Tassili n'Ajjer

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Tassili n'Ajjer
Kel Ajjer
Femme-gravure.jpg
Arte rupestre nel Tassili n'Ajjer
Civiltà neolitico
Localizzazione
Stato Algeria Algeria
Provincia Sahara
Altitudine 2 158 m s.l.m.
Mappa di localizzazione

Coordinate: 25°30′N 9°00′E / 25.5°N 9°E25.5; 9

Il Tassili n'Ajjer, che in berbero significa "Altopiano (Tassili) dei tuareg Kel Ajjer",[1] è un massiccio montuoso del deserto del Sahara, situato nel sud est dell'Algeria presso il confine con la Libia (distretto di Ghat). Si estende per circa 500 chilometri in direzione nord-ovest sud-est ed il suo punto più elevato è costituito dal monte Afao, alto 2.158 metri. La città più vicina è Djanet, circa 10 chilometri a sud ovest del massiccio.

Gran parte della catena montuosa, compresi i cipressi e i siti archeologici, è protetta all'interno di un Parco nazionale, oltre che come Riserva della biosfera e sito inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[2]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La catena montuosa è composta in gran parte di arenaria. L'erosione dell'area ha fatto sì che si formassero circa 300 archi di roccia, oltre a numerose altre formazioni rocciose.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'altitudine e delle proprietà dell'arenaria, la vegetazione è molto ricca, al contrario di ciò che succede nel deserto circostante. Essa comprende, nella metà orientale e più alta della catena, una vastissima varietà di flora, tra cui spiccano le specie endemiche e rarissime del cipresso del Sahara e del mirto sahariano.

L'ecologia del Tassili n'Ajjer appartiene all'ecoregione del Sahara occidentale. In questa regione millenni fa scorrevano numerosi fiumi, a testimonianza di un'epoca in cui il clima era molto diverso da quello attuale.

Arte preistorica[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Gnome-globe.svg Riserva della biosfera
Tassili n'Ajjer
(EN) Tassili n'Ajjer
Algerien 5 0049.jpg
Tipo Misto
Criterio (i), (ii), (iii) e (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1982 (come patrimonio)
1986 (come riserva)
Scheda UNESCO (EN) Patrimonio
(FR) Patrimonio
(EN) Riserva

Il Tassili n'Ajjer è noto anche per l'arte rupestre di epoca preistorica[3] che vengono datate tra 9 000 e 10 000 anni fa[4][5] e per altri antichi siti archeologici di epoca neolitica, quando in questa regione il clima era più umido e al posto del deserto vi era la savana.

Sono state finora identificate circa 15.000 tra pitture e incisioni rupestri[2] che raffigurano mandrie di bestiame, grandi animali selvaggi tra cui elefanti, giraffe e coccodrilli,[6] attività umane come caccia e danza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hans Joachim Stühler: Soziale Schichtung und gesellschaftlicher Wandel bei den Ajjer-Twareg in Südostalgerien (= Studien zur Kulturkunde. Band 47). Steiner, Wiesbaden 1978, ISBN 3-515-02745-9.
  2. ^ a b Tassili n'Ajer, UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 7 marzo 2013.
  3. ^ Norbert Mercier, Le Quellec, Jean-Loïc; Hachid, Malika; Agsous, Safia; Grenet, Michel, OSL dating of quaternary deposits associated with the parietal art of the Tassili-n-Ajjer plateau (Central Sahara), in Quaternary Geochronology, vol. 10, July 2012, pp. 367–373, DOI:10.1016/j.quageo.2011.11.010. URL consultato il 7 marzo 2013.
  4. ^ Datation des peintures du Tassili au Sahara - Hominidés, su www.hominides.com. URL consultato il 7 settembre 2016.
  5. ^ OSL dating of quaternary deposits associated with the parietal art of the Tassili-n-Ajjer plateau (Central Sahara), Merciera et al. 2012, Quaternary Geochronology, Volume 10, July 2012, Pages 367–373
  6. ^ Jörg W. Hansen: Tassili. Felsbildkunst in den westlichen und südlichen algerischen Tassilis (mit Vorwort von Paul G. Bahn). Somogy éditions d’art, Paris 2009, ISBN 978-2-7572-0251-7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bahn P -G (1998), The Cambridge illustrated history of prehistoric art. Cambridge, Cambridge University Press.
  • Bradley R (2000), An archaeology of natural places. London, Routledge.
  • Bruce-Lockhart J and Wright J (2000), Difficult and dangerous roads: Hugh Clapperton's travels in the Sahara and Fezzan 1822-1825.
  • Chippendale C and Tacon S -C (eds) (1998), The archaeology of rock art. Cambridge, Cambridge University Press.
  • Coulson D and Cambell A (2001), African rock art. Paintings and engravings on stone. New York, Harry N Abrams.
  • Van Albada A.&A.-M. (2000), La Montagne des Hommes-Chiens. Art rupestre du Messak lybien. Paris, Seuil.
  • Clottes J. (2002), World Rock Art. Los Angeles, The Getty Publications.
  • Lhote, H (1959), The search for the Tassili frescoes: the rock paintings of the Sahara. London.
  • Le Quellec J -L (1998), Art rupestre et prehistoire du Sahara. Le Messak libyen. Paris, Editions Payot et Rivages, Biblioteque Scientifique Payot.
  • Mattingly D (ed) (forthcoming), The archaeology of the Fezzan.
  • Muzzolini A (1997), Saharan rock art. In Vogel J O (ed) Encyclopedia of Precolonial Africa. Walnut Creek: 347-353.
  • Whitley D S (ed) (2001), Handbook of rock art research. New York, Altamira Press.
  • Augustin F.C. Holl (2004), Saharan Rock Art, Archaeology of Tassilian Pastoralist Icongraphy.
  • Jean-Dominique Lajoux (1977), Tassili n'Ajjer: Art rupestre du Sahara préhistorique.
  • Henri Lhote (1959, 1973), The Search for the Tassili Frescoes: The story of the prehistoric rock-paintings of the Sahara.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN233688829 · BNF: (FRcb15216594d (data)
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