Suzuki Hayabusa

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Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa
1999modelzwart.JPG
Suzuki Hayabusa del 1999
CostruttoreGiappone Suzuki
TipoStradale sportiva
Produzionedal 1999

La Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa (spesso indicata come GSX 1300 R Hayabusa o semplicemente Hayabusa) è una motocicletta super sportiva presentata dalla casa motociclistica Suzuki nel 1999.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

La moto prende il nome dal falco pellegrino, l'uccello più veloce al mondo, capace di toccare i 320 km/h in picchiata.[1] Tale accostamento è quantomai azzeccato, dato che fin dal suo debutto la Hayabusa è stata considerata la moto più veloce del mondo, con una velocità massima di 312 km/h.

Tale velocità è stata ben presto fonte di dibattiti, tanto che si arrivò a ipotizzare una messa al bando del veicolo in Europa; la questione si risolse nel 2000 con un gentlemen's agreement tra le quattro principali Case giapponesi (Suzuki, Honda, Kawasaki e Yamaha), che fissarono la velocità massima dei loro modelli di punta a 299 km/h mediante l'uso di un limitatore elettronico. Per questo motivo, la Hayabusa prima serie è l'unica dotata di tachimetro con fondoscala fissato a 350 km/h (340 più una tacca), mentre nelle successive è a 300 km/h (280 più due tacche).

La Hayabusa risulta essere molto curata sotto tutti i punti di vista: il motore da 1.298 cm³ è alimentato da una centralina con sei mappature specifiche per ogni marcia, caricate automaticamente grazie ad un sensore posto sul selettore delle marce, che viene utilizzato anche dal contamarce posto sul cruscotto. Il comparto freni è costituito da un doppio disco da 320 mm sull'anteriore e da un disco da 240 mm sul posteriore, con pinze Tokiko a sei pistoncini. Il forcellone è dotato di una capriata di irrigidimento e i leveraggi di collegamento al mono sono di tipo progressivo. Il monoammortizzatore è completamente regolabile.

La carenatura, uno dei tratti distintivi di questa moto, è improntata all'aerodinamicità, tanto che in luogo della sella passeggero vi è una protuberanza ideata per opporre la minima resistenza possibile quando il pilota si trova rannicchiato sotto al cupolino (posizione usata nei rettilinei per migliorare l'aerodinamica e raggiungere una velocità maggiore). Altro stilema della Hayabusa è il muso, la cui forma richiama il becco di un falco.

Nel 2008 con l'introduzione della quarta serie ha subito un restyling completo, sotto ogni punto di vista. Gli interventi estetici hanno cercato di ammorbidirne le forme, pensando al contempo alla protezione del pilota dall'aria, pur mantenendo la raffinata aerodinamica che ha sempre contraddistinto la Hayabusa.

La ciclistica è stata la parte maggiormente soggetta a migliorie: i dischi freno anteriori da 320x5 mm sono stati sostituiti con altri da 310x5,5 mm, mentre le pinze Tokiko sono ora a quattro pistoncini ma con attacco radiale; le forcelle sono state maggiorate ed irrigidite, mentre il telaio ha subito piccoli ritocchi volti a migliorarne la robustezza.

Il motore è stato ulteriormente potenziato, portando la cilindrata totale a 1.348 cm³, la potenza a 197 CV a 9.500 rpm e la coppia a 155 N·m.

Nonostante il peso ragguardevole (243 kg a secco), la Hayabusa raggiunge i 100 km/h in 3,3 secondi (2,68 secondi versione 1999 nella prova della rivista Motociclismo), mentre lo 0-200 avviene in 8,9 secondi (6,9 secondi versione 1999 nella prova della rivista Motociclismo, dove fa i 400 metri da fermo in uno strabiliante 9,9 secondi con velocità di uscita 238 km/h).

Per gestire l'elevatissima potenza del motore, è stato adottato un sistema a doppia farfalla: la prima è gestita come di consueto dal pilota tramite l'acceleratore, la seconda dalla centralina. È stato inoltre inserito un selettore per poter impostare in tempo reale la mappatura più consona alle proprie esigenze: la prima permette alla moto di erogare la sua piena potenza, la seconda la riduce parzialmente fornendo però una erogazione piena ai bassi ed ai medi regimi, mentre la terza limita il motore a 100 CV di potenza ed è consigliata per fondi stradali bagnati o viscidi.

Nonostante le prestazioni siano a dir poco eccezionali, negli Stati Uniti è prassi comune aumentarle ancora di più tramite l'installazione di un kit turbo, che ne porta la potenza a quasi 500 cavalli, e di un impianto N2O.

Negli Stati Uniti questa moto ha riscosso un successo particolarmente elevato, sia per il motivo sopra descritto, sia perché i regolamenti delle competizioni per automobili prototipo spesso consentono l'uso di motori con massimo 1.300 cm³ di cilindrata; il motore della Hayabusa prima serie quindi risulta essere uno dei più adatti allo scopo.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa '99
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt.) 2.140 × 740 × 1.155 mm
Altezze Sella: 805 mm - Minima da terra: 130 mm
Interasse: 1.485 mm Massa a vuoto: 251,5 kg Serbatoio: 21 l
Meccanica
Tipo motore: Quadricilindrico a 4 tempi Raffreddamento: a liquido
Cilindrata 1298 cm³ (Alesaggio 81 x Corsa 63 mm)
Distribuzione: DOHC a quattro valvole per cilindro Alimentazione: iniezione elettronica
Potenza: 179,3 CV a 9800 rpm Coppia: Rapporto di compressione:
Frizione: multidisco in bagno d'olio Cambio: sequenziale a 6 marce (sempre in presa)
Accensione elettronica CDI
Trasmissione a catena
Avviamento elettrico
Ciclistica
Sospensioni Anteriore: forcella teleidraulica a steli rovesciati pluriregolabile / Posteriore: monoammortizzatore pluriregolabile
Freni Anteriore: doppio disco da 320 mm / Posteriore: disco singolo da 240 mm
Pneumatici anteriore da 120 x 70 ZR 17; posteriore da 190 x 50 ZR 17
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 296,1(rilevazione da "in Sella") km/h
Accelerazione da 0 a 100 in 3,3 sec.(rilevamento da "in Sella") s
Fonte dei dati: [senza fonte]
Caratteristiche tecniche - Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa 2012
Suzuki Hayabusa front-right 2011 Tokyo Motor Show.jpg
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt.) 2190 × 735 × 1165 mm
Altezze Sella: 805 mm
Interasse: 1480 mm Massa a vuoto: in ordine di marcia 260 kg Serbatoio: 21 +/- 1,05 l
Meccanica
Tipo motore: Quadricilindrico a 4 tempi a carter umido Raffreddamento: a liquido
Cilindrata 1340 cm³ (Alesaggio 81,0 x Corsa 65,0 mm)
Distribuzione: DOHC a quattro valvole per cilindro Alimentazione: iniezione elettronica
Potenza: 145 kW (197,2 CV) a 9.500 giri/min Coppia: 155 Nm 7.200 giri/min Rapporto di compressione: 12,5 +/- 0,3:1
Frizione: multidisco in bagno d'olio Cambio: sequenziale a 6 rapporti

1°: 13/34 (2,615) 2°: 16/31 (1,937) 3°: 19/29 (1,526) 4°: 21/27 (1,285) 5°: 22/25 (1,136) 6°: 23/24 (1,043)

Accensione elettronica CDI
Trasmissione Primaria a ingranaggi 83/52 (1,596); Secondaria a catena 18/43 (2,388)
Avviamento elettrico
Ciclistica
Telaio Doppia trave in alluminio
Sospensioni Anteriore: forcella telescopica a steli rovesciati completamente regolabile / Posteriore: monoammortizzatore idraulico completamente regolabile
Freni Anteriore: doppio disco da 310 mm con pinze radiali a 4 pistoncini Tokiko / Posteriore: disco singolo da 260 mm
Pneumatici anteriore da 120 x 70 ZR 17; posteriore da 190 x 50 ZR 17
Fonte dei dati: [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ U.S. Fish and Wildlife Service, All about the Peregrine falcon, 1999.
  2. ^ Scheda tecnica sul sito suzuki.it Archiviato il 7 maggio 2015 in Internet Archive.

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