Supervixens

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Supervixens
Supervixens.JPG
SuperLorna
Titolo originaleSupervixens
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti
Anno1975
Durata106 min
Genereerotico, commedia, azione
RegiaRuss Meyer
SoggettoRuss Meyer
SceneggiaturaRuss Meyer
ProduttoreRuss Meyer
Produttore esecutivoA. James Ryan
Casa di produzioneSeptember 19
FotografiaRuss Meyer
MontaggioRuss Meyer
MusicheWilliam Loose
CostumiMaureen of Hollywood,
Paulette,
Yves Meyer
TruccoBarbarella Catton
Interpreti e personaggi

Supervixens è un film del 1975, diretto da Russ Meyer.

Appartiene alla seconda fase della produzione di Meyer, quella pop e cartoonesca. Già si ritrovano, infatti, gli elementi caratteristici di tale periodo del regista: l'utilizzo del nome Martin Bormann, criminale di guerra nazista scampato al processo di Norimberga, per un personaggio (qui, il gestore del distributore dove Clint lavora), la violenza esagerata, le grottesche scene di copula in paesaggi naturali solitari.[1]
Aumentano anche le donne supermaggiorate: in questo film, infatti, sono ben sette. Il regista sostenne: «Ho sempre utilizzato una superdonna nei miei film. Questa volta mi sono detto che avrei potuto usarne sette. E penso che abbia funzionato. Non hai il tempo di annoiarti».[2]
Meyer definì la pellicola «la sintesi di tutti i miei film».[1] Una copia del film fu richiesta da Alfred Hitchcock, per una proiezione privata alla Universal Pictures.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Clint è un benzinaio, fidanzato con SuperAngelica, donna gelosa e possessiva, che lo tormenta tutto il giorno. Dopo una lite particolarmente violenta (lei l'assale con un'ascia, e gli rovina il furgone), un vicino di casa chiama la polizia.
SuperAngelica butta fuori di casa Clint, e Harry, il poliziotto giunto sul posto, ne approfitta per portarsela a letto. Ma si dimostra impotente, e subisce le critiche di SuperAngelica, che inizia a sbeffeggiarlo. In preda a un attacco di rabbia cieca Harry insegue SuperAngelica nel bagno, la scaraventa nella vasca piena d'acqua e la tramortisce a calci. Ma SuperAngelica riemerge dalla vasca, allora Harry getta nella vasca una radio, provocando un cortocircuito e un rogo, uccidendola definitivamente.
Intanto Clint si rifugia in un bar, dove la cameriera SuperHaji cerca di sedurlo ma viene respinta. Clint è accusato del delitto di SuperAngelica e cerca aiuto in SuperHaji, ma lei si vendica e non lo scagiona.
Clint così è costretto a fuggire. Inizia per lui un viaggio durante il quale incontrerà superdonne pettorute e formose che cercheranno di sedurlo, mentre lui finisce sempre nei guai con mariti e padri vendicativi, finendo per essere picchiato, insultato e derubato.
Dopo tante avventure Clint sembra trovare la donna della sua vita, SuperVixens, una ragazza formosa, simpatica e gentile, che lavora in una stazione di servizio. SuperVixens è identica alla defunta SuperAngelica. Torna anche il poliziotto Harry, che si ferma a far benzina e riconosce Clint. Cerca anche di sedurre SuperVixens, ma senza riuscirci.
In un attacco violento di gelosia Harry mette in atto un diabolico piano: allontana Clint con l'inganno, rapisce SuperVixens e la porta nel deserto, dove cerca di ucciderla legandola e infilandole un candelotto di dinamite tra le gambe.
Clint arriva sul posto, ma Harry l'allontana a colpi di dinamite e di pistola e infine con una coltellata nella gamba. Clint però riesce a raggiungere l'amata e soffia sul candelotto di dinamite acceso, ma Harry lo stende e lo lega insieme a SuperVixen, in una grottesca posa che simula un amplesso. Per completare l'opera Harry infila nel sedere di Clint un candelotto di dinamite acceso.
Ma il candelotto si spegne miracolosamente e Harry salta per aria con il resto della dinamite, proprio come un cartoon, difatti un secondo prima dell'esplosione in sottofondo si sente beep-beep, il verso di Road Runner.
Nel finale del film SuperAngelica, completamente nuda, balla su una roccia e dice: "È tutto finito, ecco, tranne..."

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Supervixens fu la prima sceneggiatura scritta interamente da Russ Meyer, senza la collaborazione di qualcun altro.[1]
Il budget della pellicola ammontava ufficialmente a 400.000 dollari, ma in realtà i costi furono gonfiati (il vero budget s'aggirava attorno ai 90.000 $), con lo scopo d'ottenere maggiore credibilità verso quel pubblico e quella critica che non aveva rispetto per i film a basso budget.[1]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Gli esterni del film furono girati in Arizona, gli interni a Hollywood.[1]
Sul set del film, per la prima volta Meyer infranse le proprie ferree regole riguardo al non fare sesso durante le riprese.[1]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel film tornano tutti gli attori preferiti da Meyer: Charles Napier, Uschi Digard, Henry Rowland, Stuart Lancaster, Haji e Rufus Owens.
Nella scena in cui Uschi Digard "stupra" Clint nel fienile parla in tedesco. Anche tale elemento ricorrerà d'ora in poi nei film di Russ Meyer.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

«Too much... for one movie!» («Troppo... per un solo film!») è lo slogan presente sul manifesto originale utilizzato per pubblicizzare la pellicola all'epoca della sua diffusione nelle sale cinematografiche statunitensi.[3][4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima assoluta a Dallas negli Stati Uniti il 5 aprile del 1975[5] mentre in Europa è stato proiettato in anteprima assoluta il 12 agosto 1977 a Torino.[6]

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la pellicola è stata vietata ai minori di 18 anni.[7]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima versione italiana di Supervixens presentava un doppiaggio farsesco. Chi vide il film all'epoca lo ricorda come parecchio demenziale, ma questo doppiaggio è oggi perduto. Successivamente uscì da noi in vhs con un ridoppiaggio - poi mantenuto anche nelle recenti versioni in dvd - eseguito a Milano presso lo Studio P.V., con il noto attore e doppiatore Silverio Pisu che dà la voce non solo a Charles Napier ma anche a diversi altri personaggi.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del suo cammino il film si rivelò un successo, incassando più di 17 milioni di dollari.[1]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Supervixens è considerato la summa di tutti i film di Russ Meyer.[1] Il film è stato definito «un luna park scatenato, dove situazioni comiche e surreali s'intrecciano a momenti di violenza smisurata, per trasformarsi ancora in dileggio, irrisione e umorismo irrefrenabile e beffardo».[1]
Alla sua uscita la critica cinematografica statunitense si divise: qualcuno definì il film «la più appassionata rappresentazione della guerra tra i sessi mai filmata»[8], qualcun altro «un film per uomini che odiano le donne, e si amano tra loro».[9]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Furia Berti, Russ Meyer, Milano, Il Castoro Cinema, 2007.
  2. ^ Gary Morris, Russ Meyer on the Supervixens, Bright Lights Film Journal n.2, 1975.
  3. ^ Spettacolo, cultura e varietà, in La Stampa, nº 199, 1978, p. 9.
  4. ^ [urlhttp://www.impawards.com/1975/supervixens.html Supervixens (1975)], impawards.com. URL consultato il 12 novembre 2017.
  5. ^ (EN) David K. Frasier, Russ Meyer—The Life and Films: A Biography and a Comprehensive, Illustrated and Annotated Filmography and Bibliography, McFarland, 1997, p. 154, ISBN 9780786480630.
  6. ^ In anteprima assoluta europea a Torino - Supervixens, in La Stampa, nº 181, 1977, p. 7.
  7. ^ Cinema - Prime visioni a Roma, in L'Unita, nº 243, 1977, p. 13.
  8. ^ Kevin Thomas, Los Angeles Times. 1975.
  9. ^ Ken Emerson, Boston Phoenix. 1975.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]