Sull'amore (Plutarco)

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Sull'amore
Titolo originaleἘρωτικός
Altri titoliAmatorius
Plutarch of Chaeronea-03.jpg
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePlutarco
1ª ed. originaleI-II secolo d.C.
Generedialogo
Sottogenerefilosofia
Lingua originalegreco antico
SerieMoralia

Sull'amore (o Amatorius) è un'opera di Plutarco in forma dialogica[1].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il dialogo è raccontato dal figlio di Plutarco, Autobulo, che narra come abbia portato la sua giovane moglie alla festa di Eros a Tespie per offrire preghiere e sacrifici al dio affinché ricomponga il dissidio tra le famiglie dei due giovani.

Il dialogo vero e proprio, però, si tiene nel tempio delle Muse sul vicino Elicona, dove Plutarco stesso e i suoi amici si sono ritirati per maggior tranquillità, visto che la festa è stata turbata dal fatto che il giovane eromenos tespiese Baccone si è innamorato della giovane vedova Ismenodora e i due si sono rivolti, appunto, a Plutarco per avere consigli su come procedere.

A metà della discussione si apprenderà[2] che Ismenodora ha "rapito" un consenziente Baccone per fuggire insieme (Baccone è minorenne) e sposarlo.

Analisi critica[modifica | modifica wikitesto]

Plutarco presenta un'immagine idealizzata del dio Eros che, tuttavia, implica che il suo grande potere sull'uomo e il suo primato su ogni aspetto della vita creano le premesse per una collisione tra il pubblico e il privato. Nonostante l'ispirazione platonica, l'autore valuta negativamente l'amore omosessuale (difeso da Pisia), a scapito delle relazioni matrimoniali, presentate come la forma ideale d'amore e, in effetti, prende le distanze dalle tre scuole filosofiche che si sono espresse sull’amore (epicurei, platonici e stoici), in modo particolare dall’opinione di Zeusipppo che “assimila l’amore all’istinto che conduce l’anima al degrado”[3].

Nell’amore ad Afrodite, che costituisce la componente fisica, deve unirsi Eros, la componente spirituale ed affettiva che proietta gli individui interessati da questo sentimento nell’orizzonte di un progetto che non è solo di coppia, ma si realizza completamente nello spazio civico. Al contrario il soddisfacimento di un capriccio prodotto dalla pulsione erotica tra due individui dello stesso sesso finisce per appiattirli entrambi sul momento dell’incontro fisico che, privo di πειθώ e χάρις, risulta al contrario frutto di violenza, sfrenato e sfrontato[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 748e-771e.
  2. ^ 754E-755A.
  3. ^ 767C.
  4. ^ 751D-E.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Plutarco, Sull’amore, Traduzione di Vittoria Longoni, Milano, Piccola Biblioteca Adelphi, 188, 1986. isbn = 978-88-459-0649-7
  • Tutti i Moralia. Prima traduzione italiana completa. Testo greco a fronte, Coordinamento di Emanuele Lelli e Giuliano Pisani, Collana Il pensiero occidentale, Milano, Bompiani, 2017, pp. 3264, ISBN 978-88-452-9281-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]