The Black Hole - Il buco nero

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The Black Hole - Il buco nero
Titolo originale The Black Hole
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1979
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Gary Nelson
Soggetto Jeb Rosebrook, Bob Barbash, Richard H. Landau
Sceneggiatura Jeb Rosebrook, Gerry Day
Fotografia Frank V. Phillips
Montaggio G. Gregg McLaughlin
Musiche John Barry
Scenografia Frank R. McKelvy, Roger M. Shook
Costumi Bill Thomas
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

The Black Hole - Il buco nero è un film di fantascienza del 1979 diretto da Gary Nelson per la Walt Disney Productions. Nel film recitano Maximilian Schell, Robert Forster, Joseph Bottoms, Yvette Mimieux, Anthony Perkins, e Ernest Borgnine. Le voci dei robot sono di Roddy McDowall e Slim Pickens. La musica per il film è composta da John Barry.

Alan Dean Foster ha tratto un romanzo dalla sceneggiatura. Ampiamente riconosciuto come la risposta della Disney a Guerre stellari, il film fu la pellicola più costosa mai prodotta dalla Disney a quell'epoca.[1]

Ottenne due candidature ai premi Oscar 1979 (per la fotografia e per gli effetti speciali).[2]

Questo film, valutato PG (parental guidance suggested) dall'MPAA, portò la Disney alla sperimentazione di film orientati a un pubblico più adulto, cosa che portò alla creazione della Touchstone Pictures per trattare film considerati di natura troppo matura per portare il marchio Walt Disney.

Il film è stato distribuito più volte in VHS e in DVD. Anche se non è stato un enorme successo, ha prodotto una schiera di grandi appassionati.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una nave da esplorazione terrestre, la USS Palomino, scopre un buco nero con una nave dispersa, la USS Cygnus, al suo orizzonte degli eventi.

Per scoprire il mistero della Cygnus, il capitano della Palomino Dan Holland, il primo ufficiale Charlie Pizar (Bottoms), il giornalista Harry Booth, la scienziata e sensitiva ESP Kate McCrae, il cui padre era uno degli ufficiali della nave, il dottor Alex Durant, e il robot V.I.N.CENT sbarcano a bordo della nave, dove incontrano il suo capitano, il dottor Hans Reinhardt, un importante scienziato, visto per l'ultima volta vent'anni prima, e la sua armata di robot da combattimento, comandata dal robot muto Maximillian.

Reinhardt rivela all'equipaggio della Palomino il suo progetto più ambizioso, per il quale si è preparato negli ultimi 20 anni: portare la Cygnus attraverso il buco nero e oltre. Se la maggior parte dell'equipaggio reagisce con scetticismo e incredulità a questo annuncio, Durant arriva a eroicizzare Reinhardt e vuole addirittura accompagnarlo nel buco nero. Reinhardt dice di essere l'unico superstite umano a bordo della nave, ma i sospetti dell'equipaggio della Palomino sono confermati quando Booth osserva un robot umanoide (che cammina zoppicando) curare un enorme serra grande abbastanza da sfamare centinaia di persone, e Holland assiste ad una sorta di funerale fatto dagli umanoidi.

Un robot di vecchio modello simile a V.I.N.CENT, di nome B.O.B., rivela che l'equipaggio della Cygnus si era ammutinato contro Reinhardt quando questi aveva deciso di restare con la Cygnus in prossimità del buco nero. Dopo aver ucciso i capi della ribellione (in particolare Frank McCrae, il padre di Kate) Reinhardt aveva usato i robot a bordo della nave, in particolare Maximillian, per lobotomizzare il resto del suo equipaggio e trasformarlo nei robot umanoidi a bordo della Cygnus.

Durant e Kate hanno nel frattempo accompagnato Reinhardt sul ponte della Cygnus. Attraverso il suo impianto di comunicazione ESP la McCrae apprende i crimini di Reinhardt e informa Durant, che immediatamente controlla un robot umanoide per verificare le sue affermazioni. Quando affronta Reinhardt viene ucciso da Maximillian, e la McCrae è mandata ad essere lobotomizzata. Mentre il resto dell'equipaggio va a salvare Kate, il giornalista Harry Booth tenta di scappare da solo con la Palomino, ma Reinhardt abbatte la nave che appena decollata si schianta sulla Cygnus. Fatalità in quel momento inizia una pioggia di asteroidi che danneggia ulteriormente la nave, specialmente i generatori anti gravità che tenevano la Cygnus in posizione. La forza del buco nero manda la nave in rovina.

Quando Maximillian e Reinhardt decidono di scappare dalla Cygnus su un razzo sonda usato per studiare il buco nero, un grande schermo sul ponte cade su Reinhardt e lo blocca contro il pannello di controllo. Quando Reinhardt chiede aiuto a Maximillian il robot non va in aiuto al padrone ma si dirige verso il razzo sonda.

Lo scontro tra V.I.N.CENT, l'equipaggio della Palomino (che sopravvive allo scontro grazie a V.I.N.CENT) e Maximillian (che viene sconfitto) lascia B.O.B. irreversibilmente danneggiato. Holland, Pizer, McCrae e V.I.N.CENT scappano dalla Cygnus a bordo del razzo sonda, che era stato tuttavia pre-programmato da Maximillian per dirigersi dentro al buco nero.

Finale[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiguo finale del film, come quello di 2001 Odissea nello spazio, è stato oggetto di discussioni. Quando i superstiti della Palomino raggiungono il fondo del buco nero dopo uno straziante volo, sembrano entrare nel paradiso e nell'inferno. Vediamo Reinhardt condannato ad essere eternamente imprigionato nel corpo metallico di Maximillian all'inferno (scena annunciata da una battuta di Booth all'inizio del film, che definisce il buco nero "uno spettacolo da inferno dantesco"), poi l'equipaggio della Palomino passa attraverso il paradiso, incontrando un angelo e infine escono dal buco nero in quello che sembra essere un nuovo universo.

Il film non chiarisce se l'equipaggio ha effettivamente viaggiato attraverso l'inferno e il paradiso, o se è solo finito in un'altra dimensione. Nel romanzo l'equipaggio della Palomino è ucciso dal passaggio attraverso il buco nero ma le menti dei membri sopravvivono. La versione a fumetti del film bypassa l'intera questione di ciò che accade all'interno del buco nero, mostrando l'equipaggio entrare in una pagina e ermergere la pagina dopo apparentemente illesi in un universo in cui incontrano versioni alternative di Reinhardt, B.O.B. e Maximillian.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film all'epoca fu il film più costoso mai prodotto dalla Disney[1], con un budget di 20 milioni di dollari (più altri 6 milioni come budget pubblicitario).[3]

Gli effetti speciali (che ebbero una candidatura all'Oscar) furono realizzati con costose tecniche di ripresa computerizzata (Automated Camera Effects System) e con il Matte SCAN System.[2]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ricavò quasi 36 milioni di dollari ai botteghini del Nord America,[4] diventando il 21mo film di maggior successo commerciale del 1979.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne accolto da critiche miste. Ebbe in seguito un certo seguito di appassionati.

« Hans Reinhart si aggiunge alla schiera dei geniali folli intrepidi esploratori dell'incognito, simboleggiando l'irresistibile, estrema tentazione del sapere: la prospettiva di un viaggio senza fine, senza traguardi, che oltrepassa i confini della ragione umana e si proietta nell'insondabile dimensione di un mistero infinito alimenta la sete di conoscere che infiamma Reinhart. La realtà stessa della morte (sua e dei suoi compagni) si sublima, nella sua esaltazione, nel trionfo dell'uomo universale.

Un cast di ottimi professionisti affianca Maximillian Schell. »

(Fantafilm[2])

Il robot V.I.N.CENT[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'equipaggio della USS Palomino, V.I.N.CENT è il primo a identificare la USS Cygnus, precedentemente ritenuta dispersa, sull'orizzonte degli eventi di un buco nero. Accompagna l'equipaggio sulla nave per investigare e successivamente incontra B.O.B., un robot vecchio modello imbarcato sulla Cygnus. L'amicizia tra V.I.N.CENT e B.O.B. porta alla rivelazione dell'imminente minaccia per equipaggio della Palomino a bordo della Cygnus, rappresentata dal capitano della nave, il Dottor Hans Reinhardt, che ha trasformato il suo stesso equipaggio in una massa di schiavi umanoidi privi di volontà. V.I.N.CENT riesce anche a sconfiggere Maximillian, il terribile robot guardiano a bordo della Cygnus, salvando così il resto dell'equipaggio e permettendone la fuga.

Il nome V.I.N.CENT. è l'acronimo di Vital Information Necessary CENTralized (in italiano "Informazioni Vitali Necessarie Centralizzate"). Usualmente si muove fluttuando nell'aria ma è provvisto di "piedi" magnetici che usa per spostarsi sugli scafi esterni delle navi. È dotato di una grande quantità di accessori, incluso un cavo di aggancio, cannoni laser retrattili, tenaglie estendibili e un trapano.

V.I.N.CENT condivide inoltre un collegamento ESP con uno dei membri dell'equipaggio, la Dottoressa Kate McCrae. Nel romanzo basato sulla sceneggiatura del film il link è stabilito grazie a un modulo ESP impiantato nei due.

V.I.N.CENT sembra essere programmato con un grande ammontare di saggezza popolare e con la necessità di tirarla fuori con gli altri membri dell'equipaggio. Sembra che questo comportamento sia intenzionale più che essere un malfunzionamento.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stephen Neale, Genre and contemporary Hollywood, British Film Institute, 2002, p. 192, ISBN 978-0-85170-886-7.
  2. ^ a b c Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), The Black Hole - Il buco nero in Fantafilm. URL consultato il 27 luglio 2015.
  3. ^ "Black Hole Special Issue". Cinefantastique. primavera 1980.
  4. ^ http://www.boxofficemojo.com/movies/?id=blackhole.htm
  5. ^ Ecco alcuni dei suoi aforismi:
    • Una latta da un litro non può contenere un gallone signor Pizar, se contiene un litro fa del suo meglio.
    • Esistono tre tipi base signor Pizar: chi vuole, chi non vuole, chi non può. Chi vuole riesce in tutto, chi non vuole dice di no a tutto e chi non può non tenta niente.
    • Per citare Cicerone l'avventatezza è la caratteristica della giovinezza, la prudenza è quella dell'età avanzata e la giudiziosità la parte migliore dell'audacia.
    • Tutto sole fa un deserto, dicono gli arabi.
    • Un lupo rimane un lupo, anche se non ha mangiato la tua pecora.
    • Se vuoi ballare devi pagare il pifferaio.
    • Ci sono piloti vecchi e piloti audaci, ma assai pochi piloti vecchi e audaci!

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]