Takht-i-Bahi

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Coordinate: 34°11′24″N 71°33′36″E / 34.19°N 71.56°E34.19; 71.56

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Rovine buddiste a Takht-i-Bahi e resti della vicina cittadina
di Sahr-i-Bahlol
(EN) Buddhist Ruins of Takht-i-Bahi and Neighbouring City Remains at Sar Bahlol
Museum für Indische Kunst Dahlem Berlin Mai 2006 017.jpg
TipoCulturali
Criterio(iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1980
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Takht-i-Bahi (o Takhtbai o Takht-i-Bahi) è un sito di importanza storica situato nel distretto di Mardan della provincia di Khyber Pakhtunkhwa (un tempo nota come Provincia della frontiera del nord-ovest), in Pakistan. Contiene i resti del famoso monastero buddhista risalente al primo secolo d.C. ed è inserito tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Takht significa "trono" mentre bahi significa "acqua" o "fonte" in lingua persiana/lingua urdu. Il complesso monastico venne chiamato Takht-i-Bahi per il fatto di essere costruito sulla cima di una collina, vicino ad un fiume.

Takht-i-Bahi è il tehsil (divisione amministrativa) più fertile di Mardan. Esistono molte piantagioni, alcuni dei quali sono coltivati a tabacco, frumento e zucchero di canna. Il primo impianto per la produzione dello zucchero dell'Asia meridionale venne costruito qui dal governo coloniale britannico.

Località vicine[modifica | modifica wikitesto]

I villaggi di Lund Khwar, Sher Garh, Charsadda, Sahr-i-Bahlol e Mazdoor Abad sono altri siti storici nei pressi di Takht-Bhai. Contengono rovine di siti buddhisti non ancora completamente scavati. Il termine "Sehri-Bahlol" viene tradotto in vari modi. Secondo le persone del luogo è un termine in lingua hindko che indica un titolo onorifico per un esponente politico e religioso della zona. In ogni caso il nome non è vecchio quanto il villaggio Sehri-Bahlol. Il villaggio si trova sulla cima di una collina circondata da terreni che utilizzati a scopi agricoli. Le precarie condizioni economiche, la bassa scolarizzazione, e la presenza di commercianti di antichità privi di scrupoli pongono seri problemi alla preservazione dei siti archeologici minori.

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