Sunshine (film 2007)

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Sunshine
Sunshine boyle 2007.png
Titoli di testa del film
Titolo originaleSunshine
Paese di produzioneRegno Unito
Anno2007
Durata108 min
Generefantascienza, drammatico, thriller
RegiaDanny Boyle
SoggettoAlex Garland
SceneggiaturaAlex Garland
ProduttoreAndrew Macdonald, Bernard Bellew
Casa di produzioneDNA Films, Ingenious Film Partners, Moving Picture Company, UK Film Council
Distribuzione (Italia)20th Century Fox
FotografiaAlwin H. Kuchler
MontaggioChris Gill
Effetti specialiMoving Picture Company
MusicheJohn Murphy, Underworld
ScenografiaMark Tildesley
CostumiSuttirat Anne Larlarb
TruccoChristine Blundell
SfondiMichelle Day
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Sunshine è un film di fantascienza del 2007 diretto da Danny Boyle.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2057 il Sole si sta spegnendo; la Terra, e con essa il genere umano, rischia l'estinzione a causa di un conseguente congelamento globale. Per tentare di salvarla, è stato mandato in missione un esperto equipaggio composto da due astronauti e un gruppo di scienziati, a bordo dell'enorme astronave Icarus II, con l'incarico di gettare e detonare nella stella una gigantesca bomba atomica stellare (con massa pari a quella dell'isola di Manhattan), al fine di riattivare le reazioni nucleari all'interno del Sole ed evitarne lo spegnimento, come se si creasse una stella dentro la stella. A compiere la stessa missione, sette anni prima, nell'ambito dello stesso progetto, era stata mandata l'astronave Icarus I, pressoché uguale, di cui però si erano perse le tracce prima che raggiungesse il Sole e non si era saputo più nulla. Quella dell'Icarus II è l'ultima possibilità, perché per fabbricare la bomba è stato usato tutto il materiale fissile trovato sulla Terra.

Dopo aver perso i contatti con la Terra entrando nella zona morta del Sole (in cui non sono possibili comunicazioni a distanza), Harvey, il primo ufficiale addetto alle comunicazioni, capta tramite i sensori radio un segnale sonoro di soccorso da parte di Icarus I mentre passano presso Mercurio (il nucleo ferroso del pianeta fa da antenna). Poiché il successo della loro bomba è ancora solo ipotetico, il fisico di bordo Robert Capa suggerisce al capitano Kaneda di modificare la rotta della nave per cercare di raggiungere Icarus I e prendere la sua bomba stellare; in questo modo si avrebbero due tentativi disponibili per riaccendere il Sole e, in caso di fallimento della prima detonazione, si potrebbe tentare una seconda volta. L'ingegnere di bordo Mace invece non è d'accordo con i propositi di Capa (i due avevano già litigato poco prima, in quanto Capa aveva impiegato troppo tempo per mandare un videomessaggio alla sua famiglia, e Mace non aveva potuto mandare il suo messaggio perché nel frattempo si era entrati nella zona morta).

Mentre la nuova rotta viene calcolata, però, il navigatore esperto in matematica Trey non considera la variazione dell'angolo di avvicinamento al Sole e di conseguenza non fa in modo che sia modificata la posizione del gigantesco scudo che protegge la nave dai fortissimi venti solari, causando così il danneggiamento di alcuni pannelli a causa della variazione termica. Kaneda e Capa si mettono addosso delle tute spaziali ed escono dalla nave per riparare i pannelli manualmente attraverso una camminata nel vuoto. Un'appendice della nave rimane esposta al di fuori dello scudo venendo così disintegrata dal calore del Sole, che incendia due torri di comunicazione (ritenute non fondamentali) e, soprattutto, il giardino in cui si coltivano piante per avere ossigeno nella nave. Il computer di bordo entra in crisi con l'equipaggio in panico e Capa decide di rientrare per non essere investito dal calore del Sole, mentre Kaneda decide di sacrificarsi per riparare l'ultimo pannello.

Trey si demoralizza in quanto si ritiene colpevole della perdita del giardino dell'ossigeno e della morte di Kaneda, quindi lo psicologo di bordo Searle lo sottopone a degli antidepressivi. Icarus II raggiunge Icarus I, un gruppo composto da Capa, Searle, Harvey e Mace entra all'interno attraverso un apposito collegamento e scopre che la bomba stellare della nave è perfettamente integra e che il giardino della nave è molto fitto e rigoglioso, essendo rimasto incolto per sette anni. L'equipaggio dell'Icarus I sembra essere stato ridotto in polvere dall'osservazione della luce solare senza filtro e, anche se tutto il resto è in perfette condizioni, la nave non può essere mossa perché il computer di bordo è stato palesemente sabotato ed è quindi danneggiato irreparabilmente (motivo del segnale di soccorso). Il piano di usare la bomba della Icarus I come ulteriore tentativo è quindi annullato. Mace, però, nel tentativo di utilizzare il computer, avvia un filmato malfunzionante lasciato da Vim Pinbacker, il capitano dell'Icarus I, il quale, in preda ad un delirio mistico, dichiara di aver volontariamente rovinato la missione e ucciso tutti i suoi uomini, convinto che la fine dell'umanità sia il volere di Dio.

Improvvisamente l'Icarus I si smuove distruggendo la camera di compensazione, quindi bloccando i quattro uomini nel relitto. Searle decide di sacrificarsi rimanendo nella nave per sparare i restanti tre in un portellone aperto dell'Icarus II. Capa indossa l'unica tuta protettiva presente, mentre Harvey e Mace saranno costretti a coprirsi con il tessuto coibentante della nave e aggrapparsi nel volo. Capa e Mace riescono a rientrare nella propria nave attraverso il portellone aperto, mentre Harvey si distacca da loro e muore perso nel vuoto cosmico. Intanto Searle si suicida facendosi bruciare dai raggi solari non filtrati nell'osservatorio dell'Icarus I, soddisfacendo il suo desiderio di vedere la luce solare nella sua piena luminosità. Capa, Mace, Trey, la co-pilota Cassie e la biologa Cory sono sopravvissuti e, a causa della perdita del giardino, nella nave non resta abbastanza ossigeno affinché tutti loro riescano a raggiungere il sole e detonare la bomba. Cory opta per uccidere Trey, ma i quattro scoprono che quest'ultimo era così depresso che si è già suicidato.

La situazione sembrerebbe quindi essere migliorata (con solo 4 persone a bordo l'ossigeno dovrebbe bastare), però Capa esegue un controllo e improvvisamente il computer gli riporta che nella nave è presente un quinto personaggio non identificato. Capa si rende allora conto che il capitano Pinbacker, col corpo completamente ustionato dal Sole, è riuscito a salire a bordo della loro nave, nascondendosi nell'osservatorio, e sta cercando di sabotare anche questa seconda missione, dopo aver aspettato 7 anni. Pinbacker sabota il computer della nave e uccide Cory con un bisturi per poi pedinare Cassie per la nave, mentre Mace si sacrifica eroicamente immergendosi più volte nella vasca di refrigerazione per tentare di porre rimedio al sabotaggio compiuto da Pinbacker. Capa si rimette la tuta spaziale ed apre manualmente il portellone della nave, svuotandola completamente dell'ossigeno, per poi entrare nel modulo bomba con Cassie e sganciarsi lasciando che l'Icarus II venga bruciato dai venti solari. Nel modulo, i due vengono raggiunti da Pinbacker, ma riescono a sfuggirgli spellandogli addirittura un braccio, e Capa innesca manualmente l'immensa bomba dal suo interno mentre precipita nella stella. La dilatazione spaziotemporale causata dall'esplosione permette a Capa di osservare da vicino la superficie del Sole.

Nel finale, nella baia di Sidney congelata, la sorella di Capa sta guardando l'ultima trasmissione del fratello prima di entrare nella zona morta del Sole e, ammirando il cielo con i figli, vi nota un Sole particolarmente splendente: la missione dell''Icarus II sembra essere riuscita, considerando che Capa aveva detto nel messaggio che, siccome la luce solare impiega 8 minuti ad arrivare sulla Terra, sarebbe bastato accorgersi di un Sole molto luminoso per capire che l'umanità era salva.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

"Kenny", la tuta spaziale che protegge gli astronauti dagli effetti del Sole.

Nel marzo 2005, dopo aver ultimato Millions (2004)[1] il regista Danny Boyle venne preso in considerazione per dirigere 3000 Degrees, un progetto della Warner Bros. incentrato sull'incendio che nel 1999 distrusse una fabbrica di salsa Worcester in Massachusetts, causando sei morti. A causa però di controversie con i familiari delle vittime e di alcuni vigili del fuoco, il progetto venne in seguito abbandonato. Allo stesso tempo però Boyle ricevette una sceneggiatura scritta da Alex Garland, che aveva già affiancato il regista nel 2000, con The Beach e nel 2002 con 28 giorni dopo. Assieme al produttore Andrew Mcdonald presentarono la sceneggiatura alla 20th Century Fox, che però si dimostrò riluttante a finanziare un film simile al recente remake di Solaris visti bassi incassi ottenuti dalla pellicola. Il film venne quindi finanziato indirettamente, affidandosi alla Fox Searchlight Pictures. Il budget iniziale stimato però si aggirava sui 40 milioni di dollari, troppi anche per la Fox Seachlight, e quindi Mcdonald cercò altri finanziatori nel Regno Unito, ottenendo aiuti dall'Ingenious Film Partners[2]. Con i finanziamenti pronti, il film entrò in pre-produzione con l'intenzione di proiettarlo nelle sale cinematografiche nel luglio dello stesso anno[1]. Grazie alla precedente collaborazione con la Fox Searchlight per 28 giorni dopo, Boyle poté lavorare in completa libertà, usufruendo liberamente di un piccolo studio[3].

Boyle e Garland lavorarono sulla sceneggiatura per un anno, spendendo altri due anni per la produzione e il montaggio degli effetti speciali, e tre mesi per ultimare le riprese[4]. Dopo aver terminato i lavori, Boyle affermò che non avrebbe più rivisitato il genere della fantascienza, citando la produzione come un'"esperienza massacrante"[5] e che gli aveva anche permesso di superare le proprie paure riguardo ai molteplici problemi che avrebbe incontrato nella produzione di un film di tale genere[6].

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

« Ciò che mi interessava era l'idea che si potesse arrivare ad un punto in cui la sopravvivenza dell'intero pianeta ricadesse sulle spalle di un solo uomo, e come questo potesse dargli alla testa. »

(Alex Garland, sceneggiatore[7].)

Lo sceneggiatore Alex Garland per scrivere Sunshine si ispirò direttamente alla teoria della morte termica dell'universo[8], in particolare da un articolo che «proiettava il futuro dell'umanità in una prospettiva completamente scientifica ed atea»[5]. L'articolo era stato pubblicato da un periodico scientifico statunitense, e Garland si chiese cosa sarebbe successo se il sole fosse morto[7]. Garland sottopose quindi la sceneggiatura al regista Danny Boyle che la accolse di buon grado, rimuginando da tempo l'idea di girare un film fantascientifico ambientato nello spazio[9]. Boyle e Garland lavorarono sulla sceneggiatura per un anno, ideando oltre 35 progetti durante i loro esperimenti[10].

Boyle considerò inoltre la storia di Sunshine come un approccio controintuitivo al problema contemporaneo del surriscaldamento globale, con la morte del sole che diventa una minaccia[9]. Originariamente, Sunshine venne pensato con un'introduzione di una voce fuori campo che racconta dei genitori che insegnano ai figli di non guardare il sole, e di come i bambini sarebbero invece stati spinti a farlo proprio dal divieto. Boyle descrive il sole come una personalità quasi divina all'interno del film, creando una dimensione psicologica per gli astronauti a causa delle sue enormi dimensioni e della sua potenza[11]. Il regista ha inoltre descritto l'antagonista come basato sulla luce, spiegando che «è stata abbastanza una sfida, visto che generalmente al cinema la paura scaturisce dall'oscurità e non dalla luce». I personaggi invece dovevano provare l'esperienza di un viaggio psicologico in cui ogni persona fosse stremata mentalmente e psicologicamente arrivando a mettere in dubbio le proprie convinzioni[12]. Per catturare e trasmettere il pericolo del viaggio al quale gli attori sarebbero stati sottoposti, Boyle ha affermato di essersi ispirato alla divulgazione scientifica di Bill Bryson Breve storia di (quasi) tutto[13].

La storia venne inoltre scritta in parte per riflettere la brillante e «necessaria arroganza» della scienza della vita reale, nel momento in cui agli scienziati del mondo viene presentata la crisi che minaccia la Terra[14]. L'ambientazione temporale della trama, 50 anni nel futuro, venne scelta per non sembrare troppo distante dalla realtà odierna, ma al tempo stesso per permettere un viaggio verso il sole con tecnologia avanzata e futuristica. Vari consulenti scientifici, teorici del futuro e produttori di strumentazioni tecnologiche vennero consultati per meglio delineare una strumentazione realistica[9].

Per ricreare l'ambientazione, Boyle e Garland, si affidarono anche a impiegati della NASA e a vari astrofisici[14]. Un fisico in particolare, Brian Cox dell'università di Manchester, venne consultato per istruire gli attori, dopo che il regista aveva notato il lavoro svolto da Cox con il cast del programma televisivo Horizon[15].

Il fisico tenne regolari lezioni ai membri del cast sulla fisica del sole. Cox consigliò inoltre a Boyle e Garland di ridurre le dimensioni della bomba nucleare trasportata dall'astronave Icarus II, per parificarla alle dimensioni dell'isola di Manhattan, anziché delle dimensioni della Luna come inizialmente pensato. Nel retroscena del film, la causa della morte del Sole è una Q-ball, ma secondo Cox il Sole nella realtà non sarebbe denso abbastanza per fermare una Q-Ball. Boyle ha quindi deciso di usare arbitrariamente una licenza poetica per descrivere tale scena, impossibile nella realtà[8].

Nella sceneggiatura originale era inclusa anche una sottotrama romantica[16] che trattava una scena di sesso tra i personaggi di Capa (Cillian Murphy) e Cassie (Rose Byrne) nel giardino dell'ossigeno dell'astronave[17]. Tuttavia Boyle considerò una relazione nello spazio come una cosa troppo «imbarazzante», escludendo quindi la sottotrama amorosa[16], cercando ulteriormente di distaccare la parte sentimentale dei personaggi l'uno dall'altro, assicurandosi che gli attori utilizzassero poco o nessun trucco o makeup per evitare situazioni equivoche[18]. Il regista evitò anche di includere dello humor nella sceneggiatura, con l'eccezione di poche gag. Credendo che tale umorismo si sarebbe inserito male nel contesto della storia[19].

(EN)

« You get intensity of experience in space movies but not joy. So there's not much room for comedy or sex - everything is waiting to destroy you »

(IT)

« Puoi avere una gran intensità di esperienze in un film ambientato nello spazio, ma non gioia. Quindi non ci sono abbastanza occasioni per scene umoristiche o sessuali - tutto è li che aspetta di distruggerti »

(Danny Boyle[20])

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Danny Boyle decise di scegliere un cast artistico misto e complesso, in modo da incoraggiare un processo più democratico, similmente a come era avvenuto per il film Alien di Ridley Scott. Gli attori vennero selezionati anche in base all'etnia in modo da rendere l'equipaggio multietnico per meglio rispondere al concetto della missione «in nome di tutta l'umanità»[14]. Tuttavia l'equipaggio venne composto con attori di nazionalità americana e asiatica, supponendo che nel futuro i programmi spaziali della NASA e il Programma spaziale cinese fossero comunque quelli più avanzati[21]. Boyle venne informato che anche i programmi spaziali di Brasile e India erano piuttosto avanzati, ma decise di ignorarli per evitare di creare un cast esageratamente disparato[22]. Il produttore, Andrew Mcdonald, richiese che venisse selezionato un cast che potesse ostentare un accento americano di alto livello, in modo da poter accontentare un'audience molto vasta rientrando comunque nel budget di basso livello prefissato per tale progetto[23].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto un'accoglienza critica positiva, detenendo un voto di 75% di critica positiva su Rotten Tomatoes con il seguente sottotesto: "Sunshine compie il duplice requisito necessario per diventare un classico della fantascienza: visuali abbaglianti con azione intelligente."[24]. Roger Ebert diede il voto di 3 stelle su 4 trovando gli effetti speciali "convincenti e spietati" e definendo che il punto forte del film è il modo in cui "si concentra sull'enormità della missione e le sue conseguenze"[25]

Sean Axmaker, critico del Seattle Post-Intelligencer, scrisse: "Un'odissea visionaria con una grazia, stupore e un impatto visivo che richiama un 2001: Odissea nello Spazio per il nuovo millennio con echi del rozzo equipaggio industriale da Alien, l'ecologia de 2002: la seconda odissea, e la sbrogliata sanità mentale di Dark Star"[26]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Edward Douglas, In the Future With Danny Boyle, Coming Soon.net, 3 marzo 2005. URL consultato il 13 gennaio 2007.
  2. ^ (EN) John Horn, Danny Boyle feels the heat with 'Sunshine', Los Angeles Times, 7 gennaio 2007.
  3. ^ (EN) Kurt Loder, Danny Boyle's Space Odyssey, MTV.com, 12 luglio 2007. URL consultato il 24 luglio 2007.
  4. ^ (EN) Eric Alt, Danny Boyle Basks in the 'Sunshine', Premiere magazine.com, [collegamento interrotto]. URL consultato il 24 luglio 2007.
  5. ^ a b (EN) Mark Kermode, 2007: a scorching new space odyssey, The Observer, 25 marzo 2007. URL consultato il 6 dicembre 2010.
  6. ^ (EN) Michelle Nichols, INTERVIEW - 'Sunshine' director Boyle vows no return to space, Reuters, 18 luglio 2007. URL consultato il 24 luglio 2007.
  7. ^ a b (EN) Kevin Bourke, Flying into the sun, Manchester Evening News, 27 marzo 2007. URL consultato il 20 luglio 2007.
  8. ^ a b (EN) Roger Highfield, How to make science really shine (XML), The Daily Telegraph, 13 marzo 2007. URL consultato il 19 luglio 2007.
  9. ^ a b c (EN) Patrick Kolan, Interview: Danny Boyle, IGN, 14 marzo 2007. URL consultato il 19 luglio 2007.
  10. ^ (EN) The Danny Boyle Webchat Transcript, Empire online.com. URL consultato il 20 luglio 2007.
  11. ^ (EN) Daniel Fienberg, A CONVERSATION WITH DIRECTOR DANNY BOYLE, Filter magazine.com, 3 settembre 2007. URL consultato il 21 settembre 2007.
  12. ^ (EN) Mark Salisbury, 'Sunshine' set visit, Time Out.com, 29 marzo 2007. URL consultato il 20 luglio 2007.
  13. ^ (EN) Jacob Ward, The Terrifying Science Behind Danny Boyle's Sunshine, Popular Science.com, luglio 2007. URL consultato il 21 settembre 2007.
  14. ^ a b c (EN) Rosalie Higson, Space riders of the apocalypse, The Australian, 28 marzo 2007. URL consultato il 20 luglio 2007.
  15. ^ (EN) Darren Rea, Dr. Brian Cox, Sci-Fi-Online.com, 27 agosto 2007. URL consultato il 10 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2007).
  16. ^ a b (EN) Laura Heifetz, Trainspotting Director: No Sci-Fi Sex, Radar magazine online, 28 giugno 2007. URL consultato il 28 luglio 2007.
  17. ^ (EN) Charlotte O'Sullivan, A star is reborn, Evening Standard, 3 aprile 2007. URL consultato il 24 luglio 2007.
  18. ^ (EN) Ben Rawson-Jones, 'Sunshine' director Danny Boyle, Digital Spy, 4 aprile 2007. URL consultato il 20 luglio 2007.
  19. ^ (EN) Michael James Allen, An Interview with Danny Boyle, Lumino Magazine, 23 luglio 2007. URL consultato il 21 settembre 2007.
  20. ^ (EN) Jennie Punter, Danny Boyle can't find room for love in outer space, Globe and Mail, 20 luglio 2007.
  21. ^ (EN) Scheda sul film di SunshineDNA.com
  22. ^ (EN) Sheila Roberts, Danny Boyle Interview, Sunshine (2007), MoviesOnline.ca. URL consultato il 28 luglio 2007.
  23. ^ (EN) Katja Hofmann, Scout's report: 3 pix poised for multiplexes, Variety, 27 novembre 2005. URL consultato il 19 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2007).
  24. ^ (EN) Sunshine (2007), Rotten Tomatoes. URL consultato il 22 marzo 2014.
  25. ^ (EN) Sunshine, Roger Ebert. URL consultato il 22 marzo 2014.
  26. ^ (EN) 'Sunshine' is a bright star in the sci-fi movie catalog, Sean Axmaker. URL consultato il 22 marzo 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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