Teodoro Wolf Ferrari

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Teodoro Wolf Ferrari (Venezia, 29 giugno 1878San Zenone degli Ezzelini, 27 gennaio 1945) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Teodoro nacque dal pittore tedesco August Wolf e dall'italiana Emilia Ferrari, e fu fratello del musicista Ermanno Wolf Ferrari. Discepolo di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e Millo Bortoluzzi studiò all'Accademia di belle arti di Venezia. Nel 1896 si recò a Monaco di Baviera dove soggiornò per qualche anno e dove entrò in contatto con il gruppo Die Scholle (un movimento culturale aperto a influenze innovative e in aperto scontro con la tradizione), con lo Jugendstil e con la scuola di Vienna. Si apre così un periodo di continui viaggi tra Venezia e Monaco. Nel 1902 partecipa all'esposizione internazionale per le arti decorative di Torino con un dipinto e un progetto di vetrata. A Venezia nel 1904 partecipa al concorso per il Manifesto del Grand'Hotel d'Italia. Nel 1908 decora con Castagnaro e Genovesi il Caffè Santa Margherita e il salone del Grande Stabilimento Bagni al Lido di Venezia. Si lega al gruppo di ca' Pesaro di cui diventa uno degli esponenti più di spicco assieme a Vittorio Zecchin col quale collaborò nelle arti applicate e in particolare nel vetro per la ditta Barovier. A partire dal 1910 partecipa alle Esposizioni Capesarine (esporrà quasi ininterrottamente fino al 1939). A Ca' Pesaro espone anche una interessante mostra personale con 52 opere, che sarà trasferita a Stoccolma e Hannover nel 1913. Nel 1913 e nel 1915 partecipa alle mostre della Secessione Romana e nel 1912 e 1914 alla Biennale di Venezia, a cui parteciperà poi ininterrottamente dal 1920 al 1938. Nel 1919 fu tra i fondatori dell'Unione Giovani Artisti di Venezia. Nel 1924 venne inviato da Vittorio Emanuele III in Libia dove dipinse una serie di 32 opere a olio su soggetti coloniali. Tornato in Italia Wolf Ferrari dirada i viaggi e la partecipazione a esposizioni nazionali e internazionali trascorrendo il resto della sua vita tra Venezia e San Zenone degli Ezzelini, dedicandosi a dipingere paesaggi.

È sepolto a Venezia, al cimitero monumentale di San Michele.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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