Thatta

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Thatta
città
(UR) ٹھٹہ
(SD) ٺٽو
Thatta – Veduta
Thatta – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera del Pakistan Pakistan
Provincia Sindh
DistrettoThatta
Territorio
Coordinate24°44′46.02″N 67°55′27.61″E / 24.746117°N 67.924336°E24.746117; 67.924336 (Thatta)
Abitanti220 000
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+5
Cartografia
Mappa di localizzazione: Pakistan
Thatta
Thatta
 Bene protetto dall'UNESCO
Monumenti storici di Thatta
 Patrimonio dell'umanità
TipoCulturali
Criterio(iii)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1981
Scheda UNESCO(EN) The Monuments of Thatta
(FR) Scheda

Thatta o Thatto (Urdu: ٹھٹہ, Sindhi:ٺٽو) è una città storica di 220 000 abitanti situata nella provincia Sindh del Pakistan, nei pressi del lago Keenjhar, il più grande specchio d'acqua dolce dello stato. I principali monumenti di Thatta sono stati elencati tra i Patrimoni dell'umanità, dell'UNESCO. Grazie alla vicinanza con il grande porto di Karachi l'antica e pittoresca città è meta di turisti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Thatta potrebbe essere il sito dell'antica Pattala, il principale porto sull'Indo ai tempi di Alessandro Magno, anche se il sito di Pattala è stato oggetto di molti dibattiti.[1][2] Muhammad bin Qasim conquistò la regione nel 711 dopo aver sconfitto il raja locale in una battaglia a nord di Thatta. La città, che in passato comandava il delta dell'Indo, fu capitale del basso Sindh dal quattordicesimo secolo. Nel periodo in cui comandarono i Soomro fu capitale del Sindh per 95 anni. A partire dal 1592 venne governata per conto dell'impero dei Gran Mogol di Delhi. Dopo la cessione nel 1739 della provincia allo Shah Nader della Persia, Thatta venne abbandonata.

Attrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra i monumenti di Thatta si trova la moschea di Jama (nota anche come Moschea Shahjehani e Moschea Badshahi), costruita dallo Shah Jahan nel 1647-49 ed ornata con vetrate a mosaico. Questo edificio è composto da 101 cupole ed è stata progettata in modo che la voce dell'imam potesse raggiungere ogni angolo dell'edificio senza l'uso di megafoni o di altre tecnologie.

Vi si trovano anche le tombe di Jam Nizamuddin, le Sette Sorelle Soomro Satihoo (che regnarono nel 1461-1509), molti regnanti Tarkhan ed ufficiali del Mogol. Una grande necropoli con migliaia di tombe si trova nella vicina Makli Hill.

La Moschea Shah Janan[modifica | modifica wikitesto]

La Moschea Shah Jahan è la moschea del venerdì. Si trova in una nuova area urbana a circa 1 km a est del centro. Lontano dalla sua città natale, Lahore, e dalla sua sede di governo, Delhi, Shah Jahan fece costruire a Thatta una delle più belle moschee del periodo Moghul. Secondo le iscrizioni, la costruzione iniziò nel 1644 e il complesso fu completato nel 1647, più o meno nello stesso periodo della tomba Taj Mahal di Shah Jahan, costruita per la sua moglie preferita. Le dimensioni esterne dell'edificio, che è rettangolare nell'asse più lungo ovest-est, sono di circa 305 × 170 m, compresi i giardini circostanti; l'edificio della moschea vera e propria, con un ampio cortile interno (sahn), occupa circa un quarto dell'area totale. La moschea è stata accuratamente restaurata negli anni '70 ed è in gran parte conservata nelle sue condizioni originali.

La forma costruttiva e il materiale sono atipici per l'architettura Moghul: il nucleo delle moschee e dei mausolei nelle capitali dell'India settentrionale, Lahore, Agra e Delhi, è fatto di mattoni, che però venivano ricoperti di marmo bianco e arenaria rossa in modo da non apparire visivamente in nessun punto. In questo caso, il mattone marrone sabbia è stato armoniosamente abbinato a fasce di malta bianca e a mosaici di piastrelle smaltate colorate posate in mezzo. In contrasto con lo stile monumentale della Moschea del Venerdì di Delhi, con le sue tre alte cupole, questa moschea, che segue la pianta persiana, non ha minareti, ha una sola grande cupola, ma 93 piccole cupole che strutturano sottilmente l'edificio da ogni angolo. Le cupole sono state progettate come volte nel cielo con motivi di stelle multicolori a piccola scala, mentre il passaggio alla sottostruttura ottagonale è stato formato da ponti a rete. Grazie alla buona acustica delle cupole del tetto, il responsabile della preghiera (imam) può essere ascoltato dal Mihrāb sul retro della moschea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ James Rennell, Memoir of a map of Hindoostan:or the Mogul's Empire, London, 1783, p.57; William Vincent, The Voyage of Nearchus from the Indus to the Euphrates, London, 1797, p.146; William Robertson, An Historical Disquisition concerning the Knowledge which the Ancients had of India, A. Strahan, T. Cadell Jun. and W. Davies; and E. Balfour, Edinburgh, 1799, p.47; Alexander Burnes, Travels into Bokhara: containing the narrative of a voyage on the Indus [...] and an account of a journey from India to Cabool, Tartary, and Persia, London, John Murray, 1835, Volume 1, p.27; Carl Ritter, Die Erdkunde im Verhältniss zur Natur und zur Geschichte des Menschen, Berlin, Reimer, 1835, Band IV, Fünfter Theil, pp.475–476.
  2. ^ Pattala, su perseus.tufts.edu. URL consultato il 22 aprile 2022.

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