Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Buddhismo della Terra Pura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Terra Pura)
Statue cinesi del Buddha Amitābha e dei suoi attendenti bodhisattva Avalokiteśvara (destra, raffigurato con l'aspetto femminile della dea Guānyīn) e Mahāsthāmaprāpta (raffigurato anch'egli come una divinità femminile, Da Shì Zhì), situati sull'altare di un tempio.

Il Buddhismo della Terra Pura, la cui corrente principale, maggioritaria e diffusa è nota anche come amidismo (cinese Jìngtǔzōng, (净土宗S), "scuola della Terra Pura"; giapponese Jōdoshū, 浄土宗; coreano Jeongtojong, 정토종; vietnamita Tịnh Độ Tông), è un ramo del buddhismo Mahāyāna, che enfatizza i rituali e le pratiche devozionali, ed è attualmente una delle scuole di buddhismo dominanti nell'Asia orientale, dove divide la scena con il Chán (Zen in Giappone).

Nel buddhismo cinese Terra Pura e Chán sono spesso praticati insieme (ad esempio dai monaci dello Shaolin, il più importante dei monasteri e templi Chán), e non sempre i fedeli sanno distinguere tra i due. Nel buddhismo giapponese questa pratica mista è invece tipica ad esempio della scuola zen Ōbaku-shū, mentre la Jodo-shu e la Jodo Shinshu sono le principali scuole amidiste; con lo Zen e il buddhismo Nichiren, rappresenta la scuola più diffusa in Giappone. Questa corrente venera il Buddha Amitābha (Amituofo in cinese, Amida Butsu in giapponese), considerato il Buddha eterno manifestatosi nel nostro mondo tramite il Buddha Sakyamuni.[1]

Storia e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il Buddhismo della Terra Pura è fondato sui Sutra della Terra Pura (Sutra della Vita Infinita, Sutra di Amitabha e Sutra della Contemplazione), introdotti in Cina nel 150 circa dal monaco parto An Shih Kao e dal monaco kushan Lokaksema, che descrivono Amitabha Buddha (nominato anche nel sutra del Loto), e la sua paradisiaca Terra Pura, chiamata Sukhavati. Alcuni studiosi occidentali hanno ipotizzato un influsso del cristianesimo nestoriano sul buddhismo della Terra Pura.[2]

Tempio amidista cinese nel luogo dove si tenne in concilio di Lushan sul Monte Lu (402) che sancì la nascita ufficiale del Buddhismo della Terra Pura in Cina. L'11 settembre 402, insieme ad altri 123 discepoli, laici e monaci, Huiyuan celebrò sul Monte Lu un rito di fronte al Buddha Amitābha per compiere un voto collettivo teso alla rinascita a Sukhāvatī. Tale rito fu ripreso dalla Società del Loto Bianco (白蓮教, Báiliánjiào) nata all'inizio del XII secolo che, unitamente a tutte le scuole cinesi e giapponesi della Terra Pura, a Huìyuan si richiamava.

La scuola della Terra Pura cominciò ad acquisire la sua influenza e la fama di Amitabha si diffuse rapidamente in Cina, ove il secondo dei tre Sutra venne tradotto già nel 252 d.C; nel V secolo furono tradotti anche gli altri due. Nel 402, Huiyuan radunò un'assemblea di praticanti devoti ad Amitabha e diede origine alla corrente della Terra Pura cinese o Jìngtǔ (淨土宗, Jìngtǔ zōng) fondando un monastero sulla cima del Monte Lushan. Il lignaggio è fatto però risalire a Nagarjuna, il monaco indiano fondatore della scuola dei Mādhyamika e patriarca delle scuole Mahāyāna.

Hōnen (法然), fondatore della scuola della Terra Pura in Giappone.

I rituali furono sistematizzati ad opera di Shan-tao (pinyin Shandao, 613681), un maestro considerato dai fedeli un'incarnazione del Buddha Amitabha e il più importante maestro del lignaggio cinese; non a caso oggi ci si riferisce al principale lignaggio della Jingtu come al lignaggio di Shandao (in giapponese Zendō; è considerato il quinto patriarca). La filosofia amidista procedette quindi a diffondersi in Giappone, dove crebbe più lentamente: Honen Shonin (11331212), un monaco Tendai, stabilì stabilmente il Buddhismo della Terra Pura come una setta indipendente in Giappone con il nome di Jodo Shu. Dagli insegnamenti del suo discepolo Shinran nacque la Jodo Shinshu o buddhismo Shin, il secondo gruppo amidista del Giappone.

Oggi la Terra Pura è, insieme al Chán (Zen), la scuola di buddhismo dominante in Cina, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Macao e Vietnam; è presente anche in Corea del Sud e comunità amidiste consistenti sono diffuse anche a Singapore e Indonesia. In Cina e Giappone il buddhismo della Terra Pura è spesso praticato in sincretismo religioso con Chán e Zen, o con le religioni locali, come lo shintoismo giapponese (come avviene in maniera analoga alle altre scuole) o taoismo, confucianesimo e religione popolare in Cina e Taiwan. Nell'Asia continentale l'amidismo è la forma di buddhismo più diffusa, in Vietnam è praticato spesso assieme al Thiền (zen vietnamita), in Corea assieme al Sòn, mentre in Giappone contende la maggioranza alla scuola Nichiren di origine Tendai e storicamente rivale della Terra Pura. Secondo alcune stime, il 40 % dei buddhisti giapponesi[3] segue stabilmente la scuola della Terra Pura (il 25 % dell'intera popolazione, circa 18 milioni di persone), secondo altre stime sono invece circa 13 milioni (10 % della popolazione nipponica).[4] In Cina i praticanti della Terra Pura costituiscono una buona parte, col Chán, dei 200 milioni di cinesi che seguono il Mahayana. Come le altre religioni e scuole buddhiste, anche quelle amidiste subirono la repressione dei maoisti durante la rivoluzione terminata nel 1949 e la grande rivoluzione culturale degli anni '60; molti monaci fuggirono a Taiwan e a Honk Kong dove il buddhismo cinese ebbe un grande incremento. Diversi templi subirono danneggiamenti, o rischiarono la distruzione da parte delle Guardie Rosse, come il Tempio del Buddha di Giada a Shangai e il principale tempio Shaolin. Solo dopo il 1976 il governo ha concesso libertà di culto ai monasteri tradizionali, e da allora i praticanti e i monaci cinesi sono nuovamente aumentati.

Il buddhismo della terra Pura si è diffuso anche nel mondo in seguito all'immigrazione di praticanti asiatici e all'interesse per le tradizioni buddhiste da parte degli occidentali. In Europa esso è rappresentato principalmente dalla Jodo-shu Europa; in Italia è meno diffuso di altre tradizioni come il Nichiren (specialmente scuola laica Soka Gakkai), lo Zen, il Theravada (tradizione thailandese/srilankese) e il Vajrayana tibetano, e principalmente è rappresentato dalla Jodo Shinshu Italia di tradizione giapponese, dai gruppi Shaolin di tradizione cinese (Chán/Terra Pura) diffusi in seguito all'immigrazione da questo paese, e dall'Associazione Buddhisti Vietnamiti in Italia (Thiền/Terra Pura).[5]

Origini e caratteristiche del culto[modifica | modifica wikitesto]

La prima testimonianza del nome Amitābha (sanscrito Amitābhaḥ (अमिताभ), letteralmente "Luce (ābhā) senza fine (amita)"; in cinese traslitterato 阿彌陀, Āmítuó; in giapponese Amida, 阿彌陀, da cui deriva il termine amidismo) è la dedica incisa su una statua del II secolo trovata a Govindnagar, Pakistan, ora al museo di Mathura, dedicata a "Amitābha Buddha" da una famiglia di mercanti nel "28esimo anno del regno di Huviṣka", cioè nella seconda metà del secondo secolo, durante l'impero Kuṣāṇa.

Statua giapponese del periodo Kamakura, Museo Nazionale di Tokyo

Il primo sutra a citare Amitābha è la traduzione cinese del Pratyutpanna-sūtra, portata nel Paese dal monaco Kuṣāṇa Lokakṣema intorno al 180 d.C., e che si dice sia stato all'origine del Buddhismo della Terra Pura in Cina.

Da un punto di vista storiografico il culto di Amitābha si è probabilmente sviluppato alla fine del I secolo.

Buddhismo
Nelumbo nucifera1.jpg
Mahāyāna
Paesi
IndiaTibet
CinaCorea
GiapponeVietnam
Insegnamenti
BuddhaBodhisattvaBodhicitta
VacuitàKaruṇāTathātā
Natura di BuddhaPrajñā
TrikāyaBuddha eternoAdi-Buddha
MādhyamikaVijnanavada
Triplice veritàYīniàn sānqiānDzogchen
ZhǐguānZazenDaimoku
Sūtra
Prajñāpāramitā
Sutra del LotoAvataṃsakaMahāyāna Mahāparinirvāṇa
VimalakīrtiLaṅkâvatāraRatnakūṭaTathāgatagarbhaSaṃdhinirmocana
Sutra del CuoreSutra del Diamante
Maestri
Gautama BuddhaNāgārjunaĀryadevaAsaṅgaVasubandhuKumārajīvaZhìyǐBodhidharmaSaichōEisaiDōgenNichirenHakuin EkakuTsongkhapaPadmasambhavaHonen
Scuole
SanlunFǎxiāngTiāntái
HuayanChánTerra Pura
SanronHossoKegonTendaiZenNichirenVajrayana (GelugSakyaKagyuNyingmapaKadamShingon)

Secondo il Sukhāvatīvyūha Sūtra,[6] il Buddha Sakyamuni in persona, davanti ad un'assemblea di Deva, Arhat, e Bodhisattva, racconta che in un eone molto lontano, un Re aveva abbandonato la vita mondana per divenire un monaco, prendendo il nome di Dharmakara ("Miniera della Legge").

Dharmakara si era recato dinanzi al Buddha della sua Era, il Buddha Lokesvararaja (lett."Il Signore Re del Mondo"), e aveva pronunciato il voto iniziale di Bodhicitta (Pranidhana, "Pensiero del Risveglio"). Tale voto originario si articolava in quarantotto impegni, i più salienti dei quali erano la volontà di generare un Buddhaksetra ("Campo di Buddha") dove gli esseri senzienti potessero rinascere un'ultima volta prima dell'Illuminazione, l'auspicio che l'invocazione fervente del suo stesso nome di Buddha fosse il mezzo per recarvisi (il "Diciottesimo Voto"), e l'auspicio che dal suo corpo emanasse una luce illimitata. Infine egli divenne Amitabha Buddha.

Amitābha, oltre che nei sutra della Terra Pura, è nominato anche nel sutra del Loto al capitolo VII, come uno dei sedici "figli" del Buddha Mahâbhijñā Jñānâbhibhū, assieme a Gautama Buddha (Sakyamuni), ed è anche uno dei Cinque Dhyana Buddha del buddhismo Vajrayana. Nel mandala dei Cinque Buddha, la sua consorte e controparte femminile è chiamata Pāṇḍarāvasinī.

Nelle scuole Mahayana cinesi e giapponesi della Terra Pura si ritiene anche che Amitabha sia la resa trascendente, cioè sia una manifestazione del Dharmakāya (Corpo del Dharma e della vacuità, descritto però nel caso come "senza forma"[7][8]) che il Saṃbhogakāya[9] (Corpo di Fruizione o "Corpo di Completo Godimento"), visibile ai bodhisattva nelle Terre Pure (secondo la dottrina dei tre corpi del Buddha esposta anche nei primi sutra e quella del Buddha eterno esposta nel sutra del Loto[10]; al proposito, vedere anche i concetti di Adi-Buddha e la figura di Vairocana[11], un altro dei Cinque Dhyani Buddha) dello stesso Buddha Śākyamuni (il quale è il Nirmāṇakāya o Corpo di Emanazione, il corpo fenomenico con cui il Buddha appare e predica in un dato universo in un determinato tempo); questo è reso esplicito nella Jodo-shu e nella Jodo Shinshu: secondo il monaco giapponese Honen, fondatore della Jodo-shu, ripreso da Shon-on Hattori «la storia dell’illuminazione di Amida riflette la vita di Shakyamuni. Questo significa che il Buddha Amida è l’espressione simbolica della natura ultima del Buddha Shakyamuni».[1] Secondo Shinran, discepolo di Honen:

« Amida, che ottenne la buddhità nell'infinito passato,
Pieno di compassione per gli esseri senzienti resi folli dai cinque impedimenti,
Prese la forma del Buddha Sakyamuni
E apparve a Gaya. »
(Jōdo Wasan (Inni della Terra Pura), 88)

Anche le scuole Tian'tai e Shingon includono alcune pratiche amidiste. Oltre che nel Mahayana, Amitabha è popolare anche nel buddhismo esoterico tibetano e al centro di pratiche tantriche di visualizzazione volte ad una rinascita sicura nella Terra Pura (es. phowa o trasferimento della coscienza, insegnata originariamente da Marpa nella scuola Kagyu). Come avviene per Shandao nell'amidismo cinese, così nel buddhismo tibetano alcuni importanti maestri sono considerati incarnazioni o emanazioni di Amitabha: Guru Rinpoche (Padmasambhava, fondatore del buddhismo tibetano, considerato emanazione di Amitabha e di Sakyamuni), Langri Tangpa, il Panchen Lama (importante tulku della scuola Gelug) e lo Shamarpa (secondo tulku per importanza dei Karma Kagyü) sono considerati sue emanazioni, mentre il Dalai Lama (capo spirituale e temporale del Tibet e guida dei Gelug) e il Karmapa (capo del lignaggio Karma Kagyü) sono ritenuti emanazioni del suo più noto aiutante, il bodhisattva Avalokiteśvara (Guānyīn in cinese, Cherenzig in tibetano, Kannon in giapponese).

Terra Pura Occidentale (amidismo)[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i sutra il Buddha Amitabha predica il Dharma nel suo paradiso (sanscrito buddhakṣetra), chiamato "Terra Pura" — cinese jìngtǔ (净土S), giapponese jodo (浄土?), coreano: jeongto, vietnamita Tịnh độ, tibetano dewachen — o "Paradiso Occidentale" (cinese e giapponese 西天, coreano Seocheon, vietnamita Tây Phương Cực Lạc), una regione che offre riparo dalla trasmigrazione karmica. Secondo l'Amidismo, entrare nella Terra Pura è quasi equivalente ad ottenere il Nirvāṇa.

La Terra Pura di Amitabha è chiamata propriamente Sukhavati ("La Beata" o "piena di gioia").

Nei sutra il Buddha Sakyamuni descrive ad Ananda e a Shariputra la Terra Pura come un luogo di purezza e meraviglia assolute, in cui[12][13]:

  • gli esseri che vi rinascono non conoscono la sofferenza;
  • vi rinascono dentro un loto che risplende di luce e galleggia sul lago delle otto virtù; il suolo è soffice, profumato e morbido, le strade sono lastricate di oro zecchino o gemme preziose, e gli alberi sono fatti di gioielli; i palazzi celestiali sono traslucidi, fatti di cristallo; vi dimora ogni sorta di volatili miracolosi, il cui canto rammenta l'insegnamento (sono emanazioni di Amitabha); vi avvengono prodigi come le piogge di fiori;
  • è inondata di una luce cristallina, ed è circondata da sette cinte di palme con reti, a cui sono attaccate delle campanelle, che suonano in modo melodioso quando vengono agitate da una brezza fresca e gradevole, e da sette cinte di pietre preziose: perla, ametista, smeraldo, topazio, rubino, zaffiro, diamante.
  • al centro della Terra Pura troneggia il Buddha Amitabha, risplendente "come una montagna di rubini alla luce del sole", e affiancato da due aiutanti, i Bodhisattva Avalokitesvara ("signore che guarda" o "percettore dei suoni del mondo") e Mahāsthāmaprāpta ("Colui che ha conseguito una grande forza").

Sukhavati è inoltre protetta dal Dharmapala ("Custode della Legge") Ksetrapala-Simhamukha ("Bocca Leonina Custode del Campo"). Vi abitano anche infiniti bodhisattva.

La grande statua bronzea di Amitabha Buddha (giapponese, Amida Butsu), XIII secolo, tempio Kōtoku-in, Kamakura, Kanagawa, Giappone. Le mani sono nel "gesto della meditazione" (dhyānamudrā, giapp. 禪定印 zenjō-in) tipica del Buddha Amida giapponese, ovvero con le punte degli indici che toccano i pollici, gesto denominato 弥陀の定印 mida no jō-in, mentre le gambe sono incrociate nella "posizione del loto" (padmāsana, giapp. 結跏趺坐 kekkafu za). In cima al capo emerge la uṣṇīṣa (giapp. 頂相 chinzō) mentre in mezzo agli occhi è posta la ūrṇā (giapp. 白毫 byakugō), questi ultimi due appartengono ai Trentadue segni maggiori di un Buddha (giapp. 三十二相 sanjūni sō). Le grandi orecchie indicano la "grande rinuncia" in ricordo della sua vita da re quando indossava pesanti orecchini ricoperti di pietre preziose, particolare tipico dell'iconografia dei Buddha.

Nel buddhismo della Terra Pura si crede che la maggioranza degli esseri senzienti dell'era di mòfǎ ("scomparsa del vero dharma") non siano in grado di distaccarsi dai desideri e dall'attaccamento, ricadendo nel ciclo delle rinascite nei dieci mondi della ruota dell'esistenza, compresi i mondi inferiori (naraka); perciò, il Buddha fornisce una via più facile per raggiungere l'illuminazione e affrancarsi dalla dukkha, la rinascita nella Terra Pura. Il fondamento del Buddhismo della Terra Pura è che il nirvana sia estremamente difficile da raggiungere con la meditazione solitaria, mentre la devozione ad Amitabha potrebbe aprire le porte della Terra Pura, da cui grazie all'insegnamento diretto del Buddha sarebbe più semplice giungervi.

Pratiche principali[modifica | modifica wikitesto]

Per rinascere nella Terra Pura, i fedeli devono cantare un mantra o preghiera ad Amitabha più spesso possibile per indurre uno stato mentale giusto e sincero. Il mantra più ricorrente è, in cinese/giapponese, 南無阿彌陀佛 (pinyin Nàmó Āmítuó Fó o Namo Amituofo, Hepburn Namu Amida Butsu, abbreviato in Namu Amida Bu, secondo la pronuncia on'yomi), coreano 나무아미타불 (Namu Amita Bul), vietnamita Nam-mô A-di-đà Phật, sanscrito Namo Amitabha Buddha ("omaggio al Buddha della luce infinita") o Namo Amitabha, tibetano Om Amidewa Hri. In giapponese il mantra è chiamato Nembutsu, in cinese Nianfo cioè "consapevolezza del Buddha" (nian, 念, in pāli sati, significa "consapevolezza, attenzione, pensiero, meditazione consapevole", in inglese reso con mindfulness), in sanscrito buddhānusmṛti.[14][15][16]

Dipinto tibetano del 1700 raffigurante la Terra Pura di Sukhavati

I fondamenti sono riassunte in Fede, Aspirazione e Pratica.[17] Si crede che i fedeli che cantano o recitano in continuazione il nome di Amitabha Buddha, visualizzando il Buddha con fede nel suo voto e generando sentimenti di compassione e bodhicitta per tutti gli esseri senzienti che soffrono nel samsara, otterranno molti benefici durante la loro esistenza attuale, raggiungendo lo stato di samadhi[18]; al termine della loro vita, se non hanno commesso azioni gravissime - solitamente cinque azioni dette "a retribuzione immediata", che costringono a scontare il karma derivante: uccidere i genitori, un arhat, ferire un buddha, provocare scismi nel sangha, ma anche non credere alla legge di causa-effetto, offendere i sutra o usare violenza gratuita (alcuni maestri sono invece più restrittivi, includendo il divieto di adulterio ad esempio, tra i precetti che garantiscono una buona pratica[19]) -, e hanno avuto l'aspirazione a rinascere nella Terra Pura, saranno guidati a Sukhavati dal Buddha Amitabha in persona e dal suo seguito, ricevuti lì con il loro karma, trovando ospitalità in questo Paradiso Occidentale. Nella Terra Pura potranno ottenere l'illuminazione completa a beneficio proprio e di tutti gli esseri, divenendo dei bodhisattva e realizzando il nirvana.[20] La forma di Amida come psicopompo, raffigurazione caratteristica del cosiddetto "buddhismo funerario" giapponese[21], è chiamata raigō ("approccio accogliente"), mentre Amitayus, il Buddha della Lunga Vita, è invece un epiteto legato anch'esso alla figura di Amitabha, come detto dal Buddha nel sutra breve della Terra Pura.

Un'altra pratica meditativa, diffusa in Cina, è la recitazione della dhāraṇī di Amitabha, oltre alla lettura dei sutra amidisti e di altre tradizioni, e secondariamente e minoritariamente la recitazione dei mantra di bodhisattva (ad esempio i mantra collegati ad Avalokitesvara, Oṃ Maṇi Padme Hūṃ, le cui sillabe sono in connessione con sei Buddha tra cui Sakyamuni e lo stesso Amitabha, ma anche Namo Guan Shi Yin Pusa e Gate gate pāragate pārasaṃgate bodhi svāhā) e Buddha legati ad Amitabha; spesso nei monasteri si pratica anche la meditazione zuochan/zazen, tipica del Chán/Zen. Alcuni praticanti zen utilizzano il nembutsu come pratica complementare, così come alcuni praticanti esperti della Terra Pura considerano lo zazen come una pratica aggiuntiva. In Cina il nianfo è una pratica che fa parte dello studio dei gōng-àn (公案, giapp. kōan).[18][22] Nel buddhismo della Terra Pura, si crede anche che lo stesso nome del Buddha protegga i fedeli dai mali dell'esistenza, ad esempio da malattie, afflizioni della mente, veleni e dalla paura della morte.[19] Si crede che anche gli animali possano rinascere nella Terra Pura, se vi sono guidati.[23] Gli amidisti, come molti altri praticanti Mahayana e come i monaci Theravada[24], si astengono dalla violenza contro gli animali e dal mangiare carne se l'animale è stato ucciso apposta per loro o se hanno assistito all'uccisione[19]; molti scelgono comunque di essere vegetariani come raccomandato dal Buddha in un sutra Mahayana.[25]

La semplicità devozionale e l'accessibilità alla pratica di queste forme di venerazione ne ha favorito fortemente la popolarità a livello dei devoti laici di Cina e Giappone, ma anche la diffusione nei monasteri. Il culto di Amitabha è spesso associato in Cina a quello del Buddha Sakyamuni e del Buddha della Medicina, con cui costituisce una triade molto venerata.

Terra Pura Orientale[modifica | modifica wikitesto]

Ogni Buddha ha una sua Terra Pura. Nel buddhismo Vajrayāna, esiste una setta che crede che opposto al Paradiso Occidentale di Amitabha esista il Paradiso Orientale di Akshobhya Buddha, chiamato Abhirati; sebbene ufficialmente riconosciuto dalla setta Shingon in Giappone, il Buddhismo della Terra Pura Orientale non fa parte dell'amidismo ed è molto meno popolare del Buddhismo della Terra Pura Occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b What is Pure Land Buddhism? da: Sho-on Hattori, A Raft from The Other Shore Honen and the Way of Pure Land Buddhism, published by Jodo Shu Press, traduzione Jodo-Shinshu Italia
  2. ^ Henri de Lubac, Aspetti del Buddismo, Editoriale Jaca Book, 1980, p. 347
  3. ^ Il 34 % dei giapponesi si è dichiarato seguace del solo buddhismo
  4. ^ Woodhead, Linda. "Religions in the Modern World: Traditions and Transformations." New York, NY: Routledge Publishing 2016, ISBN 9780415858816 p. 83
  5. ^ Il buddhismo della “Terra Pura” - CESNUR
  6. ^ Hisao Inagaki, Harold Stewart (transl.): The Three Pure Land Sutras, Berkeley: Numata Center for Buddhist Translation and Research 2003. ISBN 1-886439-18-4
  7. ^ Hattori, Sho-on (2001). A Raft from the Other Shore : Honen and the Way of Pure Land Buddhism. Jodo Shu Press. pp. 25–27. ISBN 4-88363-329-2.
  8. ^ Mark Unno, Pure Land Buddhism and the Philosophy of Honen and Shinran: «In the Meditation Sutra, it is stated that, for those who are unable to achieve the meditative visualization of the Pure Land, the recitative invocation of Amitabha's name is sufficient to attain birth. In China, and especially Japan, this becomes the most widespread form of practice, known as the nembutsu, in which the repetition of the name, Namu Amida Butsu (I take refuge in Amida Buddha), is the very manifestation of Amida. Philosophically, to take refuge in Amida Buddha is to abandon ego-centered, attached thinking and to entrust oneself to the infinite wisdom (light) and infinite compassion (life) of Amida. Since the ultimate body, or dharmakaya, of Amida is formless, one attains formless reality through the name.»
  9. ^ Entangling Vines: A Classic Collection of Zen Koans, 17, Note 1
  10. ^
    « I deva, gli uomini e gli asura di ogni mondo credono che il Buddha Śākyamuni dopo essersi allontanato dal clan degli Śākya, si sia seduto sull'eccelso e sublime seggio del risveglio nei pressi della città di Gayā. Ma non è così accaduto. Figli nobili, sono in realtà trascorsi innumerevoli, infiniti, centinaia di migliaia di miriadi di milioni di nayuta di kalpa da quando ho conseguito lo stato di Buddha. »
    (Sutra del Loto, XVI)
  11. ^ Molte scuole Mahayana-Vajrayana considerano Vairocana come il Dharmakāya personificato, anche se la scuola della Terra Pura amidista non lo include nel suo pantheon; la scuola cinese Hsi Lai, mista Chan/Terra Pura venera anche Bhaiṣajyaguru, come Dharmakāya, cfr. The Buddha Hall
  12. ^ Skilton, Andrew. A Concise History of Buddhism. 1997. p. 104
  13. ^ Sukhavativyuhasutra, 2, 114-149
  14. ^ Payne, Richard K. (2005). "Seeing Buddhas, Hearing Buddhas: Cognitive Significance of Nenbutsu as Visualization and as Recitation", Pacific World, Third Series, vol. 7, 110-141
  15. ^ Jones, Charles B. (2001). Toward a Typology of Nien-fo: A Study in Methods of Buddha-Invocation in Chinese Pure Land Buddhism, Pacific World, Third Series, vol. 3, 219-239
  16. ^ Grumbach, Lisa (2005). "Nenbutsu and Meditation: Problems with the Categories of Contemplation, Devotion, Meditation, and Faith", Pacific World, Third Series, vol. 7, 91-105
  17. ^ Great Master Yìnguāng, The Three Provisions For Rebirth In Pure Land | 往生净土三资粮 (Pure Land Passport Section 5)
  18. ^ a b Luk, Charles. The Secrets of Chinese Meditation. 1964. p. 83-84
  19. ^ a b c Master Li Ping-Nan A Spiritual Goal For This Lifetime
  20. ^ I Sutra della Terra Pura, Volume 1, p. 17, a cura di Massimo Claus
  21. ^ Richard H. Robinson; Willard L. Johnson, La religione buddhista, Roma, Ubaldini, 1998, pagg. 317 e segg.
  22. ^ D.T. Suzuki, Buddha of Infinite Light: The Teachings of Shin Buddhism: the Japanese Way of Wisdom and Compassion (2002), (originally titled, Shin Buddhism), p. 22 e segg.
  23. ^ Can animals reach Pure Land?
  24. ^ Peter Harvey, An Introduction to Buddhist Ethics. Cambridge University Press, 2000, pp. 160.
  25. ^ Mahāyāna Mahāparinirvāṇa Sūtra (大般涅槃經; Versione di Dharmakṣema in 40 rotoli del 421) T.D. 12.374, trad. Kosho Yamamoto, vol. 1 p. 91 (IV, 7, 112) Tokyo, Karinbunko, 1973.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4135835-1
Buddhismo Portale Buddhismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Buddhismo