Teatro comunale L'Idea

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Teatro comunale L'Idea
Palcoscenico teatro l'idea sambuca di sicilia.JPG
Palcoscenico del teatro
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSambuca di Sicilia
IndirizzoCorso Umberto I, 34
Dati tecnici
TipoSala a ferro di cavallo con tre ordini di palchi
Fossaassente
Capienza250 posti posti
Realizzazione
Costruzione1848-1851
Inaugurazione1851
Sito ufficiale

Coordinate: 37°38′42.72″N 13°06′29.99″E / 37.6452°N 13.108331°E37.6452; 13.108331

Il Teatro comunale L'Idea è un teatro di Sambuca di Sicilia, costruito tra il 1848 e il 1851. La denominazione di Comunale risale al 1886, anno in cui il comune acquistò il teatro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne costruito, tra il 1848 e il 1851 vicino l'antica porta di Santa Maria nella Via Grande, oggi corso Umberto I, a proprie spese, da volenterosi cittadini di Sambuca quali: Domenico Giacone, Salvatore Merlini, Salvatore Ciaccio, Notar Giuseppe Giacone, Antonino Oddo e Gioacchino La Genca, a cui stava a cuore lo sviluppo intellettuale ed il progresso sociale del paese.

La costruzione, diretta dal capo d'arte sambucese Girolamo Salvato, realizzata a forma di ferro di cavallo con volta a cupola schiacciata, presenta al suo interno un ampio palcoscenico con tre ordini di palchi e la platea con una capienza di 264 posti.

Il sipario e la scenografia furono curati dal palermitano Carini inizialmente era costituita da: una galleria, una reggia, un salotto, una camera con porta al centro, un sotterraneo ed un bosco.

Mutate le condizioni economiche delle famiglie, il fabbricato, senza manutenzione, rischiò di andare in rovina (le belle scene del Carini tra acqua, polvere e topi si distrussero). Spinti da queste considerazioni i discendenti dei proprietari nel 1886 vendettero il teatro al Comune che inizio le opere di restauro. Nacque allora una gara tra le maestranze sambucesi per migliorare l'opera e venne realizzato un lucernario in mezzo alla volta per dare luce ed aria alla platea. Gli ebanisti sistemarono le opere in legno e Domenico Ferrara (artefice tra l'altro dell'illuminazione alla Veneziana per Maria SS. dell'Udienza) decorò e dipinse tutte le meravigliose scene che a tutto oggi si possono ammirare.[1]

Danneggiato dagli eventi sismici del gennaio 1968, nel 1993 fu completato il restauro e aperto alla pubblica fruizione.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il restauro la facciata non ha subito grandi cambiamenti. Soltanto l'ingresso principale, infatti si è arricchito di una elegante cupola di vetro e ferro battuto.

Tramite una gradinata di marmo bianco si accede all'ingresso del teatro. Varcato l'ingresso principale si accede a un atrio alla cui sinistra si trova la biglietteria e dal quale si sviluppano tre scale, una principale e due laterali, dalle quali si accede alla platea e ai palchi rispettivamente.

Internamente ha la forma classica a ferro di cavallo con volta a cupola schiacciata e in esso si possono distinguere tre ordini di palchi, la platea e un ampio palcoscenico. Degne di nota sono le illustrazioni in stile liberty affrescate dal maestro Domenico Ferrara. L'interno è illuminato da un grandioso lampadario in vetro di Boemia.

Teatro L'Idea

Al secondo piano è presente un piccolo foyer.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Giacone, Zabut – notizie storiche del Castello di Zabut e suo contiguo casale, oggi Comune di Sambuca di Sicilia, Sambuca di Sicilia, 1932.
  2. ^ teatro comunale L'Idea - Pro loco l'Araba Fenicia di Sambuca di Sicilia [collegamento interrotto], su www.prolocosambuca.it. URL consultato il 3 maggio 2016.

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