Terremoto di Foggia del 1731

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Terremoto di Foggia
Data 20 marzo 1731
Ora 03:00 (GMT+1)
Magnitudo momento 6.53
Distretto sismico Tavoliere delle Puglie
Epicentro Stornara
41°16′12″N 15°45′00″E / 41.27°N 15.75°E41.27; 15.75Coordinate: 41°16′12″N 15°45′00″E / 41.27°N 15.75°E41.27; 15.75
Nazioni colpite Italia Italia
Intensità Mercalli IX
Vittime 2.000 (città di Foggia)
Mappa di localizzazione: Italia
Terremoto di Foggia del 1731
Posizione dell'epicentro

Il terremoto di Foggia fu un evento disastroso, di intensità pari al IX grado della scala Mercalli, che si verificò il 20 marzo 1731 e colpì il Tavoliere delle Puglie nonché il settore nord delle Murge.[1]

Nella città di Foggia crollarono molti edifici e ci furono più di 2.000 vittime.[2]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il terremoto interessò diversi comuni. Nella seguente tabella, costruita in base al "Database Macrosismico Italiano del 2004", vengono riportate le dieci più colpite, ordinate per intensità della scossa:[3]

Località Latitudine Longitudine Intensità al sito (MCS)
Cerignola 41.264 15.898 9
Foggia 41.460 15.553 9
Canosa di Puglia 41.223 16.067 8-9
Orta Nova 41.327 15.707 8-9
Borgo Tressanti (fraz. di Cerignola) 41.395 15.861 8-9
Ascoli Satriano 41.205 15.561 8
Molfetta 41.200 16.597 8
Orsara di Puglia 41.281 15.266 8
Barletta 41.318 16.279 7-8
Bisceglie 41.241 16.502 7-8

Precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Il terremoto della Daunia del 1361, di intensità pari a Mw 6.0, aveva colpito duramente il settore meridionale del Tavoliere con epicentro localizzato ad Ascoli Satriano.

Il terremoto della Capitanata del 1627, di intensità pari Mw 6.7, provocò diverse migliaia di morti sebbene l'epicentro fosse localizzato assai più a nord, nell'estremo settore settentrionale del Tavoliere tra San Severo e Lesina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "INGV - Database Macrosismico Italiano 2004" (PDF), su gndt.ingv.it. URL consultato il 22-04-2009.
  2. ^ Andrea Amato, L'architettura religiosa a Foggia tra '600 e '700, 1992-93.
  3. ^ "Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia", su emidius.mi.ingv.it. URL consultato il 22-04-2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]