Ferrovia Tunisi-La Goletta-La Marsa

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Tunisi-La Goletta-La Marsa
Tunisi percorso TGM.jpg
Nome originale Tunis-Goulette-Marsa
Inizio Tunisi
Fine La Marsa
Stati attraversati Tunisia Tunisia
Lunghezza 19 km
Apertura 1872
Gestore Transtu(2003)
Precedenti gestori Tunisian Railway Company(1871)

Società di navigazione Rubattino (1880)
Compagnie des chemins de fer Bône-Guelma (1898)
Compagnie des tramways de Tunis (1905)
SNCFT (1958)
Société nationale des transports (1963)

Société du métro léger de Tunis (1981)
Scartamento 1.435
Elettrificazione 750 V CC
Ferrovie

La ferrovia Tunisi-La Goletta-La Marsa (detta TGM) è una linea ferroviaria, a scartamento normale ed elettrificata della Tunisia lunga 19 km che collega la capitale Tunisi con La Marsa, passando per La Goletta. Fu la prima ferrovia realizzata in Tunisia e venne inaugurata nel 1872.

Treno a vapore in uscita da La Marsa, nel 1890
Mappa della ferrovia nel 1894
Stazione di Tunisi Nord, nel 1915
Terminale della linea Nord in Avenue de Paris, nel 1931
Treno alimentato a terza rotaia in stazione a L'Aouina
Convoglio in sosta nella stazione di La Goletta, nel 2001

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prodromi[modifica | modifica wikitesto]

La prima proposta documentabile del progetto di ferrovia Tunisi-La Goletta-La Marsa risale al 1854 quando un industriale britannico ne chiese al visir del Bey, Mustapha Khaznadar l'autorizzazione, senza esito per carenza di fondi[1]. Tra 1859 e 1864 seguirono una serie di proposte per una ferrovia tra Tunisi e La Goletta, da parte di imprenditori o società, di Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito e Italia tutte respinte per impossibilità del "beylicato" a reperire fondi sufficienti[2]. Tra 1862 e 1864 una società italo-francese ed una inglese perorate rispettivamente dal console francese Léon Roches e da quello inglese sir Richard Wood sembravano sul punto di ottenere l'assenso del bey ma l'insurrezione tunisina del 1864 mandò tutto a monte[3]. Il 7 febbraio 1870 l'ingegnere spagnolo Theodoro De Montez ottenne la concessione per le ferrovie Tunisi-Bardo e Tunisi-La Goletta-La Marsa[4]. Il 15 marzo 1870 iniziarono gli espropri dei terreni e alcuni lavori preparatori[5]. Lo scoppio della guerra franco-prussiana creò problemi alla consegna delle forniture per la ferrovia e penalizzò il reperimento di capitali sulla piazza di Tunisi. Il primo ministro del Bey il 14 maggio 1871 dichiarò decaduta la concessione[6].

La concessione realizzata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento del De Montez, il 7 agosto 1871, una società anglo-italiana Pickering-Mancardi chiese la concessione per le ferrovie Tunisi-La Goletta e Tunisi-Il Bardo con l'impegno a costruire entro un anno pena la revoca e la confisca[7]. Il contratto venne accolto. Mancardi intanto aveva già iniziato il concentramento a La Goletta dei materiali di costruzione. Il 4 settembre 1871 iniziarono i lavori utilizzando come piattaforma la strada rotabile poggiando su essa le traverse e le rotaie di ferro da 29 km/m; la linea fu pronta il 2 settembre del 1872 ma nel frattempo Pickering, il 26 luglio, era stato già dichiarato fallito dalla corte inglese. Mancardi rimase solo come direttore fino ad ottobre; l'inaugurazione venne fatta dal Bey di Tunisi Mohammed es Sadok per il tratto di 16 km, Tunisi e La Goletta il 2 di agosto del 1872[8].

Dopo l'inaugurazione Mancardi venne allontanato dai lavori. Pickering tornato a Londra vendette la ferrovia a John Philip Wilkinson per 40.000 sterline reinvestendole poi nella Tunisian Railways Company, società costituita a Londra nel giugno 1872[9]. La cessione alla società venne approvata dal Bey il 9 settembre 1872; questa fu diretta a Londra da George Balfour[10]. La nuova società intraprese gli espropri per i lavori di proseguimento verso La Marsa. In agosto 1873 ripresero i lavori e il 30 novembre 1874 erano aperte all'esercizio l'intera tratta La Goletta-La Marsa (di 5 km) e la tratta L'Aouina-La Marsa (di 7 km)[10][11].

La linea era stata costruita, a scartamento normale, ma di cattiva qualità, dotata di rotabili scadenti e senza alcuna protezione lungo il percorso[12]. L'esercizio si rivelò scarsamente redditizio: solo un treno giornaliero percorreva l'intero tragitto mentre erano quattro quelli tra Tunisi e La Goletta[13].

La gestione Rubattino[modifica | modifica wikitesto]

Il tracollo della società inglese innescò una serie di schermaglie diplomatiche che coinvolgevano i consoli e i governi, francese e italiano, che alla fine sfociarono in un vero e proprio incidente internazionale (1878) riguardo al possesso della ferrovia tra la capitale e il porto, più vicino all'Italia e ai suoi interessi, della Goletta[14]. La Tunisi-La Goletta rappresentava l'accesso alla capitale dal porto, altrimenti raggiunta solo da piccole imbarcazioni sui bassi fondali della laguna[15].

La genovese Società di navigazione Rubattino gestiva dal 1851 la linea marittima Genova-Cagliari-Tunisi; nel febbraio 1880, con il segreto appoggio del governo italiano contattò a Londra i rappresentanti della "Tunisian Railways" per l'acquisto della ferrovia[15] ma la concorrente francese "Bone-Guelma" in maniera poco chiara ottenne il contratto di acquisto. L'intervento del Presidente del Consiglio italiano, Benedetto Cairoli, che offrì segretamente una cauzione di 7 milioni di lire e una garanzia d'interesse del 6% sulle somme investite dalla "Rubattino" sbloccò a favore di Rubattino la situazione[16]; il prezzo finale pagato fu di 165 000 sterline. Il 1° agosto 1880 la Rubattino iniziò il rinnovamento dell'armamento, la sostituzione delle obsolete rotaie di ferro con quelle di acciaio. Il traffico, prima quasi inesistente, riprese e si sviluppò in numero di viaggiatori e di merci trasportate[17]. Rubattino chiese ma invano la concessione di una banchina riservata nel porto della Goletta fino al marzo 1881 ma non fu accolta anche dietro pressioni del console francese[18].

Dopo l'invasione militare dell'aprile 1881 (cui seguì il Trattato del Bardo) l'importanza della ferrovia diminuì e cessò con l'instaurazione del protettorato francese sulla Tunisia. Anche il porto perdette progressivamente la sua frequentazione togliendo alla ferrovia anche il traffico merci. La ferrovia rimase di interesse suburbano[19]. La Rubattino aprì nel novembre 1884 la tratta tra El Aouina e La Marsa, di 6 km. Il 29 luglio 1898 la Rubattino vendette la totalità delle sue azioni ferroviarie alla Compagnie des chemins de fer Bône-Guelma e con esse anche la linea.

Gestione francese[modifica | modifica wikitesto]

La Compagnie des chemins de fer Bône-Guelma, non riuscì a riportare in attivo l'esercizio nonostante una elettrificazione a terza rotaia a corrente continua a 600 volt. Una convenzione del 19-20 agosto del 1905 permise la cessione della linea alla Compagnie des tramways de Tunis; da allora la linea divenne nota come "la TGM". Nello stesso anno venne programmata la costruzione di una nuova linea diretta Tunisi-La Goletta installata su una diga attraverso la laguna allo scopo di abbreviare il percorso. La nuova linea (ligne Sud) partiva da Tunisi Casino e raggiungeva la spiaggia di Marsa proseguendo, oltre La Goletta, sul litorale raggiungendo Cartagine e Sidi Bou Saïd. La linea esistente (definita ligne Nord) partiva ancora dalla stazione di Tunisi Nord proseguendo su vecchio tracciato fino a La Marsa.

Prima del 1914, la linea Nord spostò il suo capolinea dalla stazione di Tunisi Nord all'Avenue de Paris; intorno al 1935 il capolinea ritornò alla stazione iniziale.

Durante la seconda guerra mondiale, tra dicembre 1942 a giugno 1943, il traffico sulla linea fu interrotto.

Nazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958 la linea venne nazionalizzata, immessa nel "Résau Electricité et trasporto" (RET) e affidata alla gestione della Société Nationale des Chemins de Fer Tunisiens fino al 1963 quando il trasporto viene affidato alla nuova Société nationale des transports (SNT) nata per la gestione del trasporto su strada (nel 1964 specializzata nel trasporto di passeggeri dell'area di Tunisi).

Nel 1965 la ligne Nord fu dismessa e smantellata. Nel 1975 il terminale della ligne Sud fu spostato da Tunisi Casino a Tunisi Marina.

Rinascita come metro leggera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 la linea viene riproposta come servizio di metropolitana leggera gestita dalla Société du métro léger de Tunis entrando a far parte del sistema di trasporti dell'area di Tunisi. Nel dicembre 1989 l'alimentazione a terza rotaia viene sostituita da quella a linea aerea di contatto elevando contestualmente la tensione a 750 volt, sempre a corrente continua.

Dal 2003 insieme alla metropolitana leggera di Tunisi è gestita dalla Société des transports de Tunis (Transtu) costituita in seguito all'unione della Société du métro léger de Tunis e della Société nationale de transports.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Unknown route-map component "uCONTr" Urban railway Unknown route-map component "uCONTl"
Metropolitana leggera di Tunisi
Head station
Tunisi Marine
Transverse water Bridge over water Transverse water
Unknown route-map component "DSTR"
Stop on track
Le Bac
Stop on track
La Goletta
Stop on track
Nouvelle Goulette
Stop on track
La Goletta Casino
Transverse water Bridge over water Transverse water
Stop on track
Khereddine
Stop on track
L'Aeroporto
Stop on track
Le Kram
Stop on track
Cartagine Salammbô
Stop on track
Cartagine Byrsa
Stop on track
Cartagine Dermech
Stop on track
Cartagine Hannibal
Stop on track
Cartagine Présidence
Large bridge
Stop on track
Cartagine Amilcar
Underbridge
Stop on track
Sidi Bou Said
Stop on track
Sidi Dhrif
Underbridge
Stop on track
La Corniche
End station
Marsa Plage

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Debernardi, pp. 197-198
  2. ^ Debernardi, p. 198
  3. ^ Debernardi, pp. 198-199
  4. ^ Debernardi, pp. 201-202
  5. ^ Debernardi, p. 202
  6. ^ Debernardi, p. 203
  7. ^ Debernardi, p. 204
  8. ^ SNCFT:Historique, su Ufficiale. URL consultato il 26 aprile 2017.
  9. ^ Debernardi, p. 207
  10. ^ a b Debernardi, p. 208
  11. ^ Debernardi, p. 211
  12. ^ Debernardi, p. 212
  13. ^ Debernardi, p. 214
  14. ^ Debernardi, p. 218
  15. ^ a b Debernardi, p. 219
  16. ^ Debernardi, pp. 219-220
  17. ^ Debernardi, pp. 220-221
  18. ^ Debernardi, pp. 221-222
  19. ^ Debernardi, pp. 223, 225

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Laurent Debernardi, Le premier chemin de fer tunisien, le T. G. M. (1870-1898), in Revue française d'histoire d'outre-mer, vol. 50, nº 179, 1963, pp. 197-226. URL consultato il 10 maggio 2017.
  • (EN) Neil Robinson, World Rail Atlas and historical summary; North, East and Central Africa, vol. 7, World Rail Atlas Ltd., 2009, ISBN 978-954-92184-3-5.
  • (FR) Tijani Azzani, L'histoire du chemin de fer en Tunisie, Tunisi, Communic@tions i, 2006, ISBN 9973890000.
  • (EN) W. Simms, The Railways of Tunisia, Rustington, W F Simms, 1998, ISBN 0952888149.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]