Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles

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Terrazza del caffè
Vincent Willem van Gogh - Cafe Terrace at Night (Yorck).jpg
Autore Vincent van Gogh
Data 1888
Tecnica olio su tela
Dimensioni 81×65,5 cm
Ubicazione Museo Kröller-Müller, Otterlo

Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles è un dipinto del pittore olandese Vincent van Gogh, realizzato nel 1888 e conservato al Museo Kröller-Müller di Otterlo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Studio preparatorio per il dipinto
Lo stesso Caffè fotografato nel 2006, centodiciotto anni dopo l'esecuzione dell'opera

Van Gogh ammette di essersi rifatto a una fonte letteraria per l'esecuzione di quest'opera, nella fattispecie Bel-Ami di Guy de Maupassant. Di seguito si riporta uno stralcio della lettera 678, in cui Vincent descrive alla sorella Wilhelmina le circostanze in cui aveva realizzato l'opera:

« [...] Finora non mi hai detto se hai letto Bel-Ami di Guy de Maupassant oppure no e cosa ne pensi del suo talento. Te lo dico perché l'inizio di Bel Ami contiene una descrizione di una notte illuminata di stelle a Parigi con i caffè vivacemente illuminati sul boulevard ed è pressappoco lo stesso soggetto che ho appena dipinto. [...] »

(Lettera 678[1])

Evidenti tangenze tematiche sono rintracciabili anche con le opere impressioniste e pointilliste. Il mondo dei caffè parigini, infatti, fu uno dei grandi protagonisti della vita e della pittura di fine Ottocento: se, tuttavia, il gruppo di Batignolles preferiva concentrarsi sulla vasta umanità che li frequentava (dando vita a dipinti come L'assenzio, La prugna e Donne in un caffè), van Gogh piuttosto qui è preoccupato dalla resa pittorica di un cielo notturno punteggiato di stelle.[2]

L'opera, oggi conservata al museo di Otterlo, coglie una visione notturna di Place du Forum, ad Arles. La visione, interrotta a sinistra dallo stipite blu di un portone, prosegue attraverso una pedana su cui sono disposte tre file di tavolini verdi: vi troviamo seduti turisti, passanti casuali, habitùe, intenti a godersi la serata e forse a sorseggiare un liquore, mentre un cameriere raccoglie le ordinazioni. Si noti come è impossibile riconoscere le fisionomie e l'identità degli avventori, che sembrano quasi fondersi con il paesaggio circostante, a testimonianza di come van Gogh fosse attratto piuttosto dallo scorcio notturno. In fondo, infine, si dipana rue du Palais, delineata dalle vetrine ancora illuminate delle botteghe e da alcuni palazzi addormentati: per la strada troviamo alcuni arlesiani che, avvolti nell'atmosfera gioiosa del caffè, passeggiano sull'acciottolato inumidito e chiacchierano placidamente, sfiorandosi fisicamente o magari con lo sguardo e caricando l'intera scena di una briosa convivialità.

Il tratto di van Gogh, in genere nervoso e frammentato, qui si rilassa e diventa sognante, complice la serenità di questa notte nel Meridione francese e il raffinato accordo cromatico ivi orchestrato. Anche in quest'opera, infatti, van Gogh si affida completamente ai colori, che dominano la scena grazie al vivace contrasto tra il blu e il giallo, iniziato nello scenario urbano e ripreso nella sublime visione del cielo stellato. Anche la sensazione di profondità viene riprodotta dal confrontarsi di queste due tonalità, con i gialli che progressivamente avanzano in primo piano e i blu che recedono. Rimarchevole anche la presenza di particolari dipinti tono su tono, come nel caso della lanterna gialla a sinistra, la cui cromia si amalgama con quella dei retrostanti muri del caffè.[2] Vale infine la pena ricordare che per i toni scuri l'artista ha fatto ricorso ai blu di Prussia e ai viridian, per i gialli è stato utilizzato prevalentemente il giallo cromo limone, mentre infine per gli arancioni van Gogh ha elaborato appositamente una miscela di lacca geranio e di giallo cromo limone.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) To Willemien van Gogh. Arles, Sunday, 9 and about Friday, 14 September 1888, Van Gogh Letters.
  2. ^ a b Federica Armiraglio, Van Gogh, in I Classici dell'Arte, vol. 2, Rizzoli, 2003, p. 107.
  3. ^ Dianora Della Torre Arrigoni, Il colore nella pittura: materia e spiritualità, 2015, p. 160, ISBN 132614183X.

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