Superattinidi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tavola periodica degli elementi estesa - Modello di Pyykkö

I superattinidi sono elementi chimici ancora da scoprire che partono dal numero atomico 121 (unbiunio) al 153 (unpentrio), in cui i gusci di elettroni 5g e 6f sono riempiti[1].

Gli elementi oltre il numero atomico 92 (protoni dell'uranio) sono definiti transuranici; quando superano il 104 sono conosciuti come superpesanti. Questi ultimi non esistono in natura ma possono essere prodotti negli acceleratori di particelle, “sparando” dei nuclei relativamente leggeri contro nuclei più pesanti possibili.[2]

L'esistenza teorica della serie è stata proposta da Glenn T. Seaborg, vincitore del premio nobel per la chimica nel 1951 per la scoperta dei primi 5 elementi transuranici.

Il professor Pekka Pyykkö, università di Helsinki, ha esteso la tavola periodica degli elementi con un modello predittivo che porta il suo nome.

La serie dei superattinidi è stata predetta seguendo la serie dei transattinidi, elementi con numero atomico che supera il 103 (laurenzio), e posta sotto di essa nella tavola periodica degli elementi estesa.

Elementi[modifica | modifica wikitesto]

Superattinidi del blocco g
121
Ubu
122
Ubb
123
Ubt
124
Ubq
125
Ubp
126
Ubh
127
Ubs
128
Ubo
129
Ube
130
Utn
131
Utu
132
Utb
133
Utt
134
Utq
135
Utp
136
Uth
137
Uts
138
Uto
Superattinidi del blocco f
139
Ute
140
Uqn
141
Uqu
142
Uqb
143
Uqt
144
Uqq
145
Uqp
146
Uqh
147
Uqs
148
Uqo
149
Uqe
150
Upn
151
Upu
152
Upb
153
Upt

Nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

no ID origine significato lingua
0 nil nihil niente latino
1 un unus uno latino
2 bi bis due volte latino
3 tri tres tre latino
4 quad quattuor quattro latino
5 pent pente cinque greco
6 hex hex sei greco
7 sept septem sette latino
8 oct octo otto latino
9 enn ennea nove greco

[3]

Il nome di ogni elemento è derivato secondo le regole del comitato sulla nomenclatura IUPAC dal numero atomico (numero dei protoni, nelle equazioni indicato con la lettera Z[N 1]). Per esempio all'elemento con numero atomico 131 sarà attribuito il nome untriunio (o untriunium), dove l'identificativo un rappresenta unus (latino) che significa "uno" e tri da tres che significa "tre", di nuovo un (quindi è rappresentato 1 3 1) e termina con suffisso (in italiano io o in latino ium). Il simbolo sarà derivato dalle iniziali delle tre ID. Quindi all'untriunio ci si riferirà come elemento 131, con il simbolo UTU e sigla 131UTU[4]

Gli elementi transuranici come questo, se vengono sintetizzati, generalmente finiscono per essere chiamati con il nome dello scienziato o del laboratorio che vi hanno lavorato.[5]

Elemento 137[modifica | modifica wikitesto]

Il proseguimento della tavola periodica fino a Z=172

L'Untriseptio, cioè l'elemento 137, è talvolta chiamato feynmanio (simbolo Fy) poiché il fisico Richard Feynman notò che una interpretazione simplicistica dell'equazione relativistica di Dirac nei problemi con gli orbitali con

suggerisce che atomi neutri non possono esistere oltre l'Untriseptium, e che la tavola periodica degli elementi basata sugli orbitali quindi si blocca in questo punto.

Equazione relativistica di Dirac[modifica | modifica wikitesto]

Un'analisi più rigorosa calcola invece questo limite a

indicando quindi l'elemento 172 come l'ultimo possibile atomo neutro.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Prospetto tridimensionale dell'isola di stabilità teorica intorno a Z=118 e N=178

Gli unici elementi di questa regione della tavola periodica per cui ci sono stati tentativi di sintesi sono gli elementi 122, 124, 126, e 127.

Gli elementi in quest'area sono presumibilmente altamente instabili in relazione al decadimento radioattivo e hanno emivita (o semivita) estremamente breve (con la possibile eccezione dell'elemento 126).[1]

Al momento è stata teorizzata un'isola di stabilità per elementi con numero di protoni intorno a 118 e circa 178 neutroni.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dal tedesco Zahl (numero) usato dai primi ricercatori per indicare appunto il numero atomico.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]