The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair
| The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair | |
|---|---|
| Titolo originale | The Blair Witch Project |
| Lingua originale | Inglese |
| Paese di produzione | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1999 |
| Durata | 81 min |
| Rapporto | 1,33:1 |
| Genere | thriller, orrore |
| Regia | Daniel Myrick, Eduardo Sánchez |
| Soggetto | Daniel Myrick, Eduardo Sánchez |
| Sceneggiatura | Daniel Myrick, Eduardo Sánchez |
| Produttore | Gregg Hale, Robin Cowie |
| Produttore esecutivo | Bob Eick, Kevin J. Foxe |
| Casa di produzione | Haxan Films |
| Distribuzione in italiano | Filmauro |
| Fotografia | Neal Fredericks |
| Montaggio | Daniel Myrick, Eduardo Sánchez |
| Effetti speciali | John Sellars |
| Musiche | Tony Cora |
| Scenografia | Ben Rock, Ricardo Moreno |
| Costumi | Allen Hurd |
| Trucco | Steven A. Blake |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (The Blair Witch Project) è un film del 1999 montato, scritto e diretto da Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez.
Realizzato da una coppia di registi/autori esordienti che sfruttano la tecnica del found footage,[1] il film si colloca a metà strada tra il genere documentaristico e l'horror. Preceduto da un'originale campagna pubblicitaria,[2] il film ha ottenuto molti consensi di pubblico e critica, nonché numerosi riconoscimenti, tra cui il "Premio Giovani" per il miglior film straniero al Festival di Cannes 1999, nonché una menzione speciale al festival di Sitges del medesimo anno.
Nel 2000, visto il notevole successo al botteghino, che lo ha reso il film di budget più basso con gli incassi più alti (248,6 milioni di dollari a fronte di un costo di produzione di circa 60 000 dollari),[3] detenuto vent'anni prima da Interceptor, la casa che detiene i diritti, la Haxan Films, ha prodotto un seguito, Il libro segreto delle streghe - Blair Witch 2, nel quale, però, non sono stati coinvolti gli autori del primo episodio. Altre opere derivate sono alcuni libri, una serie a fumetti, un fotoromanzo del primo film ed una trilogia di videogiochi di genere survival horror (che costituiscono uno spin-off del gioco horror Nocturne). Era previsto un terzo film della serie (un prequel annunciato nella versione DVD). Nel 2009 si iniziò a trattare per un seguito di questo primo capitolo che trascendesse i fatti del secondo, successivamente il 22 luglio 2016 al Comic-Con di San Diego è stato presentato, a sorpresa, il trailer del sequel Blair Witch. Il film è uscito negli USA il 16 settembre dello stesso anno con la regia di Adam Wingard.
Le riprese del film si svolsero nell'ottobre 1997[4] e i tre attori principali, tutti pressoché esordienti all'epoca delle riprese, interpretano i ruoli di loro stessi.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]All'inizio della proiezione si viene informati della scomparsa di tre ragazzi nell'ottobre 1994,[5] inoltratisi nei boschi circostanti il villaggio di Burkittsville (anticamente chiamato Blair), nella contea di Frederick, nel Maryland (USA), e del ritrovamento di alcune pellicole e nastri audiovisivi da essi realizzati nei giorni immediatamente precedenti la loro sparizione. Il film è presentato come un semplice montaggio in ordine cronologico di questo materiale rinvenuto, a ricostruzione dei fatti che hanno visto coinvolti i tre giovani.
Si scopre così che i tre studenti universitari Heather, Mike e Josh avevano deciso di realizzare un documentario scolastico, con cui fare luce su una misteriosa leggenda locale, quella della fantomatica "Strega di Blair", una donna di nome Elly Kedward vissuta alla fine del '700 nel villaggio di Blair, a cui le cronache avevano attribuito atti di violenza a danno di bambini del paese. La donna, che aveva rischiato il linciaggio dalla popolazione, era stata bandita dal villaggio e, portata nei boschi attorno al villaggio durante un inverno particolarmente rigido, non aveva mai più fatto ritorno, per cui la credenza comune era che lì avesse trovato la morte. Tuttavia, tempo dopo la sua presunta morte, molti ragazzini erano scomparsi nei meandri delle foreste di Blair, dove la popolazione credeva fosse il nascondiglio della "strega".
Col passare del tempo i fatti di sangue proseguirono nelle zone selvagge intorno al piccolo centro abitato, fino a risolversi nelle gesta di un locale serial killer realmente esistito e condannato a morte negli anni '40, Rustin Parr, che affermò di aver compiuto i suoi efferati omicidi ai danni di sette bambini spinto da non meglio identificate voci, che la popolazione locale attribuiva allo spettro della strega. L'uomo, catturandone due alla volta, li portava nella cantina della sua casa in mezzo al bosco e ne costringeva uno faccia al muro mentre uccideva l'altro, poco prima di uccidere anche lui. Secondo le dichiarazioni dell'uomo, egli faceva così perché "non riusciva a sostenere lo sguardo dei bambini su di sé".
Per realizzare il loro "Progetto", i tre giovani non si sono limitati a intervistare alcuni abitanti della cittadina di Burkittsville, ma hanno voluto immergersi di persona nell'ambiente stesso in cui si sarebbero verificate le sparizioni dei bambini; per questo, dopo aver raccolto una serie di testimonianze sulle fugaci apparizioni della strega, che qualcuno giura di aver visto aggirarsi per i fitti boschi che circondano il paese, si intrufolano a loro volta nella foresta, seguendo un percorso che li dovrebbe condurre fino alle radure dove la strega avrebbe perpetrato i suoi misfatti.
Fin dall'inizio i boschi appaiono inquietanti: sul percorso i ragazzi si imbattono in strani manufatti di rami intrecciati e cumuli di pietre sul terreno (alcuni li vedono comparire un mattino attorno alla loro tenda). Durante la prima notte Josh afferma di aver udito una "risatina" sinistra in lontananza e nelle successive notti, in un clima di tensione crescente, i tre percepiscono la netta presenza di misteriosi visitatori all'esterno della tenda: sono frutto di uno scherzo di cattivo gusto dei giovani del luogo e dell'autosuggestione, oppure sono davvero le apparizioni degli spiriti delle vittime della strega?
I tre, senza più viveri e ormai seriamente spaventati, sono decisi ad abbandonare il progetto del documentario e a tornare alla civiltà, ma si rendono conto ben presto di essersi completamente smarriti nell'immensità dei boschi e di non avere alcuna prospettiva di venirne fuori. A volte, convinti di proseguire sempre in linea retta, si ritrovano dopo ore nel punto di partenza.
A seguito di questi episodi, i ragazzi perdono determinazione e fiducia reciproca, lasciandosi andare a scene isteriche e a violente reazioni verbali. Durante l'ennesima notte nel bosco, Josh, rimasto fuori dalla tenda di guardia, scompare senza lasciare traccia. I due amici lo cercano disperatamente per tutto il giorno seguente e la sera, rimasti soli a farsi coraggio in tenda, odono in lontananza urla strazianti che parrebbero essere le sue. Usciti in cerca dell'amico, dovranno però arrendersi al fallimento.
La mattina dopo trovano, fuori dalla tenda, macabri resti riconducibili a Josh: brandelli di una camicia, denti, frammenti di carne sanguinante. I due giovani, scioccati dalla paura e non credendo più all'ipotesi dello scherzo, ma convincendosi sempre più di essere involontari testimoni di qualcosa di ben più malvagio e sconvolgente, girovagano esausti senza meta nel bosco.
Inevitabilmente raggiunti dall'oscurità, vengono ancora una volta attratti dal lontano grido d'aiuto dell'amico scomparso, stavolta ben riconoscibile, fino a giungere a una casa abbandonata: è la casa in cui Rustin Parr aveva compiuto i suoi terribili delitti. Nel rudere, pieno di strani segni (sulle pareti si vedono molte impronte scure di piccole mani ad altezza di bambino), i due ragazzi incontrano infine il loro destino: Mike, dopo aver ispezionato il pianterreno, si precipita in soffitta inseguendo la voce di Josh, per poi tornare giù seguendo le istruzioni dell'amico che gli intima di scendere e, appena raggiunta la cantina, viene colpito e perde la videocamera che cade a terra. Heather, che urlando seguiva Mike, giunta anch'ella in cantina ha solo il tempo di vedere Mike faccia al muro (come i bambini del mattatoio di Parr) prima di essere colpita verosimilmente da qualcuno o qualcosa che le fa cadere la cinepresa a 16 mm, che continua le riprese per qualche secondo prima di interrompersi bruscamente.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Lo sviluppo di The Blair Witch Project iniziò nel 1993.[6] Mentre studiavano cinema all'Università della Florida Centrale, Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez furono ispirati a realizzare il film dopo essersi accorti che trovavano i documentari sui fenomeni paranormali più spaventosi dei tradizionali film horror. I due decisero di creare un film che combinasse gli stili di film e documentario. Per produrre il progetto, insieme a Gregg Hale, Robin Cowie e Michael Monello, fondarono la Haxan Film, nome ispirato al film horror/documentario muto del 1922 di Benjamin Christensen, Häxan.[7]
Myrick e Sánchez svilupparono una sceneggiatura di 35 pagine, con dialoghi improvvisati. I registi pubblicarono un annuncio di casting su Backstage nel giugno 1996, chiedendo attori con spiccate capacità di improvvisazione.[8] Il processo restrinse il gruppo a duemila attori.[9][10]
Heather Donahue confermò che le audizioni per il film si tennero al Musical Theater Works di New York. L'annuncio pubblicitario annunciava che un "lungometraggio completamente improvvisato" sarebbe stato girato in una "location boscosa". Donahue ha affermato che durante l'audizione, Myrick e Sánchez le posero la domanda: «Hai scontato sette anni [in carcere] per una condanna. Perché dovremmo lasciarti uscire sulla parola?»,[8] a cui lei rispose: «Non dovreste farmi uscire»,[11] e venne presa. Joshua Leonard ha detto che è stato scelto perché sapeva usare una cinepresa, poiché non è stata mai utilizzata la tecnica della “camera onnisciente”[N 1] per filmare le scene.[13]
La pre-produzione iniziò il 5 ottobre 1997 e Michael Monello divenne co-produttore.[14] Nello sviluppo della mitologia del film, i creatori hanno tratto ispirazione da numerose fonti. Ad esempio, diversi nomi di personaggi sono quasi-anagrammi: Elly Kedward (la strega di Blair) è tratto da Edward Kelley, un mistico del XVI secolo, e Rustin Parr, l'immaginario assassino di bambini degli anni '40, è quasi-anagramma di Rasputin.[15] Secondo la (finta) leggenda, Elly Kedward fu una donna bandita da Blair (l'odierna Burkittsville) per stregoneria nel 1785. I registi hanno incorporato questa parte della leggenda, insieme ad allusioni ai processi alle streghe di Salem e all'opera teatrale del 1953 di Arthur Miller Il crogiuolo, per giocare sui temi dell'ingiustizia inflitta a coloro che venivano classificati come streghe.[16] I registi hanno anche preso ispirazione dalla serie televisiva In Search of... e dai film documentari horror Gli extraterrestri torneranno e The Legend of Boggy Creek.[9][10] Altre influenze includono film horror di successo come Shining, Alien, Il presagio e Lo squalo: quest'ultimo è la loro maggiore influenza, poiché similmente allo squalo, la strega viene completamente celata allo spettatore, aumentando la suspense.[6][9] I due registi presentarono ai finanziatori uno spezzone di otto minuti, insieme ad articoli falsi e filmati di notizie fittizie: i produttori inizialmente non si accorsero che era tutta una finzione e chiesero ai due se avessero realmente le bobine dei tre ragazzi scomparsi.[17] Lo spezzone è stato poi trasmesso nella serie televisiva Split Screen, condotta da John Pierson, il 6 agosto 1998.[9]
Riprese
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Le riprese principali iniziarono il 23 ottobre 1997 nel Maryland e durarono otto giorni, supervisionate dal direttore della fotografia Neal Fredericks, che fornì una cinepresa CP-16.[7][14][18] I tre attori hanno girato tutte le scene del film, tranne l'intervista sugli omicidi di Rustin Parr.[19] Le riprese effettuate con la tecnica del found footage sono state girate con una videocamera Hi8.[18][20] La maggior parte del film è stata girata nel Seneca Creek State Park, nella contea di Montgomery, nel Maryland: alcune scene sono state girate nella città di Burkittsville; alcuni degli abitanti intervistati nel film non erano attori, mentre altri erano attori dilettanti che i protagonisti non conoscevano.[18] Donahue non aveva mai usato una telecamera prima di allora e fece un "corso accelerato" di due giorni: disse di aver modellato il suo personaggio su di un regista con cui aveva lavorato una volta, riportando la "sicurezza di sé" del suo personaggio quando tutto andava come previsto e la confusione durante le crisi.[21]
Agli attori venivano forniti indizi sulla loro prossima destinazione tramite messaggi nascosti all'interno di contenitori di pellicole da 35 mm che trovavano con l'ausilio di dispositivi GPS: ricevevano istruzioni individuali da usare per improvvisare l'azione del giorno.[1][8][18][22] I denti furono ottenuti da un dentista del Maryland.[8] I registi hanno raccontato di essere stati influenzati dai ricordi del produttore Gregg Hale sul suo addestramento militare, in cui le reclute venivano spedite da sole in terreni selvaggi per tre giorni e venivano braccate dai colleghi: i registi spedivano gli attori a grandi distanze dal resto della troupe, molestandoli di notte e privandoli del cibo.[17]
Invece di usare nomi di fantasia, tutti e tre gli attori hanno usato i loro veri nomi nel film, cosa di cui Donahue si è pentita: nel 2014 ha rivelato che per questo motivo ha avuto difficoltà a trovare nuovi ruoli.[23]
I registi hanno raccontato che la figura invisibile contro cui Heather urla mentre scappa dalla tenda è lo scenografo del film Ricardo Moreno, che indossava mutande lunghe bianche, calze bianche e collant bianchi tirati sopra la testa; assieme al resto della troupe, Moreno causava i rumori (rami spezzati, bambini che giocano) che i tre personaggi sentono nel corso delle varie nottate.[24][25] Le scene finali sono state girate nella storica Griggs House, un edificio di 150 anni situato nel Patapsco Valley State Park, vicino a Granite, sempre nel Maryland.[26] Le riprese sono terminate il 31 ottobre 1997.[27]
Sánchez ha raccontato che il finale con Mike in piedi nell'angolo della cantina è stato inventato pochi giorni prima che venisse girato.[28] La scena finale, in cui Mike e Heather si aggirano per l'agghiacciante dimora di Rustin Parr impugnando le videocamere, è stata in realtà girata in due giorni.[11]
Postproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Dopo le riprese, le 20 ore di girato grezzo furono ridotte a 81 minuti; il montaggio durò più di otto mesi. I registi proiettarono il primo montaggio in piccoli festival cinematografici per ottenere feedback e apportare modifiche che avrebbero garantito che fosse gradito al più vasto pubblico possibile.[6] Inizialmente si sperava che il film sarebbe stato trasmesso sulla televisione via cavo: i registi non prevedevano infatti una distribuzione su larga scala.[6] La versione finale fu presentata al Sundance Film Festival.[29]
Dopo aver avuto un inaspettato successo alla première di mezzanotte del 24 gennaio 1999 al Sundance Festival, la Artisan Entertainment acquistò i diritti di distribuzione per 1,1 milioni di dollari.[6] In precedenza, la Artisan aveva fatto pressioni per cambiare il finale originale del film, poiché il pubblico di prova, sebbene spaventato, ne era confuso.[30] Sebbene il finale non sia stato modificato, è stata aggiunta un'intervista aggiuntiva alla prima parte del film (in cui viene spiegato che Rustin Parr, mentre uccideva un bambino, ne metteva un altro contro un angolo della cantina) per contestualizzare il finale.[28][19] I registi e l'attore Williams tornarono nel Maryland e girarono quattro finali alternativi,[31] uno dei quali splatter. Girarono anche interviste aggiuntive, almeno una delle quali (la storia di Parr) finì nella versione distribuita:[28] questa scena sarebbe stata l'unica non girata dagli attori.[19] Alla fine, i registi e Williams decisero di mantenere il finale originale. Myrick disse: «Ciò che ci fa paura è qualcosa di fuori dall'ordinario, di inspiegabile. Il primo finale ha sbilanciato il pubblico; ha sfidato le nostre convenzioni del mondo reale ed è questo che lo ha reso davvero spaventoso».[30]
Controversia sui compensi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024, Donahue, Leonard e Williams hanno raccontato a Variety che – secondo loro – non sono mai stati adeguatamente compensati dalla Artisan Entertainment/Lionsgate per il loro lavoro nel film. Ricordano di aver vissuto in povertà dopo il successo, di essere stati impossibilitati a dichiararlo pubblicamente e di aver avuto poche opzioni poiché non avevano «un sindacato o una rappresentanza legale adeguata al momento della realizzazione del film». Nell'estate del 1999 hanno ricevuto un aumento di cachet di poche decine di dollari. Nell'ottobre del 2000, con l'imminente uscita di Blair Witch 2, Donahue ha convinto Williams e Leonard a fare causa alla Artisan, con cui hanno infine raggiunto un accordo su 300 000 dollari ciascuno. I tre attori hanno affermato di non aver avuto la chiara consapevolezza che l'intero film sarebbe stato composto da filmati girati da loro e di non aver riflettuto a lungo sulla clausola che consentiva alla produzione di utilizzare le loro vere identità. Ciò ha portato a successive discussioni con la Lionsgate in merito all'utilizzo dei loro personaggi. Nonostante i conflitti, Donahue, Leonard e Williams hanno dichiarato di essere orgogliosi del loro lavoro nel film.[32]
Promozione
[modifica | modifica wikitesto]La promozione di The Blair Witch Project avvenne principalmente tramite Internet. Kevin Foxe divenne produttore esecutivo nel maggio 1998 e coinvolse la Clein & Walker, un'agenzia di pubbliche relazioni. Il sito web ufficiale del film fu lanciato a giugno, con falsi rapporti della polizia e interviste in stile "cinegiornale", e risposte a domande sugli studenti "scomparsi". Su Internet scoppiò la “Blair Witch mania” con dibattiti accesi sul dubbio che il film fosse un documentario reale o un'opera di fantasia.[33][34] Alcune scene furono proiettate durante il Florida Film Festival a giugno: durante le proiezioni, i registi spacciavano gli eventi del film come reali, distribuendo volantini a festival come il Sundance, chiedendo agli spettatori di farsi avanti con qualsiasi informazione sugli studenti "scomparsi".[35][36] La tattica della campagna era quella di informare gli spettatori, attraverso manifesti di persone scomparse, che i personaggi erano scomparsi mentre facevano ricerche nei boschi per indagare sul mito della strega di Blair.[37] Persino IMDb dava gli attori come "scomparsi, presunti morti" nel primo anno di distribuzione del film.[38] Il sito web del film conteneva materiale di attori che si spacciano per poliziotti e investigatori che davano testimonianze sul loro lavoro, e condivideva foto d'infanzia degli attori per aggiungere un senso di realismo.[39] Ad agosto 1999, il sito web aveva ricevuto 160 milioni di visite.[senza fonte]
The Blair Witch Project è stato il primo film a diventare virale nonostante sia stato stato prodotto prima che esistessero molte delle tecnologie che facilitano tali fenomeni.[40]
La leggenda inventata da Sánchez e Myrick è descritta in dettaglio in Curse of the Blair Witch, un mockumentary trasmesso su Sci-Fi Channel il 12 luglio 1999.[41] Sánchez e Myrick hanno anche gestito il sito web ufficiale, aggiungendo ulteriori dettagli alla leggenda,[42] che descrive gli omicidi e le sparizioni di alcuni residenti di Blair, nel Maryland (villaggio, anch'esso fittizio, sul sito dell'attuale Burkittsville) dal XVIII al XX secolo. I residenti attribuivano questi eventi a Elly Kedward, un'abitante di Blair accusata ingiustamente di stregoneria nel 1785, condannata all'esilio e successivamente torturata e legata a un albero nel profondo dei boschi in pieno inverno, dove presumibilmente era morta di stenti. Curse of the Blair Witch presenta la leggenda come reale, completa di articoli di giornale falsi, cinegiornali, servizi televisivi e interviste inscenate.[41]
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]The Blair Witch Project è stato presentato in anteprima a mezzanotte di domenica 24 gennaio 1999 al Sundance Film Festival,[29] e ha debuttato il successivo mercoledì 14 luglio all'Angelika Film Center di New York, prima di essere proiettato nel fine settimana in 25 città. Il film è stato distribuito a livello nazionale il 30 luglio.
Distribuzione televisiva
[modifica | modifica wikitesto]Per la sua première via cavo nell'ottobre 2001 su FX, durante i titoli di coda furono reinserite due scene eliminate. Nessuna delle due scene era mai stata pubblicata ufficialmente prima di allora.[43]
Edizioni home video
[modifica | modifica wikitesto]The Blair Witch Project è stato pubblicato su VHS e DVD il 22 ottobre 1999[44] da Artisan. I contenuti speciali includevano: il documentario Curse of the Blair Witch; Newly Discovered Footage, un filmato di cinque minuti; commenti audio, note di produzione e biografie del cast e della troupe. Nel commento audio i registi Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez, e i produttori Rob Cowie, Mike Monello e Gregg Hale, discutono sulla produzione del film.[45][46] Furono spesi più di 15 milioni di dollari per commercializzare l'uscita home video del film.[47]
La versione blu-ray è stata pubblicata il 5 ottobre 2010 dalla Lionsgate.[48] Best Buy e Lionsgate hanno distribuito in esclusiva il blu-ray il 30 agosto dello stesso anno.[49] Inoltre nel 2024, l'etichetta britannica Second Sight Films ha distribuito una versione restaurata del film, con migliorie digitali del video approvate dai produttori e dai registi, che è stata pubblicata nel Regno Unito l'11 novembre.[50]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]A fronte di un budget iniziale di circa 60 000 dollari, The Blair Witch Project ne ha incassato 1,5 milioni nel suo weekend di apertura, con una media di 56 002 dollari a sala.[3] Il film è stato distribuito a livello nazionale nel suo terzo fine settimana e ha incassato 29,2 milioni di dollari da 1 101 sale, piazzandosi al secondo posto al botteghino degli Stati Uniti, superando Blu profondo ma non Se scappi, ti sposo.[51] È stato poi ulteriormente distribuito a 2 142 sale e si è nuovamente classificato al secondo posto con un incasso di 24,3 milioni di dollari nel suo quarto fine settimana, dietro a Il sesto senso.[52] È uscito dalla top ten nel suo decimo fine settimana e alla fine ha incassato 140,5 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 108,1 milioni in altri Paesi, per un incasso mondiale di 248,6 milioni di dollari (oltre quattromila volte il suo budget originale).[3][30] The Blair Witch Project è stato il decimo film con il maggior incasso negli Stati Uniti nel 1999.[53] In Italia ha stabilito il record di incassi in apertura nel weekend per un film statunitense.[senza fonte]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]The Blair Witch Project ha ottenuto il plauso della maggior parte della critica.[54] Il sito web di aggregazione di recensioni Rotten Tomatoes assegna al film una valutazione positiva dell'86% basata su 175 recensioni.[55] Su Metacritic il film ha ricevuto una media ponderata di 80 su 100 basata su 33 recensioni.[56] L'accoglienza del pubblico, tuttavia, rimane divisa:[57] quelli intervistati da CinemaScore, ad esempio, gli hanno dato un voto medio di C+ su una scala da A+ a F.[58]
La tecnica del found footage ha ricevuto elogi quasi unanimi. Sebbene non fosse il primo film a utilizzarla, The Blair Witch Project è stato dichiarato una pietra miliare della storia del cinema grazie al suo successo di critica e al botteghino.[59][60][61][62] Roger Ebert del Chicago Sun-Times ha assegnato al film quattro stelle e lo ha definito «un film horror straordinariamente efficace».[63] Peter Travers di Rolling Stone lo ha definito «un pioniere nel genere horror che reinventa la paura per il nuovo millennio».[64] Todd McCarthy di Variety ha affermato: «Un'opera di cinema concettuale intensamente fantasiosa che offre anche buoni risultati come film intriso di terrore, The Blair Witch Project dà un'intelligente svolta moderna alla paura universale del buio e delle cose contro cui ci si va a imbattere nella notte».[65] Lisa Schwarzbaum di Entertainment Weekly ha dato un voto di B: «Come film horror potrebbe non essere molto più di un gioco sfacciato, una novità con l'aspetto freddo e sfocato di un artefatto d'avanguardia. Ma come manifestazione di sinergia multimediale, è piuttosto inquietante».[66]
Alcuni critici furono meno entusiasti. Andrew Sarris del The New York Observer lo definì «sopravvalutato», nonché una versione del «trionfo definitivo della truffa del Sundance [Festival]: realizzare un film amatoriale spietato, convincere un numero sufficiente di critici a commentare quasi all'unisono “spaventoso” e guardare i creduloni accorrere per essere spennati».[67] The Christian Science Monitor affermò che, sebbene il concept del film fosse innovativo, riteneva che avrebbe potuto essere girato «come un cortometraggio di 30 minuti [...] poiché le riprese tremolanti e le immagini sfocate diventano monotone dopo un po', e non c'è molto spazio per lo sviluppo dei personaggi [...]».[68] R. L. Schaffer di IGN gli diede 2 su 10 e lo descrisse come «noioso — davvero noioso», e «un'uscita horror di serie Z, di basso livello, senza veri spaventi, trasformata in un autentico spettacolo ad alto budget».[69]
Nel 2017, la Biblioteca del Congresso ha sottolineato come The Blair Witch Project «abbia stabilito un nuovo tipo di genere horror psicologico documentaristico. [...] Uno degli elementi chiave del successo del film è stata la creazione di una ricca storia fittizia, che è diventata il modello per la moderna scrittura di sceneggiature di film horror».[70] Il critico cinematografico Michael Dodd ha sostenuto che il film è l'incarnazione dell'horror «che modernizza la sua capacità di essere onnicomprensivo nell'esprimere le paure della società americana» e ha osservato che «in un'epoca in cui chiunque può filmare ciò che vuole, l'horror non deve essere un'espressione cinematografica di ciò che terrorizza lo spettatore, ma può semplicemente essere il mezzo attraverso il quale i terrori catturati dall'americano medio possono essere mostrati».[71]
Nel 2008, The Blair Witch Project è stato classificato da Entertainment Weekly al numero 99 nella lista dei cento migliori film dal 1983 al 2008.[72] Nel 2006, la Chicago Film Critics Association lo ha classificato al numero 12 nella lista dei cento film più spaventosi.[73] Si è inoltre classificato cinquantesimo nella lista dei 50 migliori finali di film di tutti i tempi di Filmcritic.com.[74] Nel 2016 è stato classificato da IGN al numero 21 (successivamente "scalato" al 23º) nella lista dei 25 migliori film horror di tutti i tempi;[75] inoltre conquista il numero 16 nella lista dei 25 film più spaventosi di tutti i tempi di Cosmopolitan,[76] e il numero 3 nella lista dei dieci film più spaventosi di tutti i tempi di The Hollywood Reporter.[77] Nel 2013 il film è entrato anche nella top ten dei film indipendenti con il maggior incasso di tutti i tempi stilata dall'Hollywood Reporter, classificandosi al quinto posto.[78]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1999 - Festival di Cannes
- Proiezione alla Quinzaine des Réalisateurs[79]
- Premio Giovani (Award of the Youth): miglior film straniero[80]
- 1999 - Golden Trailer Awards
- Categoria horror/thriller e Migliore voce fuori campo[81]
- 2000 - Independent Spirit Awards
- Miglior film d'esordio sotto i 500 000 dollari
- 1999 - Razzie Awards
- Peggior attrice protagonista a Heather Donahue[82]
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]Una serie di altri film si sono basati sul concetto di found footage e hanno subìto l'influenza di The Blair Witch Project:[61] Paranormal Activity (2007), Rec (2007), Cloverfield (2008),[83] L'ultimo esorcismo (2010), Troll Hunter (2010),[84] Chronicle (2012), Project X (2012), V/H/S (2012), End of Watch (2012),[85] The Den (2013).[84]
Alcuni critici hanno anche notato che la premessa di base della trama e lo stile narrativo del film sono sorprendentemente simili a Cannibal Holocaust (1980) e The Last Broadcast (1998).[59][60] Il regista di Cannibal Holocaust, Ruggero Deodato, ha riconosciuto le somiglianze tra The Blair Witch Project e il suo film e ha criticato il fatto che sia stato spacciato come una produzione originale.[6][86] Secondo alcune voci, i creatori di The Last Broadcast, Stefan Avalos e Lance Weiler, avrebbero affermato che The Blair Witch Project era una completa copia del loro lavoro e avrebbero fatto causa alla Haxan Films per violazione del copyright, ma i due non hanno confermato tali voci; uno di essi ha detto a IndieWire nel 1999: «Se a qualcuno piace The Blair Witch Project, c'è la possibilità che apprezzi il nostro film e speriamo che lo guardi».[87]
Il regista Eli Roth ha citato il film per promuovere il suo horror del 2002 Cabin Fever su Internet.[senza fonte] The Blair Witch Project è stato incluso nel libro 1001 Movies You Must See Before You Die.[88] Anche il film indiano 6−5=2 del 2013 ne è stato ispirato.[89]
Particolarità varie
[modifica | modifica wikitesto]Versione alternative
[modifica | modifica wikitesto]- Durante la notte che Heather, Mike e Josh passano nella stanza del motel prima di partire per i boschi del Maryland, vi è una scena tagliata che mostra Mike e Josh filmarsi a vicenda dilettandosi con delle poesie, mentre Heather è in bagno che si lava i denti, recitando anche lei una poesia improvvisata. Questa scena dura circa 6 minuti e 10 secondi.
- Una mattina, forse la mattina dopo il giorno in cui si sono persi nel bosco, Mike suggerisce di lasciarsi alle spalle tutte le apparecchiature di registrazione, affermando che sarà più facile fare un'escursione con meno peso sulla schiena e che potranno sempre recuperarle in seguito quando avranno stabilito la loro posizione. Heather e Josh non sono d'accordo. Questa scena ha una durata di un minuto e 4 secondi.
- Una scena cancellata di 29 secondi mostra Heather che filma alcune ossa che ha trovato.
- Una scena di 3 minuti e 16 secondi mostra una discussione tra Josh con Mike e Heather. Le tensioni sono in aumento tra i tre, che hanno deciso di continuare a camminare verso sud. Josh è frustrato, si rifiuta di camminare ulteriormente e dice di voler salire su un albero per segnalare aiuto in qualche modo o che accenderà un fuoco per attirare l'attenzione. Heather e Mike credono che sia un'idea ridicola e questa scena mostra una rara occasione in cui i due sono d'accordo. Heather si arrabbia con Josh augurandogli di risvegliarsi la mattina dopo con un gigantesco mucchio di pietre sopra la testa per opera della strega.
- Nella scena in cui Heather cuce i pantaloni di Josh nella tenda, sono stati tagliati 21 secondi di lei che si abbandona a un pianto isterico.
- Dopo che Mike ha confessato di aver gettato la mappa nel torrente, vi è una versione estesa del litigio tra i tre che mostra uno scambio verbale più aggressivo, soprattutto tra Heather e Josh, nel quale Heather minaccia di lasciare i due ragazzi e proseguire da sola, dicendo a Josh che si era preparata per questo documentario per due anni e non è colpa sua se si sono persi. Josh le dà della "stronza" e Heather risponde: "Il tuo amico getta la mappa nel torrente e tu dai a me della stronza?".
- Una scena cancellata di 5 minuti e 10 secondi mostra una riappacificazione dei tre durante la notte nella tenda dopo il giorno dell'incidente della mappa. Qui Heather, Mike e Josh discutono degli strani cittadini locali che hanno intervistato mentre erano in città e della possibilità che potrebbe essere stato uno di loro a decidere di seguirli nei boschi e spaventarli. Questa scena mostra anche Mike che si scusa ancora una volta per aver calciato la mappa nel torrente e chiarisce anche il fatto che Josh abbia effettivamente preso la mappa gettandola a terra in un momento di frustrazione prima che Mike la calciasse nel torrente. Questa scena chiarisce la discussione tra Heather e Josh, in cui quest'ultimo stava mentendo nell'affermare di aver restituito la mappa a Heather dopo l'ultimo controllo.
- Dopo la scomparsa di Josh, prima dell'iconica scena delle scuse di Heather alla telecamera, vi è una scena eliminata di 2 minuti e 38 secondi in cui è Mike a voler lasciare un messaggio di scuse, sentendosi ancora in colpa per aver perso la mappa. Heather replica dicendo di essere lei stessa la causa di tutta la situazione, ma Mike cerca di consolarla, insistendo sulle proprie responsabilità.
- Una scena alternativa di quando Mike entra nel seminterrato della casa mentre chiama Josh e viene attaccato dalla strega presenta un orribile suono urlante provenire da dietro di lui. Mike si gira di scatto e la scena finisce all'istante.
- Vi sono vari finali alternativi che mostrano Mike in pose diverse da quella che conosciamo: in uno di essi Mike non era rivolto faccia al muro ma in piedi al centro della stanza, coi simboli della Strega che penzolavano dal soffitto, mentre immobile e rivolto verso Heather la fissava con uno sguardo malvagio. In un altro, Mike aveva braccia e gambe legate a una struttura fatta di rami, simile ai simboli della strega. Il terzo finale alternativo, infine, mostrava Mike morto impiccato.
Differenze tra la versione originale e quella italiana
[modifica | modifica wikitesto]- All'inizio del film, vediamo Heather presentarsi, accompagnata dalla voce fuori campo di Josh. Nella versione originale del film la voce fuori campo non è di Josh, ma del fratello di Heather.
- Durante la seconda notte, mentre i tre ragazzi cenano intorno al fuoco, Heather paragona Josh a Peter Pan e Mike a Capitan Uncino. Nella versione originale del film, Heather in realtà parla della serie tv americana L'isola di Gilligan poiché Josh ne canticchiava la sigla, paragonando quest'ultimo al vecchio capitano della nave, personaggio della serie, mentre Mike viene paragonato a Gilligan, il giovane protagonista. Josh si lamenta del fatto di essere stato paragonato ad un vecchio, mentre nella versione italiana si lamentava del contrario, ovvero di venire paragonato ad un bambino come Peter Pan. Mike invece, sempre nell'originale, scherza su quanto Heather e Josh siano ignoranti riguardo alla serie tv.
- Più o meno a metà film, in preda ad un attacco di isteria per l'incapacità di uscire dal bosco, nella versione italiana Josh aggredisce verbalmente Heather che lo aveva morso, ma è un errore di doppiaggio, poiché nell'originale la voce fuori campo è quella di Mike che era stato morso da Heather.
- Nella versione italiana, le voci dei bambini che si sentono al di fuori della tenda in piena notte sono leggermente diverse dalla versione originale, difatti in quest'ultima si tratta di risatine distorte di bambini che giocano, mentre nella versione italiana sono perlopiù pianti infantili.
- Quando i tre ragazzi scoprono di aver girato in tondo per ore, ritrovandosi nello stesso luogo che avevano lasciato, nella versione italiana Josh impreca contro l'universo, mentre in quella originale bestemmia contro Dio.
Altri media
[modifica | modifica wikitesto]Libri
[modifica | modifica wikitesto]Nel settembre 1999, D. A. Stern ha scritto The Blair Witch Project: A Dossier; basandosi sulla prospettiva della "storia vera" del film, il dossier consisteva in rapporti di polizia fittizi, immagini, interviste e articoli di giornale che presentavano la premessa del film come fatti, oltre a un'ulteriore elaborazione delle leggende di Elly Kedward e Rustin Parr. Un altro "dossier" è stato creato per Blair Witch 2. Stern ha scritto il romanzo Blair Witch: The Secret Confessions of Rustin Parr (2000). Ha inoltre rivisitato il franchise con il romanzo Blair Witch: Graveyard Shift, che presenta personaggi e trama originali.[90][91]
Una serie di otto libri per ragazzi intitolata The Blair Witch Files è stata pubblicata dalla Bantam Books dal 2000 al 2001. I libri narrano di Cade Merill, un cugino immaginario di Heather Donahue, che indaga sui fenomeni legati alla strega di Blair, cercando di scoprire cosa sia successo veramente a Heather, Mike e Josh.[92][91]
Fumetti
[modifica | modifica wikitesto]Nel luglio 1999, la Oni Press pubblicò un fumetto one-shot per promuovere il film, intitolato The Blair Witch Project #1. Scritto e illustrato da Cece Malvey, il fumetto fu pubblicato in concomitanza con l'uscita del film.[91] Nell'ottobre 2000, in concomitanza con l'uscita di Book of Shadows: Blair Witch 2, la Image Comics pubblicò un one-shot intitolato Blair Witch: Dark Testaments, disegnato da Charlie Adlard.[90][91]
Videogiochi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2000, la Gathering of Developers pubblicò una trilogia di videogiochi basata sul film, che ampliava notevolmente il mito.[91] Il motore grafico e i personaggi derivavano tutti dal precedente gioco della Gathering, Nocturne.[93]
La prima parte, Rustin Parr, ricevette recensioni da moderate a positive: venne elogiata la trama, la grafica e l'atmosfera; alcuni recensori affermarono che il gioco fosse più spaventoso del film.[94] Le parti successive, The Legend of Coffin Rock e The Elly Kedward Tale, furono accolti meno bene.[95]
Nel 2019, Bloober Team ha sviluppato Blair Witch, un survival horror in prima persona.[96]
Documentari
[modifica | modifica wikitesto]The Woods Movie (2015) è un documentario che esplora la produzione di The Blair Witch Project.[97] Il regista Russ Gomm ha intervistato il produttore Gregg Hale e i registi Eduardo Sánchez e Daniel Myrick.[98]
Parodie
[modifica | modifica wikitesto]The Blair Witch Project ha ispirato numerosi film parodia, tra cui Scary Movie, Da Hip Hop Witch, The Bogus Witch Project, The Dairy Witch, The Tony Blair Witch Project (tutti del 2000) e The Blair Thumb (2001), così come i film pornografici The Erotic Witch Project e The Bare Wench Project.[99][100] Il film ha anche ispirato lo speciale televisivo di Halloween The Scooby-Doo Project, trasmesso durante una maratona di Scooby-Doo su Cartoon Network il 31 ottobre 1999.[101] Nel 2018 è uscita una parodia italiana, The Mugello Witch Project - Il mistero della strega del Mugello, ambientata nel comune italiano di Barberino di Mugello, non lontano da Firenze.
Televisione
[modifica | modifica wikitesto]Nell'ottobre 2017, il co-regista Eduardo Sánchez rivelò che lui e il resto del team creativo del film stavano sviluppando una serie televisiva basata sul mito della strega di Blair, sebbene avesse chiarito che qualsiasi decisione sarebbe spettata in ultima analisi alla Lionsgate, che ne detiene i diritti.[102][103] In seguito fu annunciato che la serie sarebbe stata prodotta e distribuita dalla nuova divisione “Studio L” della Lionsgate, specializzata in contenuti digitali.[104]
Casi mediatici
[modifica | modifica wikitesto]Alla fine di novembre del 1999, la casa in cui è stato girato il finale fu invasa dagli appassionati e dai curiosi che ne prelevarono diversi pezzi come souvenir. Il mese successivo, il comune ordinò la demolizione della costruzione.[26]
La madre di Heather Donahue ha raccontato di aver ricevuto migliaia di lettere da spettatori convinti che la figlia fosse realmente sparita durante le riprese.[105]
Poiché le riprese sono state effettuate dagli attori, gran parte del girato è tremolante, soprattutto durante la sequenza finale in cui corrono giù per le scale (Williams con la Hi8, Donahue con la pesante cinepresa CP-16): a causa di ciò, alcuni spettatori hanno sofferto di chinetosi e hanno avuto malori in sala.[106]
Sequel
[modifica | modifica wikitesto]- Il libro segreto delle streghe - Blair Witch 2 (Book of Shadows: Blair Witch 2) di Joe Berlinger (2000)
- Blair Witch di Adam Wingard (2016) – sequel diretto
Note
[modifica | modifica wikitesto]Esplicative
Fonti
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su blairwitch.com (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2006).
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- The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
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