Tassa sui rifiuti

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La tassa sui rifiuti (TARI) è la tassa relativa alla gestione dei rifiuti in Italia.

La tassa è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.

Cenni storici

È stata introdotta il 27 dicembre 2013 con la legge di stabilità per il 2014[1] in sostituzione delle precedenti Tariffa di igiene ambientale (TIA) e Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) e Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES). Tale tributo è una componente dell'imposta unica comunale (IUC) insieme con l'imposta municipale propria (IMU) e al tributo per i servizi indivisibili (TASI).[1]

Presupposto

Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Caratteristiche

La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.

Note

  1. ^ a b Legge di stabilità 2014, art. 1, comma 639.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, in materia di "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)"