Sultanato di Zanzibar

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Sultanato di Zanzibar
Sultanato di Zanzibar – Bandiera Sultanato di Zanzibar - Stemma
Sultanato di Zanzibar - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Sultanate of Zanzibar
(Usultani wa Zanzibar)
Lingue ufficiali Swahili, arabo, inglese
Lingue parlate Swahili
Capitale Mji Mkongwe (dal 1890 Stone Town)
Dipendente da Regno Unito Regno Unito
(1890-1963)
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta
(1856-1963)
monarchia costituzionale (1963-1964)
(sultanato)
Nascita 19 ottobre 1856 con Majid bin Sa'id
Causa Separazione dal sultanato di Oman
Fine 12 gennaio 1964 con Jamshid bin Abdullah
Causa Rivoluzione di Zanzibar
Territorio e popolazione
Bacino geografico Arcipelago di Zanzibar
Massima estensione 2 650 k nel 1964
Popolazione 300.000 abitanti nel 1964
Economia
Valuta Ryal di Zanzibar (1882-1908),
rupia di Zanzibar (1908-1935),
scellino dell'Africa Orientale (1921-1963)
Risorse Spezie (chiodi di garofano), rafia
Commerci con Tanganica, Kenya, Somalia, Eritrea
Religione e società
Religioni preminenti Islam sunnita
Religioni minoritarie Cristianesimo
Classi sociali Nobiltà, clero, popolo
Sultanato di Zanzibar - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag Portugal (1707).svg Impero Portoghese (1500-1698)
Flag of Muscat.svg Sultanato di Mascate e Oman
Succeduto da Tanzania Tanzania

Il sultanato di Zanzibar fu uno Stato indipendente dal 1856 al 1890 e protettorato britannico dal 1890 al 1963. Pienamente autonomo per circa un mese tra il dicembre 1963 e il 12 gennaio 1964, quando la rivoluzione fece decadere la monarchia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera del sultanato di Zanzibar dal 10 dicembre 1963 al 12 gennaio 1964
Il palazzo del sultano (Stone Town)

Nel 1698, Zanzibar divenne parte dei possedimenti d'oltremare dell'Oman e assoggettata al potere del suo sultano. I portoghesi ne furono espulsi e il traffico degli schiavi sotto il governo omanita prosperò insieme ad un fiorente commercio delle spezie.

Sa'id bin Sultan trasferì la capitale da Mascate, in Oman, a Stone Town (isola di Zanzibar) nel 1840. Dopo la sua morte nel 1856, i figli entrarono in conflitto per la successione. Il 6 aprile 1861 Zanzibar e l'Oman si divisero in due principati separati. Majid bin Said Al-Busaid (18341870), il sesto figlio, divenne sultano di Zanzibar, mentre suo fratello, il terzogenito, Thuwaini bin Said divenne sultano dell'Oman.[1]

Durante questo periodo, il sultano di Zanzibar dominava una parte rilevante della costa orientale africana, nota come Zanj, comprendente Mombasa e Dar-es-Salaam, e le rotte commerciali che si estendevano molto all'interno dell'Africa, come Kindu sul fiume Congo. Nel novembre 1886, una commissione anglo-tedesca fissò i confini in una striscia larga dieci miglia nautiche (19 km) lungo la costa da Capo Delgado (nell'odierno Mozambico) a Kipini (ora in Kenya), che includeva tutte le isole e molte città in quella che oggi è la Somalia. Tuttavia, dal 1887 al 1892, tutti questi possedimenti di terraferma furono progressivamente perduti[2] a vantaggio delle potenze coloniali del Regno Unito, della Germania e dell'Italia, sebbene alcune non furono formalmente vendute o cedute fino al XX secolo (Mogadiscio agli italiani nel 1905 e Mombasa ai britannici nel 1963).

L'Impero britannico ebbe il sopravvento e la sua egemonia fu formalizzata nel 1890 dal trattato di Helgoland-Zanzibar, in cui la Germania si impegnava a non interferire con gli interessi di Londra sull'isola africana. Zanzibar acquisì lo status di protettorato nello stesso anno. Gli inglesi nominarono i propri visir dal 1890 al 1913 e, in seguito, i residenti dal 1913 al 1963.[3]

I sultani continuarono ad avvicendarsi, seppure con potere ridotto, e a soggiornare nelle loro sfarzose residenze. Il 27 agosto 1896 il protettorato fu protagonista della più breve guerra documentata della storia, che si concluse con la resa e l'abdicazione del sultano usurpatore Khalid bin Barghash dopo 45 minuti di cannoneggiamento sul palazzo del sultano da parte della marina britannica, il cui intervento era stato richiesto dal sultano legittimo spodestato.[4]

Il sultanato riottenne la completa indipendenza il 19 dicembre 1963, ma la rivolta del 12 gennaio successivo (rivoluzione di Zanzibar) pose fine alla monarchia costituzionale appena istituita. Subito cominciarono le trattative per la fusione con l'ex colonia inglese Tanganica, realizzata formalmente il 26 aprile 1964: aveva così origine l'odierno Stato della Tanzania.[5]

Sultani di Zanzibar (19 ottobre 1856 - 12 gennaio 1964)[modifica | modifica wikitesto]

1 pysar del 1882 (Barghash bin Said)
Francobollo del 1921
Stone Town con la cattedrale nel 1938
Ritratto Nome Regno Consorte Note
Majid Bin Saiid.jpg Majid bin Said 19 ottobre 1856 - 7 ottobre 1870 primo sultano di Zanzibar, figlio di Said bin Sultan (1806-1856), della dinastia Al Bu Sa'idi, ultimo sovrano di Oman e Zanzibar
Barghash bin Said of Zanzibar.jpg Barghash bin Said 7 ottobre 1870 - 26 marzo 1888
Seyid Chalifa ben Said.jpg Khalifah bin Said 26 marzo 1888 - 13 febbraio 1890
Ali bin said.jpg Ali bin Said 13 febbraio 1890 - 5 marzo 1893 fratello del precedente
Hamad bin Thwiny.jpg Hamad bin Thuwaini 5 marzo 1893 - 25 agosto 1896 Sayyida Turkia bint Turki Al-Said nipote del precedente
Kalid bin Barghash.jpg Khalid bin Barghash 25 agosto 1896 - 27 agosto 1896 figlio del secondo sultano
Hamoud bin mhamed.jpg Hamoud bin Mohammed 27 agosto 1896 - 18 luglio 1902 Sayyida Khanforah bint Majid Al-Busaid abolì la schiavitù
Zanz-Ali II.jpg Ali bin Hamud 18 luglio 1902 - 8 dicembre 1911 figlio del precedente
Khalifa bin Hareb.jpg Khalifa bin Harub 9 dicembre 1911 - 9 ottobre 1960 Sayyida Matuka bint Hamud Al-Busaid (sorella di Ali bin Hamud) cognato del precedente
Abdullah bin Khalifa 9 ottobre 1960 - 1º luglio 1963 figlio del precedente
Zuleika bin Abdullah al-Aufi 1º luglio 1963 - 12 gennaio 1964 figlio del precedente e ultimo sultano di Zanzibar; il suo erede è il primogenito Principe Sayyid Ali Bin Jamshid Al-Said

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicolini, p. 19
  2. ^ Giacobazzi-Fava, p. 29
  3. ^ Downer, p. 36
  4. ^ Nicolini, p. 29
  5. ^ Finke, p. 181

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Declich, Sulla storia del sultanato ãlbũsa'īde e sull'Islām della Costa Swahili nel XIX secolo alla luce delle fonti in arabo dell'Archivio Nazionale di Zanzibar, Aracne, Roma 2004.
  • Martyn Downer, The Sultan of Zanzibar, Black Spring Press, London 2011.
  • Jens Finke, Zanzibar, Vallardi, Milano 2010.
  • Tommaso Giacobazzi-Gianni Fava, Zanzibar, Roma 1995.
  • Beatrice Nicolini, Il sultanato di Zanzibar nel XIX secolo: traffici commerciali e relazioni internazionali, L'Harmattan Italia, Torino 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]