Teatro Margherita (Bari)

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Teatro Margherita
Bari - Teatro Margherita negli anni 80.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bari
Indirizzo Piazza Quattro Novembre
Dati tecnici
Tipo Sala emiciclica con due gallerie
Fossa Assentec
Capienza 562 posti
Realizzazione
Costruzione 1914
Architetto Francesco De Giglio

Coordinate: 41°07′34.9″N 16°52′22.12″E / 41.12636°N 16.87281°E41.12636; 16.87281

Foto d'epoca del Teatro Margherita

Il Teatro Margherita è uno dei teatri storici della città di Bari ed è attualmente in fase di restauro e riconversione in museo di arte contemporanea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Margherita fu edificato tra il 1912 ed il 1914 nell'ansa del vecchio porto su pilastri fondati nel mare, per eludere il patto siglato tra il Comune di Bari e la famiglia Petruzzelli secondo il quale l'amministrazione s'impegnava a non realizzare altri teatri sul suolo comunale, ad eccezione delle costruzioni sul mare. Il teatro sorse in sostituzione del Varietà Margherita, un teatro in legno inaugurato il 5 settembre 1910, che fu oggetto di violente critiche sia da parte degli imprenditori locali, che presentarono un progetto simile senza ottenere l'autorizzazione, sia dai fratelli Messeni, proprietari del Teatro Petruzzelli, che nel varietà videro un potenziale concorrente. Il Margherita in legno ebbe vita breve in quanto il 22 luglio 1911 alle tre del mattino, il teatro fu raso al suolo da un violento incendio che lo distrusse nel giro di un'ora e le cui cause non furono mai chiarite, anche se non vi fu l'esclusione del dolo.

La struttura del Teatro Margherita fu progettata in completo stile Liberty da Francesco De Giglio per conto della Società Anonima Pubblici Divertimenti Orfeo di Bari. La collaborazione al progetto di Luigi Santarella fu fondamentale per rendere il Margherita il primo edificio realizzato a Bari in cemento armato, e unico in Europa per la particolare costruzione su palafitte. Essendo interamente circondato dall'acqua il teatro era collegato alla terraferma da un pontile.

L'inaugurazione del teatro con il nome di Kursaal Margherita ebbe luogo il 22 agosto 1914 alle ore 21, con uno scelto programma di varietà contenente i migliori numeri del Cafè-chantant e diverse spettacolari attrazioni. Nella seconda metà degli anni venti con l'aggiunta del solaio di calpestio, costruito dal Circolo della Vela al di sotto del teatro, e con la successiva colmata del lungomare, il Margherita abbandonò l'aspetto di costruzione sospesa sull'acqua e venne così isolato dal mare.

La costruzione fu duramente criticata da Armando Perotti nel 1919, il quale affermò che chiudere alla vista il lungomare di Bari per edificare il Teatro Margherita fosse una "criminosa follia". Nei saloni del Margherita ebbe sede dal 26 gennaio dello stesso anno, fino al termine della seconda guerra mondiale, il Museo Storico. Dopo essere stato spazio espositivo del museo fu allestita un'esposizione di guerra permanente e, dal 1921, insieme agli spettacoli di varietà furono alternate le proiezioni cinematografiche.

Nel 1943 il Teatro Margherita, occupato dall'esercito angloamericano, venne rinominato Garrison Theatre trasformandosi in sede di servizi ausiliari e club per l'intrattenimento delle truppe. Fu danneggiato sia dal bombardamento del 2 dicembre 1943, sia dalle schegge dell'esplosione della nave Henderson il 9 aprile 1945. Nel 1946 fu riconsegnato alla Società Orfeo, che nel 1912 aveva ottenuto la concessione demaniale per la realizzazione del teatro, la quale ne promosse la ristrutturazione e lo adibì esclusivamente a cinema fino al 1979, quando la società restituì il bene al Demanio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Bari Teatro Margherita frontale.jpg

L'edificio, le cui influenze stilistiche si richiamano all'Art Nouveau, è a pianta rettangolare. La facciata è caratterizzata da un ampio arco affiancato da due torri con sovrastanti pinnacoli, da grandi finestre delimitate da lesene con capitelli corinzi, da cornici marcapiano e dall'aggettante cornicione di coronamento. L'alto frontone era originariamente sovrastato da un gruppo scultoreo composto da tre statue oggi scomparse, in seguito ai gravi danni al fabbricato causati dal Secondo conflitto mondiale.

L'interno, oltre alla sala cinematografica, presenta un ampio salone d'ingresso coperto da una cupola decorata con stucchi e dipinti murali realizzati da una famiglia di decoratori dell'epoca, i Colonna, e datati 1914, lo stesso anno di apertura del teatro.

Dal 20 febbraio 1980, probabilmente a causa degli onerosi costi e della scarsa produttività, l'edificio è stato chiuso permettendo successivamente l'inizio dei restauri che tuttavia non sono mai stati portati a compimento: il teatro infatti non è più stato aperto da quella data.

Conversione[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro è stato riaperto nel 2009 dopo un lungo restauro statico ed esterno che ha interessato in particolare il consolidamento delle fondazioni a mare di quasi tutte le strutture, oltre gli elementi decorativi, gli infissi e l’apparato decorativo del foyer. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96[1]. L'edificio, sebbene non completamente restaurato internamente, è stato adoperato temporaneamente come sala espositiva.
L'intenzione del comune era di riadoperarlo come sala teatrale, tuttavia la scarsa economicità del progetto di affidamento a privati e la mancanza di fondi (sia pubblici che privati) ha fatto modificare i piani di sviluppo per questo edificio. È stato convertito nel primo plesso museale di arti contemporanee del capoluogo pugliese, il BAC.
L'allestimento del centro per le arti contemporanee di Bari, infatti, è stato affidato a una fondazione pubblico-privata (BAC, Bari arte contemporanea) della quale fanno parte il Comune e la fondazione Morra Greco di Napoli, che è partecipata dalla Regione Campania. La Morra Greco ha offerto con un comodato gratuito della durata di trent'anni, la sua prestigiosa collezione di arte contemporanea.
Il progetto, realizzato dall'architetto David Chipperfield, non stravolge il teatro che rimarrà nella sua forma originale. Gli elementi del progetto riguardano l'organizzazione funzionale degli spazi interni e l'introduzione di una scala scenografica che porterà alla galleria.[2]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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