Suzuki GSX-R

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Suzuki GSX-R
2006 gsxr750.jpg
Una Suzuki GSX-R 750 Modello 2006
Costruttore Flag of Japan (bordered).svg Suzuki
Tipo Stradale sportiva
Produzione dal 1984
Stessa famiglia Suzuki GSX
Modelli simili Yamaha YZF-R
Honda CBR
Kawasaki ZX-R

La serie GSX-R è la serie più sportiva della Casa giapponese Suzuki, durante gli anni è stata resa disponibile in varie cilindrate tra i 250 e i 1300 cm³.

GSX-R 250[modifica | modifica sorgente]

Suzuki GSX-R 250

Questa moto venne prodotta dal 1987 al 1990 in un'unica serie; al contrario delle moto moderne, era munita di una carenatura bombata molto avvolgente che non permetteva di vedere il telaio e il motore.

GSX-R 400[modifica | modifica sorgente]

La versione da 400 cm³, nata nel 1984[1], è stata la capostipite del marchio GSX-R. La prima serie era dotata di sella pilota e passeggero unite in un unico pezzo e due grandi fari rotondi, oltre ad una carena molto avvolgente tipica di quegli anni (ma tuttavia priva della parte più bassa, aggiunta nel 1986.

La seconda serie, costruita dal 1989 al 1990, subisce varie modifiche estetiche: la sella pilota viene divisa da quella del passeggero, viene adottato un telaio di nuova concezione e della carene dalle forme più sinuose.

La terza serie ed ultima serie (dal 1991 al 1999) viene ulteriormente rivista, con una carena decisamente più aggressiva e l'adozione del monofaro rettangolare; vengono inoltre rovesciate le forcelle e rivisto il telaio, che ora ricorda molto quello della GSX-R 1100.

GSX-R 600[modifica | modifica sorgente]

Suzuki GSX-R 600 2001

Prodotta a partire dal 1992, la GSX-R 600 (al pari della 750 e della 1000) viene profondamente modificata a partire dal 2000: i modelli K1, K2 e K3 sono i primi 600 della loro generazione ad abbandonare i carburatori in favore dell'iniezione elettronica, beneficiando di un considerevole aumento di prestazioni e di una riduzione dei consumi; vengono inoltre apportate importanti modifiche alla ciclistica, ed oltre alle classiche colorazioni blu/bianco, rosso/nero e grigio/nero, viene proposta nelle livree replica Telefonica Movistar e Alstare Corona.

Le caratteristiche peculiari di questa moto sono la leggerezza, l'agilità e la stabilità in curva, conferite dal telaio doppio trave di alluminio, oltre ad una coppia motrice particolarmente brillante rispetto alle concorrenti dell'epoca (Yamaha R6, Kawasaki ZX6-R e Honda CBR). Per questo motivo, la GSX-R K1 ha goduto della fama di piccola sportiva temuta anche da moto dotate di più cavalli e maggior cubatura. L'erogazione tranquilla l'ha resa una moto accessibile a tutti, ideale per i piloti poco esperti o meno smaliziati.

La carenatura "tondeggiante", in grado di offrire un riparo aerodinamico efficiente al pilota. rappresenta una inversione di tendenza rispetto alle concorrenti, che invece erano dotate di carene più "spigolose". Lo 0-100 km/h avviene in meno di 3,5 secondi e raggiunge i 270 km/h.

Anche dopo il pesante restyling estetico operato nel 2007, resta una moto molto diffusa per la sua proverbiale affidabilità meccanica, unita ad una elettronica inizialmente problematica ma prontamente ottimizzata dalla Casa già nei primi mesi di lancio in garanzia.

GSX-R 750[modifica | modifica sorgente]

Suzuki GSX-R 750 '96

Lanciata nel 1985[1], la GSX-R 750 nasce con un motore con raffreddamento misto ad aria ed olio (SACS) dotato di 106  CV di potenza erogati a 10.500 giri al minuto, ed un peso a secco di 179 kg. Dopo il restyling del 2000, che ha apportato gli stessi vantaggi avuti sulla 600 cm³, si è arrivati al modello attuale (prodotto a partire dal 2008) con 150 CV ed un peso di circa 200 kg in ordine di marcia.

GSX-R 1000[modifica | modifica sorgente]

Suzuki GSX-R 1000 K7 Yoshimura

La GSX-R 1000, la cui produzione è iniziata nel 2001, può essere considerata il fiore all'occhiello della Casa giapponese, sia per i consensi degli acquirenti, sia per il successo in pista.

Contrariamente alle abitudini del marketing del mercato delle due ruote andò a sostituire nel listino un modello di cilindrata superiore, la GSX-R1100, adottando fin dall'inizio le migliorie apportate sulle due cilindrate inferiori e facendo largo uso di materiali pregiati quali il titanio.

La stessa moto in vendita al pubblico, modificata in maniera più o meno sostanziale, corre nelle varie competizioni motoristiche quali la Superbike e la Superstock, ottenendo ottimi risultati. Nel 2005 nella versione K5 vince il mondiale Superbike con l'australiano Troy Corser ed il mondiale costruttori della stessa categoria grazie al Team Alstare, mentre nel 2006 vince con l’americano Ben Spies del Team Suzuki Yoshimura il Campionato Americano Superbike (AMA Superbike), il Mondiale Superstock 1000 con il giovane pilota italiano Alessandro Polita del Celani Team Suzuki Italia e il campionato endurance con il Team Suzuki Castrol.

GSX-R 1100[modifica | modifica sorgente]

Una Suzuki GSX-R 1100 Mk I

Questa moto è stata prodotta dal 1986 al 1997, in quattro serie diverse.

La prima serie (dal 1986 al 1988) era caratterizzata da un motore con raffreddamento misto aria-olio (sistema SACS) di 1052 cm³ con una potenza di 130 CV a 9.500 rpm, oltre a dei peculiari cerchi da 18 pollici. Può essere considerata la capostipite delle supersportive estreme: era infatti estremamente precisa in velocità, a scapito di una scarsa manegevolezza e una certa durezza di guida, adattissima alla pista ma molto più scomoda su strada.

Nella seconda serie (dal 1989 al 1990) il motore sale di cubatura, portandosi a 1127 cm³, con una potenza di 140 CV a 9.600 rpm, e vengono introdotti i cerchi da 17 pollici, ormai consuetudine per le supersportive. Venne rivista la ciclistica, in modo da migliorare la maneggevolezza e la facilità di guida a scapito della precisione, decisione criticata dagli amanti della pista ma apprezzata dai motociclisti di strada.

La terza serie, prodotta dal 1991 al 1992, pur mantenendo lo stesso motore subisce dei miglioramenti che portano la potenza massima a 145 CV a 9.600 rpm. La quarta ed ultima serie, che va dal 1993 al 1997, adotta un motore raffreddato a liquido da 1074 cm³ dotato di 155 CV a 10.000 rpm.

Nel corso della sua evoluzione, la GSX-R 1100 non ha subito particolari modifiche alle carene, eccezion fatta per la forma dei fari; è stato invece più volte modificato il telaio, per rendere la moto come già detto più maneggevole in strada.

GSX-R 1300 Hayabusa[modifica | modifica sorgente]

Suzuki Hayabusa del 2007

La Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa (spesso indicata come GSX 1300 R Hayabusa o semplicemente Hayabusa) prende il nome dal falco pellegrino, l'uccello più veloce al mondo, capace di toccare i 320 km/h in picchiata.[2] Tale accostamento è quantomai azzeccato, dato che fin dal suo debutto nel 1999 la Hayabusa è stata considerata la moto più veloce del mondo, con una velocità massima di 312 km/h.

Tale velocità è stata ben presto fonte di dibattiti, tanto che si arrivò a ipotizzare una messa al bando del veicolo in Europa; la questione si risolse nel 2000 con un gentlemen's agreement tra le quattro principali Case giapponesi (Suzuki, Honda, Kawasaki e Yamaha), che fissarono la velocità massima dei loro modelli di punta a 299 km/h mediante l'uso di un limitatore elettronico. Per questo motivo, la Hayabusa prima serie è l'unica dotata di tachimetro con fondoscala fissato a 350 km/h (340 più una tacca), mentre nelle successive è a 300 km/h (280 più due tacche).

La Hayabusa risulta essere molto curata sotto tutti i punti di vista: il motore da 1298cc è alimentato da una centralina con sei mappature specifiche per ogni marcia, caricate automaticamente grazie ad un sensore posto sul selettore delle marce, che viene utilizzato anche dal contamarce posto sul cruscotto. Il comparto freni è costituito da un doppio disco da 320mm sull'anteriore e da un disco da 240mm sul posteriore, con pinze Tokiko a sei pistoncini. Il forcellone è dotato di una capriata di irrigidimento e i leveraggi di collegamento al mono sono di tipo progressivo. Il monoammortizzatore è completamente regolabile.

La carenatura, uno dei tratti distintivi di questa moto, è improntata all'aerodinamicità, tanto che in luogo della sella passeggero vi è una protuberanza ideata per opporre la minima resistenza possibile quando il pilota si trova rannicchiato sotto al cupolino (posizione usata nei rettilinei per migliorare l'aerodinamica e raggiungere una velocità maggiore). Altro stilema della Hayabusa è il muso, la cui forma richiama il becco di un falco.

Nel 2008 con l'introduzione della quarta serie ha subìto un restyling completo, sotto ogni punto di vista. Gli interventi estetici hanno cercato di ammorbidirne le forme, pensando al contempo alla protezione del pilota dall'aria, pur mantenendo la raffinata aerodinamica che ha sempre condraddistinto la Hayabusa. La ciclistica è stata la parte maggiormente soggetta a migliorie: i dischi freno anteriori da 320x5 mm sono stati sostituiti con altri da 310x5.5 mm, mentre le pinze Tokiko sono ora a quattro pistoncini ma con attacco radiale; le forcelle sono state maggiorate ed irrigidite, mentre il telaio ha subito piccoli ritocchi volti a migliorarne la robustezza. Il motore è stato ulteriormente potenziato, portando la cilindrata totale a 1348 cm³, la potenza a ben 197 cv a 9.500 rpm e la coppia a 155 N·m. Nonostante il peso ragguardevole (243 kg a secco), la Hayabusa raggiunge i 100 km/h in 3.3 secondi, mentre lo 0-200 avviene in 8.9 secondi.

Per gestire l'elevatissima potenza del motore, è stato adottato un sistema a doppia farfalla: la prima è gestita come di consueto dal pilota tramite l'acceleratore, la seconda dalla centralina. È stato inoltre inserito un selettore per poter impostare in tempo reale la mappatura più consona alle proprie esigenze: la prima permette alla moto di erogare la sua piena potenza, la seconda la riduce parzialmente fornendo però una erogazione piena ai bassi ed ai medi regimi, mentre la terza limita il motore a 100 cv di potenza ed è consigliata per fondi stradali bagnati o viscidi.

Nonostante le prestazioni siano a dir poco eccezionali, negli Stati Uniti è prassi comune aumentarle ancora di più tramite l'installazione di un kit turbo, che ne porta la potenza a quasi 500 cavalli, e di un impianto N2O.

Negli Stati Uniti questa moto ha riscosso un successo particolarmente elevato, sia per il motivo sopra descritto, sia perché i regolamenti delle competizioni per automobili prototipo spessono consentono l'uso di motori con massimo 1300 cm³ di cilindrata; il motore della Hayabusa prima serie quindi risulta essere uno dei più adatti allo scopo.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Storia della GSX-R sul sito Suzuki
  2. ^ U.S. Fish and Wildlife Service, All about the Peregrine falcon, 1999.

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