Sulpicio Apollinare

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Sulpicio Apollinare (in Latino: Sulpicius Apollinaris; Cartagine, metà II secolo d.C. – ...) è stato un grammatico romano, forse di origine africana.

Grammatico e allievo, formella di Luca della Robbia

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu maestro di Aulo Gellio, che lo cita nelle Noctes Atticae[1] e di Elvio Pertinace[2], il quale, prima di essere acclamato imperatore nel 192 in seguito alla morte di Commodo, fu lui stesso un grammatico.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sappiamo che compì studi significativi sulla metrica di Virgilio, del quale apprezzò soprattutto l'Eneide, e delle commedie di Terenzio e Plauto. Dalle citazioni di Gellio, comunque, appare soprattutto come un linguista e grammatico, più che editore e filologo.

In questo senso, ci restano le periochae (riassunti) in versi delle commedie di Terenzio [3]; un epigramma in 3 distici elegiaci sulla conservazione della Eneide, citato da Elio Donato nella sua Vita di Virgilio; gli argumenta (riassunti) dei singoli libri, per un totale di 78 versi divisi in sestine esametriche [4]ː tuttavia, «per la loro grossolanità e i loro errori d'interpretazione, non possono risalire al medesimo esimio grammatico, che ha scritto i gustosi argumenta delle commedie terenziane»[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Non meno di 13 volte.
  2. ^ E. Paratore, La letteratura latina dell'Età imperiale, Firenze, Sansoni/Accademia, 1970, p. 249.
  3. ^ Pubblicate dagli editori di Terenzio, R. Kauer e W. M. Lindsay, nell'edizione Teubner del 1926.
  4. ^ Anthologia Latina, n. 653 ed. Riese.
  5. ^ E. Paratore, La letteratura latina dell'Età imperiale, Firenze, Sansoni/Accademia, 1970, p. 250; L. Holford–Strevens, Aulus Gellius, London, Duckworth, 1988, pp. 61-62.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. W. Beck, Sulpicius Apollinaris, Groningen 1884.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • {LA} Frammenti delle periochae in versi da Musisque Deoque.