The Elder Scrolls IV: Oblivion

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Elder Scrolls IV: Oblivion
The Elder Scrolls IV - Oblivion Logo.png
Logo del gioco.
Sviluppo Bethesda Game Studios
Pubblicazione Bethesda Softworks
Ideazione Jeremy Soule (Compositore)
Serie The Elder Scrolls
Data di pubblicazione Windows, Xbox 360:
Stati Uniti 20 marzo 2006[1][2]
Australia 23 marzo 2006[1][2]
Europa 24 marzo 2006[1][2]
Giappone 26 settembre 2007[2]
PlayStation 3:
Stati Uniti 20 marzo 2007[3]
Australia 26 aprile 2007[3]
Europa 27 aprile 2007[3]
Giappone 27 settembre 2007[3]
Genere Action RPG
Tema Fantasy
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Microsoft Windows, Xbox 360, PlayStation 3
Motore grafico Gamebryo 2.6
Motore fisico Havok
Supporto DVD-ROM (PC / Xbox 360)
Blu-ray Disc (PS3)
Requisiti di sistema Windows XP / 64-bit, Windows 2000

512MB System RAM 2 GHz Intel Pentium 4 o equivalente 128MB Direct3D compatible video card and DirectX 9.0 compatible driver; 8x DVD-ROM drive 4.6 GB liberi su HD DirectX 9.0c (inclusa)

DirectX 8.1 compatible sound card
Periferiche di input Gamepad, Mouse, Tastiera
Espansioni Knights of the Nine (plug-in)[4]
Shivering Isles
Preceduto da The Elder Scrolls III: Morrowind
Seguito da The Elder Scrolls V: Skyrim

The Elder Scrolls IV: Oblivion, spesso abbreviato in TES IV: Oblivion o semplicemente Oblivion, è un videogioco action RPG del 2006, sviluppato e pubblicato da Bethesda Softworks per Playstation 3, Xbox 360 e Microsoft Windows. Si tratta del quarto capitolo della saga di videogiochi The Elder Scrolls.

Il gioco, sviluppato per Microsoft Windows ed Xbox 360, è uscito il 20 marzo 2006 in America e quattro giorni dopo in Europa. Nel 2007 ne è stata realizzata una versione anche per PlayStation 3.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Inizio[modifica | modifica wikitesto]

« Sono nato 87 anni fa. Per 65 anni sono stato l'imperatore di Tamriel. Ma in tutti questi anni, non ho mai regnato sui miei sogni. Ho visto i cancelli di Oblivion, oltre i quali nessun occhio desto può vedere. Guarda: nell'oscurità una maledizione si diffonde sulla Terra. È il 27° giorno di Ultimo Seme, nell'anno 433 di Akatosh. Sono gli ultimi giorni della 3° era. E le ultime ore della mia vita. »
(Imperatore Uriel Septim VII)
Veduta della Città Imperiale in uno screenshot del gioco.

Cyrodiil, regione centrale del continente di Tamriel, conosciuta anche come la Provincia Imperiale, è sotto il governo della dinastia Septim e l'attuale imperatore è Uriel Septim VII.

Il personaggio, noto come il Prigioniero, si trova (non si sa il perché) rinchiuso in una delle celle della prigione imperiale. A un certo punto arrivano uomini dei servizi segreti e di difesa dell'imperatore, le Blade, con l'imperatore Uriel Septim VII, che riconosce il Prigioniero come una faccia già vista, sebbene non si siano mai realmente incontrati. L'imperatore è in fuga, poiché è inseguito da alcuni non meglio noti assassini, e deve fuggire dalla Città Imperiale. Insieme a loro, grazie a un passaggio segreto, il Prigioniero evade dalla prigione.

Tuttavia, nella completa coscienza di come sarebbe andata a finire, l'imperatore resta ucciso da un attacco a sorpresa; prima della sua morte, però, dice al Prigioniero che dovrà trovare il suo erede non noto al mondo, per riaccendere i Fuochi del Drago e impedire l'apertura dei cancelli di Oblivion. Gli consegnerà anche l'Amuleto dei Re, fondamentale per completare il rituale di accensione dei Fuochi del Drago.

L'eroe e Kvatch[modifica | modifica wikitesto]

Ormai libero, il Prigioniero si dirigerà al Priorato di Weynon, dove dal monaco ed ex-Blade, Jauffre, scoprirà che l'erede di Uriel, Martin (che esercita la professione di prete), si trova nella città di Kvatch, rimasta invasa da esseri immondi fuoriusciti dal primo portale di Oblivion aperto, e semidistrutta. Il Prigioniero chiuderà il portale e comunicherà a Martin che è lui l'ultimo della dinastia Septim. Martin, inizialmente incredulo, lo seguirà. Il Prigioniero diverrà ora noto come Eroe di Kvatch.

I due fanno ritorno al Priorato di Weynon, ma l'amuleto è stato rubato dai membri della setta nota come Mitica Alba (gli stessi che hanno ucciso Uriel), capeggiata dal potente e apparentemente immortale mago-stregone Mankar Camoran. Jauffre, dopo l'assalto degli adepti della setta, chiede di portare Martin al sicuro nella base principale delle Blade. Portato al sicuro nel Tempio del Signore delle Nubi, la roccaforte delle Blade, Martin chiederà all'Eroe di Kvatch di indagare sulla setta di Camoran e scoprire nuovi indizi per imparare di più riguardo alle loro reali intenzioni: Baurus, un membro delle Blade sopravvissute all'attacco della Mitica Alba e ora in incognito alla Città Imperiale, sembra conoscere nuovi dettagli.

La Mitica Alba e il Mysterium Xarxes[modifica | modifica wikitesto]

Baurus confessa di essere pedinato, da alcuni giorni, da uno strano soggetto. Con uno stratagemma, Baurus e l'Eroe di Kvatch attirano il pedinatore in trappola, ed egli rivela la sua vera identità: un agente della Mitica Alba. L'agente viene ucciso e sul suo cadavere viene ritrovato un libro noto come Commentari sulla Mitica Alba, volume 1.

Il libro attira l'attenzione di Baurus, che suggerisce all'Eroe di Kvatch di andare a cercare indizi all'Università Arcana della Città Imperiale, chiedendo all'argoniana Tar-Meena.

Tar-Meena rivela che il libro trovato è solo il primo volume di una serie di 4 libri scritti dallo stesso Mankar Camoran, e che nascondono al loro interno un messaggio segreto per rintracciare il santuario della Mitica Alba. Tar-Meena ha con sé il secondo volume e lo cede all'Eroe di Kvatch. Rivela che gli ultimi due libri saranno più difficili da rintracciare, suggerendo di iniziare le ricerche del terzo volume al negozio "Prime Edizioni" del commerciante Phintias. Una volta ottenuto anche il terzo volume, verrà reso noto che l'unico modo per ottenere il quarto volume sarà entrare in contatto diretto con un membro ufficiale della Mitica Alba. Un elfo, Gwinas (presente nel negozio di Phintias), interessato in culti daedrici, spiegherà come organizzare un incontro con i membri della Mitica Alba.

L'incontro viene organizzato nelle fogne della Città Imperiale, durante il quale Baurus e l'Eroe di Kvatch sorprendono i membri e li uccidono, recuperando il quarto volume. Con tutti e quattro i volumi, Tar-Meena decifra il messaggio per rintracciare la base del culto. L'Eroe di Kvatch vi si dirige e, impersonandosi un novizio della congrega, riceve il rito di benvenuto dallo stesso Mankar Camoran (che indossa l'Amuleto dei Re). Quest'ultimo, in seguito, si ritira in un regno magico, utilizzando un manufatto daedrico potentissimo: il Mysterium Xarxes.

A questo punto, la copertura salta e l'Eroe fugge dalla base della Mitica Alba, portando con sé il Mysterium Xarxes.

Le tre reliquie e il grande sigillo[modifica | modifica wikitesto]

L'Eroe porta il Mysterium Xarxes a Martin, al Tempio del Signore delle Nubi. Martin rimane scioccato alla vista del manufatto, poiché in grado di comprenderne l'oscuro potere, e inizierà a studiarlo attentamente.

Per recuperare l'Amuleto dei Re bisogna rintracciare Mankar Camoran; per rintracciare Mankar Camoran bisogna avere accesso a quel regno da lui stesso creato in cui si è rifugiato. Martin, per creare la porta su tale dimensione, avrà bisogno di 3 elementi: una reliquia daedrica, una reliquia divina e una reliquia Ayleid. L'Eroe di Kvatch recupera una reliquia daedrica, poi recupera l'armatura di Tiber Septim dalla tomba di Sancre Tor e infine entra in possesso di una grande pietra Welkynd appartenente all'antica civiltà Ayleid. Di seguito riporta i 3 oggetti a Martin, in modo che egli possa creare un passaggio magico nel regno di Camoran. Tuttavia, manca ancora un elemento per fondere insieme gli altri 3: un Sigillo di Sangue, ovvero una pietra daedrica che serve per tenere aperto un cancello di Oblivion su Tamriel.

Tuttavia, un comune sigillo di sangue non basta; ne occorre uno più grande. L'occasione di recuperare tale oggetto si presenta nella città di Bruma, dove la Mitica Alba sta preparando l'apertura di un gigantesco cancello di Oblivion. Lo scopo del piano è consentire l'apertura del cancello, entrare nel reame di Oblivion, mentre al di fuori si terrà una battaglia, e recuperare il sigillo chiudendo allo stesso tempo il cancello. L'Eroe di Kvatch convince la contessa di Bruma ad accettare l'apparentemente folle piano di Martin. Così, mentre Martin con Jauffre e le guardie cittadine tengono occupate le armate Dremora che fuoriescono dal grande cancello, l'Eroe si dirige nel reame di Oblivion e recupera il grande Sigillo di Sangue, chiudendo il cancello e ponendo fine alla battaglia.

Oltre le porte di Gaiar Alata[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia è finita con il successo degli uomini. A questo punto, nel Tempio del Signore delle Nubi, Martin fonde tutti gli elementi recuperati per creare l'accesso a Gaiar Alata, il paradiso dove si rifugia Mankar Camoran. Tuttavia, la porta magica garantisce un viaggio di sola andata verso Gaiar Alata, e Martin specifica che l'Eroe di Kvatch, una volta dentro, per fuggire dal posto dovrà uccidere Camoran stesso, in quanto se egli muore il suo regno si dissolve. L'Eroe si fa strada nel paradiso di Camoran, un regno esteticamente bellissimo dove tutti i membri della Mitica Alba defunti sono diventati immortali come i Daedra (questa era la promessa di Mankar Camoran). Tuttavia, i defunti conducono uno stato di apatia in quel regno e subiscono le sevizie dei sadici Dremora, che rendono la loro immortalità guadagnata più un fardello che un dono.

Camoran invita l'Eroe di Kvatch a farsi avanti fino alla sua dimora nel Gaiar Alata. L'Eroe, in seguito, uccide sia Mankar sia i suoi 2 figli seguaci, Raven e Ruma. Con Camoran morto, il Gaiar Alata si dissolve e l'Eroe di Kvatch torna a Tamriel.

I fuochi del drago[modifica | modifica wikitesto]

Con Camoran morto e il culto della Mitica Alba annientato, la vittoria sembra ormai vicina. Tuttavia, il neo imperatore Martin Septim deve recarsi nella Città Imperiale per prendere il suo posto sul trono e accendere i Fuochi del Drago per porre fine alla Crisi di Oblivion.

Una volta arrivato alla Città Imperiale, scortato dall'Eroe di Kvatch, il cancelliere Ocato (detentore del potere in assenza di un imperatore) riconosce Martin Septim come legittimo erede al trono, di suo padre Uriel. Ma nell'ultimo disperato tentativo di invasione, alcuni portali di Oblivion vengono aperti proprio all'interno della Città Imperiale e un intero esercito di Dremora e Daedroth si scatena sulla città, guidati dalla vera e propria manifestazione fisica di Mehrunes Dagon in persona: grande, maestosa e imbattibile. A questo punto, Martin elaborerà una strategia, un'ultima speranza per porre fine a tutto. Insieme all'Eroe di Kvatch si dirige all'interno del Tempio dell'Unico e, dopo aver dato i suoi ultimi saluti, ringrazia l'Eroe e si posiziona sull'altare del tempio mentre Mehrunes Dagon fa irruzione nell'edificio.

Martin Septim frantuma l'Amuleto dei Re, e viene pervaso dall'essenza divina in esso racchiusa, acquisendo la forma e la forza di un enorme drago di fuoco e divenendo così la reincarnazione del dio Akatosh. Per quanto forte, Dagon rimane sconfitto dalla forza travolgente della bestia alata e scompare per sempre, tornando nell'Oblivion. Il drago di fuoco, esausto, esalerà un ultimo potente urlo e poi morirà divenendo di pietra, immobile all'interno del semidistrutto Tempio dell'Unico. Con la morte di Martin Septim e la distruzione dell'Amuleto dei Re, finisce la 3° era e la crisi di Oblivion.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Oblivion è un gioco di ruolo tridimensionale ad ambientazione fantasy; diversamente da altri videogiochi di ruolo, non utilizza regole di gioco preesistenti (come ad esempio quelle di Dungeons & Dragons), ma regole create apposta dagli sviluppatori del gioco stesso, però sempre con un limite a volte restrittivo.

Nel gioco si ha il controllo di un unico personaggio (anche se a volte è possibile dare ordini ai PNG), selezionabile tra diverse razze e sviluppabile in modi diversi, che influenzeranno il modo di affrontare l'avventura. La visuale può essere soggettiva (come in un qualunque sparatutto), o in terza persona (come in un gioco d'azione o di avventura).[5] Il mondo di gioco, composto da circa 41 km²,[6] è completamente esplorabile, e per poter raggiungere un luogo particolare della mappa (come una delle nove città principali) ci si può andare a piedi, a cavallo o tramite la possibilità di un "fast travel", ovvero viaggiando velocemente (non si può usare durante un combattimento o quando si è già all'interno di un dungeon).[5]

Le quest sono totalmente slegate l'una dall'altra, anche se ve ne sono una serie necessarie al normale proseguimento della trama; è inoltre possibile scalare le gerarchie di 4 gilde (maghi, guerrieri, ladri e assassini) o combattere in un'arena contro altri gladiatori e perfino animali, procedendo lentamente di grado, fino a diventare il campione. Per completare il gioco in ogni suo aspetto occorrono circa 180 ore, di cui 20-30 solo per la trama principale.

Le azioni del protagonista influenzeranno in maniera verosimile il mondo di gioco; per esempio, assassinando un personaggio importante i passanti chiacchiereranno dell'accaduto, oppure diventando il Campione dell'arena il protagonista verrà seguito da un fan. Il mondo di gioco comprende ambientazioni variegate come oceani, laghi, fiumi, montagne, foreste, paludi, zone desertiche, campagne, paesi, metropoli, colline, valli e grotte. Anche le città, seppur presentino elementi simili come le chiese, le gilde, le locande o i mercati, sono molto diverse fra loro. Anvil è per esempio una città costiera, mentre Bruma sorge su una montagna innevata a nord.[5]

I PNG svolgono azioni realistiche come mangiare, bere, dormire, passeggiare, leggere o chiacchierare; inoltre, è possibile relazionarsi con quasi tutti.[5] Alcuni di loro svolgono un ruolo importante nella storia o in qualche missione secondaria e non possono essere uccisi. Hanno tutti un grado di "simpatia" verso il protagonista che è possibile modificare tramite un minigioco.[5] Oltre che parlargli è possibile corromperli per ottenere informazioni, farsi addestrare dai più esperti, comprare o vendere cose, farsi riparare l'equipaggiamento o farsi ricaricare (a pagamento) gli oggetti magici.

Razze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Razze di The Elder Scrolls.

Sono presenti tutte e dieci le razze di The Elder Scrolls III: Morrowind, divise in tre gruppi: umani, mer (elfi) e umanoidi. La razza influisce sulle statistiche di base e ciascuna è dotata di un potere unico, mentre la crescita del personaggio dipende dalle scelte del giocatore. I PNG potranno reagire diversamente a seconda della razza e del sesso selezionati.

Vendite, voti e critica[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza
Sito media statistica Punteggio
Metacritic 94.00[7]
GameRankings 93.29[8]
Recensione Giudizio
Eurogamer 10/10[9]
Game Informer 9.5/10[10]
IGN 9.3/10[11]
GameSpy 8/10[12]
1UP.com A[13]

Il gioco è stato acclamato universalmente dalla critica: nei due principali siti che raccolgono i voti da recensori web e riviste, Metacritic e Game Rankings, Oblivion ha una media rispettivamente del 94%[7] e del 93%.[8] Nelle prime 3 settimane di presenza sul mercato ha avuto un grande successo con 1,7 milioni di copie vendute al 10 aprile;[14] al 18 gennaio 2007 risultavano vendute oltre 3 milioni di copie.[15] A distanza di svariati anni, tra Xbox 360 e PlayStation 3, le vendite di Oblivion avevano superato le 7 milioni di copie, con una percentuale del 58% delle vendite su Xbox 360.[16][17]

Eredità videoludica[modifica | modifica wikitesto]

Oblivion è un gioco che, oltre ai numerosi consensi raccolti al momento della sua uscita, si è lasciato alle spalle una certa immagine nell'ambito videoludico: AusGamers ha classificato Oblivion tra i 10 Games of the Decade.[18] IGN ha inserito Oblivion al 22º posto nella lista dei 100 migliori videogiochi di ruolo di tutti i tempi, ponendolo davanti a capolavori a lui successivi come Diablo III, Demon's Souls, The Witcher 2: Assassins of Kings oppure Fable II e dichiarando che «Nonostante l'ampia base di utenti PC e le vivaci comunità di modding, Oblivion sarà probabilmente sempre ricordato come una parte essenziale di Xbox 360, arrivando nei negozi appena 6 mesi dal lancio della console di Microsoft e cambiando per sempre i limiti di ciò che si pensasse un vasto RPG potesse essere su console.»[19]

Skyrim è stato senza dubbio un gioco migliore, meccanicamente parlando, ma Oblivion è certamente stato molto più significativo.[20]
IGN, Top 100 Games of a Generation

Sempre IGN, nel 2013, ha inoltre inserito Oblivion alla 40° posizione nella lista dei 100 migliori giochi che hanno definito la 7° generazione.[20]

Il gioco ha avuto anche un certo impatto su Internet, grazie alla frase «Stop right there, criminal scum!» ("Fermo, feccia criminale!"), frase costantemente ripetuta dalle guardie cittadine in caso di commissione di un crimine, permettendo al gioco di divenire un vero e proprio fenomeno di Internet;[21] alcuni fan del gioco crearono veri e propri video-remix, partendo da questa base, con milioni di visualizzazioni su YouTube.[22]

Nel 2016, in occasione del suo decimo anniversario, Oblivion è tornato a far parlare di sé per un paio motivi, tra cui la nascita del concetto di "contenuto scaricabile". Oblivion viene infatti riconosciuto come il primo gioco con contenuto esterno scaricabile a pagamento, ovvero la "Horse Armor DLC", una corazza per cavallo al prezzo di 2,5$ che però, ironicamente, non cambiava nulla nel gameplay poiché si trattava di un semplice fattore estetico.[23] La questione presto si trasformò in un fenomeno di Internet che voleva simboleggiare il futuro, e sempre più pressante, aumento di prezzo per il contenuto scaricabile nei videogiochi, rendendo Oblivion il primo esempio lampante di tale concetto.[24] Un altro motivo è stato un interessante retroscena sullo sviluppo del gioco: su Internet sono state infatte diffuse immagini in-game di "The Elder Scrolls Travels: Oblivion", un versione del gioco per PlayStation Portable, che sarebbe dovuta uscire nel 2007, ma il cui sviluppo fu poi cancellato.[25] A causa dell'hardware limitato di PSP, il gioco sarebbe dovuto essere molto più lineare, con una zona che funzionava come da hub, ricca di commercianti, PNG e sistemi di teletrasporto che permettevano di raggiungere diverse aree in cui completare le missioni. Ogni area poteva, inoltre, proporre strade diverse in base a chi aveva affidato la quest.[25]

Il gioco, suddiviso in due UMD, avrebbe visto il protagonsta aiutare un mago alle prese con la Crisi dell'Oblivion. Le quest'concepite sarebbero state più di 180 e alcune erano già giocabili con buona parte delle meccaniche classiche della serie.[25]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome ufficiale del gioco, che fin ad allora era conosciuto solo come "Elder Scrolls IV", venne rivelato il 10 settembre 2004, quando Bethesda Softworks ammise di essere al lavoro sul progetto già da 2 anni.[26] Il reveal ufficiale del gioco, con informazioni annesse, vi fu solo il 22 ottobre dello stesso anno; in quell'occasione Todd Howard, game director di Oblivion, dichiarò «Sin da quando abbiamo iniziato questo progetto due anni fa, il nostro obiettivo è stato di creare la quintessenza dell'RPG della prossima generazione. Ci siamo guardati indietro e abbiamo visto cosa avevamo fatto con i precedenti capitoli, e abbiamo dato uno sguardo in avanti su come il futuro dei videogiochi poteva essere, e pensiamo che Oblivion lo sia».[27] In quell'occasione Bethesda parlò già della "Radiant A.I." dei PNG, delle gilde disponibili nel gioco e della vastità e libertà del mondo esplorabile.[27] In ottobre 2005, Bethesda rese noto che, come per Morrowind, la colonna sonora di Oblivion sarebbe stata composta da Jeremy Soule,[28] e che per il doppiaggio sarebbero state utilizzate le voci di attori noti, tra cui Sean Bean e Terence Stamp.[29]

Tecnologia e prestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il motore Havok è stato integrato per gestire la fisica del mondo virtuale, e la "Radiant A.I." gestisce l'intelligenza artificiale dei PNG in modo credibile.[30] Il motore grafico è il Gamebryo, lo stesso di The Elder Scrolls III: Morrowind, che è stato aggiornato alla versione 2.6, per fare uso di tecnologie come soft shadows, normal mapping, speed tree ed anche per avvalersi della tecnologia HDR.[31]

Vi sono delle differenze rilevabili tra la versione Xbox 360 e PlayStation 3: nel primo caso la risoluzione del gioco risulta essere in sub-HD, ovvero 1024x600 pixel e vanta di un MSAA 2x allo scopo di ridurre le scalettature delle immagini.[32] La versione PlayStation 3 non utilizza alcun tipo di antialiasing, ma di contro vanta una risoluzione nativa maggiore di 1280x720 pixel (standard HDTV) e una più marcata gestione dell'HDR.[33]

Inoltre, la versione Xbox 360 soffre di un texture mapping notevolmente ridotto sulle lunghe distanze e di caricamenti il 40% circa più lunghi. Questo molto probabilmente a causa degli HD-DVD utilizzati dalla console.[33]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Oblivion, PC, su GameFaqs. URL consultato il 18 maggio 2016.
  2. ^ a b c d Oblivion, 360, su GameFaqs. URL consultato il 18 maggio 2016.
  3. ^ a b c d Oblivion, PS3, su GameFaqs. URL consultato il 18 maggio 2016.
  4. ^ (EN) Knights of the Nine, tesguides.com. URL consultato il 18 maggio 2016.
  5. ^ a b c d e Dario Rossi, Simone Tagliaferri, The Elder Scrolls IV: Oblivion - Recensione, su Multiplayer.it, 2006. URL consultato il 18 maggio 2016.
  6. ^ Jakub Wojnarowicz, Oblivion Review, su Firing Squad, 31 marzo 2006. URL consultato il 18 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2006).
  7. ^ a b The Elder Scrolls IV: Oblivion, su Metacritic. URL consultato il 18 maggio 2016.
  8. ^ a b The Elder Scrolls IV: Oblivion, su GameRankings. URL consultato il 18 maggio 2016.
  9. ^ Kristan Reed, The Elder Scrolls IV: Oblivion • Page 2, su Eurogamer, 24 marzo 2006. URL consultato il 18 maggio 2016.
  10. ^ Game Informer Takes a Look at PS3 Oblivion, su N4G. URL consultato il 18 maggio 2016.
  11. ^ The Elder Scrolls IV: Oblivion, su IGN, 20 marzo 2006. URL consultato il 18 maggio 2016.
  12. ^ Allen 'Delsyn' Rausch, The Elder Scrolls IV: Oblivion, su GameSpy, 27 marzo 2006. URL consultato il 18 maggio 2016.
  13. ^ Patrick Joynt, Elder Scrolls IV: Oblivion, su 1UP.com, 30 marzo 2006. URL consultato il 18 maggio 2016.
  14. ^ Tor Thorsen, Oblivion enjoying epic sales, su GameSpot, 10 aprile 2006. URL consultato il 18 maggio 2016 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2006).
  15. ^ Andrew Groen, Gears Of War, Oblivion hit 3 Million Sold, su Cinema Blend, 2007. URL consultato il 18 maggio 2016.
  16. ^ The Elder Scrolls IV: Oblivion - 360, su VGChartz. URL consultato il 18 maggio 2016.
  17. ^ The Elder Scrolls IV: Oblivion - PS3, su VGChartz. URL consultato il 18 maggio 2016.
  18. ^ Steve Farrelly, Games of the Decade, su AusGamers, 28 gennaio 2011. URL consultato il 18 maggio 2016.
  19. ^ Top 100 RPGs of All Time - 22°, Oblivion, su IGN. URL consultato il 18 maggio 2016.
  20. ^ a b Elder Scrolls: Oblivion, su IGN. URL consultato il 18 maggio 2016.
  21. ^ Stop Right There, Criminal Scum, su Know Your Meme. URL consultato il 18 maggio 2016.
  22. ^ Alex Cotrell, The Imperial Guard Song, su YouTube, 18 marzo 2007. URL consultato il 18 maggio 2016.
  23. ^ Simone Tagliaferri, Ieri i DLC hanno festeggiato dieci anni, su Multiplayer.it, marzo 2016. URL consultato il 18 maggio 2016.
  24. ^ Horse Armor, su Know Your Meme. URL consultato il 18 maggio 2016.
  25. ^ a b c Alessandro Baravalle, Alla scoperta di The Elder Scrolls Travels: Oblivion, su Eurogamer, 18 maggio 2016. URL consultato il 18 maggio 2016.
  26. ^ Elder Scrolls IV ha un nome: Oblivion, su Multiplayer.it, 10 settembre 2004. URL consultato il 18 maggio 2016.
  27. ^ a b The Elder Scrolls IV: Oblivion, nuovi dettagli e prime immagini, su Multiplayer.it, 22 ottobre 2004. URL consultato il 18 maggio 2016.
  28. ^ Jeremy Soule al lavoro sulla colonna sonora di The Elder Scrolls IV: Oblivion, su Multiplayer.it, 21 ottobre 2005. URL consultato il 18 maggio 2016.
  29. ^ Terence Stamp e Sean Beam nel cast di Elder Scrolls IV: Oblivion, su Multiplayer.it, 3 ottobre 2005. URL consultato il 18 maggio 2016.
  30. ^ Radiant A.I., su Gaint Bomb. URL consultato il 18 maggio 2016.
  31. ^ Marc Sauter, Gamebryo Engine in visual comparison: Oblivion, Fallout 3 and Divinity 2, su PC Games Hardware, 27 agosto 2009. URL consultato il 18 maggio 2016.
  32. ^ Richard Leadbetter, Console War - Fallout: New Vegas, su Eurogamer, 7 novembre 2010. URL consultato il 18 maggio 2016.
    «Il motore di The Elder Scrolls IV: Oblivion fu sostanzialmente migliorato prima che ritornasse in Fallout 3; la terribile risoluzione 1024x600 di Oblivion fu aumentata a 720p nativi».
  33. ^ a b Richard Leadbetter, X360 v PS3 Multiformat Face-Off, Round Three • Page 2, su Eurogamer, 7 maggio 2007. URL consultato il 18 maggio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]