Tavola Strozzi

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Tavola Strozzi
Tavola Strozzi - Napoli.jpg
Autore Francesco Rosselli (attr.)
Data 1472
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 82×245 cm
Ubicazione Museo nazionale di San Martino, Napoli

La Tavola Strozzi è un dipinto olio su tavola (82x245 cm) di autore ignoto, forse Francesco Rosselli, databile al 1472 e conservata nel Museo nazionale di San Martino di Napoli. Rappresenta una veduta di Napoli del XV secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tavola era stata rinvenuta nel 1901 a Palazzo Strozzi di Firenze da Corrado Ricci. Benedetto Croce, nel 1904, la interpretò come una rappresentazione del trionfo navale per Lorenzo de' Medici, giunto a Napoli nel 1479 per stipulare un trattato di pace con Ferrante d'Aragona, grazie anche alla mediazione offerta da Filippo Strozzi il Vecchio.

Sebbene molti elementi sembrassero suffragare la ricostruzione crociana, Vittorio Spinazzola (forse ispirato da un intervento di Wilhelm Rolfs del 1908[1]) fornì, nel 1910, un'altra interpretazione, storicamente più attendibile, accolta dalla maggior parte degli studiosi (e dallo stesso Croce, che riconobbe il suo errore, attribuendolo al fatto di non aver potuto visionare di persona l'opera, ma di essersi basato su una riproduzione fotografica[2]): si tratterebbe del rientro trionfale della flotta aragonese dopo la vittoria riportata contro il pretendente al trono Giovanni d'Angiò, avvenuta al largo di Ischia il 7 luglio 1465.

La tavola, che era in origine la spalliera di un letto disegnato da Benedetto da Maiano, è stata datata al 1472-1473, essendo giunta a Napoli nel 1473 insieme ad altri doni di Filippo Strozzi al re Ferrante d'Aragona. La sua attribuzione è dubbia: sono stati fatti i nomi di Francesco Rosselli, già autore della Veduta di Firenze detta della Catena e di quella di Roma; Francesco Pagano; Colantonio. Altri la attribuiscono genericamente alla scuola napoletana dell'epoca.

Qualche studioso ha identificato l'autore con Leonardo Da Vinci, di cui la forma del molo del Porto di Napoli, al centro dell'immagine, sarebbe la firma[3], senza un reale seguito, visto lo stile completamente diverso da quello delle opere del maestro.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

La città di Napoli è rappresentata dal mare, con un'attenta descrizione del molo in primo piano, dei castelli (castel Nuovo e Castelcarmine), delle mura, delle chiese e degli edifici della città, fino alle colline del golfo tra cui spicca quella della certosa di San Martino. In primo piano si svolge il corteo di barche. Il cielo degrada in chiarore verso l'orizzonte, come se si trattasse di un'immagine dell'alba, e sono presenti alcune notazioni naturalistiche, come il volo di uno stormo di uccelli, che rimandano alla cultura tardogotica cortese.

L'opera, di qualità pittorica buona ma non eccelsa, ha un preziosissimo valore storico, in quanto mostra l'aspetto della città nel periodo aragonese. Salta all'occhio la preponderanza di strutture militari, con la cinta di mura turrite che chiudeva l'intera città e l'impianto fortificato del castello o del faro, pure circondato da mura merlate. In quel periodo infatti la città era messa alla prova dalle ripetute rivolte baronali, che avevano fatto accantonare i progetti di riordino urbanistico di Alfonso II concentrando le risorse in opere difensive. Inoltre la città, ancora con la struttura di una polis, quindi ordinata e recintata, si mostra tutta sviluppata ad est rispetto all'odierna Napoli, vedendo "liberi" gli attuali quartieri di Chiaia, Vomero e Posillipo.[4]

Le opere monumentali visibili dalla tavola Strozzi sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wilhelm Rolfs, Il più antico dipinto storico della città di Napoli, in Archivio Storico per le Provincie Napoletane, XXXIII, 1908
  2. ^ Benedetto Croce, Vedute della città di Napoli nel Quattrocento, in Aneddoti di varia letteratura, Bari, Laterza, 1953
  3. ^ E. Guidoni, Leonardo da Vinci e le prospettive di città, Edizioni Kappa, Roma 2002.
  4. ^ D. Mazzoleni, I palazzi di Napoli, Arsenale Editrice (2007) ISBN 88-7743-269-1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Benedetto Croce, "Veduta della città di Napoli nel 1479 col trionfo navale per l'arrivo di Lorenzo dei Medici", in Napoli nobilissima, XIII (1904), pp. 56–57.
  • Vittorio Spinazzola, "Di Napoli antica e della sua topografia in una tavola del XV secolo rappresentante il trionfo navale di Ferrante d'Aragona dopo la battaglia d'Ischia", in Bollettino d'Arte, IV (1910), pp. 125–143.
  • Roberto Pane, "La Tavola Strozzi tra Firenze e Napoli", in Napoli nobilissima, XVIII (1979), pp. 3–12.
  • Dino Catalano, "Riparliamo della Tavola Strozzi", in Napoli nobilissima, XXI (1982), pp. 57–64.
  • Cesare De Seta, "L'immagine di Napoli dalla Tavola Strozzi a E. G. Papworth", in All'Ombra del Vesuvio, Napoli, 1990, pp. 27–44.
  • Leonardo Di Mauro, La Tavola Strozzi (Le bussole, 1), Napoli 1992.
  • Mario Del Treppo, "Le avventure storiografiche della Tavola Strozzi", in Fra storia e storiografia. Scritti in onore di Pasquale Villani, Bologna, 1994, pp. 483–515.
  • Giulio Pane, La Tavola Strozzi tra Napoli e Fiorenze. Un'immagine della città nel Quattrocento, Napoli 2009. ISBN 9788889879368.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]