Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan

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Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan
videogioco
Titolo originaleTeenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan
PiattaformaMicrosoft Windows, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 24 maggio 2016
GenereAzione
OrigineGiappone
SviluppoPlatinum Games
PubblicazioneActivision
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
SupportoBlu-ray Disc, DVD, download
Distribuzione digitaleSteam, PlayStation Network, Xbox Live

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan è un videogioco d'azione sviluppato da Platinum Games e pubblicato nel 2016 da Activision per numerose piattaforme. Basato sulla serie Tartarughe Ninja, il gioco è stato rimosso da Steam, PlayStation Network e Xbox Live a meno di otto mesi dal lancio.[1]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco è un'avventura dinamica hack and slash in stile cel-shaded, nella quale i giocatori controllano le quattro Tartarughe Ninja Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello da una prospettiva in terza persona. Questi quattro personaggi, di cui il giocatore può controllare uno solo alla volta e scambiarne ogni tanto il controllo durante la campagna a giocatore singolo, possiedono in comune la possibilità di tirare shuriken, disponibili in quantità illimitata, ma ognuno di essi possiedono anche uno stile individuale di ninjutsu, e quattro abilità, intercambiabili e condivise tra di loro: ad esempio, Leonardo può rallentare il tempo, mentre Michelangelo può ballare in stile cheerleading, che ricarica al completo le abilità delle altre quattro tartarughe.[2] È anche possibile raccogliere delle sfere verdi, chiamate Battle Points, che si possono effettivamente usare per migliorare le abilità delle tartarughe e acquistare oggetti come rampini e lanciarazzi. Durante la campagna a giocatore singolo, inoltre, è possibile, se non obbligatorio, seguire le indicazioni di April O' Neil,[3] oltre che a controllare i perimetri dei livelli e ad agganciare i nemici.[4]

La campagna da giocatore singolo è divisa in nove livelli, ognuno dei quali termina con un boss finale. Se il giocatore viene sconfitto, i suoi compagni possono tentare di riportarlo in gioco; in caso di fallimento, saranno costretti tutti a tornare nelle fogne, e seguirà un minigioco che richiede che le tartarughe mangino più pizza possibile.[4] Il gioco permette anche una modalità cooperativa fino a quattro giocatori.[5]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Valutazioni professionali
Testata Versione Giudizio
Metacritic (media al 30-01-2020) XONE 55/100[6]
PC 51/100[7]
PS4 44/100[8]
Destructoid PS4 4.5/10[9]
Game Informer Tutte 6/10[10]
GameSpot Tutte 4/10[11]
IGN Tutte 4.9/10[12]
Hardcore Gamer Tutte 2/5[13]
Everyeye.it Tutte 3.5/10[14]
Multiplayer.it Tutte 5/10[15]

Mutants in Manhattan ha ricevuto un'accoglienza inferiore alla media, stando alle recensioni aggregate di Metacritic.[6][7][8]

Ben Makedonski di Destructoid lo ha votato con un 4.5/ 10, dichiarando: "non riesce neanche ad andare bene dove Platinum Games di solito eccelle."[9] Dave Rudden di IGN lo ha votato 4.9/10, definendolo breve, blando e altamente ripetitivo, oltre che a criticare la mancanza di un multigiocatore locale.[12] John Linneman della Digital Foundry lo ha criticato per non aver raggiunto i 60 frame al secondo per ogni piattaforma, anche se la Activision ha dichiarato che, per raggiungerla, ha omesso il multiplayer locale.[16][17] Game Informer lo ha classificato con un 6/10, dichiarando: "controllare le tartarughe è divertente, ma la struttura dei livelli, delle missioni e dei boss lasciano tanto a desiderare."[10] Hardcore Gamer lo ha votato 2/5, dichiarand: "forse raccomanderei Mutants in Manhattan ai veri fan delle Tartarughe Ninja e hanno accesso al multigiocatore online, ma resta il fatto che il design dei livelli e delle missioni certamente darà noia dopo un po'. Alla fine, purtroppo, neanche il buon vecchio Ninja Rap potrebbe salvare questo disastro."[13] GameSpot lo ha votato 4/10, dichiarando: "senza dubbio, Mutants of Manhattan è una delusione, moltiplicata tante volte non dai suoi problemi, ma dal fatto che ha tutti gli ingredienti per un buon gioco."[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Wesley Yin-Poole Published, Platinum's Turtles game delisted from Steam, PSN and Xbox, su Eurogamer.net, 4 gennaio 2017.
  2. ^ (EN) Nicholas Tan, TMNT: Mutants in Manhattan Deserves A Pizza-Twirling Cowabunga!, in Game Revolution, 13 marzo 2016. URL consultato il 19 marzo 2016.
  3. ^ Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan – Gameplay Walkthrough, in IGN, 15 marzo 2016. URL consultato il 19 marzo 2016.
  4. ^ a b Andrew Webster, The new TMNT game feels like a proper successor to arcade classic Turtles in Time, in The Verge, 17 marzo 2016. URL consultato il 19 marzo 2016.
  5. ^ Stephany Nunneley, Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan video takes a look at bosses, in VG247, 17 marzo 2016. URL consultato il 19 marzo 2016.
  6. ^ a b (EN) Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan for Xbox One Reviews, in Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 27 maggio 2016.
  7. ^ a b (EN) Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan for PC Reviews, in Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 27 maggio 2016.
  8. ^ a b (EN) Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan for PlayStation 4 Reviews, in Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 27 maggio 2016.
  9. ^ a b (EN) Brett Makedonski, Review: Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan, su destructoid.com, Destructoid, 25 maggio 2016. URL consultato il 25 maggio 2016.
  10. ^ a b (EN) Kyle Hilliard, Cowabungled - Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan - PlayStation 4, su gameinformer.com, Game Informer, 27 maggio 2016. URL consultato il 27 maggio 2016.
  11. ^ a b (EN) Justin Clark, Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan Review, su gamespot.com, GameSpot, 27 maggio 2016. URL consultato il 27 maggio 2016.
  12. ^ a b Dave Rudden, Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan Review, su ign.com, IGN, 26 maggio 2016. URL consultato il 26 maggio 2016.
  13. ^ a b Kyle LeClair, Review: Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan, su hardcoregamer.com, Hardcore Gamer, 27 maggio 2016. URL consultato il 27 maggio 2016.
  14. ^ Francesco Fossetti, Recensione Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan, su everyeye.it, Everyeye.it, 1º giugno 2016. URL consultato il 27 aprile 2020.
  15. ^ Christian Colli, Quattro tartarughe da scontare, su multiplayer.it, Multiplayer.it, 1º giugno 2016. URL consultato il 27 aprile 2020.
  16. ^ Brandon Orselli, Local Co-op Not Possible in Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan, su nichegamer.com, Niche Gamer, 19 marzo 2016. URL consultato il 19 marzo 2016.
  17. ^ John Linneman, Turtles: Mutants in Manhattan is Platinum's most disappointing game, su eurogamer.net, Eurogamer, 26 maggio 2016. URL consultato il 26 maggio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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