Tepe Sabz

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Zone di influenza delle diverse culture nel periodo medio Halaf, 5600-4500 a.C. (le dimensioni del Golfo Persico sono quelle ipotizzate per il 3000 a.C.)
Legenda (da sudest a nordovest approssimativamente):

     Cultura di Haggi Muhammad

     Cultura di Samarra

     Cultura di Halaf

     Cultura di Hassuna

     Culture "tipo Halaf"

     Ceramiche anatoliche

     Amuq D e neolitico ceramico B palestinese

     (area di Biblo): neolitico medio di Biblo

Tepe Sabz è un sito archeologico del Khūzestān, Iran, da cui trae il nome l'omonima cultura del Neolitico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il sito di Tepe Sabz è ancora poco esplorato[1]. Il sito sorgeva sul bassopiano di Deh Luran (100-300 m.s.l.m.), tra la base dei monti Zagros e lo Jebel Hamrin[2]. Tepe Sabz è una collinetta piatta sulla sommità di forma approssimativamente rettangolare, che in origine poteva misurare circa 140 x 120 m[2]. Attualmente, parte del tell è stata erosa e oggi misura circa 120 x 90 m e si erge per circa 7 m sopra la pianura circostante[2]. Gli strati archeologici si estendono però anche per 3,5 m sotto al piano di campagna, a causa della continua deposizione di strati alluvionali[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 6000 a.C., nel corso della rivoluzione neolitica, sull'altopiano iranico e nelle basse terre del Khūzestān compaiono numerosi villaggi a vocazione agricola. Oltre a Tepe Sabz, siti importanti di quel periodo erano Hajji Firuz nell'Azerbaigian, Godin Tepe (VII) nel Lorestān nordorientale, Tepe Siyalk (I) sul margine del deserto salato centrale e Tepe Yahya (VI C–E) nel sudest, con aspetti della vita agricola alquanto evoluti. Questi, recanti una propria facies culturale, si differenziavano in maniera ben identificabile dai coevi villaggi dei territori vicini (Afghanistan, Belucistan, Asia centrale e Mesopotamia)[3].

Attorno al 5500 a.C. nelle terre alluvionali del Khūzestān furono introdotte nuove tecniche di irrigazione dei campi[1].

Tepe Sabz fu culturalmente attiva tra il 5500 e il 4000 a.C.[2].

Gli strati più antichi di Tepe Sabz mostrano continuità con la cultura di Muhammad-Ja'far per quanto riguarda ceramica e manufatti[1]. Dal punto di vista architettonico, le abitazioni si caratterizzano ancora per stanze a pianta rettangolare, fondazioni in pietra, pareti in mattoni di fango con rivestimento in gesso[1]. Per le pareti divisorie interne si adotta la tecnica tauf[1].

I rinvenimenti hanno dimostrato l'introduzione di nuove specie di cereali, oltre alla coltivazione di orzo e legumi[1]. La coltivazione del lino trae grande beneficio daall'introduzione delle nuove tecniche di irrigazione[1]. Dal commercio con le colline provenivano pistacchi e mandorle[1]. Oltre a pecore e capre, iniziò l'allevamento di bovini e la presenza di cani come animali domestici[1].

Schema cronologico del neolitico del Vicino Oriente[4]
6000 Khabur Gebel Singiar
Assiria
Medio Tigri Bassa
Mesopotamia
Khuzistan Anatolia Siria
5600   Umm Dabaghiya     Muhammad Giaffar Çatalhöyük
(6300-5500)
 
Amuq A
5200
Halaf antico

Hassuna
Samarra antico
(5600-5400)

Samarra medio
(5400-5000)

Samarra tardo
(5000-4800)
 
Susiana A
Hagilar

Mersin 24-22
 

Amuq B
4800
Halaf medio
Hassuna tardo

Gawra 20
Eridu
(= Ubaid 1)
Eridu 19-15

Tepe Sabz
Hagilar

Mersin 22-20

Amuq C
4500 Halaf tardo Gawra 19-18   Haggi Muhammad
(= Ubaid 2)

Eridu 14-12
Khazineh

Susiana B
Gian Hasan

Mersin 19-17

Amuq D

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i I. E. S. Edwards, C. J. Gadd, N. G. L. Hammond, The Cambridge Ancient History, Volume 1,Parte 1, Cambridge University Press, 1970, ISBN 9780521070515, pp. 284-285.
  2. ^ a b c d e Peter N. Peregrine, Melvin Ember, Encyclopedia of Prehistory: Volume 8: South and Southwest Asia, Springer Science & Business Media, 2003, ISBN 0306462648, pp. 188-190.
  3. ^ Ancient Iran: The Neolithic Period (New Stone Age) - Britannica.com
  4. ^ Liverani 2009, p. 84.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.
  • F. Hole, K.V. Flannery, J.A. Neely, Prehistory and Human Ecology of the Deh Luran Plain: An Early Village Sequence form Khuzistan, Iran, Ann Arbor: University of Michigan Museum of Anthropology, 1969.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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