Tanta voglia di lei/Tutto alle tre

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Tanta voglia di lei/Tutto alle tre
ArtistaPooh
Tipo albumSingolo
Pubblicazione28 aprile 1971
GenerePop
Pop rock
EtichettaCBS
ProduttoreGiancarlo Lucariello
ArrangiamentiFranco Monaldi
RegistrazioneMilano
NoteVendite: 1.200.000[1]
Pooh - cronologia

Tanta voglia di lei/Tutto alle tre è un 45 giri dei Pooh pubblicato nel 1971; fu il loro primo singolo inciso per la CBS, dopo la fine del contratto con la Vedette.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo esce il 28 aprile del 1971, e riporta nuovamente i Pooh nelle classifiche, da cui mancavano dal 1968, dopo il discreto successo di In silenzio/Piccola Katy. Il singolo per la prima volta raggiunge i vertici dell'hitparade, rimanendovi per 10 settimane.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Con i Pooh, l'orchestra di Gianfranco Monaldi.

Le canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe le canzoni sono scritte da Valerio Negrini per quel che riguarda i testi e da Roby Facchinetti per le musiche; gli arrangiamenti sono curati da Gianfranco Monaldi.

Entrambi i brani sono contenuti nell'album Opera prima, pubblicato qualche mese dopo, sempre nel 1971.

Tanta voglia di lei[modifica | modifica wikitesto]

« ... mi dispiace di svegliarti / forse un uomo non sarò / ma ad un tratto so che devo lasciarti / fra un minuto me ne andrò ... »

Comincia con questi versi una delle più popolari canzoni del panorama musicale italiano, Tanta voglia di lei.

Affidata alla voce di un giovane Dodi Battaglia, diventa una delle canzoni più popolari e rappresentative del quartetto. Tanta voglia di lei è la storia di un tradimento, il cui protagonista però, pentitosi della scappatella con un'altra donna, decide di tornare dalla sua amata.

Il brano è impreziosito da un'introduzione strumentale, affidata ad una sontuosa orchestra di 22 archi, suggerita ai Pooh dall'arrangiatore del disco, Franco Monaldi.

La genesi della canzone è molto tormentata: dopo aver scritto la melodia nella sua casa di Bergamo, Roby affida il brano a Valerio. Ne nascono testi che non soddisfano il produttore Giancarlo Lucariello, e vengono scartati man mano i titoli più improbabili come Meno male, Tutto il tempo che vorrai e La mia croce è lei. La casa discografica infine affida le liriche al paroliere Daniele Pace, che ne esce con un testo che si rifà a My Sweet Lord, pubblicata l'anno prima dall'ex Beatle George Harrison. Dodi Battaglia si ritrova ogni volta a dover cantare la canzone su un testo diverso, finché Valerio non porta la versione definitiva del brano, intitolato Nel mondo tanta voglia di lei, quindi successivamente accorciato in Tanta voglia di lei.

La scelta dell'interprete è dovuta a Giancarlo Lucariello, che decide di non lasciare al solo Riccardo Fogli l'interpretazione dei brani del gruppo.

Sulla stessa base musicale vengono registrate anche le versioni destinate al mercato estero. Tanta voglia di lei diventa così I'll close the door behind me per il mercato anglofono (retro: The suitcase), e con diversi titoli viene presentata nei paesi di lingua spagnola: Tantos deseos de ti, Tantos deseos de ella, El verdarero amor e Debes comprenderme (retro: Todo a las tres).

Una versione in spagnolo intitolata Dos Amantes è stata cantata in tutto il Sudamerica, a totale insaputa dei Pooh, da un cantante noto col soprannome di El Puma, che per anni ha saccheggiato il repertorio della band senza pagare i diritti d'autore delle canzoni [senza fonte]. Una cover in portoghese, O Mais Importante é O Verdaeiro Amor, è stata invece realizzata da Márcio Greyck, per poi essere rieseguita da Gilliard.

Tutto alle tre[modifica | modifica wikitesto]

Cantato da Negrini, è un pezzo musicalmente rock, con uno stacco orchestrale al termine della prima strofa e nel finale.

Il testo racconta della separazione di una coppia con la partenza di lei (che prepara una valigia), e si conclude con il tentativo di riappacificazione di lui, che le chiede scusa scrivendole un biglietto.

La versione inglese, The suitcase (La valigia), è stata inserita nella raccolta I Pooh 1971-1974.

Poiché quando venne pubblicato l'album Opera prima era gia avvenuto l'avvicendamento alla batteria tra Valerio Negrini e Stefano D'Orazio, fu quest'ultimo che interpretò la canzone durante la tournée ed ha continuato ad interpretarla nei live.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal libro "Pooh-La grande storia", Sandro Neri, 2006

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Pooh, Quello che non sai, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997
  • Sandro Neri, Pooh: la grande storia 1966 - 2006, edizioni Giunti, Firenze, 2006
  • Autori vari (a cura di Gianluca Testani, Enciclopedia del Rock Italiano, editore Arcana, 2007; alla voce Pooh, pagg. 324-326
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