Televisione in Francia

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La Francia conta diverse centinaia di reti televisive. Le prime reti erano i canali di stato degli enti pubblici RDF (1944-1949) poi RTF (1949-1964) poi ORTF (1964-1974). L'apertura verso nuovi canali privati a partire dal 1984 e la privatizzazione di TF1 nel 1987 hanno permesso l'instaurarsi di una vera concorrenza, dopo che le radio libere erano apparse nel 1981.

Fino all'arrivo della televisione digitale terrestre, nel 2005, solo 6 reti televisive nazionali erano disponibili nella televisione terrestre. Dalla fine degli anni 80 diverse reti televisive nazionali sono state create (alcune sono scomparse, altre sono ancora attive), ma queste erano disponibili solo nella televisione via cavo e/o via satellite. L'avvento della televisione digitale terrestre ha sensibilmente modificato (e ampliato) il panorama audiovisivo francese, al 2017 vi sono 32 reti televisive nazionali diffuse nella televisione terrestre, alle quali si aggiungono circa un centinaio di reti televisive nazionali diffuse via satellite e/o via IP.

Al 1º gennaio 2016, il numero di servizi di televisione titolari di una convenzione o beneficianti del regime dichiarativo sono 268, di cui 184 servizi di televisione convenzionata e 84 servizi di televisione dichiarati.[1]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1930[modifica | modifica wikitesto]

  • aprile 1931: prima dimostrazione pubblica della televisione organizzata da René Barthélémy all'École supérieure d'électricité.
  • gennaio 1935: prima emissione in 60 linee dall'Ecole nationale supérieure des postes et télégraphes verso la torre Eiffel.
  • aprile 1935: nascita della televisione presso il Ministère des postes, télégraphes et téléphones : primo studio televisivo e inizio delle emissioni regolari della prima rete televisiva Radio-PTT Vision con René Barthélémy in 180 linee.
  • gennaio 1937: primo reportage televisivo in diretta in occasione dell'Esposizione universale del 1937 a Parigi.
  • luglio 1937: Radio-PTT Vision cambia nome e diventa Radiodiffusion nationale Télévision che scomparirà il 3 settembre 1939.
  • luglio 1939: creazione della Radiodiffusion nationale (RN), ente pubblico responsabile del servizio pubblico audiovisivo.

Anni 1940[modifica | modifica wikitesto]

  • maggio 1943: creazione di Fernsehsender Paris, da parte dell'occupazione tedesca e attiva fino al 12 agosto 1944.
  • aprile 1944: creazione di un Commissariato all'informazione da parte del Comité français de libération nationale (CFLN).
  • ottobre 1944: creazione della RDF Télévision française (RDF), comunemente chiamata Télévision française, attiva fino all'8 febbraio 1949.
  • marzo 1945: creazione del monopolio di Stato del servizio pubblico della radiodiffusione: Radiodiffusion française (RDF) che sostituisce la Radiodiffusion nationale.
  • dicembre 1946: primo giornale meteo.
  • dicembre 1946: la televisione emette tutti i giorni.
  • ottobre 1947: la televisione diffonde emissioni regolari (12 ore a settimana).
  • luglio 1948: realizzazione del primo reportage in esterno con la diffusione, dal Parco dei Principi dell'arrivo del Tour de France 1948.
  • febbraio 1949: l'ente pubblico audiovisivo Radiodiffusion française (RDF) cambia nome in Radiodiffusion-télévision française (RTF), che scomparirà il 24 luglio 1964.
  • febbraio 1949: RDF Télévision française cambia nome e diventa RTF Télévision, che scomparirà il 24 luglio 1964.
  • giugno 1949: primo telegiornale.
  • luglio 1949: istituzione del canone televisivo.

Anni 1950[modifica | modifica wikitesto]

  • gennaio 1950: in Francia si contano 1.800 televisori.
  • febbraio 1950: creazione dell'Union Européenne de Radio-Télévision (UER).
  • aprile 1950: debutto della televisione en province (ovvero al di là della Région parisienne) e nascita di RTF Télé-Lille (poi diventata ORTF Télé-Lille e attualmente chiamata France 3 Nord-Pas-de-Calais).
  • maggio 1956: creazione del primo Concours Eurovision de la chanson da parte dell'UER, ritrasmesso in diretta alla televisione.
  • gennaio 1959: apparizione della pubblicità collettiva, cioè una pubblicità di una categoria di prodotti senza citare i marchi dei prodotti.
  • febbraio 1959: la Radiodiffusion-télévision française (RTF) è trasformata in ente pubblico a carattere industriale e commerciale (EPIC) ed è posta sotto l'autorità del Ministère de l'Information.

Anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

  • gennaio 1960: secondo l'INSEE il 13,1% delle abitazioni in Francia è dotato di un televisore.
  • gennaio 1963: creazione dei primi programmi di informazione regionale.
  • dicembre 1964: primi test di telediffusione del 2º canale in SÉCAM.
  • gennaio 1964: creazione di RTF Télévision 2 in SÉCAM, che scomparirà il 24 luglio 1964.
  • gennaio 1964: secondo l'INSEE il 39% delle abitazioni in Francia è dotato di un televisore.
  • aprile 1964: inizio delle emissioni regolari, 20 ore a settimana, di RTF Télévision 2 in bianco e nero.
  • giugno 1964: Creazione dell'Office de radiodiffusion-télévision française (ORTF) che sostituisce la Radiodiffusion-télévision française (RTF).
  • luglio 1964: i due canali gestiti da RFT, RTF Télévision e RTF Télévision 2, diventano rispettivamente ORTF Télévision e ORTF Télévision 2, più comunemente chiamati premième chaîne de l'ORTF e deuxième chaîne de l'ORTF.
  • gennaio 1967: secondo l'INSEE il 58% delle abitazioni in Francia è dotato di un televisore.
  • settembre 1967: primo telegiornale sulla deuxième chaîne de l'ORTF.
  • 1º ottobre 1967: inizio delle prime emissioni a colori sulla deuxième chaîne de l'ORTF.[2]
  • gennaio 1968: secondo l'INSEE il 62% delle abitazioni in Francia è dotato di un televisore.
  • aprile 1968: inizi della pubblicità dei marchi in contrapposizione alla pubblicità collettiva.
  • ottobre 1968: ritrasmissione dei giochi olimpici in Messico a colori.

Anni 1970[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

  • gennaio 1980: secondo l'INSEE il 90,1% delle abitazioni in Francia è dotato di un televisore.
  • luglio 1982: emanata una legge (del 29 luglio 1982) sulla liberalizzazione dell'audiovisivo in Francia che rende possibile la creazione di televisioni e radio private e che istituisce la "Haute autorité de la communication audiovisuelle" (HACA).
  • gennaio 1984: lancio di TV5 Europe da parte di cinque reti francofone (TF1, A2, FR3, RTBF e SSR), trasmessa via satellite.
  • 10 febbraio 1984: lancio di ASTV, prima rete televisiva locale a Grande-Synthe.
  • 4 novembre 1984: lancio di Canal+, prima rete televisiva a pagamento al mondo.
  • 18 dicembre 1985: la prima autorizzazione all'uso della televisione via cavo è rilasciata alla società "Cergy-Pontoise TV", che propone la diffusione di RTL Télévision, Sky Channel, TMC e TV5.
  • 23 dicembre 1985: lancio di Canal J, via cavo sulla rete di Cergy-Pontoise, l'anno seguente a Parigi e poi a Nizza e a Montpellier; si tratta della prima rete televisiva francese ad essere trasmessa via cavo, nonché la prima rete "tematica" ("J" di "jeunesse" = "giovinezza") in Francia.
  • 20 febbraio 1986: lancio di La Cinq, prima rete televisiva privata generalista in Francia.
  • 27 febbraio 1986: lancio di La Sept (Société d'Édition de Programmes de Télévision).
  • 1º marzo 1986: lancio di TV6, rete televisiva consacrata alla musica e ai giovani. La rete cessa di emettere il 28 febbraio 1987, l'indomani è sostituita da M6.
  • 30 luglio 1986: due decreti (n° 900 e n° 901) annullano le concessoni a La Cinq e a TV6.
  • 30 settembre 1986: la legge n° 1067 del 30 settembre 1986 ('Loi Léotard'), relativa alla liberta di comunicazione, sostituisce la legge del 1982 e diventa la nuova legge quadro del paesaggio televisivo francese; in seguito questa legge è stata solo oggetto di modifiche. Questa istituisce la "Commission nationale de la communication et des libertés" (CNCL) in sostituzione della "Haute autorité de la communication audiovisuelle" (HACA).
  • 27 novembre 1986: la legge n° 1210 completa quella del 30 settembre 1986 e entrambe aprono alla privatizzazione de TF1, di TDF e di SFP.
  • 15 dicembre 1986: lancio di Paris Première, via cavo a Parigi, si tratta della prima rete televisiva locale in Francia.
  • 23 febbraio 1987: la CNCL (Commission nationale de la communication et des libertés) riattribuisce l'uso del 5º canale al Groupe Hersant e a Fininvest (25% ciascuno della società di edizione) e alla loro rete televisiva La Cinq.
  • 26 febbraio 1987: la CNCL (Commission nationale de la communication et des libertés) attribuisce l'uso del 6º canale al Groupe M6 (CLT, Lyonnaise des eaux, MK2 e Groupe Amaury) e alla loro rete televisiva M6, che inizia ad emettere dal 1º marzo 1987.
  • 21 marzo 1987: lancio di TV Rennes, prima rete televisiva locale in Bretagna.
  • 6 aprile 1987: la privatizzazione di TF1 si completa, il Groupe TF1 è scelto per riprendere la rete televisiva, questa passa dallo statuto di impresa pubblica di programmi a società anonima. Il 15 aprile 1987, la CNCL autorizza la concessione di 10 anni fino all'aprile 1997. Il 16 aprile 1987, l'imprenditore Francis Bouygues consegna un assegno di 3 miliardi di franchi a Edouard Balladur, all'epoca ministro delle finanze, per l'acquisto di TF1. L'azionista principale del Groupe TF1 è Bouygues (45,6%) all'interno di un consorzio che detiene il 50%; 36,4% sarà quotato alla borsa di Parigi il 24 luglio 1987 e il rimanente 13,6% sarà riservato ai dipendenti ed ex dipendenti.
  • 1988: la gestione delle frequenze è attribuita alla CNCL (Commission nationale de la communication et des libertés), in precedenza le frequenze erano di competenza di TDF (Télédiffusion de France).
  • 1988: lancio di Télé Toulouse, prima rete televisiva locale a diffondere via terrestre.
  • 17 gennaio 1989: la legge n° 25 del 1989 modifica la legge n° 1067 del 1986 e istituisce il Conseil supérieur de l'audiovisuel (CSA) che sostituisce la Commission nationale de la communication et des libertés (CNCL).
  • febbraio 1989: altre due reti televisive locali iniziano a trasmettere in chiaro: Télé Lyon Métropole e 8 Mont-Blanc.[4]

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

  • 19 dicembre 1990: il CSA autorizza la prima televisione regionale detta «de pays»[5], Aqui TV (Périgueux, Sarlat).[6]
  • 30 aprile 1991: creazione di arte (Association relative à la télévision européenne).
  • 19 novembre 1991: autorizzazione all'apertura di due reti televisive private in chiaro in Guadalupa e due in Martinica ("TCI-Guadeloupe", "Archipel 4", "TCI-Martinique" e "Antilles Télévision").[7]
  • 12 aprile 1992: La Cinq cessa di emettere, era stata messa in liquidazione 3 aprile 1992.
  • 12 febbraio 1993: autorizzazione all'apertura di due reti televisive private in chiaro alla Riunione ("Antenne Réunion" e "TV Sud").[8]
  • 22 dicembre 1993: autorizzazione all'apertura di una rete televisiva privata in chiaro nella Guyana francese ("Antenne Créole Guyane").[9]
  • settembre 1994: TF1 comincia a trasmettere in stereofonia NICAM (Near Instantaneous Companded Audio Multiplex), Thomson SA è la prima azienda a commercializzare dei televisori stereofonici.[10]

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 gennaio 2010: a seguito della legge nº 258 del 5 marzo 2009, France Télévisions diventa una "entreprise commune", con la fusione di 49 società che componevano ciò che era fino a quel momento un'holding.
  • 8 giugno 2010: lancio di France Ô sulla TNT nazionale in Francia metropolitana (LCN 19).
  • 20 settembre 2011: l'Autorité de la concurrence, con la decisione 11-D-12, ritira l'autorizzazione della fusione di Canalsat e TPS nel "Nouveau CanalSat" e infligge una pesante ammenda pecuniaria al groupe Canal+; poi 23 luglio 2012, con la decisione 12-DCC-100, l'Autorità autorizza la fusione su riserva di ingiunzioni e prescrizioni.
  • 30 novembre 2010: lancio della Télévision Numérique Terrestre nella Francia d'oltremare con la diffusione di 9 canali.
  • 29 novembre 2011: completamento della transizione alla televisione digitale e conseguente arresto della diffusione della televisione analogica terrestre.[13]
  • 18 settembre 2012: completamento dell'acquisto da parte del Groupe Canal+ di Direct 8 e Direct Star, detenute da Bolloré. Il 7 ottobre 2012 i due canali sono rinominati rispettivamente D8 e D17. L'anno dopo, Vivendi diventa l'unico proprietario del Groupe Canal+; i due azionisti principali di Vivendi sono Bolloré (20,65%) e Compagnie de Cornouaille (20,65%), entrambe le società sono controllate da Vincent Bolloré.
  • 12 dicembre 2012: lancio delle 5 reti televisive in alta definizione HD1, L'Équipe 21, 6ter, Numéro 23, RMC Découverte e Chérie 25 (LCN da 20 a 25)
  • 23 settembre 2014: France 24, il canale internazionale di all-news emmette solo nell'Île-de-France sulla frequenza lasciata libera dopo l'arresto delle emissioni del canale NRJ Paris.
  • dicembre 2014: TF1 chiede il ritiro delle frequenze della sua filiale Eurosport, trasmessa sulla TNT a pagamento, al fine di poter vendere il canale al gruppo Discovery.
  • 31 dicembre 2014: TF6, canale televisivo detenuto dal Groupe TF1 (50%) e da Groupe M6 (50%) e trasmesso sulla TNT a pagamento cessa definitivamente di emettere. Il canale, fondato nel dicembre 2000, chiude dopo 14 anni di esistenza, la decisione era stata presa, congiuntamente dalle due società il 23 aprile 2014.
  • 1º gennaio 2015: il canone televisivo annuale passa da €133 a €136 in Francia metropolitana e da € 85 a €86 nella oltremare. E in seguito aumenterà di €1 all'anno.
  • 5 aprile 2016: passaggio in alta definizione H.264 (MPEG-4 AVC) della Télévision Numérique Terrestre nella Francia metropolitana.
  • 5 aprile 2016: LCI, fino ad allora trasmesso sulla TNT a pagamento, passa nella TNT gratutita (LCN 26).
  • 11 luglio 2016: lancio di Molotov TV, applicazione per vedere, sul proprio smartphone o smart TV, i canali della TNT francese (gratuitamente) e altri canali (a pagamento).[15]
  • 1º settembre 2016: Lancio di France Info, rete all-news del servizio pubblico (LCN 27).

Televisione terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Televisione analogica terrestre[modifica | modifica wikitesto]

La televisione analogica terrestre è stata attiva in Francia fino al 29 novembre 2011 con lo standard televisivo SÉCAM. La transizione alla televisione digitale è iniziata il 2 febbraio 2009 e si è conclusa il 29 novembre 2011[13].

Francia metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Canale Creazione Nome delle reti su questo canale
1 26 aprile 1935 Radio-PTT Vision (1935-1937)
Radiodiffusion nationale Télévision (1937-1939)
Fernsehsender Paris (1943-1944)
RDF Télévision française dell'RDF (1944-1949)
RTF Télévision dell'RTF (1949-1964)
Première chaîne de l'ORTF (1964-1975)
TF1 (Télévision Française 1) (1975-1987), rete pubblica
TF1 (1987-2011), rete privata del Groupe TF1
2 21 dicembre 1963 RTF Télévision 2 dell'RTF (1963-1964)
Deuxième chaîne dell'ORTF (1964-1967)
Deuxième chaîne couleur dell'ORTF (1967-1975)
Antenne 2 (1975-1992), rete pubblica
France 2 (1992-2011), rete pubblica del gruppo France Télévisions
3 31 dicembre 1972 Troisième chaîne couleur dell'ORTF (1972-1975)
France Régions 3 (FR3) (1975-1992), rete pubblica
France 3 (1992-2011), rete pubblica del gruppo France Télévisions
4 4 novembre 1984 Canal+ (1984-2011), rete privata del Groupe Canal+
5 20 febbraio 1986 La Cinq (1986-1992), rete privata del gruppo Fininvest
canale condiviso (1992-2011) tra :
- La Sept / La Sept-Arte / Arte France (1992-2011)
-- Télé emploi (1994), rete pubblica del gruppo France Télévisions
-- La Cinquième (1994-2002), rete pubblica
-- France 5 (2002-2011), rete pubblica del gruppo France Télévisions
6 1º marzo 1986 TV6, canale musicale privato del Publicis Groupe (1986-1987)
M6, canale privato del Groupe M6 (1987-2011)
7 21 marzo 1987 reti televisive locali o regionali (1987-2011):
8 reti televisive locali o regionali (fino al 2011):

Francia d'oltremare[modifica | modifica wikitesto]

Canale Creazione Nome delle reti su questo canale
1 1964 La première chaîne dell'ORTF (1964-1975)
FR3 DOM-TOM (1975-1983)
RFO 1 (1983-1999), rete pubblica del RFO
Télé Pays (1999-2011), rete pubblica del RFO
2 1983 RFO 2 (1983 - 1999), rete pubblica del RFO
Tempo (1999-2010), rete pubblica del RFO
3 dal 1991 reti televisive private locali:

Televisione digitale terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Télévision Numérique Terrestre.

La televisione digitale terrestre è attiva in Francia dal 31 marzo 2005 secondo lo standard DVB-T.
I 7 primi canali ad emettere nella TNT furono i 6 canali storici già presenti nella televisione analogica: TF1, France 2, France 3, Canal+, M6, France 5 e Arte (queste ultime due condividevano lo stesso canale e ne ottennero uno ciascuno).
I primi 18 canali locali e regionali della Télévision Numérique Terrestre nella Francia metropolitana iniziano a trasmettere il 13 settembre 2007, sia in analogico e che in digitale. Nei mesi seguenti altre 7 reti televisive sono autorizzate a trasmettere in digitale nell'Île-de-France. Entro la fine dell'anno 2007 le reti televisive locali saranno 25.
Secondo il CSA, al 6 dicembre 2016, si contano 94[19] emittenti di tutti i generi in Francia nella TNT.

Bando 2002[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001-2002 ci fu la prima gara indetta dal CSA per selezionare 6 nuovi canali gratuiti e 14 nuovi canali a pagamento da aggiungere ai 6 canali nazionali dell'epoca (TF1, France 2, France 3, Canal+, M6, France 5/Arte) e ai due nuovi canali pubblici (France 4 e LCP); le reti selezionate furono:

Bando 2005[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004-2005 ci fu una seconda gara indetta dal CSA per selezionare 4 nuovi canali gratuiti e 4 nuovi canali a pagamento; questa nuova gara fu motivata dalla decisione del Consiglio di Stato di annullare 6 autorizzazioni e il successivo annullamento volontario di altre 3; le reti selezionate furono :

Bando 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 ci fu una nuova gara indetta dal CSA per selezionare 1 nuovo canale a pagamento; questa nuova gara fu motivata dalla rinuncia di due reti televisive; la rete selezionata fu :

  • A pagamento : CFoot

Bando 2012[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 ci fu una nuova gara indetta dal CSA per selezionare 6 nuovo canale gratuiti in alta definizione; le reti selezionate furono :

Bando 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 ci fu una nuova gara indetta dal CSA per generalizzare il passaggio all'alta definizione; le reti televisive, che emettevano in SD, avevano la possibilità di passare in HD, in caso contrario le frequenze sarebbero state riattribuite; tutte le reti passarono in HD.
In questa occasione, tre reti criptate e a pagamento (LCI, Paris Première, Planète+) chiesero di passare in chiaro e in gratuito, il CSA rifiutò il passaggio, a seguito di un ricorso, solo LCI ottiene di poter passare in chiaro.

Televisione via cavo[modifica | modifica wikitesto]

La televisione via cavo comincia a Cergy-Pontoise, dove viene lanciata ufficialmente il 18 dicembre 1985.
Numericable è ormai l'unico operatore di televisione via cavo in Francia, l'impresa è nata nel luglio 2007 dalla fusione di quest'ultima (Numericable) con l'altro ultimo operatore rimasto (Noos); Numericable dal 2016 è integrata in SFR.
Lo sviluppo della televisione via cavo coassiale in Francia è incerto, vista la grande diffusione della fibra ottica.
La tendenza attuale è di riciclare i cavi coassiali già posati negli immobili per utilizzarli con la fibra ottica sfruttando la tecnologia FTTLA (dall'inglese: Fibre To The Last Amplifier, cioé fibra fino all'ultimo amplificatore)[20]; questo sistema consiste, grazie all'uso di cavi coassiali ibridi, a portare il segnale via la fibra ottica fino all'ultimo amplificatore e da lì con cavi coassiali, che erano già presenti e posati nell'immobile, fino ai singoli appartamenti, secondo la norma DOCSIS (vedi anche: FTTx e ultimo miglio). Tecnicamente però in questo caso non si tratta più di televisione via cavo (in quanto la ricezione non avviene secondo lo standard DVB-C) ma di televisione via internet (in quanto la ricezione avviene tramite un set-top box Home Access Gateway).

Televisione via satellite[modifica | modifica wikitesto]

In linea generale, qualunque bouquet televisivo satellitare permette di vedere i canali televisivi della televisione digitale terrestre gratuita, poi, in funzione del pacchetto o delle opzioni, si possono vedere altri canali televisivi francesi gratuiti o a pagamento che non sono presenti sulla TNT o ancora dei canali televisivi di altre nazioni.

Francia metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

La prima rete televisiva ad essere trasmessa via satellite è stata TV5 nel gennaio 1984, da parte di cinque reti francofone (TF1, A2, FR3, RTBF e SRG SSR).
Canalsat è il primo operatore di televisione via satellite, lanciato il 14 novembre 1992.
Diversi satelliti coprono la Francia metropolitana e permettono di vedere le reti televisive gratuite presenti sulla televisione digitale terrestre ed altre reti francesi e straniere, ma in particolare 4 satelliti sono principalmente utilizzati:

Al 2017, i principali bouquets di televisione via satellite sono :

Un'altra piattaforma satellitare era TPS, attiva dal 1996 al 2008, quando si è fusa con Canalsat.
France Télécom/Orange ha un proprio bouquet satellitare dal 3 luglio 2008: La TV d'Orange[28] (su Astra 1), questa possibilità è proposta nelle zone dove l'ADSL o la fibra non sono disponibili, non è possibile infatti abbonarsi all'offerta TV via satellite di Orange senza essere avere un abbonamento internet. Anche SFR offriva una soluzione simile – SFR TV Sat – ma questo servizio non è più disponibile dal gennaio 2015.

Francia d'oltremare[modifica | modifica wikitesto]

Gli operatori di televisione via satellite nella Francia d'oltremare sono:

IPTV[modifica | modifica wikitesto]

In linea generale, qualunque bouquet televisivo via internet permette di vedere i canali televisivi della televisione digitale terrestre gratuita, poi, in funzione del pacchetto o delle opzioni, si possono vedere altri canali televisivi francesi gratuiti o a pagamento che non sono presenti sulla TNT o ancora dei canali televisivi di altre nazioni.

Francia metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Il primo servizio IPTV in FranciaFreebox TV – è stato lanciato il 18 settembre 2002 dall'internet service provider Free del gruppo Iliad.
Al 2017 gli operatori che offrono servizi di televisione via IP (ADSL, VDSL e/o fibra ottica[20]) attraverso set-top box Home Access Gateway attraverso delle offerte «triple play»[36] sono :

Francia d'oltremare[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni operatori di televisione via IP «triple play»[36] nella Francia d'oltremare sono:

Televisione mobile[modifica | modifica wikitesto]

In Francia il CSA nel 2007 aveva lanciato una gara per la télévision mobile personnelle (TMP)[51] e nel 2008 erano stati selezionati 16 canali (13 privati e 3 pubblici)[52]:

  1. Arte (canale pubblico)
  2. BFM TV
  3. Canal+
  4. Direct 8
  5. Europa Corp TV
  6. Eurosport
  7. France 2 (canale pubblico)
  8. France 3 (canale pubblico)
  9. I-Télé
  10. M6
  11. NRJ 12
  12. NT1
  13. Orange Sport
  14. TF1
  15. Virgin 17
  16. W9

Nel febbraio 2012, il CSA, constatando le difficoltà soprattutto economiche (degli operatori), l'incertezza del modello economico della TMP e infine il fatto che nessun operatore di multiplex sia stato designato, prende la decisione di ritirare le autorizzazioni accordate ai 16 canali.[53]
La televisione mobile funziona secondo lo standard DVB-H (se la ricezione è terrestre) o DVB-SH (se la ricezione è satellitare) e utilizza una rete di diffusione dedicata.
La televisione mobile è quindi diversa dalla televisione su un dispositivo mobile, in quanto in questo secondo caso la ricezione di un canale televisivo avviene tramite streaming e internet usando la connessione dati (in 3G o superiore).

Televisione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito 3 canali televisivi francesi che sono diffusi in Francia e nel mondo (tra cui in Italia) in chiaro e gratuitamente:

TV5 Monde[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2 gennaio 1984, il canale internazionale francofono TV5 ridiffonde nel mondo alcuni programmi delle reti pubbliche partner (francesi, svizzere, belghe e canadesi). Il canale è diventato TV5 Monde il 2 gennaio 2006 ed è al 66,67% di proprietà francese (attraverso France Télévisions (49%), France Médias Monde (12,64%), ARTE France (3,29%) e INA (1,74%)), al 11,11% di proprietà belga (via RTBF), all'11,11% di proprietà svizzera (via SSR) e all'11,11% di proprietà canadese (via Radio Canada (6,67%) e Télé-Québec (4,44%)).
TV5 Monde è disponibile, in lingua francese, in tutto il mondo e consta di 9 canali regionali (a seconda delle zone di diffusione):

  • TV5 Québec Canada (disponibile in Canada e diffuso da Montreal, gli altri sono diffusi da Parigi);
  • TV5 Monde Afrique (disponibile in Africa);
  • TV5 Monde Amérique latine et Caraïbes (disponibile nell'America Latina e nei Caraibi);
  • TV5 Monde Asie (disponibile in Asia);
  • TV5 Monde États-Unis (disponibile negli Stati Uniti);
  • TV5 Monde Europe (disponibile in Europa e Russia);
  • TV5 Monde France Belgique Suisse (FBS) (disponibile in Francia, Belgio e Svizzera);
  • TV5 Monde Maghreb-Orient (disponibile nel Maghreb e nel Medio-Oriente);
  • TV5 Monde Pacifique (disponibile in Oceania);

TV5 Monde Europe è disponibile in Italia via satellite gratuitamente e in chiaro sulla piattaforma televisiva:

Euronews[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º gennaio 1993 è stato lanciato il canale all-news Euronews in 5 lingue: francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano.
Il canale fu fondato da 10 gruppi televisivi pubblici membri dell'UER: francese (France Télévisions), italiano (Rai), cipriota (CyBC), greco (ERT), egiziano (ERTU), belga (RTBF), portoghese (RTP), spagnolo (RTVE), monegasco (TMC) e finlandese (YLE). Il canale è attualmente di proprietà della società EuronewsNBC, questa è detenuta al 53% da Naguib Sawiris (via MGN) e al 47% da 21 gruppi televisivi pubblici europei e da 3 collettività locali francesi; in particolare la proprietà francese consta del 10,73% di France Télévisions e del 2,15% di 3 collettività locali francesi (Métropole de Lyon (0,72%), Région Rhône-Alpes (0,72%) e Département du Rhône (0,72%)); la Rai ha il 9,66%.
Euronews è diffuso in 13 lingue (le 5 iniziali più portoghese, russo, arabo, turco, persiano, ucraino, greco e ungherese) in 158 paesi nel mondo via terrestre, via satellite, via cavo, via internet, in streaming, su diverse compagnie aeree e di crociera, su diversi campus universitari e piattaforme digitali[54]. Euronews è disponibile in chiaro via i seguenti satelliti :

Euronews è disponibile in Italia via satellite gratuitamente e in chiaro sulla piattaforma televisiva:

France 24[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 dicembre 2006 alle 20:29 è stata lanciata la Chaîne Française d'Information Internationale ("CFII"), oggi France 24.
France 24 è al 100% di proprietà francese, attraverso la società statale France Médias Monde (in precedenza chiamata Audiovisuel Extérieur de la France).
Il canale all-news è disponibile in tutto il mondo e diffonde in quattro lingue: francese, inglese e arabo e spagnolo
France 24 è disponibile in chiaro via i seguenti satelliti:

France 24 è disponibile in Italia via satellite gratuitamente e in chiaro:

  • su tivùsat, in francese (LCN 63) e in inglese (LCN 64);
  • su Sky Italia, in francese (LCN 538) e in inglese (LCN 531);
  • sul digitale terrestre sul mux Canale Italia, solo in francese (LCN 141).

Cifre chiave[modifica | modifica wikitesto]

Cifre chiave della televisione francese:[55]

Ripartizione della ricezione della televisione al 2015[56]

██ TNT (42,61%) (57,7%)

██ IPTV (33,09%) (44,8%)

██ satellite (17,73%) (24%)

██ cavo (6,57%) (8,9%)

Struttura dell'offerta dei programmi al 2014[57]

██ Informazione (11,8%)

██ Magazines (11,8%)

██ Documentari (9,4%)

██ Cinema (2,5%)

██ Fiction (23%)

██ Animazione (7%)

██ Divertimento (14,8%)

██ Sport (4,5%)

██ Altri (15,2%)

Audience della televisione nel 2015[58]

██ TF1 (21,4%)

██ France 2 (14,3%)

██ M6 (9,9%)

██ France 3 (9,2%)

██ France 5 (3,4%)

██ D8 (3,4%)

██ TMC (3,1%)

██ Canal+ (2,6%)

██ W9 (2,6%)

██ Arte (2,2%)

██ BFM TV (2,2%)

██ NT1 (2%)

██ Altri (23,7%)

Gruppi audiovisivi presenti nella TNT[59][modifica | modifica wikitesto]

Proprietario Gruppo Canali (100%) Partecipazioni (%)
Arte France (50%) Groupe Arte (GEIE) arte TV5 Monde (1,645%)[60]
Assemblée nationale e Sénat Parlamento francese La Chaîne parlementaire (LCP - Assemblée nationale e Public Sénat)
Baudecroux (79,91%) NRJ Group NRJ 12, Chérie 25, NRJ Hits
Bouygues (43,70%) Groupe TF1 TF1, TMC, NT1, HD1, LCI, TV Breizh, Histoire, Ushuaïa TV Serieclub (50%)
État français (100%) France Médias Monde France 24, Radio France Internationale, Monte Carlo Doualiya TV5 Monde (12,64%)[60]
État français (100%) France Télévisions France 2, France 3, France 4, France 5, France Ô, Réseau Outre-Mer 1ère France Info[61], TV5 Monde (49%)[60], Arte France (45%), Euronews (11%), Africanews (11%), Mezzo (40%), Planète+ CI (34%)
Famiglia Amaury (100%) Groupe Amaury L'Équipe
Groupe Canal+ (100%) MultiThématiques Planète+, Planète+ A&E Planète+ CI (66%)
Lagardère (100%) Lagardère Active Gulli, MCM, MCM Top, Canal J, TiJi, ELLE Girl, Virgin Radio TV, RFM TV Mezzo (60%)
Pascal Houzelot (59,78%)[62] Diversité TV France Numéro 23
RTL Group (48,26%) Groupe M6 M6, W9, 6ter, Paris Première, Téva, M6 Music, M6 Boutique, Girondins TV Serieclub (50%)
SFR Group (49%) NextRadioTV BFM TV, RMC Découverte, BFM Business, BFM Paris, BFM Sport Numéro 23 (39%)[62]
Vivendi (100%) Groupe Canal+ Canal+, Canal+ Cinéma, Canal+ Décalé, Canal+ Sport, Canal+ Family, Canal+ Séries, C8, CStar, CNews MultiThématiques (100%)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) CSA.fr - Les télévisions françaises conventionnées ou déclarées _ Les services diffusés _ Les chaînes de télévision diffusées par d'autres réseaux _ Les chaînes de télévision _ Télévision _ Accueil, su csa.fr. URL consultato il 19 settembre 2016.
    «dont services de télévision conventionnés en métropole : 141, dont services outre-mer : 14, dont services pour une diffusion hors métropole en Europe : 29».
  2. ^ (FR) Il y a 50 ans, la télévision française passait à la couleur, 29 settembre 2017.
  3. ^ Radio France, Télévision française 1 (TF1), Antenne 2 (A2), France Régions 3 (FR3), Télédiffusion de France (TDF), Société française de production (SFP) e Institut national de l'audiovisuel (INA).
  4. ^ (FR) Télévisions locales : le CSA engage une réflexion, su csa.fr, 9 agosto 1989.
  5. ^ All'epoca si distinguevano alcuni tipi di reti televisive locali in Métropole: "de ville" cioè diffuse in grandi città e agglomerazioni, "de pays" cioè diffuse in territori rurali (bacino di popolazione inferiore ma estensione geografica superiore alla tipologia precedente), "de proximité" cioè diffuse in piccole e medie città e "d'identité régionale" cioè fortemente legate all'identità culturale locale. Culture2003, Senat2005
  6. ^ (FR) Aqui TV autorisée à émettre en Dordogne, su csa.fr, 19 dicembre 1990.
  7. ^ (FR) Télévision locale : 2 chaînes autorisées en Guadeloupe et 2 en Martinique, su csa.fr, 19 novembre 1991.
  8. ^ (FR) La Réunion : autorisation des chaînes Antenne Réunion et TV Sud, su csa.fr, 12 febbraio 1993.
  9. ^ (FR) Antenne Créole Guyane autorisée à émettre à Cayenne et Kourou, su csa.fr, 22 dicembre 1993.
  10. ^ (FR) Le NICAM, su nicam.free.fr, 1995-09.
  11. ^ a b (FR) Le CSA lance la diffusion des télévisions locales en mode numérique, su csa.fr, 25 luglio 2007.
  12. ^ (FR) Recomposition des multiplex de la TNT, su csa.fr, 5 settembre 2007.
  13. ^ a b c (FR) Le passage à la télévision tout numérique, su archive.dgmic.culture.gouv.fr.
  14. ^ (FR) Play TV le vrai service de télévision sur internet, su playtv.fr.
  15. ^ (FR) Molotov.tv - L’app pour regarder la télé. Gratuitement, su molotov.tv.
  16. ^ a b c (FR) Bilans 1990 de Télé Toulouse, TLM et 8 Mont Blanc, su csa.fr, 24 luglio 1991.
  17. ^ (FR) Les chaînes locales en France métropolitaine, su csa.fr, 26 gennaio 2005.
  18. ^ (FR) 2000 - 2014 : L'évolution d’un Groupe média au cœur de l’innovation., su groupe-tf1.fr.
  19. ^ 32 canali nazionali in Métropole, più 43 canali locali in Métropole, più 26 canali Outre-mer, meno 6 canali (France 2, France 3, France 4, France 5, France Ô, France 24 e Arte) che sono trasmessi sia in Métropole che Outre-mer e che vanno conteggiati una volta sola.
  20. ^ a b (FR) Quelle différence entre FTTH et FTTLA_ Vraie ou fausse fibre_, su lafibreoptique.fr, 9 ottobre 2015. URL consultato il 15 ottobre 2016 (archiviato l'11 agosto 2016).
  21. ^ (FR) CANALSAT, su canalsat.fr.
  22. ^ (FR) BIS TV, su bis.tv.
  23. ^ Su Hot Bird 13 in maniera autonoma o su Eutelsat 5 West A via il bouquet Fransat.
  24. ^ (FR) FRANSAT, su fransat.fr.
  25. ^ Fransat è un piattaforma televisiva gratuita che nasce per essere un'alternativa alla diffusione terrestre nelle zone che non sono coperte da quest'ultima; essa funziona come la piattaforma italiana tivùsat, cioè con un set-top box esterno o un modulo CAM – da inserire in un set-top box CI o in televisore dotato di un ricevitore satellitare CI – compatibili con il sistema di accesso condizionato Viaccess, una Smart card – per decodificare e il segnale – e una parabola satellitare.
  26. ^ (FR) TNTSAT, su tntsat.tv.
  27. ^ La piattaforma TNTSAT funziona allo stesso modo di Fransat, solo che la Smart card fornita ha una durata di vita di 4 anni e poi bisogna rinnovarla al prezzo di 15€. In entrambi i casi, l'acquisto del materiale necessario – set-top box e parabola satellitare – è a carico dell'utente.
  28. ^ a b (FR) TV d'Orange, su boutique.orange.fr.
  29. ^ (FR) Canalsat Calédonie, su canalplus-caledonie.com.
  30. ^ (FR) Canalsat Caraïbes, su canalplus-caraibes.com.
  31. ^ (FR) Canalsat Réunion, su canalplus-reunion.com.
  32. ^ a b (FR) les offres pour les DOM, su abonnez-vous.orange.fr.
  33. ^ (FR) Parabole Mayotte, su parabolemayotte.com.
  34. ^ (FR) Parabole Réunions, su parabolereunion.com.
  35. ^ (FR) TV Satellite _ Vini, su vini.pf.
  36. ^ a b Un'offerta «triple play» è un servizio proposto da un operatore ai suoi abbonati che consiste da avere in un unico contratto la fornitura di: un accesso ad internet ad alta velocità, la telefonia fissa VoIP e la televisione IPTV; vedi anche en:Triple play (telecommunications).
  37. ^ (FR) Bouygues TV, su bouyguestelecom.fr.
  38. ^ (FR) Télévision Freebox, su free.fr.
  39. ^ (FR) Télévision Alicebox, su alicebox.fr.
  40. ^ (FR) SFR TV, su sfr.fr.
  41. ^ (FR) GOtv, su gotv.nc.
  42. ^ (FR) Mediaserv, su mediaserv.com.
  43. ^ (FR) La TV d'Orange Caraïbes, su orangecaraibe.com.
  44. ^ (FR) La TV d'Orange Réunion, su reunion.orange.fr.
  45. ^ (FR) SPM Telecom, su spmtelecom.com.
  46. ^ (FR) SFR Caraïbe, su sfrcaraibe.fr.
  47. ^ (FR) SFR Mayottes, su sfr.re.
  48. ^ (FR) SFR Réunion, su sfr.yt.
  49. ^ (FR) Vinibox MOVE-SPRINT _ Vini, su vini.pf.
  50. ^ (FR) ZEOP, su zeop.re.
  51. ^ (FR) La télévision mobile personnelle, su csa.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  52. ^ (FR) L’appel aux candidatures TMP, su csa.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  53. ^ (FR) Les incertitudes et la question du modèle économique de la TMP, su csa.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  54. ^ (FR) Euronews media_kit_french_2016-05 (PDF), su static.euronews.com.
  55. ^ (FR) Les chiffres clés, su csa.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  56. ^ (FR) Les chiffres clés de l'audiovisuel français - Edition du 2nd semestre 2015, su csa.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  57. ^ (FR) Les chiffres clés 2014 de la télévision gratuite - Partie Diffusion, su csa.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  58. ^ (FR) L'audience de la télévision en 2015, su mediametrie.fr. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  59. ^ (FR) Marie Beyer e Jérémie Fabre, Médias français _ qui possède quoi, par Marie Beyer & Jérémie Fabre, Le Monde diplomatique, luglio 2016. URL consultato il 12 ottobre 2016 (archiviato il 12 ottobre 2016).
  60. ^ a b c (FR) TV5MONDE _ Gouvernance, su tv5monde.com.
    «Arte France possiede il 3,29% di TV5 Monde; Arte France possiede il 50% del GEIE Arte insieme ad ARTE Deutschland TV GmbH; quindi il GEIE Arte avrebbe l'1,645% di TV5 Monde.».
  61. ^ Insieme con Radio France, FMM e INA
  62. ^ a b (FR) N23 : avenant à la convention, su csa.fr.
    «La société PHO Holding, qui devient l’unique actionnaire de Diversité TV France, est désormais détenue à 39% par NextRadioTV SA et à 61% par Mosca Conseil, société elle-même détenue à 98% par Pascal Houzelot.».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Pierre Albert e André-Jean Tudesq, Histoire de la radio-télévision, 4ª ed., Presses universitaires de France, 1995, ISBN 2-13-047317-2.
  • (FR) Christian Brochand e Comité d'histoire de la radiodiffusion, Histoire générale de la radio et de la télévision - Tome 3 - 1974-2000, La Documentation française, 2006, ISBN 978-2-11-005613-9.
  • (FR) Emmanuel Hoog, La télévision: Une histoire en direct, Découvertes Gallimard, 2010, ISBN 978-2-07-043920-1.
  • (FR) Monique Sauvage e Isabelle Veyrat-Masson, Histoire de la télévision française : De 1935 à nos jours, Nouveau Monde Editions, 2012, ISBN 978-2-84736-632-7.
  • (FR) Benoît Lafon, Histoire de la télévision régionale : De la RTF à la 3, 1950-2010, Institut National de l'Audiovisuel, 2013, ISBN 978-2-86938-206-0.
  • (FR) Francis Balle, Médias & sociétés, 16ª ed., L.G.D.J, 2013, ISBN 978-2-275-04087-5.
  • (FR) Monique Sauvage, Isabelle Veyrat-Masson e Géraldine Poels, Histoire de la télévision française : De 1935 à nos jours, Nouveau Monde Editions, 2014, ISBN 978-2-36942-042-2.
  • (FR) Francis Balle, Médias & sociétés, 17ª ed., L.G.D.J, 2016, ISBN 978-2-275-04246-6.

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