Teoria dello skopos

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La teoria dello skopos (in tedesco: Skopostheorie) è una teoria nel campo della scienza della traduzione. Adotta il principio fondamentale di un'azione intenzionale che determina una strategia di traduzione[1] e tiene in considerazione l'intenzionalità di un atto traduttivo dichiarata nelle istruzioni per la traduzione, le direttive e le leggi che guidano un traduttore durante l’opera di trasposizione per ottenere il testo tradotto finale.[1]

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

La teoria è apparsa per la prima volta in un articolo pubblicato dal linguista Hans Josef Vermeer sulla rivista tedesca Lebende Sprachen nel 1978.[2]

Come costruzione della mappa degli studi di traduzione di James Holmes (1972)[3][4], la teoria dello skopos è il centro dei quattro approcci della teoria della traduzione funzionalista tedesca[5] emersi intorno alla fine del XX secolo. Essi facevano parte dello sviluppo della teoria dello skopos al quale contribuirono allievi degli studi sulla traduzione, ed erano suddivisi in quattro fasi:[1]

  1. Il Modello funzionale di Katharina Reiss, 1971[6]
  2. La teoria dello skopos di Hans Vermeer, 1978[2]
  3. La Teoria dell’azione traduttiva di Justa-Holz Manttari, 1981[7]
  4. La Teoria che unisce funzione e lealtà al testo di Christiane Nord,1997[8]

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Skopos (dal greco: σκοπός) è una parola greca che corrisponde all’italiano "scopo"[5] ed è un termine tecnico, coniato da Hans Vermeer, che rappresenta l’intento di una traduzione.[1] Paul Kussmaul illustra così la teoria dello skopos: "l'approccio funzionale ha una grande affinità con la teoria dello skopos. La funzione di una traduzione dipende dalla conoscenza, dalle aspettative, dai valori e dalle norme dei lettori della lingua d’arrivo, che sono influenzati anche dalla situazione in cui si trovano e dalla cultura. Questi fattori determinano se la funzione del testo di partenza o i passaggi nello stesso possono essere preservati o se devono essere modificati, o addirittura sostituiti."[9] Secondo Vermeer, ci sono tre tipologie possibili di scopi. In primo luogo, uno scopo generale, nel momento in cui il traduttore cerca di operare, per ottenere una fonte di reddito professionale. In secondo luogo, uno scopo comunicativo capace di istruire i destinatari di un testo di arrivo in una certa circostanza. In terzo luogo, lo scopo di una strategia o approccio di traduzione, che permetta di presentare i tratti strutturali della lingua di partenza.[5] Nella teoria dello skopos il termine "skopos", si riferisce al terzo tipo di scopo. La teoria considera il testo di partenza come "un’offerta di informazioni per una cultura di arrivo" e questo concetto è visto come una conseguenza delle teorie della comprensione costruttivista.[10] Un'esecuzione più chiara dell'atto traduttivo- la traduzione come azione umana che possiede così un’intenzione[11] - può essere ottenuta attraverso l'identificazione del suo scopo. Di conseguenza, questo genera un testo tradotto- il testo di arrivo (risultato) di un testo di partenza.[2]

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

La teoria dello skopos è stata attuata da Vermeer per colmare il divario tra teoria e pratica che esisteva nella teoria dell’equivalenza,[1] teoria predominante diffusa precedentemente. Attraverso questo tentativo, Vermeer ha cercato un metodo di traduzione che andasse oltre il mero livello linguistico e di conseguenza spostasse la traduzione oltre "gli eterni dilemmi della traduzione libera o fedele, dell’equivalenza dinamica o formale, dei buoni interpreti contro i traduttori assoggettati, e così via”,[5] che sono i problemi presenti nelle teorie sulla traduzione del passato. In una dichiarazione Vermeer ha affermato che:

La sola linguistica non ci aiuterà; in primo luogo, perché la traduzione non è semplicemente e neppure primariamente un processo linguistico. In secondo luogo, perché la linguistica non ha ancora formulato le domande giuste per affrontare i nostri problemi. Dunque, dobbiamo ricercare da qualche altra parte.[5]

In questa prospettiva, il linguista tedesco ha stabilito che gli approcci puramente linguistici alla traduzione erano perciò imperfetti e che i problemi di traduzione che erano a portata di mano sarebbero stati problematici da risolvere. Pertanto, la teoria dello skopos generale è stata istituita come base delle teorie funzionali, con riferimento alla teoria dell'azione esistente. Vermeer vedeva la traduzione come una qualsiasi altra azione e come tale, doveva possedere uno skopos secondo la teoria dell'azione.[1] A tal proposito, Vermeer considerava l'atto della traduzione come la produzione di un testo in determinati contesti di arrivo per specifici scopi e persone in circostanze particolari.[1]

Obiettivo e pubblico[modifica | modifica wikitesto]

La teoria dello skopos è un quadro generale per i traduttori che segnala "un allontanamento dalle tipologie linguistiche statiche delle variazioni di traduzione".[3] A differenza delle teorie della traduzione passate che si concentravano sulla linguistica e le traduzioni basate sull'equivalenza a livello micro, il testo tradotto nella teoria dello skopos non richiede l'equivalenza funzionale al testo originale, poiché l'obiettivo della teoria pone invece l'accento sullo scopo dell’atto traduttivo.[12]

Quadro teorico[modifica | modifica wikitesto]

Teoria dell'azione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Vermeer, la teoria dell'azione è alla base della teoria dello skopos in quanto ogni azione è guidata da uno scopo. Un'azione è definita come "l’agire, che significa intenzionalmente (con la volontà) determinare o prevenire un cambiamento nel mondo (nella natura)".[5] Poiché la traduzione è una forma di atto traduttivo che implica la comunicazione intenzionale (o l'interazione, se interessa due o più agenti) e la transizione, deve esserci uno scopo associato ad essa.[1] Vermeer ha fornito diversi assiomi o tesi al fine di contestualizzare la teoria dello skopos come una forma di teoria dell'azione che includono l'affermazione secondo la quale gli skopos dell’azione determinano la strategia per raggiungere l'obiettivo previsto.[13] Altri studiosi suggeriscono che, nella traduzione dei testi, debbano essere considerati nel processo anche fattori contestuali come la cultura del lettore e il cliente che ha avviato la traduzione.[14] La teoria dell'azione, tuttavia, ha una portata più ampia della teoria dello skopos.[15]

Istruzioni per la traduzione[modifica | modifica wikitesto]

Perché il traduttore riesca ad interpretare lo scopo della traduzione e ad adottare delle strategie per operare in correlazione ad esso, è necessario che il cliente fornisca delle istruzioni per la traduzione.[16] Queste danno le disposizioni necessarie per eseguire il lavoro assegnato, ovvero “tradurre”.[17]

Una commessa di traduzione dovrebbe includere informazioni il più possibile dettagliate su ciò che segue: (1) l’obiettivo, ovvero una specificazione del fine della commessa di traduzione; (2) a quali condizioni l’obiettivo perseguito dovrebbe essere realizzato (naturalmente includendo anche questioni di tipo pratico come le scadenze e la retribuzione).[11]

Il cliente fornirà “più dettagli possibili riguardo all’obiettivo, chiarendo i destinatari, il momento, il luogo, l’occasione e il mezzo della comunicazione che si vuole attuare ad infine la funzione che il testo dovrebbe avere”.[5] Le istruzioni per la traduzione vengono specificate precisando queste informazioni in forma scritta o orale.[17] Comunque, quando il cliente non fornisce esplicitamente una commessa di traduzione dettagliata, probabilmente a causa di una scarsa familiarità nel campo della comunicazione interculturale, il traduttore dovrebbe negoziare e fornire indicazioni sulla possibilità di tradurre il testo di partenza e sul tipo di testo di arrivo necessario per raggiungere l’obiettivo, ovvero lo skopos.[18]

Un esempio di istruzioni per la traduzione:[12]
Istruzioni per la traduzione:

Per favore, traduca il seguente passaggio in indonesiano. Il cliente è l’Universitá del Nuovo Galles del Sud, le traduzioni verranno pubblicate nel sito web dell’universitá come informazioni per i potenziali studenti internazionali ed i loro genitori.

Un breve profilo dell’Università del Nuovo Galles del Sud.

l’Università del Nuovo Galles del Sud è una tra le università preminenti nel settore della ricerca e dell’insegnamento. Fondata nel 1949, è classificata tra le migliori 60 università al mondo, rinomata per la qualità dei suoi laureati e per la ricerca condotta a livello mondiale.

Da queste istruzioni per la traduzione si può notare che il cliente, l’Universitá del Nuovo Galles del Sud, richiede che la lingua di arrivo delle informazioni sia l’indonesiano. Le informazioni saranno visualizzate nel sito web dell’università, per i lettori indonesiani cui sono indirizzate. Il proposito della traduzione è quello di fornire informazioni per i possibili studenti internazionali ed i loro genitori. Perciò, avendo identificato lo scopo esplicito, il traduttore sarà in grado di seguirlo attentamente e di scegliere la strategia di traduzione adeguata per portare a termine la commessa di traduzione.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Vermeer ritiene che le norme e le convenzioni rappresentino le principali caratteristiche di una cultura e considera la traduzione come un confronto tra due culture.[1] In questo “paragone”, la conoscenza specifica della cultura di partenza ne permette l’interpretazione e, che il confronto assuma una prospettiva interna o esterna alla cultura dipenderà dal fatto che il traduttore lavori verso la propria lingua e cultura o partendo da esse.[1] Trattando le culture e le lingue come sistemi e le componenti di livello inferiore come elementi, nel momento in cui uno di questi viene trasferito da un sistema ad un altro, il suo valore cambia dato che sarà legato agli elementi appartenenti al nuovo sistema. Questo significa che le modifiche apportate nel passaggio dal testo di partenza al testo di arrivo sono appropriate in determinati contesti fintantoché gli elementi trasferiti mantengono lo stesso livello di convenzionalità nella cultura di arrivo che possedevano in quella di partenza.[18] Lo skopos della traduzione è inoltre determinato da istruzioni o una commissione di traduzione, dette anche "fattore operativo interculturale”.[19] Si può quindi notare che, sebbene la teoria dello skopos sia più orientata alla cultura di arrivo, giovano un ruolo importante sia gli aspetti culturali della lingua di partenza che quelli della lingua di arrivo.

Sviluppo storico[modifica | modifica wikitesto]

Teoria generale dello skopos di Vermeer[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo in cui la teoria generale dello skopos di Vermeer venne fondata, il settore degli studi traduttivi stava attraversando un cambiamento dalle teorie principalmente più formali e 'linguistiche', i cui criteri principali che determinavano il successo di una traduzione erano la fedeltà e l'equivalenza al testo di partenza, a teorie che invece davano maggiore importanza alla funzionalità e ai fattori socioculturali.[20] Questo passaggio fu motivato da molteplici teorie: la teoria della comunicazione, la teoria dell’azione, della linguistica testuale e la teoria del testo e dall'orientamento verso la teoria della ricezione negli studi letterari. La teoria dello skopos può quindi essere considerata come il risultato di tutte queste teorie.[20] Di conseguenza, si sviluppò in un contesto orientato agli aspetti funzionali e socio-culturali[20][21] dato che si sui fattori traduttivi di carattere extralinguistico e testuale.[22][23] Molti dei fattori che aveva desunto dalla teoria dell’azione, diventarono di fondamentale importanza verso la fine del ventesimo secolo, a causa della crescente domanda di traduzioni di carattere diverso da quello letterale. In questi testi, i fattori contestuali diventarono essenziali per la loro traduzione, se messi a confronto con la funzione del testo in quella specifica cultura per lo specifico lettore.[20]

Vermeer e Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla teoria generale dello skopos descritta sopra, il concetto alla base della teoria dello skopos venne poi ulteriormente elaborato da diversi studiosi nel campo della traduzione, suddividendo il suo sviluppo in 4 fasi[1], due delle quali vennero combinate in una collaborazione successiva da cui si può dire provenga la moderna teoria dello skopos.[24] Nello specifico, l'aggregazione della teoria dello skopos[2] e del modello delle categorie funzionali[25] di Katharina Reiss, che fu presentata nei loro articoli a quattro mani del 1984 e 1991[20], permise l'estrazione di fattori generali (che influenzano il processo di traduzione) da circostanze ritrovate unicamente in singole culture e/o lingue. Questi fattori possono essere collegati sistematicamente a speciali teorie,[20] sviluppatesi per essere più funzionali e orientate al pubblico d’arrivo.[26] In questo contesto, la conoscenza degli elementi alla base di una traduzione e della funzione del testo di arrivo sono fondamentali per il traduttore per produrre testi efficaci. Essenzialmente, la teoria dello skopos rifiuta le teorie traduttive basate sull’equivalenza incentrate sul testo di partenza, sugli obiettivi dell'autore del testo di partenza o sugli effetti di tale testo sui suoi lettori come fattori definitivi e determinanti.[1][27] Secondo la teoria dello skopos invece, le traduzioni si dovrebbero concentrare sulla cultura e sulla lingua di arrivo, illustrando il testo di partenza, i suoi effetti sul lettore, e il fine originale dell'autore come fattori decisivi, piuttosto che gli effetti e gli obiettivi della lingua di partenza.[1]

Direttive e leggi[modifica | modifica wikitesto]

Direttive[modifica | modifica wikitesto]

Prendendo come punto di riferimento le tre leggi alla base della teoria dello skopos, gli studiosi Reiss e Vermeer rilevano sei direttive fondamentali. Queste enunciano che:[24]

  1. Un testo tradotto dipende strettamente dal suo skopos.
  2. Un testo tradotto offre informazioni per la cultura e la lingua d’arrivo a proposito della lingua e della cultura di partenza.
  3. La forma con cui si presenta un testo tradotto non sarà mai uguale a quella del testo di partenza.
  4. Un testo tradotto deve essere coerente in tutte le sue parti.
  5. Un testo tradotto deve essere coerente con il testo di partenza.
  6. Le cinque leggi precedentemente elencate hanno ordine gerarchico e vedono la teoria dello skopos come predominante.

La prima, nonché principale, direttiva sostiene che il testo d’arrivo dipende strettamente dalla funzione che la traduzione riveste. Il secondo punto cardine evidenzia l’importanza del rapporto tra testo di partenza e testo d’arrivo con le loro rispettive funzioni linguistiche e culturali.[1] Il traduttore è, ancora una volta, l’elemento chiave del processo di comunicazione interculturale e di produzione del testo d’arrivo. In virtù del carattere di irreversibilità, il terzo punto sostiene che la funzione traduttiva della lingua d’arrivo, ovvero le sue caratteristiche linguistiche, potrebbe anche non corrispondere a quella della cultura di partenza.[1] Il quarto e quinto punto seguono la massima generale della teoria dello skopos, quella a proposito della modalità di valutazione dell’attività traduttiva e del passaggio di informazione. Il primo riguarda la massima della coerenza, strettamente legata alla coerenza interna del testo, mentre la seconda, chiamata legge della fedeltà, riguarda la coerenza intertestuale del testo di partenza.[1]

Leggi[modifica | modifica wikitesto]

Le tre leggi principali della skopos theory alla base delle sei direttive sopra citate sono:[28]

  1. La legge dello skopos
  2. La legge della coerenza
  3. La legge della fedeltà

La terza legge, la legge della fedeltà, è subordinata alla seconda legge, la legge della coerenza, che a sua volta è subordinata alla legge dello skopos.

La legge dello skopos[modifica | modifica wikitesto]

La prima legge da rispettare impone di perseguire lo scopo della traduzione in quanto azione, interpretabile anche con “il fine giustifica i mezzi”.[24] Seguendo la traduzione di Nord, Vermeer definisce la legge dello skopos come segue:

Ogni testo è prodotto per un determinato scopo e a tale dovrebbe attenersi. La legge dello skopos, dunque, sostiene quanto segue: traduci/interpreta/parla/scrivi in modo tale che il tuo testo/traduzione sia funzionale al contesto d’uso, alle persone che vogliono fruirne e nello specifico al senso che queste danno al testo.[29]

Ciò presuppone la conoscenza di ulteriori convenzioni socioculturali nonché un orientamento al testo di partenza come osservato nelle precedenti teorie traduttive.[1] La teoria dello skopos, al contrario, abbraccia un approccio verticistico che pone in evidenza il testo d’arrivo.[30]

La legge della coerenza[modifica | modifica wikitesto]

La seconda legge, la legge della coerenza, richiede ai traduttori che ogni testo d'arrivo si adatti alla cultura della lingua d’arrivo. Soltanto in questo modo i riceventi potranno comprenderlo e renderlo funzionale al contesto d’uso. Come riporta Nord, la legge stabilisce che:

Una traduzione deve essere accettabile, ovvero coerente con il contesto del pubblico d’arrivo.[5]

Segue:

Un’interazione comunicativa può essere ritenuta efficace se i riceventi la interpretano come sufficientemente coerente al contesto d’uso.[5]

In altre parole, secondo questa legge, è importante considerare i riceventi del testo d’arrivo, il loro contesto culturale e le circostanze sociali come fattori principali per produrre traduzioni di significato. Ciò consentirebbe un’accurata trasmissione del significato contestuale del testo ai suddetti recettori. Dunque, secondo questa interpretazione, la coerenza inter-testuale specificherebbe che una traduzione è considerata adeguata solo quando i recettori possono comprendere il testo e interpretarlo come adeguato alla cultura e alla situazione comunicativa.

La legge della fedeltà[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo caposaldo della teoria dello skopos sottolinea la necessità di una coerenza inter-testuale tra il testo di partenza ed il testo d’arrivo, essendo i testi di destinazione prodotti conformemente alle informazioni offerte dai testi di partenza. Ne consegue che la forma del testo di destinazione sarà determinata dall'interpretazione del testo di partenza da parte del traduttore e dallo scopo della traduzione stessa. Come riporta Dan, la terza legge stabilisce che:

Il TT [testo d’arrivo] dovrebbe mantenere una certa relazione con il ST [testo di partenza] corrispondente.

Nonostante questa legge presenti una notevole somiglianza con l'aspetto della 'faithfulness' concepito nelle precedenti teorie traduttive, una differenza significativa le contraddistingue. La legge della fedeltà si contrappone alla 'faithfulness' in quanto la seconda è statica e immutabile a confronto della natura dinamica della prima, secondo la quale forma e livello di traduzione cambiano a seconda dell’interpretazione che il traduttore ha del testo di partenza. Dunque, mentre la legge della fedeltà può sia dipendere strettamente dal testo di partenza che allontanarsene (o niente del genere), l'aspetto della 'faithfulness' necessita la massima equivalenza possibile.

Quadro d’applicazione della teoria dello skopos[modifica | modifica wikitesto]

Traduzione giuridica[modifica | modifica wikitesto]

Per traduzione giuridica si intende la traduzione dell’informazione giuridica e interlinguistica.[31] Questo tipo di traduzione include la traduzione di documenti riguardanti sistemi giustizia del diritto civile e penale quali ad esempio contratti, licenze, marchi registrati, diritti d’autore, accordi in ambito di contenzioso e normative.[32] Secondo la teoria dello skopos la traduzione di un testo viene svolta in modo da soddisfare lo scopo e la funzione comunicativa per il pubblico alla quale essa è destinata. Al fine di supportare ed assistere i traduttori nella traduzione giuridica[31] sono state introdotte tre regole all’interno della teoria dello skopos: una di queste è la regola della fedeltà secondo la quale è importante mantenere la coerenza nella traduzione dal testo di partenza a quello di arrivo.[31] Questa norma si applica alle traduzioni giuridiche, anche per comprenderne i limiti, poiché i testi giuridici richiedono un’estrema precisione nella definizione dei termini. Al fine di evitare fraintendimenti riguardo questioni importanti, come nel caso dei contratti, che potrebbero dar adito a inutili cause, è inoltre necessario essere chiari ed espliciti nella formulazione e nella resa delle informazioni.

Un altro problema osservato comunemente nella traduzione giuridica è la possibilità che sussistano lacune terminologiche e la mancanza di formulazioni o concetti corrispondenti tra la lingua di partenza e la lingua e la cultura di arrivo.[33] La traduzione giuridica è infatti strettamente legata alla cultura e potrebbero esistere convenzioni specifiche o concetti che sono presenti solo nella cultura di partenza e non in quella di arrivo. Pertanto, la teoria dello skopos aiuta i traduttori a stabilire uno standard di riferimento da utilizzare nel trasferimento di elementi dal testo di partenza a quello di arrivo.[33] In base alla regola dello skopos e quella della coerenza, l’esigenza di costruire un testo di arrivo che risulti coerente per il pubblico d’arrivo aiuterà a comprendere quali aspetti del testo di partenza sia necessario conservare[31] nella traduzione.

Tramite alcune ricerche inerenti l’applicazione della teoria dello skopos nella legge cinese, il ricercatore Liu Yanping ha dimostrato alcune strategie traduttive, ad esempio quella dello spostamento, dell’omissione (eliminazione del termine problematico), della riduzione, dell’espansione, della combinazione e della conversione. Nell’esempio che segue viene presentata la strategia di omissione nell’azione traduttiva:

Legislazione in lingua originale:

第六十八条

犯罪分子有揭发他人犯罪行为,查证属实的,或者提供重要线索,从而得以侦破其他案件等立功表现的, 可以从轻或者减轻处罚;有重大立功表现的,可以减轻或者免除处罚。犯罪后自首又有重大立功表现的,应当减轻或者免除处罚。

Traduzione in italiano:

Articolo 68: Se i criminali rivelano crimini altrui, verificando i fatti o fornendo indizi importanti e sono quindi in grado di risolvere altri casi ed eseguire i loro doveri, la loro pena può essere più leggera o mitigata; se compiono azioni meritorie significative, questi possono essere sollevati o esentati dalla punizione. Coloro che hanno compiuto importanti atti meritori dopo aver commesso crimini possono quindi essere sollevati o esentati dalla punizione.[31]

Legislazione in lingua originale:

第七十二条

对于被判处拘役、三年以下有期徒刑的犯罪分子,根据犯罪分子的犯罪情节和悔罪表现, 适用缓刑确实不致再危害社的,可以宣告缓刑。

Traduzione in italiano: Articolo 72:

Per i criminali condannati alla detenzione criminale e alla reclusione fino a tre anni, a seconda delle circostanze criminali e del loro grado di pentimento, può essere dichiarata la libertà vigilata se ritenuta non dannosa per la società[31].

Liu descrive la traduzione dei termini ““立功表现” e “悔罪表现” rispettivamente come “atti meritori” e “pentimento”, omettendo la traduzione del termine “表现” (in italiano: prestazioni). Gli atti meritori e di pentimento sono forme di prestazioni e pertanto la traduzione di “表现” costituirebbe una ripetizione. Liu sottolinea anche l’importanza della consapevolezza nel riconoscere le differenze sintattiche tra la lingua di partenza e quella di arrivo[31] necessaria per l’accuratezza del significato sia nella lingua originale (cinese) che nella traduzione.

Traduzione pubblicitaria[modifica | modifica wikitesto]

La traduzione pubblicitaria mira a conservare l’aspetto persuasivo di un annuncio pubblicitario adattandolo al mercato e alla cultura di arrivo mediante l’azione traduttiva. Nella teoria dello skopos la traduzione non si concentra esclusivamente sul testo di partenza ma tiene in considerazione lo scopo e la funzione comunicativa della traduzione.

In ambito pubblicitario, la teoria traduttiva dello skopos gioca quindi un ruolo molto importante. Essendo il testo determinato dal suo scopo, ciò che viene richiesto al traduttore è di considerare la cultura e il contesto del pubblico di arrivo anche tramite la conoscenza del prodotto pubblicizzato.

A seconda delle necessità imposte dalla situazione, il traduttore deve tenere a mente lo scopo stabilendo se sia meglio adottare una traduzione libera o letterale. Ad esempio, lo slogan di un annuncio pubblicitario può essere oggetto di una traduzione dinamica essendo dapprima mantenuto e quindi adattato ad una cultura diversa al fine di assicurarne la funzione comunicativa, che è quella di catturare l’attenzione del pubblico di arrivo.[34][35]

Traduzione biblica[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diverse versioni della Bibbia perché aventi scopi diversi. Da un lato esiste, la nuova “Bibbia Americana standard” che cerca di replicare più fedelmente possibile gli antichi manoscritti ebraici, greci e aramaici.[36] Dall’altro lato, una versione nota come la “Bibbia internazionale dei bambini” che si occupa di tradurre il linguaggio della bibbia in un inglese quotidiano per permetterne la lettura anche a coloro che presentano una minore conoscenza di tale lingua.[37] La comunità di arrivo stabilisce lo scopo e influenza la decisione dei traduttori per quanto riguarda, per esempio, la scelta di un approccio più libero o letterale alla traduzione.

Una singola versione può avere diversi scopi ed è infatti possibile che per lo stesso testo di arrivo vengano identificate più funzioni comunicative. Si sostiene, tuttavia, che debba esserci una gerarchia di importanza.[38] Applicando la teoria dello skopos alla traduzione biblica, Andy Cheung suggerisce che sia possibile tradurre la Bibbia in un inglese quotidiano mantenendo allo stesso tempo uno scopo secondario ossia quello di garantirne l’accessibilità per coloro che imparano l’inglese come seconda lingua.

Cheung solleva per esempio la questione della traduzione del salmo 84:3a che avrebbe potuto essere tradotto come “anche gli uccelli trovano angoli e fessure nella vostra casa”; una versione che però non sarebbe stata la più adatta. La versione usata infatti nella “Living Bible” (Bibbia dell’uso quotidiano, una versione parafrasata dell’Antico e del Nuovo testamento) è più adatta ed è la seguente: “Anche il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari.[38]

In questo caso lo scopo secondario non permette infatti l’uso di espressioni idiomatiche inglesi e l’uso di una descrizione meno metaforica diventa più facile da capire per coloro che apprendono l’inglese come seconda lingua.[38]

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Meriti[modifica | modifica wikitesto]

La teoria dello skopos offre alcuni benefici – ad esempio riduce le complicazioni, diffuse in precedenti teorie della traduzione,[12] che si creano quando traduttori e clienti hanno una concezione diversa di traduzione efficace. Questa nuova prospettiva che enfatizza lo scopo può aiutare i traduttori ad orientarsi in modo più veloce e chiaro su come raggiungere i propri obiettivi nel testo di arrivo.

Inoltre, insieme alle istruzioni per la traduzione, fornisce ai traduttori linee guida chiare e discusse con il cliente. Questo porta a strategie traduttive adatte che si possono utilizzare per soddisfare le esigenze di "adeguatezza” oltre agli specifici bisogni del cliente.[12] Per esempio, se quest’ultimo richiede che il testo di arrivo sia informativo, il traduttore può adottare una strategia che traduce accuratamente i termini tecnici soggetti alle norme culturali proprie della comunità.

Inoltre, la teoria dello skopos non impone un principio specifico da adottare per una commessa di traduzione,[12] concedendo ai traduttori il potere di scegliere tra una vasta gamma di strategie.[39] I traduttori si concentrano sul testo di arrivo che dunque prevale su quello di partenza mentre possono rendere conto di una serie di testi di partenza che vengono tradotti “consciamente e regolarmente”,[11] individuando nuove condizioni del testo di partenza e di arrivo, la loro relazione, i criteri dell’atto traduttivo e la responsabilità del traduttore.[12]

Un ulteriore merito della teoria dello skopos è quello di fornire agli studenti la possibilità di sviluppare la loro creatività e le loro abilità pragmatiche e analitiche in quanto hanno la libertà di scegliere, basandosi sullo scopo dell’atto traduttivo, tra una varietà di strategie traduttive, come quella dell'addomesticamento o estraniamento.[12] Questo porta innovazione attraverso l’effettiva asserzione di una funzione e non limita gli studenti a una singola teoria mentre i fattori socioculturali sono soggetti a variazione in una società globalizzata.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

L’altro lato della medaglia, compresa la libertà di scegliere tra strategie traduttive differenti basate sul fattore dello scopo, è costituito dal fatto che la teoria possa sembrare una cornice vaga, che non fornisce precise indicazioni da seguire passo dopo passo.[12] Studenti ed aspiranti traduttori non hanno dunque delle linee guida da seguire scrupolosamente, il che potrebbe porre il traduttore in una posizione di maggiore pressione e responsabilità nel cercare una strategia traduttiva adeguata.[39] Questo può limitare la comprensione e l’esperienza della traduzione in situazioni pratiche che sono fondamentali nelle fasi iniziali dell’apprendimento.[17]

Inoltre, la teoria dello skopos adotta un approccio top-down dove l’enfasi sul testo di partenza è stata limitata ed oscurata dal testo di arrivo.[20] Stando alla seconda regola della teoria dello skopos, il testo di partenza funge da generatore di informazioni che vengono assimilate nel testo di arrivo come l’offerta di informazioni sulla lingua e cultura di arrivo (vedere le regole di cui sopra). Questo spostamento dell’enfasi sul testo di arrivo viene attuato a discapito del testo di partenza, che viene depotenziato linguisticamente delle caratteristiche stilistiche, trascurando di conseguenza le caratteristiche semantiche minori nel testo di arrivo fornite in particolare al lettore di arrivo.[1] Koller afferma che, in una corretta traduzione, il testo di partenza è un indicatore che permette al testo di arrivo di essere valutato indipendentemente, basandosi sullo scopo dell’atto traduttivo.[20] Tuttavia, la teoria dello skopos non tiene in grande considerazione il testo di partenza, ma considera il fine (il testo di arrivo) come suo mezzo.

Un altro problema è che testi letterari e religiosi utilizzano un linguaggio particolarmente espressivo e stilistico, dove la traduzione non può basarsi sulle norme della teoria dello skopos.[40] Per esempio, la Bibbia possiede qualità artistiche che coinvolgono visioni profetiche, principi oratoriali e analogie come le parabole.[41] Approfondire lo scopo dell'atto traduttivo e non svolgere un'analisi linguistica di base può non raggiungere necessariamente l'atteggiamento voluta nella lingua di arrivo.[17] Pertanto, la teoria dello skopos non è pienamente applicabile all'ampio genere stilistico della letteratura che include anche i testi letterari.[20] Al fine di un lavoro più accurato, le opere letterarie possono adottare la Teoria del Polisistema postulata da Even Zohar, dove vengono considerate proprietà sociali, culturali, letterarie e storiche.[42]

La teoria dello skopos come teoria funzionalista, per sua natura, semplifica troppo la situazione linguistica di un testo[20] e ciò pone qualche difficoltà nel rilevare i contesti in modo esaustivo.[22] Vermeer e Reiss inquadrano con sicurezza tipi diversi di relazioni testuali utilizzando un quadro generale di “skopos” (scopo),[20] trascurando così la complessità della lingua di partenza[20] e il senso della frase, incluse le proprietà lessicali, sintattiche e stilistiche.[20] Questo processo può portare a considerare l'atto traduttivo come un adattamento piuttosto che una traduzione,[19][20] in quanto la teoria dello skopos è applicabile a qualsiasi testo con uno scopo dichiarato.

È anche discutibile che non tutte le azioni hanno un'intenzione e non tutte le traduzioni hanno uno scopo, come si osserva nei testi letterari e nell'arte che sono stilisticamente complessi, a differenza di quanto avviene nei testi politici e commerciali.[20] Tuttavia, Vermeer sostiene che, in primo luogo, un atto traduttivo non sarebbe considerato tale se non avesse uno scopo.[27] Inoltre, alcune opere d'arte avranno l'unico scopo di esistere, ad esempio nel caso della cosiddetta "arte per l'arte".[1] Tuttavia, l'applicazione della teoria dello skopos può ancora essere adottata per testi non letterari che hanno scopi stabiliti e soddisfano criteri di equivalenza formale.[1]

Infine, le possibilità di utilizzare una quantità di strategie sono molteplici e questo può quindi portare a incongruenze nel garantire che il testo di arrivo funzioni nel modo previsto e che risponda alle aspettative nella lingua di arrivo.[5] Il fattore della “lealtà” introdotto da Nord può ridurre questa limitazione esaminando "la relazione interpersonale tra il traduttore, il mittente del testo di partenza, i destinatari del testo di arrivo e l'iniziatore".[5] Così facendo si sottolinea la responsabilità etica che il traduttore ha nel comunicare chiaramente con i propri clienti durante un'interazione traduttiva, agendo come “autore” del testo di arrivo.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t (EN) Theory and practice in language studies, Academy Publisher., 2011, OCLC 1083965130. URL consultato il 26 novembre 2019.
  2. ^ a b c d (DE) Vermeer, Hans Josef, Ein Rahmen für eine allgemeine Translationstheorie, in Lebende Sprachen, 1978. URL consultato il 26 novembre 2019.
  3. ^ a b Jeremy Munday, Introducing translation studies : theories and applications, Milton Park, Abingdon, Oxon ; New York : Routledge, 2012. URL consultato il 3 dicembre 2019.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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