Tell es-Sultan

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Tell es-Sultan è una collina formata dalla sovrapposizione di numerosi strati di abitato situata in prossimità della Gerico moderna. Si tratta di un fenomeno comune nelle regioni del Medio Oriente e in Anatolia. Il sito ha origine durante la fase del neolitico preceramico A e B.

veduta aerea di Tell es-Sultan

Insediamento natufiano e sultaniano[modifica | modifica wikitesto]

Le prime costruzioni appartengono alla cultura natufiana: si tratta di strutture in pietra che sembrano risalire a prima del 9000 a.C., ancora nel X millennio a.C.

Nel neolitico pre-ceramico A (IX-VIII millennio a.C., più precisamente 8350-7370 a.C.), chiamato "cultura sultaniana", l'insediamento ha un'area di quattro ettari ed è circondato da un muro in pietra, con una torre. Le abitazioni sono di forma circolare e costruite in mattoni crudi. Vengono coltivate varietà domestiche di orzo e frumento, integrate dalla caccia. Alla fine di questa fase Tell es-Sultan diventa una città fantasma per poi essere ricolonizzata da popolazioni semi-nomadi nella sua fase successiva.

Neolitico pre-ceramico B[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Neolitico preceramico.

Nel neolitico preceramico B (VIII-VI millennio a.C., più precisamente intorno al 7220-5850 a.C., sebbene le datazioni del carbonio 14 sembrino indicare date leggermente più antiche), l'abitato viene costruito sulla superficie erosa degli strati superiori della fase precedente. Le case sono costruzioni rettangolari in mattoni crudi, su fondazioni in pietra. I mattoni sono sagomati a forma di pani e conservano profonde impronte dei pollici, destinate a facilitarne il maneggiamento. Diverse stanze si articolano intorno ad un cortile centrale, una delle quali è più grande e presenta suddivisioni interne, mentre le altre erano probabilmente utilizzate come magazzini. Le stanze sono pavimentate in argilla.

In un edificio una nicchia ricavata nel muro poteva aver contenuto una sorta di colonna realizzata in pietra vulcanica scheggiata: questa sistemazione è stata interpretata come un possibile luogo di culto.

I morti erano seppelliti sotto i pavimenti delle case abbandonate e sono presenti sepolture collettive. Gli scheletri non sono sempre completamente articolati e questo ha fatto pensare che il rito prevedesse un periodo di esposizione prima della sepoltura. Sembra inoltre che si stato praticato il culto dei morti: vengono conservati i crani (in un ripostiglio ne furono trovati sette insieme), nei quali sono ricostruite in argilla le fattezze del volto, con gli occhi in alcuni casi realizzati con l'inserimento di conchiglie. Un uso simile è documentato anche nei siti di Tell Ramad e di Baisamoun.

Viene coltivata una maggiore varietà di piante domestiche e forse si era addomesticata la pecora.

Per l'industria litica sono state strumenti di ossidiana di provenienza non ancora identificata, piatti e ciotole intagliati in calcare morbido. Sono presenti inoltre strumenti in osso. In argilla sono state ricavate figure antropomorfe stilizzate, quasi a grandezza naturale e figurine di creta che raffigurano esseri umani o animali. Si utilizzano a scopo ornamentale conchiglie e perline in malachite.

Neolitico ceramico A e B[modifica | modifica wikitesto]

Nel tardo IV millennio a.C. l'insediamento fu occupato nella fase nota come "Neolitico 2", da popolazioni legate culturalmente a quelle dei contemporanei siti nella Siria occidentale e sul corso medio dell'Eufrate. Le costruzioni sono ancora a pianta rettangolare, costruite in mattoni crudi e con pavimenti in argilla.

Età del bronzo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'età del bronzo (3400-1150 a.C.) Gerico fu distrutta e ricostruita più volte sia da eventi naturali ad esempio il terremoto del 2700 a.C. che dall'incursione di altre genti di difficile identificazione (molti parlano degli Egizi della VI dinastia) che distrussero la città nel 2300 a.C.

Bronzo Antico

Il Bronzo Antico Ia (3400-3200 a.C.) e il Bronzo Antico Ib (3200-3000 a.C.). Questi due periodi sono definiti rispettivamente periodo pre-urbano e proto-urbano a causa delle profonde differenze riscontrate tra essi, a partire dagli scavi di John Garstang che ha potuto suddividere il Bronzo Antico I di Gerico in due fasi.

Il B.A. Ia ha come caratteristiche la creazione di villaggi rurali aperti senza mura, un'architettura domestica curvilinea (capanne circolari) e una sepoltura disarticolata e secondaria. A questo periodo appartengono il sacello 420 identificato da Garstang come il primo luogo di culto a cui associò due teste di mazza e una paletta egittizante. Nel B.A. Ib l'architettura domestica si evolve, le case assumono una forma "rettangolare", si costruiscono i primi muri di terrazzamento, e avviene il passaggio alla sepoltura primaria.

Nel B.A. II (3000-2700 a.C.), che a sua volta si divide in B.A. IIa e B.A. IIb, avviene il passaggio al periodo urbano. Si creano le prime fortificazioni in muratura e l'agricoltura ora fonte primaria di sussistenza viene sistematicamente adottata fornendo così alla città una maggiore quantità di commercio e risorse, il che contribuì alla stratificazione delle classi sociali. Vi è uno sviluppo nella architettura domestica ora rettangolare con angoli non curvilinei. La fine del B.A. II si ha con un terremoto violentissimo che devastò tutte le città della Palestina.

vaso del B.A. III in stile Red burnished ware

Il B.A. III (2700-2300 a.C.) si suddivide in B.A. IIIa e B.A. IIIb. In quest'epoca si assiste all'acme dell'urbanizzazione palestinese che vede fiorire i commerci e le città sorte sulle vie carovaniere come è appunto Gerico. La città si ingrandisce e vengono costruite delle torri che consentono una migliore protezione dell'abitato. Fioriscono nuove tecniche ceramiche come le Kiberth Kerak Ware (che prendono il nome dal sito dove sono state ritrovate) o le Red Burnished Ware. La città viene infine distrutta da nuove popolazioni probabilmente egizie.

vaso del B.A. III in stile Kiberth kerak. ware

Il B.A. IV (2300-2000 a.C.) si suddivide in B.A. IVa e B.A. IVb. Vi è la riconversione della città in un villaggio rurale sorto sulle rovine della vecchia città, e l'adozione delle tombe dette "a pozzo" con sepoltura primaria.

Bronzo Medio

Nel Bronzo Medio Gerico con le altre città cananee (Canaan) fu vassalla dell'impero egiziano.

Nel XIII secolo, dopo la fine dell'insediamento secondo la maggior parte degli archeologi, dovrebbe datarsi la distruzione della città ad opera degli Ebrei, raccontata dalla Bibbia.

Secondo altre interpretazioni esisteva ancora un insediamento fortificato, con un muro in mattoni crudi, rivestito esternamente in pietra. In scavi diversi sarebbero inoltre state rinvenute tracce di distruzione risalenti a questo periodo; in realtà tuttavia sembra che le tracce siano riferibili a circa quindici diversi episodi cronologicamente distinti.

Bronzo Tardo

Il racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Gerico è menzionata nella Bibbia, Antico Testamento circa 70 volte.

  • Nel Deuteronomio, prima della morte di Mosè, Dio gli mostra la Terra promessa e Gerico viene citata come punto di riferimento (Deuteronomio 34,1).
  • Nel Libro di Giosuè si racconta della distruzione della città ad opera di Giosuè, successore di Mosè, vissuto probabilmente nel XIII secolo a.C., in accordo con i dati archeologici ricavabili dagli scavi di Gerico. L'assedio procede con una processione che fa sette volte il giro della città e le mura cadono quindi al suono delle trombe (Giosuè 6,26).
  • Nel Libro di Geremia si descrive la fine del re di Giudea Sedecia, che viene catturato nella zona di Gerico dai Caldei (Geremia 39,5).

Tulul Abu el-'Alayiq[modifica | modifica wikitesto]

Un insediamento più tardo, che copre il periodo ellenistico, romano e islamico occupò le elevazioni di Tulul Abu el-'Alayiq, 2 km ad ovest del moderno villaggio di er-Riha.

Un villaggio moderno copre i resti di una città fortificata dai Maccabei utilizzata anche dagli Asmonei e dai re di Giudea (II secolo a.C.-I secolo d.C.), che vi costruirono palazzi di residenza e un sistema per l'approvvigionamento delle acque.

Epoca post-antica[modifica | modifica wikitesto]

Ad ovest della città si trova il monastero greco-ortodosso di Jabal Qarantal ("della Tentazione" o "della Quarantena").

All'epoca bizantina risale invece la sinagoga di Naaran o ʿAyn Duq.

A circa 4 km a nord della Gerico antica sorge il Qaṣr Hishām ("palazzo di Hishām") o Khirbet al-Mafjar, una struttura palaziale omayyade costruita dal califfo di Damasco Hishām ibn ʿAbd al-Malik e da suo nipote e successore al-Walīd II (724-743).

Nel 749 un terremoto distrusse il palazzo appena costruito e il resto della città.

Storia degli scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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