Tarocchi Visconti di Modrone

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Cavallo di spade

I Tarocchi Visconti di Modrone (noti anche come Tarocchi Cary-Yale) sono il più antico mazzo di Tarocchi conosciuto, conservato oggi alla Biblioteca dell'Università di Yale, negli Stati Uniti d'America.

Si tratta di un gruppo di carte (66 in tutto) dipinte a mano e ricoperte da una lamina d'oro finemente lavorata a bulino. Su molte carte sono impressi emblemi che riconducono alla famiglia Visconti: per esempio la corona con i rami di alloro e di palma, i motti A bon droyt (“a buon diritto”) e Phote mante (cioè il faut mantenir, “bisogna mantenere”). Secondo lo storico Giordano Berti, questi dettagli non lasciano dubbi sul legame del mazzo con la famiglia Visconti, ma c'è un fatto ancor più significativo. Tutte le carte di Denari portano incisa ora l'una, ora l'altra faccia del fiorino d'oro fatto coniare dal duca Filippo Maria Visconti nel 1442. Il fiorino restò in uso fino al 1447, quando il duca morì e il governo di Milano passò alla Repubblica Ambrosiana. In quello stesso anno fu coniata una nuova moneta, l'ambrosino d'oro, utilizzato fino al 1450. Dunque, l'epoca di realizzazione dei Tarocchi di Yale è certa: tra il 1442 e il 1447. La realizzazione pittorica, in base all'antica testimonianza di Pier Candido Decembrio, biografo del duca, andrebbe attribuita a Michelino da Besozzo.

Questo non fu certamente l'unico mazzo di Tarocchi commissionato da Filippo Maria Visconti. Un'altra versione incompleta, attribuita la celebre pittore Bonifacio Bembo, è conservata alla Pinacoteca di Brera di Milano. Il gioco dei Tarocchi restò in uso a Milano anche dopo la morte di Filippo Maria Visconti, come testimoniano i mazzi fatti dipingere da sua figlia Bianca Maria Visconti e da suo marito Francesco Sforza, successori del duca alla guida dello Stato milanese dopo la breve parentesi della Repubblica Ambrosiana.

La Papessa[modifica | modifica wikitesto]

Maifreda da Pirovano, prima cugina di Filippo Maria Visconti, diede ispirazione alla carta della Papessa in questo mazzo[1]. L'ipotesi che Maifreda (morta più di 100 anni prima) fosse stata ritratta come Papessa fu formulata per la prima volta da Gertrude Moakley (1905 - 1998) per 40 anni bibliotecaria alla New York City Public Library, che nel 1966 pubblicò un saggio sui mazzi Visconti-Sforza, ipotizzando una relazione diretta tra alcune lame (Papessa, Appeso) e dei membri delle due famiglie (Maifreda Pirovano, Muzio Attendolo Sforza)[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Rendina, Storia segreta della santa Inquisizione, Newton Compton Editori, 2013, ISBN 978-88-541-7106-0.
  2. ^ Gertrude Moakley, The Tarot Cards Painted by Bonifacio Bembo for the Visconti Sforza Family: An Iconographic and Historical Study, New York Public Library, New York, 1966, pp. 72-73.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Moakley Gertrude, The Tarot Cards painted by Bonifacio Bembo to the Visconti-Sforza Family. An iconographic and historical Study, New York 1966
  • Mulazzani Germano, I Tarocchi viscontei di Bonifacio Bembo. Il mazzo di Yale, Milano 1981
  • Bandera-Bistoletti Sandrina, Bonifacio Bembo. Tarocchi viscontei della Pinacoteca di Brera, Milano 1991
  • Berti Giordano e Gonard Tiberio, I Tarocchi dei Visconti, Torino 1998
  • Berti Giordano, "I Tarocchi più antichi", in Storia dei Tarocchi, Milano 2007.

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