Talal bin Abd al-Aziz Al Sa'ud

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Ṭalāl bin Abd al-Aziz Al Saud
Talal bin Abdulaziz Al Saud.jpg
Principe dell'Arabia Saudita
Stemma
Nome completo Talal bin Abd al-Aziz bin Abdul Rahman Al Saud
Nascita Ta'if, 1931
Dinastia Dinastia Saudita
Padre Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita
Madre Munaiyir
Coniugi Umm Faisal
Majda bint Turki al-Sudayri
Mudhi bint Abd al-Muhsin al-Angari
Muna bint Riyad al-Sulh
Religione Musulmano sunnita
Ṭalāl bin Abd al-Aziz Al Saud

Ministro delle Finanze e dell'Economia Nazionale
Durata mandato 1960 –
1962
Monarca Re Sa'ud
Predecessore ?
Successore Nawwaf bin Abd al-Aziz Al Sa'ud

Ministro delle Comunicazioni
Durata mandato 1952 –
aprile 1955
Monarca Re Abd al-Aziz
Re Sa'ud
Predecessore -
Successore -
(accorpato al Ministero delle Finanze)

Ṭalāl bin Abd al-Aziz Al Saud, (in arabo: طلال بن عبد العزيز آل سعود‎) (Ta'if, 1931), è un principe, politico e imprenditore saudita, membro della famiglia reale Al Saʿūd. È noto come Il Principe Rosso[1] per le sue posizioni liberali, incoraggianti per una Costituzione nazionale e per il pieno stato di diritto indipendentemente dallo status delle persone. È stato anche il leader del Movimento dei principi liberi.

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Talal è nato nel 1931, ventesimo figlio di re Abd al-Aziz.[2][3] Sua madre era una donna armena, Munaiyir, la cui famiglia era fuggita dal genocidio armeno, vissuta nell'Anatolia orientale sotto l'Impero ottomano.[4] Munaiyir è stata presentata al futuro marito dall'emiro di Unayza nel 1921 quando aveva 12 anni e Abd al-Aziz 45.[4] Il loro primo figlio è nato quando lei aveva 15 anni, e lo chiamarono Talal. Seguendo la tradizione, Munaiyir divenne nota come Umm Talal, "madre di Talal". Tuttavia, nel 1927, all'età di tre anni Talal morì. Nel 1931, nacque un nuovo figlio e venne chiamato Talal in onore del suo defunto fratello, seguendo la tradizione beduina. Non si sa quando Abd al-Aziz abbia divorziato dalla sua quarta moglie e formalmente sposato Munaiyir. La sua famiglia ha riportatato che è rimasta analfabeta per tutta la vita e si è convertita all'Islam.[4] Munaiyir è stata considerata dai diplomatici britannici in Arabia Saudita come una delle mogli preferite dal re. Era nota per la sua intelligenza e bellezza.[5] Morì nel dicembre 1991.[6]

Talal è fratello germano del principe Nawwaf. Durante il regno di re Sa'ud, il principe Nawwaf e il principe Talal divennero acerrimi nemici, fino al punto di contestarsi l'eredità.[7]

Posizioni detenute[modifica | modifica wikitesto]

Ministro delle comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Talal divenne uno dei più ricchi giovani principi, ma il suo ufficio ha sofferto di gravi problemi di corruzione.[8] Il principe Talal è stato nominato Ministro delle Comunicazioni quando è stato istituito l'ufficio nel 1952.[9] All'epoca, re Abd al-Aziz ha creato anche il Ministero della Forza Aerea per prevenire tutte le questioni relative al volo nella sua amministrazione.[8] Poiché il principe Talal e il principe Mish'al controllavano le compagnie aeree nazionali, l'Arabia Saudita aveva due flotte distinte, ciò portò a contrasti tra i due.[8] La disputa si concluse quando il principe Talal si dimise nel mese di aprile 1955.[8] In seguito, il Ministero della Comunicazione è stato fuso con il Ministero delle Finanze.[8] Ciò ha consentito a re Sa'ud di evitare di scegliere il successore di Talal, scelta che avrebbe causato attriti nella famiglia reale.[8]

Ministro delle Finanze e dell'Economia Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Re Sa'ud ha nominato il principe Talal Ministro delle Finanze e dell'Economia Nazionale nel 1960.[10] Il suo mandato durò fino alla sua iniziazione al Movimento dei Principi Liberi.[11] Altro motivo per la rimozione è che ha proposto nel mese di settembre 1961 di introdurre una costituzione in Arabia Saudita. Re Sa'ud, infatti, non aveva alcuna intenzione o piano di riforma del sistema politico. Pertanto, ha costretto il principe Talal a dimettersi dall'ufficio.[12] Il fratello Nawwaf gli succedette nell'incarico.[10]

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Movimento dei Principi Liberi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che i palazzi del principe Talal furono perquisiti dalla Guardia nazionale mentre era all'estero, ha tenuto una conferenza stampa a Beirut il 15 agosto 1962. Le sue affermazioni hanno causato scalpore, dal momento che ha apertamente criticato e attaccato il regime saudita . Di conseguenza, il suo passaporto è stato ritirato, i suoi beni confiscati, e alcuni dei suoi sostenitori in Arabia Saudita sono stati arrestati. Una settimana dopo l'inizio della guerra nello Yemen con quattro equipaggi della Saudi Airlines ha disertato in Egitto. Il principe Talal ha adottato il nome di Movimento dei principi liberi al Cairo il 19 agosto 1962 e ha trasmesso le sue idee progressiste su La Voce degli arabi sempre nella capitale egiziana. Più tardi, lui e due dei suoi fratelli, i principi Fawwaz e Badr,[13] e uno dei suoi cugini, il principe Saad, hanno cominciato a fare dichiarazioni a nome del Fronte di Liberazione saudita. Dopo quattro anni, durante i quali re Faysal ha offerto incentivi finanziari enormi a quel gruppo di principi, questi ultimi si sono riconciliati con la famiglia reale.[12]

Il suo ritorno in Arabia Saudita e la sua riabilitazione è stata resa possibile attraverso la mediazione di sua madre, Munaiyir. In esilio, la sua famiglia non lo ha supportato e lo ha addirittura criticato per la sua intensa simpatia con l'allora presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser, nemico dichiarato dell'Arabia Saudita. L'8 settembre 1963 il Sunday Telegraph ha riferito che la madre di Talal, Munaiyir, disse al figlio che si stava comportando stupidamente, mentre sua sorella minore Madawi continuava a chiedergli di tornare a casa. Pochi giorni dopo, il principe rientrò in Arabia Saudita. È stato affermato che re Faysal non ha mai perdonato il principe Talal, ma ha assicurato privatamente a sua madre che i suoi beni sarebbero stati scongelati e che poteva tranquillamente tornare a casa.[5]

Opinioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli attacchi dell'11 settembre, il principe Talal ha contestato la pretesa "potenzialmente molto confusa" che i governanti e gli studiosi religiosi devono decidere congiuntamente affari di Stato.[14] Egli ha apertamente dichiarato il suo sostegno alla creazione di un'assemblea eletta in Arabia Saudita nel 2001.[15] Nel settembre del 2007, ha annunciato il suo desiderio di formare un partito politico per promuovere il suo obiettivo di liberalizzare il paese.[16]

Nel 2009, il principe Talal ha dichiarato: "Re Abd Allah è il sovrano. Se lo vuole, potrà rimanerlo".[17] Tuttavia, nel marzo 2009, invitò il re a chiarire la nomina del principe Nayef come Secondo Vice Primo Ministro.[18] Egli ha pubblicamente messo in dubbio che questo renderebbe il principe Nayef il prossimo principe ereditario.[18] Il principe Nayef è stato però nominato principe ereditario nel mese di ottobre 2011 a seguito della morte di suo fratello, il principe Sultan. Il principe Talal è stato membro del Consiglio di Fedeltà quando sono stati nominati i membri nel 2007. Si è dimesso dal Consiglio nel novembre 2011, apparentemente per protestare contro la nomina del defunto principe Nayef a principe ereditario. nel mese di aprile 2012, ha affermato che la "mano di giustizia" dovrebbe raggiungere tutti i corrotti in Arabia Saudita, e ha invitato l'Autorità Nazionale Anti corruzione a raggiungere tutti, indipendentemente dallo status sociale.[19] Nella sua intervista del giugno 2012 al giornale Al-Quds Al-Arabi il principe Talal ha dichiarato che i principi del Consiglio di Fedeltà non sono stati consultati nella nomina del principe Salman e che il Consiglio è diventato inefficace.[20] Egli ha anche affermato la necessità di stabilire una monarchia costituzionale in Arabia Saudita.[20]

Posizioni varie[modifica | modifica wikitesto]

Busto del principe Talal nella sede dell'Organizzazione mondiale della sanità a Ginevra in Svizzera.

Il principe Talal è presidente del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo del golfo Arabo (AGFUND), che promuove lo sviluppo socio-economico del Medio Oriente.[21][22] Come parte dell'AGFUND, ha guidato il consiglio di amministrazione della Rete araba delle organizzazioni non governative con sede al Cairo[23] e ha istituito la Arab Open University.[22] Egli ha inoltre sostenuto la formazione delle donne attraverso l'AGFUND.[24] Attraverso di esso, ha fornito un significativo sostegno monetario per all'UNICEF e che lo ha nominato inviato speciale nel 1980.[25] È diventato inviato speciale dell'UNESCO per l'Acqua nel 2002 per favorire lo sviluppo dell'acqua potabile.[26]

Egli è il presidente del Consiglio Arabo per l'Infanzia e lo Sviluppo.[27] Ha anche contribuito a creare la Fondazione Mentor ed è membro onorario del suo consiglio di amministrazione.[28] È cofondatore della Commissione indipendente per le questioni umanitarie internazionali.[28] È anche un membro di spicco della Lega per lo sviluppo dell'Istituto Pasteur[28] e presidente onorario della Società saudita della Famiglia e della Medicina di Comunità.[29]

Filantropia[modifica | modifica wikitesto]

Talal ha fornito agli studenti sauditi borse di studio per favorirne l'istruzione all'estero. Ha fondato la prima scuola della nazione per la formazione professionale nel 1954 e la prima scuola femminile con sede a Riyad nel 1957 a cui ha donato il suo luogo natale, il palazzo Al-Zahra Ta'if. Per una scuola nel 1957, il suo ospedale privato a Riyad, con sede nella città dal 1956, ha donato il 70% dei suoi profitti per l'assistenza sanitaria gratuita e il 10% per l'assistenza sanitaria dei bambini. Egli ha poi donato l'ospedale al governo ed è attualmente chiamato Ospedale Universitario Re Abd al-Aziz.

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Talal si è sposato quattro volte. Prima ha sposato Umm Faysal, che è la madre del principe Faysal. Più tardi divorziò da lei. La sua seconda moglie era Muana Al Solh, figlia di Riyad al-Sulh,[1] politico libanese.[30] I loro figli sono Al Walid,[30] Khaled e Reema.[31] Il loro matrimonio è finito nel 1962, rimasero separati fino al loro divorzio nel 1968.[31] Il principe Talal ha assunto un professore dell'Università di Houston e un istitutore per insegnare l'inglese, la psicologia e la civiltà occidentale alla figlia Reema, che aveva 18 anni, a Riyad nel 1976.[32]

In seguito sposò Moudie bint Abdul Mohsen Alangary. Lei è madre di Turki e Sara. Hanno poi divorziato. Infine, si è sposato con Magdah Bint Turki Al Sudairi, figlia dell'ex presidente della Commissione dei Diritti Umani "Turki bin Khaled Al Sudairi".[33]

Il principe Talal ha avuto un totale di quindici figli, nove maschi e sei femmine. I maschi sono Faysal (morto nel 1991), Al Walid, Khalid, Turki, Abd al-Aziz, Abdul Rahman, Mansour, Mohammed e Mashour. Le femmine sono Reema, Sara, Noura, Al Jawhara, Hebatallah e El Maha. Sua figlia Sara ha chiesto asilo politico nel Regno Unito, perché teme per la sua sicurezza in Arabia Saudita, il 7 luglio 2012.[34]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Talal bin Abd al-Aziz Al Sa'ud Padre:
ʿAbd al-ʿAzīz dell'Arabia Saudita
Nonno paterno:
ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd
Bisnonno paterno:
Fayṣal Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Turkī bin ʿAbd Allāh Āl Saʿūd
Trisavola paterna:
Hia bint Ḥamad Tamīmī
Bisnonna paterna:
Sāra bint Misharī Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Misharī b. ʿAbd al-Raḥmān b. Saʿūd
Trisavola paterna:
?
Nonna paterna:
Sāra bint Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno paterno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavolo paterno:
Muḥammad b. Turkī al-Sudayrī
Trisavola paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisavolo paterno:
?
Trisavola paterna:
?
Madre:
Munaiyir
Nonno materno:
?
Bisnonno materno:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Nonna materna:
?
Bisnonno materno:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze saudite[modifica | modifica wikitesto]

Membro di classe speciale dell'Ordine del Re Abd al-Aziz - nastrino per uniforme ordinaria Membro di classe speciale dell'Ordine del Re Abd al-Aziz
— 1976[35]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia del Cuore d'Oro di I Classe (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del Cuore d'Oro di I Classe (Filippine)
— 1983[35]
Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia)
— 1989[35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vijay Prashad, The Darker Nations- A Biography of the Short-Lived Third World, LeftWord Books, 2007, pp. 275, ISBN 978-81-87496-66-3. URL consultato il 13 settembre 2013.
  2. ^ Amir Taheri, Saudi Arabia: Change Begins within the Family, in The Journal of the National Committee on American Foreign Policy, vol. 34, nº 3, 2012, pp. 138–143, DOI:10.1080/10803920.2012.686725.
  3. ^ Jonathan Gornail, Newsmaker: Prince Al Waleed bin Talal bin Abdulaziz Al Saud, in The National, 8 marzo 2013. URL consultato il 18 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2013).
  4. ^ a b c John Rossant, The return of Saudi Arabia's red prince, in Online Asia Times, 19 marzo 2002. URL consultato il 4 maggio 2012.
  5. ^ a b Stig Stenslie, Power Behind the Veil: Princesses of House of Saud, in Journal of Arabian Studies: Arabia, the Gulf, and the Red Sea, vol. 1, nº 1, 2011, pp. 69–79, DOI:10.1080/21534764.2011.576050.
  6. ^ Sabri Sharaf, The House of Saud in Commerce: A Study of Royal Entrepreneurship in Saudi Arabia, Sharaf Sabri, 2001, pp. 126, ISBN 978-81-901254-0-6. URL consultato il 2 aprile 2013.
  7. ^ Joseph A. Kechichian, Succession in Saudi Arabia, New York, Palgrave, 2001, pp. 28. URL consultato il 6 aprile 2012.
  8. ^ a b c d e f S. Hertog, Princes Brokers and Bureaucrats Z, Cornell University Press, 23 febbraio 2011, pp. 46, ISBN 978-0-8014-5753-1. URL consultato il 21 luglio 2013.
  9. ^ Brief History, Ministry of Communications and Information Technology. URL consultato il 31 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).
  10. ^ a b Yitzhak Oron, Ed., Middle East Record Volume 2, 1961, The Moshe Dayan Center, pp. 419, GGKEY:4Q1FXYK79X8. URL consultato l'11 aprile 2013.
  11. ^ Islam Yasin Qasem, Neo-rentier theory: The case of Saudi Arabia (1950-2000), Leiden University, 16 febbraio 2010. URL consultato il 13 maggio 2012.
  12. ^ a b Michel G. Nehme, Saudi Arabia 1950-80: Between Nationalism and Religion, in Middle Eastern Studies, vol. 30, nº 4, ottobre 1994, pp. 930–943, DOI:10.1080/00263209408701030, JSTOR 4283682.
  13. ^ Simon Henderson, After King Fahd (PDF) (Policy Paper), Washington Institute, 1994. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  14. ^ Rachel Bronson, Rethinking Religion: The Legacy of the U.S.-Saudi Relationship (PDF), in The Washington Quarterly, vol. 28, nº 4, 2005, pp. 121–137.
  15. ^ Eur, The Middle East and North Africa 2003, Taylor & Francis, 22 novembre 2002, pp. 952, ISBN 978-1-85743-132-2. URL consultato il 1º settembre 2012.
  16. ^ Saudi Arabia’s Ailing Gerontocracy, in David Ottoway, 1º dicembre 2010. URL consultato il 21 luglio 2013.
  17. ^ Abeer Allam, The House of Saud: rulers of modern Saudi Arabia [collegamento interrotto], in Financial Times, 30 settembre 2010. URL consultato il 22 luglio 2013.
  18. ^ a b Souhail Karam, Saudi prince questions king's deputy appointment, in Reuters, 28 marzo 2009. URL consultato il 1º giugno 2012.
  19. ^ Y. Admon, First Signs of Protest by Sunnis in Saudi Arabia, in MEMRI, 4 aprile 2012. URL consultato il 5 aprile 2012.
  20. ^ a b Saudi Allegiance council ineffective: Saudi prince Talal, in Islam Times, 21 giugno 2012. URL consultato il 22 giugno 2012.
  21. ^ AGFUND contributes in the relief effort for the stranded on the Libyan border, AGFUND, 7 marzo 2011. URL consultato il 1º giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  22. ^ a b Arab Open University, Arab Open University. URL consultato l'8 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2012).
  23. ^ Civil Society Development, AGFUND. URL consultato l'8 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  24. ^ Prince Talal heads the meetings of the trustees of CAWTAR and the "Five Sisters" committee in Tunisia, AGFUND, 14 dicembre 2009. URL consultato l'8 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  25. ^ Partnership with AGFUND, UNICEF. URL consultato l'8 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2012).
  26. ^ UNESCO Special Envoy for Water, UNESCO. URL consultato l'8 luglio 2012.
  27. ^ ACCD's President, Arab Council for Childhood and Development. URL consultato l'8 luglio 2012.
  28. ^ a b c HRH Prince Talal Bin Abdulaziz Al Saud, The Mentor Foundation. URL consultato l'8 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2012).
  29. ^ Prince Talal bin Abdulaziz to Patronize Medical Conference, in Saudi Press Agency, 3 febbraio 2010. URL consultato il 16 marzo 2013.
  30. ^ a b Simon Henderson, The Billionaire Prince, in Foreign Policy, 27 agosto 2010. URL consultato il 21 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2012).
  31. ^ a b Khan, Riz. Alwaleed: Businessman, Billionaire, Prince. New York: William Morrow, 2005. pp. 17-19. Print. [1]
  32. ^ Arab prince brough college to daughter, in The Milwaukee Sentinel, 21 ottobre 1976. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  33. ^ Profiles, in Saudi Gazette, 15 febbraio 2009. URL consultato il 29 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2015).
  34. ^ Saudi Arabia's Princess Sara claims asylum in the UK, in The Telegraph, 7 luglio 2012. URL consultato il 7 luglio 2012.
  35. ^ a b c Arabou

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