Taeniura lymma

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Pastinaca a macchie blu
Taeniura lymma St John Reef 081.jpg
Taeniura lymma
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Ordine Myliobatiformes
Famiglia Dasyatidae
Genere Taeniura
Specie T. lymma
Nomenclatura binomiale
Taeniura lymma
(Forsskål, 1775)
Sinonimi

Raja lymma

La pastinaca a macchie blu o trigone a macchie blu (Taeniura lymma (Forsskål, 1775)) è un pesce cartilagineo della famiglia Dasyatidae[2], distribuita nelle acque dell'oceano Indo-Pacifico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Taeniura lymma leyte.jpg
Taeniura lymma 1.jpg

La lunghezza di questo dasiatide supera raramente i 70 centimetri. Il corpo è piatto e tondeggiante, molto rilevato in prossimità della testa. Il colore del dorso varia dal rosato al giallo-verdastro, ornato da evidenti macchie ovali di colore blu elettrico. Il ventre è bianco-azzurrino. La coda presenta uno o due aculei velenosi alla estremità, utilizzati per difendersi dai predatori. Subito dietro la cavità orbitale è molto evidente uno spiracolo. Il muso è arrotondato e la bocca si trova nella parte inferiore del corpo.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È una pastinaca molto timida e se disturbata preferisce allontanarsi velocemente piuttosto che difendersi.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre soprattutto di piccoli pesci e invertebrati, come gamberi, granchi e molluschi, che cattura setacciando il fondale[3].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

È una specie ovovivipara e dà alla luce circa 7 piccoli alla volta[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Vive nelle acque dell'oceano Indo-Pacifico, dall'Africa meridionale al Mar Rosso fino alle isole Salomone[1].

Vive in prevalenza sui fondali sabbiosi, nei pressi di scogliere e tra le formazioni di madrepore sino a 25 metri di profondità[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Compagno, L.J.V. 2005, Taeniura lymma, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2016.2, IUCN, 2016. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  2. ^ (EN) Taeniura lymma, in WoRMS 2015 (World Register of Marine Species). URL consultato il 13 gennaio 2016.
  3. ^ a b c Miller, J., Taeniura lymma, su Animal Diversity Web, 2002. URL consultato il 24 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Helmut Debelius, Mar Rosso, Guida alla Fauna Corallina, Milano, Primaris, 1999, ISBN 978-88-85029-50-7.

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