente ai suoi periodici[3], fra i quali la rivista Gentleman[4]

Alla morte di Goenka, due membri della famiglia fecero confluire le pubblicazioni stampate nel nord dell'India nell'Indian Express, con sede a Mumbai; invece, i giornali stampati nell'India meridionale furono acquisiti dall'Express Madurai Ltd., con quartier generale a Chennai.
L'8 giugno 1996, The Indian Express iniziò a pubblicare nel Web. A cinque mesi da debutto, il sito expressindia.com dichiarò di avere 700.000 visualizzazioni al giorno, ad eccezione del fine settimana in cui scendevano al 60% dei livelli medi.[5][6].

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Mumbai è la sede amministrativa e direzionale, mentre i principali studi dell'Indian Express si trovano a Noida. Una sede operativa a Delhi coordina tutte le edizioni a livello nazionale.

Express Publications ha la propria sede a Madurai.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arnold Kaminsky, India Today- an encyclopedia of life in the republic, p. 340, OCLC 712115079. URL consultato il 24 aprile 2019 (archiviato il 24 aprile 2019).
  2. ^ Pagina di benvenuto, su jansatta.releasemyad.com.
  3. ^ (EN) Pulizia dei titoli di debito "non performanti", su businessworld.in. URL consultato il 24 aprile 2019 (archiviato il 6 agosto 2018).
    «Minhaz Merchant è il biografo di Rajiv Gandhi e Aditya Birla, e fondatore del gruppo Sterling Newspapers Pvt. Ltd.».
  4. ^ Sito della rivista, su thegentlemansjournal.com.
  5. ^ Indian Express - Awards, su The Indian Express. URL consultato il 18 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 1997).
  6. ^ Profilo su owler.com, su owler.com. URL consultato il 24 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2019).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]