Tabernacolo di Santa Maria della Tromba

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Coordinate: 43°46′14.85″N 11°15′16.84″E / 43.770792°N 11.254678°E43.770792; 11.254678

Tabernacolo di Santa Maria della Tromba

Il Tabernacolo di Santa Maria della Tromba si trova in via Orsanmichele a Firenze, su una cantonata del palazzo dell'Arte della Lana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tabernacolo proviene dall'angolo tra via Calimala e piazza del Mercato Vecchio (attuale piazza della Repubblica), smantellata alla fine dell'Ottocento per far spazio ai nuovi palazzi della piazza "risanata".

Il suo nome derivava da quello di un vicolo detto "della Tromba", ove risiedevano i "trombetti" del Comune. Era il più grande tabernacolo di Firenze, tanto che quando venne chiuso il vicolo della Tromba, venne ingrandito fino a diventare un vero e proprio oratorio, con la pittura del tabernacolo che ne decorava l'altare. Esso confinava, sul retro, con la chiesa di san Tommaso.

Nel 1321 passò alla custodia dell'Arte dei Medici e Speziali, che avevano la propria sede a poca distanza. Più tardi l'oratorio venne dismesso e il vano utilizzato come bottega. Il tabernacolo venne ricostruito nel Seicento e, dopo gli sventramenti ottocenteschi, venne ricostruito all'angolo del palazzo dell'Arte della Lana, restaurato nel 1905 dall'architetto Enrico Lusini.

La lunetta affrescata, molto sciupata, venne invece ricoverata nel Museo di San Marco.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della Madonna in trono con santi di Jacopo del Casentino attraverso la grata

È composto da un protiro persile, chiuso da una grata. Contiene la tavola dipinta da Jacopo del Casentino (prima del 1347) con la Madonna in trono, Angeli e Santi, con sopra l'Incoronazione della Vergine di Niccolò di Pietro Gerini (1380-1385). Ai lati si trovano dipinti gli stemmi delle più importanti famiglie storiche di Firenze, che completano idealmente il ciclo araldico ottocentesco del palazzo dell'Arte della Lana, con gli stemmi antichi del Comune, dei Gonfaloni, dei Quartieri storici e delle Arti di Firenze nel vano dello scalone. In posizione predominante vennero aggiunti anche gli stemmi di Margherita e Elena di Savoia.

In basso si può notare il livello raggiunto dall'Arno nel 1966.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnaldo Cocchi, Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX, Pellas, Firenze 1903.
  • Franco Cesati, Le chiese di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2002.

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