Taro Tsujimoto

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Taro Tsujimoto è un hockeista su ghiaccio giapponese immaginario il cui nome fu selezionato dai Buffalo Sabres, franchigia della National Hockey League, in 183a posizione assoluta nel corso dell'undicesimo giro all'NHL Amateur Draft 1974.[1][2]

L'allora general manager dei Sabres, Punch Imlach, era scontento della lenta procedura di selezione del draft via telefono, strategia attuata per cercare di mantenere segrete le scelte nei confronti dei rivali della World Hockey Association. Imlach decise di sfruttare a proprio vantaggio la secretezza delle operazioni per potersi fare beffe del processo stesso e del presidente della NHL in carica da 28 anni, Clarence Campbell. Imlach cercò un nome comune giapponese sull'elenco telefonico dell'area della città di Buffalo,[3] e una volta giunti all'undicesimo turno del draft decise di selezionare il centro Taro Tsujimoto proveniente dai Tokyo Katanas, squadra del campionato giapponese. Il nome della squadra, anch'esso fittizio, si basò sulla similitudine di significato della parola giapponese "katana" con il termine inglese "sabre", ovvero la sciabola, simbolo della squadra di Buffalo. La lega giapponese, operativa da alcuni anni, all'epoca non presentava alcuna squadra di Tokyo, e la prima, il Kokudo, comparve nel 1984. La NHL ufficializzò la scelta fatta, e fu ripresa in seguito anche dalle pubblicazioni specialistiche come The Hockey News.[1]

La scelta di Tsujimoto giunse in un'epoca nella quale la NHL stava iniziando ad espandere il proprio bacino al di fuori dei confini del Canada e degli Stati Uniti; negli stesso anni infatti iniziavano ad essere selezionati anche alcuni giocatori provenienti dalla Scandinavia. Nonostante l'impossibilità di ingaggiare atleti dell'Unione Sovietica, la principale potenza mondiale, non era considerato impossibile per gli scout delle squadre NHL reclutare nuovi talenti in paesi dove la disciplina era meno sviluppata, una delle ragioni per cui non vi furono obiezioni circa la legittimità della scelta di Imlach.

Imlach non informò nessuno della bufala fino all'inizio del training camp dell'estate del 1974. La NHL allora modificò la chiamata di Tsujimoto tramutandola in una "scelta non valida" ("invalid claim") per aggiornare i registri e gli archivi della lega. Nonostante l'irritazione del presidente Campbell nel ritrovare il nome di Tsujimoto in alcune delle pubblicazioni ufficiali della NHL,[1] Tsujimoto è ancora presente nelle statistiche ufficiali dei draft dei Sabres.[4][5]

Taro divenne velocemente un inside joke diffuso fra i tifosi e i membri dello staff dei Sabres.[3] Per molti anni anche dopo il draft era divenuta abitudine per i tifosi cantare "We Want Taro" ("noi vogliamo Taro") nelle partite casalinghe giocate al Buffalo Memorial Auditorium. In aggiunta vennero esposti anche striscioni recitanti "Taro Says..." ("Taro dice...") seguito da frasi spiritose rivolte contro i giocatori avversari.

Nell'estate del 2011 la Panini America, azienda specializzata nella produzione di figurine, aggiunse un'immagine di Tsujimoto nella collezione 2010-11 Score Rookies & Traded box set. L'immagine scelta fu quella di un hockeista su ghiaccio asiatico non riconoscibile mentre veste una divisa blu e oro simile a quella adottata dai Buffalo Sabres.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) 1974 NHL Draft Pick, hockeydraftcentral.com. URL consultato il 30-07-2012.
  2. ^ (EN) Memorable moments at the NHL draft, sports.ca.msn.com, 21-06-2012. URL consultato il 30-07-2012.
  3. ^ a b (EN) Budd Bailey, Celebrate the Tradition: 1970-1990, Boncraft Inc., 1989, p. 40.
  4. ^ (EN) The legend of Taro Tsujimoto, Buffalo Sabres, 29-06-2009. URL consultato il 30-07-2012.
  5. ^ (EN) All-Time Draft Picks – 1974, Buffalo Sabres. URL consultato il 30-07-2012.
  6. ^ (EN) The Taro Tsujimoto rookie card: Honoring an unreal player, Yahoo.com, 03-07-2011. URL consultato il 30-07-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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