Terapia comportamentale

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La terapia comportamentale (o "Terapia del comportamento") è la prima forma di psicoterapia che sia stata sottoposta a verifica sperimentale sistematica. Nata come applicazione al campo clinico dei principi sperimentali dell'apprendimento, evidenziati in laboratorio, si è rapidamente affermata a partire dagli anni '50, sostituendo gradualmente precedenti modalità di intervento psicologico, molto diffuse ma prive di alcun fondamento sperimentale.

La terapia comportamentale si focalizza principalmente sul comportamento del paziente, cioè quell'attività osservabile - in rapporto con l'ambiente - che è fonte di problemi, quali sofferenza o disadattamento. Tali comportamenti, spesso chiamati "sintomatici", sono esaminati in relazione ai contesti in cui sono emersi e a quelli in cui si manifestano abitualmente. Un assunto centrale è che tali reazioni comportamentali siano state apprese, seguendo le leggi dell'apprendimento sociale e cognitivo (cognitive-social learning), ovvero condizionate da specifiche contingenze ed esperienze.

La terapia comportamentale origina dagli studi di psicologia sperimentale sul condizionamento classico di Ivan Pavlov (1849-1936) e sul condizionamento operante di Burrhus Skinner (1904-1990); ad essi si aggiunsero i contributi di Joseph Wolpe (1915-1997) sulla desensibilizzazione e di Hans Eysenck (1916-1997) sulla "Teoria dei Tratti" (primo ponte funzionale verso l'integrazione tra approcci comportamentisti e del primo cognitivismo). Dagli anni '70, si parla appunto di neocomportamentismo per definire la rielaborazione operativa degli originari contributi teorici di Pavlov e Skinner in un'ottica specificatamente clinica. Dopo una prima fase di sviluppo avvenuta prevalentemente negli Stati Uniti (tra gli anni '60 ed i primi anni '80), si è poi diffusa progressivamente anche in Europa e nel resto del mondo.

Frequentemente associata alla terapia cognitiva (normalmente si parla infatti di "terapia cognitivo-comportamentale"), si avvale di tecniche d'intervento quali il condizionamento/decondizionamento (finalizzato all'estinzione o rimodulazione di risposte comportamentali e psicofisiologiche), la desensibilizzazione sistematica, il flooding, le tecniche di stop del pensiero e diversione dell'attenzione, l'uso di tecniche di rilassamento (come il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson, le tecniche di controllo della respirazione o il training autogeno), ed il Biofeedback (BFB).

In ambito riabilitativo, si avvale di tecniche quali la "Token economy".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Meazzini, P. (1984). Trattato Teorico-Pratico di Terapia e Modificazione del Comportamento. Edizioni Erip, Pordenone.
  • Galeazzi, A., Meazzini, P. (2004). Mente e Comportamento. Trattato Italiano di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. Giunti Editore, Firenze.

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