The Apprentice - Alle origini di Trump
The Apprentice - Alle origini di Trump (The Apprentice) è un film del 2024 diretto da Ali Abbasi, al suo primo film in lingua inglese.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]1973: Un giovane Donald Trump, dopo aver segnalato diverse persone benestanti a una festa, incontra Roy Cohn, all'epoca noto come ex consigliere capo di Joseph McCarthy, in un circolo ricreativo di New York. Trump si lamenta del fatto che il governo federale stia indagando su suo padre, Fred Trump, magnate immobiliare, per discriminazione nei confronti degli inquilini afroamericani. Cohn si offre di aiutarlo.
Dopo che Cohn ricatta il procuratore a capo delle indagini con delle foto compromettenti che lo ritraggono insieme a un cameriere dell'hotel in cui alloggia, il pubblico ministero risolve il caso per una piccola quantità di denaro, nonostante ci fossero prove di discriminazione razziale. Trump fa il suo ingresso nell'orbita di Cohn, che lui vede come un mentore migliore di suo padre. Cohn insegna a Trump come vestirsi bene e come relazionarsi con i media, e proponendogli le sue "tre regole": attaccare sempre, non ammettere mai i propri errori e rivendicare sempre la vittoria, anche se sconfitto. Trump partecipa a una festa di Cohn, dove scopre quest'ultimo (la cui omosessualità è nota a tutti) in un'orgia.
Trump vuole trasformare il derelitto Commodore Hotel, abbandonato nel centro della città nelle vicinanze del Grand Central Terminal, in un Hyatt. Cohn, ricattando i funzionari con delle registrazioni audio, aiuta Trump a ottenere una riduzione delle tasse di 160 milioni di dollari per il progetto, facendo infuriare i sostenitori dei poveri, che vivevano all'interno del Commodore Hotel. Trump inoltre non chiede il permesso al padre, con il quale ha un rapporto teso, di costruire l'hotel.
Allo stesso tempo Trump sviluppa la lussuosa Trump Tower, sminuendo i piccoli successi del padre, e i media iniziano a trattarlo come un magnate di successo. Cohn critica i sindacati e i promotori del welfare, presentandosi come un guardiano e paladino dello spirito americano, attaccando regole, morali e verità. Durante la presidenza di Ronald Reagan, Trump afferma che gli Stati Uniti devono essere più forti invece di essere mancati di rispetto da parte delle nazioni straniere. Trump, assieme a Roger Stone, approvano uno degli slogan di Reagan: "Let's Make America Great Again".
Contro il parere di Cohn, Trump procede con alcuni investimenti immobiliari, come il Trump Taj Mahal ad Atlantic City, che gli causa notevoli perdite. Contemporaneamente Fred arriva a vergognarsi del figlio maggiore, Fred Jr., per essere diventato pilota di linea con la TWA, affibbiandogli il soprannome di "autista di autobus con le ali". Fred Jr. sprofonda nella depressione e si da all'alcolismo, facendo deragliare la sua carriera, mentre la famiglia Trump prende le distanze dalla sua autodistruzione. Il distacco familiare porta alla morte di Fred Jr., notizia che devasta la famiglia. Sua madre, Mary Anne, è angosciata dalla morte del figlio e dai tentativi di Donald di manipolare la demenza di suo padre per ottenere il controllo dell'eredità dei suoi fratelli per saldare i suoi crescenti debiti.
Trump incontra la modella ceca Ivana Zelníčková. La fa entrare nel suo club dopo che è stata respinta, pagando le sue spese, e la segue fino ad Aspen, in Colorado, per chiederle un appuntamento. Dopo molti corteggiamenti i due si sposano, e Ivana diventa una figura influente nel successo della Trump Organization, il conglomerato che Trump ha creato per gestire tutte le sue aziende. Molto presto, tuttavia, Trump inizia a provare risentimento per il fatto che Ivana abbia messo in ombra la sua fama e le dice di non essere più attratto da lei, anche se non menziona le sue numerose relazioni extraconiugali. Lei lo rinfaccia, lamentandosi dell'intervento di mastoplastica richiesto da lui e lo chiama grasso e calvo, così lui la violenta. Dipendente dalle anfetamine per aiutarlo a controllare il peso, Donald viene scoraggiato dallo smettere di usarle dal suo medico, con il quale discute inoltre della sua obesità e calvizie. Nel frattempo, Trump ha rapporti controversi con il nuovo sindaco di New York, Ed Koch.
Mentre rischia la radiazione dall'albo degli avvocati, a Cohn viene diagnosticato l'AIDS, ma lui nega pubblicamente. Quando scopre che anche il suo amante Russell ha contratto l'AIDS, Cohn chiede a Trump di assumere Russell all'Hyatt. Trump lo fa lavorare all'hotel, ma alla fine è costretto a sfrattare Russell, sostenendo che la colpa è di numerosi ospiti che si sono lamentati, rifiutandosi di avvicinarsi a Cohn, che attacca Trump per strada, definendolo un impostore ingrato. In seguito alla morte di Russell, Trump porta Cohn nella sua villa a Mar-a-Lago, in Florida, per festeggiare il suo compleanno. Gli regala dei gemelli da polso con dei diamanti marchiati Trump, ma quando Trump va al bagno Ivana informa Cohn che i diamanti in realtà sono delle imitazioni in zirconio. Quando arriva la torta, Cohn scoppia in lacrime e fugge via dalla villa.
1986. Nel momento in cui Cohn muore, Trump si sottopone a interventi di liposuzione e riduzione del cuoio capelluto. Nella Trump Tower, Trump incontra Tony Schwartz, il ghostwriter della sua autobiografia, The Art of the Deal, riferendogli erroneamente che le tre regole di Cohn sono in realtà sue. Trump poi pondera sulla possibilità di diventare, un giorno, Presidente degli Stati Uniti, parlando della superiorità genetica dei vincitori e dilungandosi sulla sua grandezza, mentre fissa una bandiera americana che sventola sullo sfondo dello skyline di New York.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Riprese
[modifica | modifica wikitesto]Il film è stato parzialmente co-finanziato dalla Kinematics LLC, di cui l'imprenditore Daniel Snyder è investitore: Snyder, sostenitore delle campagne presidenziali di Trump, ha dato origine durante la post-produzione ad un contenzioso dopo aver scoperto che il film avrebbe messo in cattiva luce l'ex-Presidente, cercando in particolare di far tagliare la scena in cui Trump viene mostrato mentre violenta la sua prima moglie, Ivana Zelníčková, un fatto di cui quest'ultima l'aveva accusato durante le procedure del loro divorzio nel 1989, salvo poi ritrattare nel 2015.[1]
La New York degli anni settanta è stata ricostruita a Toronto per le riprese.[2]
Promozione
[modifica | modifica wikitesto]Una prima clip del film è stata diffusa il 3 settembre 2024.[3]
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film è stato presentato in anteprima il 20 maggio 2024 al 77º Festival di Cannes,[1] ed è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi l'11 ottobre 2024[4] e in quelle italiane il 17 ottobre.[5]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Il film ha incassato poco più di 17,2 milioni di dollari.[6]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Su Rotten Tomatoes 242 critici esprimono un gradimento dell'83% con un voto medio di 6.9/10.[7] Invece su Metacritic il punteggio medio dato da 54 critici al film è di 64 su 100.[8]
Su Movieplayer.it la recensione di Damiano Panattoni definisce il film come "un'istantanea perfetta del turning point americano (...), sorretto dalle grandi interpretazioni di Sebastian Stan e Jeremy Strong", dando al film 4 stelle su 5.[9]
Su Sentieri selvaggi, invece, Sergio Sozzo valuta il film più tiepidamente, dando al lavoro di Abbasi 2,7 stelle su 5 e scrivendo cheː "Per quanto più convincente del solito, Ali Abbasi non ci pare però scalfire per davvero il cuore segreto del personaggio – una qualunque puntata del reality televisivo condotto da Trump che porta lo stesso titolo di questo film è probabilmente altrettanto illuminante".[10]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 2024 – Festival di Cannes
- In concorso per la Palma d'oro
- 2025 – Golden Globe[11]
- Candidatura per il miglior attore protagonista a Sebastian Stan
- Candidatura per il miglior attore non protagonista a Jeremy Strong
- 2025 – Premi Oscar[12]
- Candidatura per il miglior attore a Sebastian Stan
- Candidatura per il miglior attore non protagonista a Jeremy Strong
- 2025 – Independent Spirit Awards[13]
- Candidatura per la miglior regista a Ali Abbasi
- Candidatura per il miglior interpretazione protagonista a Sebastian Stan
- Candidatura per il miglior montaggio a Olivier Bugge Coutté e Olivia Neergaard-Holm
- 2025 – Screen Actors Guild Award[14]
- Candidatura per il migliore attore non protagonista a Jeremy Strong
- 2025 – British Academy Film Awards[15]
- Candidatura per il miglior attore protagonista a Sebastian Stan
- Candidatura per il miglior attore non protagonista a Jeremy Strong
- Candidatura per il miglior casting a Carmen Cuba e Stephanie Gorin
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Tatiana Siegel, Inside the Legal Battle to Recut Trump Movie ‘The Apprentice’: Why Billionaire Investor Dan Snyder Is Furious With Ex-President’s Portrayal (EXCLUSIVE), in Variety, 20 maggio 2024. URL consultato il 20 maggio 2024.
- ↑ (EN) Adam S. Levy, Sebastian Stan sports blonde mane in costume as a young Donald J. Trump filming The Apprentice in Toronto, in The Daily Mail, 19 dicembre 2023. URL consultato il 20 maggio 2024.
- ↑ (EN) Ethan Shanfeld, ‘The Apprentice’ First Footage: Sebastian Stan’s Donald Trump Voice Revealed, su Variety, 3 settembre 2024. URL consultato il 5 settembre 2024.
- ↑ (EN) Scott Feinberg, Hot-Button Trump Flick ‘The Apprentice’ Acquired by Briarcliff for Pre-election Release, Awards Campaign (Exclusive), su The Hollywood Reporter, 30 agosto 2024. URL consultato il 5 settembre 2024.
- ↑ The Apprentice - Alle origini di Trump: Trailer Ufficiale: Dal 17 ottobre al cinema, su YouTube, 12 settembre 2024. URL consultato il 12 settembre 2024.
- ↑ (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- ↑ (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- ↑ (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su Metacritic, Fandom, Inc.
- ↑ The Apprentice, la recensione, su movieplayer.it. URL consultato il 14 settembre 2024.
- ↑ Sergio Sozzo, The Apprentice, La recensione del film di Ali Abbasi, su SentieriSelvaggi, 20 maggio 2024. URL consultato il 21 maggio 2024.
- ↑ Tutte le nomination ai Golden Globe 2025, su Il Post, 9 dicembre 2024. URL consultato l'11 dicembre 2024.
- ↑ (EN) Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), THE 95TH ACADEMY AWARDS | 2025, su oscars.org.
- ↑ (EN) Anthony D'Alessandro, Spirit Awards Best Feature Nominees Include ‘Anora’, ‘I Saw The TV Glow’, ‘Nickel Boys’, ‘Sing Sing’ & ‘The Substance’, su Deadline, 4 dicembre 2024. URL consultato il 31 dicembre 2024.
- ↑ (EN) Patrick Hipes e Erik Pedersen, SAG Awards Nominations: ‘Wicked’ & ‘A Complete Unknown’ Lead Film Field; ‘Shōgun’ Tops TV, su Deadline, 8 gennaio 2025. URL consultato l'11 gennaio 2025.
- ↑ Bafta 2025: tutte le candidature, su Wired, 15 gennaio 2025. URL consultato il 15 gennaio 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su The Apprentice - Alle origini di Trump
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su theapprenticemovie.com.
The Apprentice - Official Trailer (trailer), su YouTube, 23 settembre 2024.
Make America Great Again Scene | THE APPRENTICE (2024) Movie CLIP HD (scena), su YouTube, 20 gennaio 2025. - The Apprentice, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- The Apprentice - Alle origini di Trump, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- The Apprentice - Alle origini di Trump, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
- The Apprentice - Alle origini di Trump, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- The Apprentice - Alle origini di Trump, su Il mondo dei doppiatori.
- The Apprentice - Alle origini di Trump, su Comingsoon.it, Anicaflash.
- (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) The Apprentice - Alle origini di Trump, su FilmAffinity.
- (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) The Apprentice - Alle origini di Trump, su Box Office Mojo, IMDb.com.
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