TAV (azienda)

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TAV
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 1991 a Roma
Chiusura 2010
Sede principale Roma
Gruppo Ferrovie dello Stato
Persone chiave
Settore Trasporti
Prodotti progettazione e costruzione linee ferroviarie
Sito web

TAV S.p.A. (sigla di Treno Alta Velocità S.p.A.) era una società del Gruppo Ferrovie dello Stato controllata interamente da Rete Ferroviaria Italiana e fondata appositamente per la pianificazione, la progettazione e realizzazione di quelle linee ferroviarie ad alta velocità-alta capacità (AV-AC) che passano per le direttrici italiane più importanti e congestionate (per quasi 870 chilometri complessivi sugli oltre 1 250 chilometri dell'intero progetto AV-AC di RFI)[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Schema delle linee AV-AC e AC in Italia

La prima tratta veloce italiana è stata la Direttissima Firenze-Roma, una delle prime linee del suo genere al mondo, la cui costruzione è durata dal 25 giugno 1970 al 26 maggio 1992.

A mano a mano che il progetto complessivo dell'AV-AC italiana si delineava, si era sentita l'esigenza di creare una società ad hoc per raccogliere capitali sui mercati finanziari da impiegare per la costruzione del nuovo sistema di trasporto su rotaia ad alta velocità delle nuove linee veloci e così, il 19 luglio 1991, nacque a tale scopo Treno ad Alta Velocità - TAV S.p.A..

Al capitale sociale della società parteciparono per il 55,5 % istituti di credito italiani ed esteri (tra cui IMI, Citibank, Banca Nazionale del Lavoro, Istituto Italiano di Credito Fondiario, Banco di Napoli, Cariplo, Sanpaolo IMI, ISVEIMER, Crediop, Credito Italiano, Indosuez, Credit Lyonnaise[2]), e per il restante 45,5% Ferrovie dello Stato. Tra l'agosto ed il settembre del 1991 la società ricevette dalla holding le attività relative alla progettazione, costruzione e sfruttamento economico del sistema Alta Velocità per i successivi 50 anni[3]. L'obiettivo era realizzare l'opera in finanza di progetto.

A tal fine Tav costituì TavCo S.p.A. (acronimo di Tav Commerciale) che avrebbe curato la gestione commerciale e l'esercizio dei servizi ad alta velocità, ripagando quindi l'opera.


Entro il 1992, Tav, mediante gara a trattativa privata, assegnò gli appalti per la realizzazione delle opere:

e dei seguenti nodi urbani:

Nel 1996 Ferrovie dello Stato ridiscusse l'accordo, ottenendo di poter svolgere in prima persona l'esercizio dei servizi ad alta velocità: in cambio, avrebbe pagato un pedaggio annuale a Tav, fisso ed indipendente dall'utilizzo della rete. Poco tempo dopo, tuttavia, Ferrovie dello Stato chiese nuovamente una modifica del contratto con Tav, allarmata dall'alto prezzo delle tracce Av, dai ritardi continui nei cantieri e dal fatto che i ricavi del trasporto Av sarebbero andati a finire a Tav[4]. Dal canto loro, le banche iniziavano ad essere inquiete circa l'assenza di una cornice legislativa che disciplinasse le tariffe e l'accesso all'infrastruttura, nonché dalla paralisi politica e burocratica delle autorità, anche a seguito di Tangentopoli[5].

Pertanto, nel 1998 Ferrovie dello Stato acquisisce per 108,3 miliardi di lire il 100% di Tav detenuto dalle 42 istituzioni private: il costo dell'intera opera, ricadde così sullo Stato. L'assenza dei privati fu compensata ricorrendo ai prestiti erogati da Infrastrutture S.p.A., nei primi anni 2000.

A seguito della delibera del 7 dicembre 2010 dell'Assemblea Straordinaria di RFI, il seguente 31 dicembre la società venne fusa per incorporazione in Rete Ferroviaria Italiana[6].

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Financing European Transport Infrastructure, Sheila Farrell, Palgrave Macmillan
  • Chi comanda Firenze, Duccio Tronci, Castelvecchi
  • Le ragioni di un ambientalista "SI TAV", Pier Giuseppe Gillio, Altralinea Edizioni
  • Processi decisionali dell'alta velocità in Italia, Fiorenzo Ferlaino,Sara Levi Sacerdotti, FrancoAngeli

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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