Teoria degli usi e gratificazioni

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La teoria degli usi e gratificazioni (ipotesi uses and gratification) è una teoria nata negli anni Cinquanta utilizzata nella communication research in ambito funzionalista. In questa prospettiva di ricerca si prendono in considerazione gli usi che il pubblico fa dei mezzi di comunicazione per soddisfare determinati bisogni. Al pubblico dei media viene riconosciuto un ruolo attivo e dinamico, gli effetti su di esso sono il risultato di molteplici fattori che prendono in considerazione le interazioni sociali e il contesto in cui si realizza la comunicazione. Radicatosi il funzionalismo nelle scienze sociali, si passa dalla questione "che cosa fanno i media alle persone" a "cosa fanno le persone con i media" (Klapper, 1963). I media non sono efficaci a prescindere, non è sufficiente la persuasione, lo diventano nel momento in cui il fruitore attribuisce loro tale efficacia mediante la soddisfazione dei propri bisogni.

Si passa a uno studio più attento dei membri dell'audience, in particolare sui bisogni dei singoli e della società che vengono soddisfatti attraverso l'uso dei media. Il binomio uso e gratificazione si risolve in una relazione sinergica e complementare. Il contesto sociale in cui vive il destinatario è importante poiché influenza bisogni specifici e incentiva determinati usi mediali in relazione ad essi.

Negli anni Settanta E.Katz, M. Gurevitch e H.Haas elaborano cinque classi di bisogni che i soggetti soddisfano attraverso l'uso dei media:

  1. Cognitivi (rafforzando o acquisendo conoscenze)
  2. Affettivi ed estetici (rafforzando la sfera estetica e affettiva)
  3. Integrativi a livello della personalità (rassicurazione, stabilità emotiva, incremento del proprio status)
  4. Integrativi a livello sociale (rafforzamento dei contatti interpersonali)
  5. Di evasione (allentamento di conflitti e tensioni)
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