Tarasca

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Statua raffigurante la Tarasca nei pressi del castello di Tarascona, Francia

La Tarasca[1] (in francese Tarasque) è un mostro che, secondo la leggenda, avrebbe devastato la Provenza, una regione francese.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'iconografia popolare, la Tarasca ha sei zampe tozze e robuste e il corpo coperto da una solida corazza simile a quella di una tartaruga, con sopra una cresta e vari aculei ossei. La lunga coda squamosa si conclude con una protuberanza cornea a forma di punta di lancia, mentre la testa è quella di un leone.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Un simulacro della Tarasca

La leggenda vuole che la Tarasca fosse originaria della Galazia, patria del mitico Onachus, un mostro capace di bruciare qualsiasi cosa entrasse in contatto con il suo corpo, e che proprio dall'unione tra l'Onachus e il Leviatano, fosse nata la Tarasca. Quest'ultima giunse in Provenza, nei pressi del villaggio di Nerluc, e situata la propria tana nel letto del fiume Rodano, imperversò nella regione uccidendone gli abitanti e devastando ogni cosa. Marta di Betania, assieme a sua sorella Maria di Betania, raggiunse le coste provenzali nel 48, in seguito alle persecuzioni in patria. Più precisamente approdarono nella zona della Camargue, nel paese attualmente chiamato Saintes-Maries-de-la-Mer.

Qui trovarono il mostro, che venne ammansito da Santa Marta grazie alla preghiera: ad ogni Ave Maria recitata la Tarasca si rimpiccioliva in dimensioni.

Quando divenne completamente innocua, Marta la condusse nella città di Nerluc, che poi (in onore della Tarasca) prese il nome di Tarascona; nell'emblema della città è presente l'immagine della creatura mostruosa. Qui però i cittadini uccisero la creatura. Ancora oggi l'uccisione della Tarasca è celebrata a Tarascona l'ultima domenica di giugno.

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Tarascona

La Tarasca figura come arma parlante nello stemma della città di Tarascona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esempi testuali:
    Alberto Cousté, Breve storia del diavolo, traduzione di Francesca Saltarelli, Roma, Castelvecchi, 2017, ISBN 9788868268138.
    Eugène Canseliet, L'alchimia, traduzione di Paolo Lucarelli, Roma, Edizioni Mediterranee, 1996, ISBN 88-272-0583-7.
    Silvano Crepaldi, Santi e reliquie, Lampi di stampa, 2012, ISBN 8848813836.
    Paolo Rumiz, Annibale. Un viaggio, Milano, Feltrinelli, 2008, ISBN 978-88-07-01763-6.

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