The Host (film 2006)

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The Host
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Una scena del film
Titolo originale괴물
Gwoemul
Lingua originalecoreano, inglese
Paese di produzioneCorea del Sud
Anno2006
Durata119 min
Generefantascienza, orrore, drammatico
RegiaBong Joon-ho
SceneggiaturaBong Joon-ho, Won-jun Ha, Chul-hyun Baek
FotografiaKim Hyung-ku
MontaggioKim Sun-min
MusicheLee Byung-woo
Interpreti e personaggi

The Host (괴물?, GwoemulLR) è un film del 2006, diretto da Bong Joon-ho.

Con un totale di oltre 13 milioni di biglietti venduti, The Host stabilì un nuovo record di incassi in Corea del Sud[1].

In Italia è andato in onda il 13 giugno 2013 su Rai Movie[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Corea del Sud, 2000. In un obitorio un anatomopatologo americano ordina al suo assistente coreano di gettare nello scarico del lavandino il contenuto di oltre 200 bottiglie di formaldeide, ritenendole ormai scadute e inutilizzabili. Seppur con una certa riluttanza, l'assistente esegue gli ordini e centinaia di litri di formaldeide finiscono nel fiume Han.

Anni dopo alcuni passanti, incuriositi, notano all'interno del fiume una strana creatura anfibia. Subito dopo l'avvistamento, si scatena il caos: la creatura, di considerevoli dimensioni, esce dalle acque e aggredisce i passanti, per poi dileguarsi nelle acque del fiume, lasciandosi dietro di sé una scia di vittime. La notizia fa rapidamente il giro della Corea e viene immediatamente dichiarato lo stato di allerta, con l'esercito che si stabilisce in città per monitorare la situazione.

Lo stato di salute dell'uomo ferito dopo essere stato in contatto diretto con il mostro, fa dedurre che questo sia portatore di un virus altamente contagioso e pericoloso; tutti i sopravvissuti all'attacco vengono perciò prelevati e isolati dal resto della popolazione, in attesa di ulteriori analisi e per evitarne il contagio. Tra di loro c'è la famiglia Park: il padre Hie-bong e i tre figli adulti Nam-il, Nam-joo e Gang-du, straziato per aver perso la mano della figlia Hyun-seo, poi trascinata via dal mostro.

Ma proprio Gang-du, un fannullone mai cresciuto che aiuta il padre nella gestione di un chiosco in riva al fiume, riceve una breve telefonata dalla figlia, già data ufficialmente per morta. Nonostante la poca considerazione di cui gode da sempre, l'uomo riesce a convincere i familiari che Hyun-seo sia viva e attende di essere salvata all'interno di una fognatura. Evasi dalla quarantena e raggirato l'esercito che la presiedeva, la famiglia Park si mette alla ricerca della piccola, effettivamente intrappolata in un rifugio in cui il mostro accumula le vittime delle sue scorribande.

Durante le ricerche, la creatura uccide il padre di Gang-du e quest'ultimo viene catturato dai militari e portato in un'infermeria di fortuna dove è sottoposto ad ogni sorta di esame. A salvarlo, momentaneamente, è un medico americano, che sembra essere compassionevole nei confronti di Gang-du e della sua storia, ma che poi, confidandosi con un aiutante, rivela che non esiste alcun virus e ordina di prelevare un campione di cervello del protagonista. Una volta eseguita la procedura, approfittando di un momento di distrazione, Gang-du prende in ostaggio un'infermiera e fugge.

Intanto un bambino, solo al mondo, viene gettato dal mostro nella fognatura a cielo aperto in cui è intrappolata anche Hyun-seo. La ragazzina si prende cura del piccolo e intanto escogita un modo per fuggire, utilizzando i vestiti delle vittime morte lì presenti. Il coraggioso piano non va a buon fine ed entrambi vengono inghiottiti dalla creatura. Intanto i fratelli di Gang-du si dirigono sotto il ponte principale della città, avendo rintracciato tramite un amico di Nam-il la posizione di Hyun-seo sulla base di una telefonata effettuata da questa. I tre fratelli sono quindi ricongiunti e insieme cacciano e abbattono la creatura, con l'apporto decisivo di Nam-joo, campionessa di tiro con l'arco. Gang-du riesce a estrarre i corpi dei due giovani, scoprendo purtroppo che Hyun-seo è morta.

Successivamente un Gang-du più maturo cena insieme al bambino sopravvissuto, all'interno del proprio chiosco, mentre ascolta distrattamente un notiziario che narra gli eventi accaduti.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Host, la recensione del film di Bong Joon-ho, su Everyeye Cinema. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  2. ^ The Host (2006) | FilmTV.it. URL consultato il 19 gennaio 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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