Suffragette (film)

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Suffragette
Suffragette.jpg
Helena Bonham Carter e Carey Mulligan in una scena del film
Titolo originaleSuffragette
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneRegno Unito
Anno2015
Durata106 min
Generedrammatico, storico
RegiaSarah Gavron
SceneggiaturaAbi Morgan
ProduttoreAlison Owen, Faye Ward
Produttore esecutivoNik Bower, Katherine Butler, Cameron McCracken, James Schamus
Casa di produzioneRuby Films, Pathé, Film4
Distribuzione (Italia)BiM Distribuzione
FotografiaEduard Grau
MontaggioBarney Pilling
MusicheAlexandre Desplat
ScenografiaAlice Normington
CostumiJane Petrie
TruccoCharlotte Rogers, Tapio Salmi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Suffragette è un film del 2015 diretto da Sarah Gavron con protagoniste Carey Mulligan, Anne-Marie Duff e Helena Bonham Carter. Nel cast vi è anche Meryl Streep, nei panni di Emmeline Pankhurst, attivista e politica britannica che guidò il movimento suffragista femminile del Regno Unito[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Londra, 1912. Maud è una giovane donna dell'East End londinese che lavora da quando aveva sette anni in una lavanderia, dove ogni giorno rischia di ferirsi e ammalarsi. Benché sotto la costante minaccia di subire gli abusi del suo capo, il signor Taylor, Maud conquista una certa sicurezza dopo aver sposato un collega della lavanderia, Sonny. I due hanno un figlio di nome George.

Un giorno, durante una consegna di lavoro, Maud si ritrova nel bel mezzo di una manifestazione violenta nel centro di Londra. Delle Suffragette stanno spaccando alcune vetrine nel corso della loro prima protesta militante, esasperate dal diniego della loro decennale rivendicazione del diritto di voto alle donne da parte di tutti i governi via via succedutisi. Maud rimane scossa e stupita nel vedere anche una collega della lavanderia, Violet nella folla delle militanti. Percependo il suo interesse, Violet cerca di persuadere Maud ad unirsi alla lotta e a diventare un'attivista del movimento delle Suffragette. Benché spaventata dai rischi che questo comporta, Maud inizia a rendersi conto che, senza il voto, le speranze per un futuro migliore sono molto scarse. Maud conosce poco dopo Edith, una farmacista locale che, insieme al marito, gestisce una base segreta delle Suffragette nel retrobottega del loro negozio.

Quando l'attivista dell'alta borghesia, Alice, invita le donne della lavanderia del signor Taylor in Parlamento a rendere testimonianza delle loro condizioni di lavoro Maud comincia ad abbracciare la causa delle Suffragette. Violet avrebbe dovuto fare l’intervento, ma, essendo stata picchiata dal marito, non potrà parlare e Maud prenderà il suo posto facendo a David Lloyd George, un rappresentante della Camera dei Comuni, un resoconto della sua vita lavorativa. L’uomo promette di prendere in considerazione la testimonianza di Maud nell'imminente dibattito parlamentare sulla concessione del diritto di voto alle donne.

Alcuni mesi dopo, però, una calca di Suffragette in attesa davanti alla Camera dei Comuni, si sente annunciare che il suffragio non è stato approvato. Mentre dalla folla si leva il clamore della protesta, la polizia parte alla carica, picchiando e arrestando molte donne, tra cui Maud, in una aggressione non provocata.

Maud viene detenuta in carcere per una settimana. Le Suffragette che incontra in prigione, tra cui Emily Davison, mostrano un livello di coinvolgimento nella causa che la spaventa.

Quando torna in libertà, Maud trova Sonny furente perché si vergogna per il suo arresto. La donna cerca di prendere le distanze dal movimento, ma ormai si sente coinvolta. Si unisce a Violet ed Edith per recarsi a un discorso clandestino reso davanti a un raduno di donne, dalla leader del movimento delle Suffragette Emmeline Pankhurst, latitante. La signora Pankhurst incita la folla di donne all’azione militante. Ma la polizia fa irruzione e, mentre Mrs. Pankhurst riesce a fuggire, Maud e altre donne vengono di nuovo portate via dalla polizia. Sonny stavolta sbatte la moglie fuori di casa e, esercitando un suo pieno diritto, le vieta di vedere il figlio. La giovane donna è costretta a rifugiarsi in una pensione, con il sostegno economico delle altre Suffragette.

Intanto Maud è stata attentamente studiata dall' ispettore Steed, funzionario del Met (Metropolitan Police Service), incaricato dell'operazione segreta di sorveglianza. Il governo inglese prende seriamente la minaccia militante delle Suffragette tant'è che ricorre per la prima volta a fotografie scattate di nascosto per ottenere delle sentenze di condanna penale di alcune donne del movimento. Steed ritiene che riuscirà a trasformare in un’informatrice Maud, perché la considera isolata e vulnerabile.

Dopo la pubblicazione sui giornali delle fotografie di Suffragette militanti, tra le quali ce n’è una di Maud, il signor Taylor licenzia la giovane donna dalla lavanderia. Per l'ingiustizia subita, Maud scaglia un ferro da stiro bollente contro la mano di Taylor e si rassegna a una denuncia penale. In questa occasione Steed la avvicina, convinto che crollerà e collaborerà con lui. Le annuncia che non sporgerà denuncia se, in cambio, Maud lo aiuterà ad infiltrarsi nel movimento e lo informerà delle attività della cellula a cui appartiene.

Maud ha un breve momento di tentennamento, ma alla fine respinge le offerte di Steed. Si unisce ad Edith e Violet nel pianificare una serie di attacchi alle linee di comunicazione, tagliando i fili del telegrafo, piazzando bombe incendiarie nelle cassette della posta, per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ma la classe dirigente riesce a contenere la copertura stampa dei loro gesti eclatanti e il sostegno al movimento comincia a venir meno quando alcune Suffragette, compresa Violet che è di nuovo incinta, contestano gli eccessi dell'azione della polizia. Violet abbandona la cellula, spaventata per le conseguenze. Maud invece non rinuncia alla lotta soprattutto quando Sonny dà in adozione il loro figlio. Si schiera con Edith ed Emily nell'audace tentativo di far saltare in aria la casa di villeggiatura di Lloyd George. Ma ancora una volta l'establishment riesce a minimizzare l'eco dell'evento sui mezzi di informazione. Maud viene nuovamente arrestata e stavolta, come moltissime Suffragette prima di lei, inizia lo sciopero della fame. Dopo cinque giorni di digiuno, viene brutalmente costretta ad alimentarsi. Una prassi dalla quale rifugge persino Steed poiché sa che può essere fatale: se, infatti, una delle Suffragette dovesse morire nelle mani dei secondini, il movimento avrebbe la sua martire e l'interesse dei media sarebbe incontrollabile.

Maud sopravvive e non appena viene rilasciata insieme a Emily ed Edith, le tre donne intraprendono il loro piano più audace per attirare l'attenzione pubblica sulle loro rivendicazione. Edith, però, è troppo debole per via dell'alimentazione forzata, così Maud ed Emily si recano da sole a Epsom, sede del famoso ippodromo dove il cavallo del re gareggerà di fronte ai mezzi di informazione di tutto il mondo. Steed intanto scopre il loro piano e le insegue fino a Epsom, temendo un gesto sconsiderato da parte di Maud. Arriva troppo tardi per impedire il fatale tentativo di Emily di interrompere la corsa e bardare dei colori delle Suffragette il cavallo del re. Ora il movimento delle suffragette ha la sua martire Al funerale di Emily cui Maud, Edith, Violet e le altre suffragette partecipano l'atmosfera è di dolore e di speranza: i funerali, infatti, sono una notizia da prima pagina e il vento del cambiamento sta soffiando.

Il parlamento britannico concesse il diritto di voto alle donne al di sopra dei 30 anni nel 1918, a condizione che fossero già iscritte al registro degli elettori provinciali o che lo fosse il loro marito, oppure che avessero delle proprietà, o che fossero studentesse universitarie in una circoscrizione universitaria, come Oxford e Cambridge. Nel 1928 tutte le donne al di sopra dei 21 anni ottennero il diritto di votare come i coetanei maschi, pur senza obblighi di leva, come invece previsto per il sesso maschile[2].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2011, le aziende Film4 Productions, Focus Features e Ruby Films annunciano l'avvio della produzione di un film sull'inizio del movimento femminista e la lotta per l'emancipazione e per il diritto di voto per le donne del XIX secolo e XX secolo[1]. Assieme all'annuncio dell'avvio del progetto, vengono subito ufficializzate la regista Sarah Gavron e la sceneggiatrice Abi Morgan[1].

Il 24 ottobre 2013 viene annunciato che il British Film Institute finanzia il progetto e la Pathé prende il posto della Focus Features nella produzione[3], mentre quest'ultima acquista i diritti di distribuzione della pellicola per il Nord America[4].

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film iniziano il 24 febbraio 2014 a Londra[5].

È il primo film della storia ad essere stato girato all'interno del Palazzo di Westminster, dove ha sede il Parlamento del Regno Unito.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film viene diffuso il 15 aprile 2015[6].

Il film è stato presentato in anteprima il 4 settembre 2015 al Telluride Film Festival, e successivamente il 7 ottobre al London Film Festival, dove un gruppo di femministe ha approfittato del red carpet per portare avanti la loro battaglia contro la violenza domestica[7].

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 23 ottobre 2015 in numero limitato di copie[8], mentre in Italia è uscito il 3 marzo 2016.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Adam Dawtrey, Film4, Focus develop ‘Suffragettes’, Variety, 6 aprile 2011. URL consultato il 15 aprile 2015.
  2. ^ Suffragette (film), su agiscuola.it.
  3. ^ (EN) Stuart Kemp, Features International On Carey Mulligan's 'Suffragette', The Hollywood Reporter, 24 ottobre 2013. URL consultato il 15 aprile 2015.
  4. ^ (EN) Max Evry, Focus Features Acquires Suffragette, Starring Carey Mulligan and Meryl Streep, comingsoon.net, 17 marzo 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  5. ^ (EN) Andreas Wiseman, Ben Whishaw, Brendan Gleeson join Suffragette, screendaily.com, 20 febbraio 2014. URL consultato il 15 aprile 2015.
  6. ^ Filmato audio Film4video, Suffragette - Teaser Trailer - Film4, su YouTube, 15 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  7. ^ Pierre Hombrebueno, Delirio, proteste, fumogeni e gente stesa per terra alla première di Suffragette. Qui le foto, Best Movie, 8 ottobre 0215. URL consultato il 9 ottobre 2015.
  8. ^ (EN) Erik Pedersen, Meryl Streep’s ‘Suffragette’ Gets Fall Release Date, deadline.com, 27 marzo 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  9. ^ Andrea Francesco Berni, European Film Awards 2016: vince Vi Presento Toni Erdmann!, badtaste.it, 11 dicembre 2016. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  10. ^ (EN) 2015, Satellite Awards, 1º dicembre 2015. URL consultato il 1º dicembre 2015.
  11. ^ (EN) The Hollywood Film Awards Officially Launched Awards Season, Hollywood Film Award, 1º novembre 2015. URL consultato il 5 novembre 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]