The Hitcher - La lunga strada della paura

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The Hitcher - La lunga strada della paura
The Hitcher.jpg
John Ryder e Jim Halsey
Titolo originaleThe Hitcher
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1986
Durata98 min
Dati tecniciColore
rapporto: 2,39:1
Generethriller
RegiaRobert Harmon
SoggettoEric Red
SceneggiaturaEric Red
ProduttoreCharles R. Meeker
Produttore esecutivoEdward S. Feldman
Casa di produzioneHBO, Warner Bros. Pictures, TriStar Pictures, Columbia Pictures
Distribuzione in italianoUniversal Pictures
FotografiaJohn Seale
MontaggioFrank J. Urioste
Effetti specialiArthur Brewer
MusicheMark Isham
ScenografiaLynda Burbank
CostumiSimon Tuke
TruccoPamela Peitzman, Leslie Ann Anderson
StoryboardMegan Branman
Art directorDins Danielsen
Character designDennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Hitcher - La lunga strada della paura (The Hitcher) è un film del 1986 diretto da Robert Harmon. Tra i protagonisti sono presenti Rutger Hauer, C. Thomas Howell e Jennifer Jason Leigh.

Il film ha avuto un sequel nel 2003 intitolato The Hitcher II - Ti stavo aspettando..., mentre nel 2007 è stato realizzato un remake, The Hitcher, diretto da Dave Meyers.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Jim Halsey sta portando una Cadillac Seville del '75 da Chicago a San Diego, dove deve consegnarla al proprietario che ne ha richiesto il trasporto. Durante il viaggio, la stanchezza e un colpo di sonno che quasi gli causa un incidente lo spinge a offrire un passaggio a un autostoppista. Il misterioso personaggio, che si presenta come John Ryder (letteralmente, John il Cavaliere), dopo poco si rivela essere uno psicopatico e minaccia Jim con un coltello alla gola. Il ragazzo, terrorizzato, riesce comunque a buttare giù il pazzo dall'auto in corsa per poi scappare.

Dopo diverse ore, il maniaco ricompare su di una station wagon con una tranquilla famiglia a bordo, la quale gli ha purtroppo dato un passaggio. Dopo pochi chilometri, Jim trova la macchina abbandonata con a bordo la famiglia uccisa. Jim si rende definitivamente conto di quello che sta accadendo e comincia quindi una estenuante fuga dall'assassino che lo sta apertamente perseguitando. Jim finirà col coinvolgere nella sua fuga anche una cameriera (Nash) di una tavola calda lungo la statale che, suo malgrado, si troverà ad appoggiarlo nel suo disperato tentativo di sopravvivere a Ryder, già autore di diversi tentativi di omicidio.

A complicare le cose, ci si mette la polizia, che lo accusa di essere l'assassino stesso. Dopo essere stato messo in prigione, Ryder si ripresenta uccidendo tutti i poliziotti nella centrale, affibbiando la colpa a Jim, e costringendolo così a scappare non solo da lui, ma anche dalle forze dell'ordine. A questo punto Jim cerca rifugio in una stazione di servizio, ma Ryder lo precede e, dopo aver distrutto tutto con l'auto, cerca di dargli fuoco. Sfuggito a quest'ennesimo agguato, Jim sequestra alcuni poliziotti e riesce in questo modo a parlare con il loro capo via radio: Ryder interviene tuttavia uccidendo i poliziotti, e costringendo Jim ad una nuova fuga. A questo punto Jim pensa al suicidio, ma per poco desiste.

A questo punto, Jim sale sul pullman su cui aveva visto precedentemente salire la sua amica cameriera e la convince di non essere lui l'assassino. I poliziotti tuttavia lo intercettano, e uno di loro cerca di trovare un pretesto per ucciderlo nonostante egli abbia deciso di arrendersi. A questo punto interviene proprio Nash che, armata di pistola, lo aiuta a scappare: i due sono inseguiti da un arsenale di polizia che gli spara contro, ma vengono "salvati" da proprio Ryder, che riesce a massacrare tutti i poliziotti. A questo punto la coppia di fuggitivi si rifugia in un motel: Nash vorrebbe rivelare la propria posizione a suo padre, ma Jim le vieta di telefonare. Quando però il ragazzo va a fare una doccia Nash telefona a suo padre; proprio in quel momento Ryder si introduce nella camera e la sequestra.

Capito cos'è successo, Jim esce dal motel e viene assalito da altri poliziotti, che questa volta sembrano aver capito cos'è successo. A rivelare tutto è stata la decisione di Ryder di legare Nash al suo furgone e ad una parete, così che se lui dovesse togliere il piede dal freno la ragazza finirebbe smembrata. Su consiglio del Capitano Esteridge, con cui Jim aveva già parlato via radio, il ragazzo sale sul furgone per cercare di sventare il piano di Ryder: il tentativo fallisce, e Nash muore. John Ryder viene dunque arrestato: la polizia non riesce a trovare alcun documento, ma per fortuna Jim ricorda il suo nome e lo rivela agli agenti. Mentre questi stanno conducendo il criminale in galera, Jim capisce che presto Ryder sarebbe riuscito a liberarsi e ruba la pistola dal capitano per poter chiudere la faccenda eliminando fisicamente il nemico.

Le previsioni di Jim si rivelano corrette: John Ryder riesce a liberarsi dalle manette e ad uccidere i poliziotti, nonché a sfondare il portellone del furgone in cui è rinchiuso e gettarsi nella macchina della polizia con cui lo stesso Jim lo stava seguendo. I due hanno una colluttazione ma Jim, che dopo aver fronteggiato più volte la polizia e grazie alla sua attività di guidatore sa come gestire una situazione simile mentre è al volante, riesce a liberarsi dell'uomo e ad investirlo con l'auto. Quando Jim scende dalla vettura per controllare se Ryder è morto davvero, questi finge di essere effettivamente defunto e riesce inizialmente ad ingannare il ragazzo: nel momento in cui Ryder sta per aggredire Jim, tuttavia, quest'ultimo capisce di essere stato ingannato e gli spara prima che il criminale possa assalirlo. A questo punto il criminale è morto per davvero, e Jim è finalmente libero di riprendere in mano la propria vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'autore della sceneggiatura Eric Red disse che il film era ispirato alla canzone dei Doors Riders on the storm, per il tema di un assassino sulla strada durante una tempesta. La scena iniziale si rifà proprio a questo, e di lì in poi si sviluppa il resto della trama. Sam Elliott e Terence Stamp furono contattati per il ruolo di John Ryder. Il regista Harmon e lo sceneggiatore Red confessarono comunque che il film non sarebbe mai stato lo stesso senza Rutger Hauer.

Il motel Roy's Motel and Diner dove ferma la corriera è uno dei luoghi simbolo della ex Route 66. Si trova ad Amboy, nel deserto del Mojave, California. Il film è ambientato principalmente nel deserto Californiano, lungo la ex Route 66 (ora Historic Route 66), e questo ha permesso di creare un certo di senso di desolazione e di disorientamento, perfetto per fare da sfondo alle gesta dello psicopatico Ryder che sembra poter comparire da qualsiasi punto cardinale. Harmon spiegò diversi anni più tardi all'uscita del DVD, come il film fosse stato girato in maniera tale da non permettere di definirne un periodo preciso di ambientazione, creando uno scenario quasi irreale nel quale è difficile persino identificare i luoghi dove ci si trova.

Rutger Hauer eseguì parecchie delle scene stunt di automobile, sorprendendo la troupe e perfino i veri stunt-man. Nell'eseguire l'ultima parte dello stunt in cui Ryder si lancia dal pullman prigionieri e atterra dentro il fuoristrada guidato da Jim, Hauer si ruppe un dente colpendo il fucile a pompa che teneva in mano. Il particolare è chiaramente visibile nel film al minuto 86. C. Thomas Howell confessò di essere intimorito da Rutger Hauer sia nella finzione scenica che fuori dal set, per l'intensità che l'attore metteva nel ruolo di Ryder.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel e remake[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha generato un sequel e un remake. Il primo, The Hitcher II - Ti stavo aspettando..., ritorna come protagonista C. Thomas Howell nel ruolo di Jim. Il secondo, un remake omonimo, è interpretato da Sean Bean, Zachary Knighton e Sophia Bush. Il film è stato diretto da Dave Meyers e prodotto dalla casa di produzione del regista Michael Bay.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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