Symphyotrichum novae-angliae

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Astro della Nuova Inghilterra
AsterNewEng5244aw.jpg
Symphyotrichum novae-angliae
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Symphyotrichinae
Genere Symphyotrichum
Specie S. novae-angliae
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroidea
Tribù Astereae
Sottotribù Symphyotrichinae
Nomenclatura binomiale
Symphyotrichum novae-angliae
(L.) GL Nesom, 1994
Nomi comuni

Astro del New England
(DE) Neuengland-Aster
(FR) Aster de la Nouvelle-Angleterre
(EN) Hairy Michaelmas-daisy

L'Astro del New England (nome scientifico Symphyotrichum novae-angliae (L.) GL Nesom, 1994) è una piccola pianta erbacea perenne e spontanea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del termine generico (symphyotrichum) deriva da due parole greche sinfisi (= tenere insieme, crescere insieme) e trichos o trichinos (= capelli, un solo capello)[1]. Il nome specifico (novae-angliae) indica chiaramente la zona d'origine del fiore.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Symphyotrichum novae-angliae) è stato proposto inizialmente da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, e definito ulteriormente dal botanico L. Guy Nesom (1945 -) nella pubblicazione “Phytologia” nel 1994[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

Queste piante possono essere alte da 5 a 12 dm (massimo 15 dm). L'aspetto è cespitoso con diversi gambi (1 – 5 e più). La forma biologica è definita come emicriptofita scaposa (H scap): ossia sono piante perennanti per mezzo di gemme al livello del terreno e con asse fiorale non troppo foglioso.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è ramificata con diversi capolini terminali (da 10 a 20 o più); nella parte alta il fusto è reso vischioso da peli ghiandolari; la parte bassa spesso è legnosa; il colore del fusto è marrone con sfumature violette nella parte apicale.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

  • Foglie basali: il colore delle foglie è verde scuro a consistenza membranosa un po' rigida; i margini sono sottili, interi (o debolmente denti) e cigliati; la superficie è più o meno pubescente con tre nervi; la forma è lanceolata e sono disposte in modo patente (e sono sessili).
  • Foglie cauline: le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno, sono simili a quelle inferiori ma più ridotte (le foglie dei rami sono ancora più piccole) e con base allargata (cuoriforme); sono sub-sessili.

Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 2,5 cm; lunghezza 5 – 13 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

L'infiorescenza è composta da diversi capolini con la forma di una margherita. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: il peduncolo sorregge un involucro conico (o campanulato o emisferico) composto da diverse squame che fanno da protezione al ricettacolo nudo e piano nella parte terminale sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: i fiori esterni ligulati, e i fiori centrali tubulosi. In particolare quelli periferici sono femminili (da 50 a 75), e sono disposti su una unica circonferenza (o raggio o serie)[3] ed hanno una corolla ligulata con la ligula molto allargata, sono fertili e lo stimma è molto evidente; quelli interni, tubulosi, sono altrettanto numerosi (da 50 a 110) e sono ermafroditi. Alla base dell'infiorescenza sono presenti delle brattee fogliacee (da 1 a 4) pubescenti a forma strettamente lanceolata. I peduncoli sono pelosi con peli ghiandolari. Le squame dell'involucro (da 7 a 9) sono lesiniformi a consistenza vischiosa e disposte in modo embricato su più serie. Lunghezza dei peduncoli: 0,3 – 4 cm. Diametro dei capolini: 2 – 4 cm. Diametro dell'involucro: 5 – 15 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono zigomorfi (quelli periferici ligulati) e attinomorfi(quelli centrali tubolosi). Entrambi sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi)[4].

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[5]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame quasi inesistenti.
  • Corolla: i petali della corolla sono 5; i fiori di tipo tubuloso sono saldati a tubo e terminano in cinque dentelli (o lacinie) appena visibili (dimensione dei dentelli: 0,4 – 0,7 mm), quelli ligulati sono saldati a tubo nella parte basale e si prolungano in una ligula nastriforme lanceolata o quasi lineare. I fiori periferici (ligulati) sono da azzurro pallido quasi violetto a lilla (ma anche rosei o rossi); quelli centrali (tubulosi) sono giallo-arancio. Dimensione dei fiori ligulati: larghezza 0,8 – 1,3 mm; lunghezza 9 – 13 mm. Lunghezza dei fiori tubulosi: 4,5 – 5,5 mm.
  • Androceo: gli stami (5) hanno delle antere arrotondate alla base; sono saldate e formano una specie di manicotto avvolgente lo stilo.
  • Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario bicarpellare infero uniloculare. Lo stilo è unico, appiattito e terminante in uno stigma bifido con appendici sterili e brevi peli[6].
  • Fioritura: da agosto a novembre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è un achenio sormontato da un pappo setoloso e scuro (viola opaco o marrone). La forma è oblunga ma non è compresso. La superficie è percorsa da 7 – 10 nervature longitudinali. Dimensione del frutto: larghezza 0,6 – 1 mm; lunghezza 1,8 – 2,5 mm. Lunghezza del pappo: 4,5 – 6 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[8]:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Filipendulo-Convolvuletea
Ordine: Convolvuletalia
Alleanza: Convolvulion sepium

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza del Symphyotrichum novae-angliae (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11]). Il genere Symphyotrichum Nees comprende circa 90 specie distribuite soprattutto nel Nord America delle quali 8 sono spontanee della flora italiana.
La posizione tassonomica di questo fiore è in via di sistemazione. Dopo gli studi filogenetici di questi ultimi anni fatti sul genere Aster (genere cui questo fiore apparteneva precedentemente) è stato spostato nell'attuale genere (Symphyotrichum). Non tutte le checklist sono state aggiornate e alcune mantengono ancora la vecchia denominazione (Aster novae-angliae).
Il basionimo per questa specie è: Aster novae-angliae L. (1753)
Il numero cromosomico di S. novae-angliae è: 2n = 10[12].

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. La tabella seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Aster altissimus Moench
  • Aster amplexicaulis Lam.
  • Aster concinnus Colla
  • Aster novae-angliae L. (1753)
  • Aster novae-angliae var. monocephalus Farw.
  • Aster novae-angliae fo. geneseensis House
  • Aster novae-angliae fo. rosarius House
  • Aster novae-angliae fo. roseus (Desf.) Britton
  • Aster novae-angliae fo. spurius (Willd.) Voss
  • Aster spurius Willd.
  • Aster spurius var.novae-angliae (L.)
  • Aster roseus Desf.
  • Lasallea novae-angliae (L.) Semple & Brouillet
  • Virgulus novae-angliae (Linnaeus) Rivela & Keener

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni fiori simili all'Astro della Nuova Inghilterra (a fianco sono indicate alcune caratteristiche utili a distinguerli da quelli di questa voce).

  • Symphyotrichum novi-belgii (L.) GL Nesom - Astro americano: i capolini hanno un diametro minore e non sono presenti i peli ghiandolari.
  • Aster amellus L. - Astro di Virgilio: la foglie basali sono picciolate, l'infiorescenza è più raccolta nella parte terminale del fusto e i capolini sono più piccoli.
  • Aster alpinus L. - Astro alpino: è simile solamente nell'infiorescenza, altrimenti è una pianta molto più piccola.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

L'impiego maggiore di questo fiore è nel giardinaggio e nel commercio dei fiori. Diversi cultivars sono stati sviluppati da varianti come Aster novae-angliae forma roseus (Desfontaines) Britton e Aster novae-angliae forma geneseensis House[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 5 gennaio 2011.
  2. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 5 gennaio 2011.
  3. ^ Pignatti, Vol. 3 - p. 7.
  4. ^ Pignatti, Vol. 3 - p. 1.
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  6. ^ Pignatti, Vol. 3 - p. 18.
  7. ^ a b Checklist of the Italian Vascular Flora, p. 172.
  8. ^ a b c Flora Alpina, Vol. 2 - p. 430.
  9. ^ Pignatti, Vol. 3 - p. 20.
  10. ^ Botanica Sistematica, p. 520.
  11. ^ Strasburger, vol. 2 - p. 858.
  12. ^ a b eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 6 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • AA.VV., The Astereae Working Group.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag.20, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 430.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 172, ISBN 88-7621-458-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]