Teatro Bonifazio Asioli

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Teatro Bonifazio Asioli
Teatro Asioli.tif
Facciata del teatro
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCorreggio
IndirizzoCorso Camillo Benso Conte di Cavour, 9
Dati tecnici
Tipoteatro all'italiana
Capienza499 posti
Realizzazione
CostruzioneXV secolo
Inaugurazione18 novembre 1973
ArchitettoFrancesco Cipriano Forti
Sito ufficiale

Coordinate: 44°46′12.2″N 10°46′47.08″E / 44.770055°N 10.779745°E44.770055; 10.779745

Il Teatro Bonifazio Asioli è il teatro comunale di Correggio, situato nell'antico palazzo di Niccolò Postumo da Correggio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Se ne hanno notizie documentate a partire dal 1476.

Sul finire del XV secolo e nei primi anni del XVI, la corte di Correggio conobbe una stagione culturale particolarmente ricca e attiva, nel cui contesto non mancò una particolare attenzione per l'attività teatrale, che si svolgeva negli ambienti di corte, tra cui il palazzo di Niccolò Postumo.

La devoluzione dello Stato correggese al duca di Modena e Reggio nel 1635 e il mutato clima politico non segnarono la fine dell'attività teatrale. Al contrario, essa divenne ancor più vivace, con il coinvolgimento di più ampi settori della società civile del tempo. Nel 1653, il duca Francesco I accordò l'uso di una sala dell'antico palazzo di Niccolò (la cosiddetta Sala Grande) quale spazio teatrale permanente.

Nonostante i lavori di ristrutturazione, finanziati dal mercante Pietro Rosa non fossero ancora stati completati, già nel maggio 1661, alla presenza del Duca Alfonso d'Este, ci fu la prima rappresentazione nel teatro, con solo 95 palchi.

Un secolo più tardi, tra il 1750 e il 1754, dopo vari eventi bellici che trasformarono il Teatro in deposito, furono compiuti importanti lavori di ristrutturazione che consentirono di recuperare l'edificio.

Su progetto di Francesco Cipriano Forti vengono rifatti il soffitto ed i palchetti, si interviene sulla sala teatrale, vengono aggiunti il guardaroba, la caffetteria e la sala da ballo. Per oltre un secolo si susseguì un'intensa attività culturale che vedeva la rappresentazione di commedie, farse, spettacoli di danza, opere buffe e drammi in musica, che si avvalevano anche dei numerosi cantanti e musicisti “dilettanti” di Correggio tra cui spiccavano numerosi membri della famiglia Asioli, in particolare Quirino, Giovanni, Bonifazio, Giuseppe (incisore e clavicembalista) e Luigi (fondatore della Banda cittadina che porta il suo nome).

Verso la metà dell'Ottocento il Teatro venne ricostruito; i lavori si conclusero nel 1852, con un nuovo edificio alla caratteristica sala “a ferro di cavallo”. I lavori furono completati solo nel 1873, comunque, con la costruzione della facciata (su progetto dell'ingegner Tegani, già impegnato nei lavori del Teatro municipale di Reggio Emilia).

Ricostruzioni e riaperture[modifica | modifica wikitesto]

Intitolato nel 1863 ad Antonio Allegri e nel 1880 a Bonifazio Asioli, il teatro fu devastato nel settembre 1889 da un incendio. La nuova ricostruzione ebbe inizio nel 1890, nel rispetto delle caratteristiche del precedente teatro, ma, solo dopo otto anni e aspre critiche per il ritardo, la sera del 10 ottobre 1898, il teatro venne solennemente inaugurato.

Nel gennaio 1909, durante una proiezione cinematografica, un secondo incendio causò due morti e decine di feriti, provocando nuove accesissime polemiche sui materiali e sull'uso improprio dell'edificio.

Nel 1942 il Teatro Asioli viene concesso in affitto ad un privato che lo adibisce principalmente a cinematografo.

Vent'anni dopo, nel 1962, il Comune, tornato in possesso del Teatro dopo una lunga vertenza giudiziaria, decide di ripristinarlo nel suo antico splendore. I lavori, iniziati nel 1968, si concludono con l'inaugurazione dell'edificio il 18 novembre 1973. Nuovamente chiuso nel 1991 per lavori di manutenzione e di adeguamento alle norme di sicurezza e gravemente danneggiato dal sisma del 15 ottobre 1996, il teatro restaurato riapre il 3 novembre 2002.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sulla facciata esterna del Teatro Asioli sono collocati quattro medaglioni in marmo eseguiti dallo scultore Eusebio Casalgrandi, raffiguranti Bonifazio Asioli, Claudio Merulo, Nicolò da Correggio e Samuele Jesi.

Interni[modifica | modifica wikitesto]

Interni del teatro

Dall'atrio di pianta ottagonale si accede al vestibolo, nel quale due lapidi marmoree ricordano i musicisti Claudio Merulo e Bonifazio Asioli.

Dal vestibolo, mediante una scala, si può salire all'elegante ridotto: la sala centrale, con affreschi di A. Capretti e F. Forti, è caratterizzata da una falsa balconata che dà luce sulla seconda sala, dove si conserva la più evidente traccia dell'originario palazzo di Niccolò Postumo.

Essa è lunga circa 23 metri, occupava interamente il lato est, ed era l'ambiente di maggiore prestigio dell'edificio. Qui si può infatti trovare un fregio eseguito a “falso fresco” che decora la Sala Grande.

Altri frammenti dello stesso ciclo e di un altro con figure di animali fantastici, si trovano su altre pareti.

Gli ampi lacerti ci restituiscono immagini di coppie di cavalieri che si affrontano armati di mazze da torneo, cavalcando animali fantastici rappresentati con parte posteriore di tritone, testa e tronco di unicorno, simboli tipici dell'iconografia estense da Nicolò II in poi, soprattutto con il duca Borso d'Este (presenti anche nella Sala del liocorno della rocca di San Martino in Rio).

Tra i contendenti sono rappresentati stemmi di famiglie imparentate o legate da vincoli di amicizia con i da Correggio (Sanvitale, Bentivoglio, Gonzaga e Pio di Carpi).

Le coppie sono intervallate da Vasi da cui si dipartono volute floreali.

Databile tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento (entro il 1510 circa), il fregio mostra un linguaggio tardo rispetto alle più recenti tendenze della pittura parietale emiliano-romagnola e lombarda; la sua paternità è da ascrivere ad un pittore colto e a conoscenza dell'esperienza dei maestri ferraresi dell'epoca di Borso d'Este, ulteriore elemento che rafforza il profondo legame culturale esistente, grazie proprio a Niccolò Postumo, tra la Correggio di fine Quattrocento e la Ferrara Estense che stava allora vivendo il momento di massimo splendore.

Dall'atrio si accede anche alla platea con pianta a ferro di cavallo, ai tre ordini di palchi per un totale di sessanta palchetti decorati in stile Luigi XV, al palco d'onore e al loggione. Il palco d'onore è decorato con l'effige di Bonifazio Asioli e sormontato dallo stemma della comunità.

La volta del teatro è stata dipinta dal reggiano Giulio Ferrari (1858- 1934), e presenta verso il proscenio due geni alati seduti sul cornicione di un'architettura che depongono un grande damasco che la copre per intero. Vicino ai geni, troneggiano sulle nubi la Tragedia, la Commedia, più in alto la Danza e verso il centro la Musica.

Con Ferrari collaborò il pittore reggiano Giuseppe Ponga, mentre il correggese Emilio Meulli lavorò agli stucchi, disegnando anche il bordo del sipario di velluto rosso ricamato da Imélde Levi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia del teatro, su teatroasioli.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guglielmo Piccinini, Guida di Reggio nell'Emilia, Reggio nell'Emilia, Bassi, 1921.
  • Alberto Ghidini e Marco Ravenna, Il teatro comunale Bonifazio Asioli, Correggio, Tipolitografia F.G.T., 1982.

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