Suleyman Shah

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Suleyman Shah
سلیمان شاه
Capo della tribù dei Kayı
(pre-Impero ottomano)
In carica 1230 ?
Predecessore Qutalmish
Successore Ertuğrul
Nascita c. 1178[1]
Morte Eufrate, 1236
Luogo di sepoltura Qal'at Ja'bar
Dinastia ottomana
Padre Qutalmish
Religione Islam

Suleyman Shah (persiano: سلیمان شاه‎, Suleymān Shāh, nome completo Süleyman bin Kaya Alp (persiano: سلیمان بن کیا آلپ‎‎) fu il figlio di Qutalmish e il padre di Ertuğrul, che, a sua volta, sarà il padre di Osman I, il fondatore dell'Impero che porterà il suo nome (Impero ottomano). Fu anche padre di Saru Yatı, il padre di Bay Hoja. Si dice che Suleyman Shah sia affogato nel fiume Eufrate, in Siria, quando, assieme alla sua tribù sconfitta, stava fuggendo all'invasione mongola.[2]

La sua tomba, a Qal'at Ja'bar o nei suoi pressi, è stata storicamente associata a lui.[3] In accordo con l'Articolo 9 del Trattato di Ankara del 1921, firmato da Francia e Turchia, un'area di 8000 metri quadrati, contenente la tomba, è rimasta assegnata al territorio turco, costituendo un'exclave siriana.[4]

L'area su cui sorgeva la tomba fu individuata nel 1921 e fu più tardi inondata nel 1974 dal Lago Assad, il reservoir della Diga di Tabqa, l'exclave legale e la tomba furono spostate in un nuovo sito, 80 km più a settentrione di Qalʿat Jaʿbar, a 36°38′19.54″N 38°12′26.9″E / 36.638761°N 38.207472°E36.638761; 38.207472,[5] sulla sponda dell'Eufrate, non lungi dalla cittadina di Sarrin, e sistemata a 35 km dalla frontiera turca.
La Turchia repubblicana ha mantenuto una piccola presenza militare sul luogo, come guardia in onore all'interno del monumento e ha seguitato a mantenerla durante tutta la guerra civile siriana.[6]

Nel febbraio 2015, il governo turco ha inviato truppe per evacuare la tomba e far rientrare i militari colà stanziati, per una nuova loro dislocazione. Il Primo ministro turco, Ahmet Davutoğlu, ha scritto sul suo account twitter che le truppe e la tomba sarebbero state evacuate in territorio turco, dicendo che il manufatto sarebbe stato spostato altrove, sempre in territorio siriano, per creare una nuova exclave turca.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Turkey2
  2. ^ La tombe de Suleiman Shah, un bout de Turquie en Syrie
  3. ^ D. Sourdel, «Djabar or Ḳalat Djabar», in P. Bearman, Th. Bianquis, C.E. Bosworth et al. (a cura di), The Encyclopaedia of Islam, 2nd, Brill online, 2009.
  4. ^ (FR) Franco-Turkish agreement of Ankara (PDF), su hri.org. URL consultato il 19 settembre 2009.
  5. ^ R. Burns, Monuments of Syria. An historical guide, Londra, I.B. Tauris, 1999, pp. 180–181, ISBN 1-86064-244-6.
  6. ^ Are Turkish troops guardians or accidental hostages at Syrian tomb?, in al-Monitor, 5 febbraio 2015.
  7. ^ (EN) Turkey sends military into Syria, evacuate troops and tomb, in YnetNews, 22 febbraio 2015. URL consultato il 22 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]