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Suchoputnye vojska Rossijskoj Federacii

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Сухопутные войска РФ
Suchoputnye vojska RF

Forze terrestri della Federazione Russa
Medium emblem of the Сухопутные войска Российской Федерации.svg
Stemma dell'esercito russo
Descrizione generale
Attiva 1992 - oggi
Nazione Russia Russia
Alleanza Ministero della Difesa
Tipo Esercito
Dimensione 230.000 (2015), incl. coscritti
(35.000 delle VDV)
Guarnigione/QG Lungofiume Frunzenskaya 20-22, Mosca
Battaglie/guerre Guerra civile in Tagikistan
Conflitto del Prigorodny Orientale
Guerra in Abcasia
Crisi costituzionale russa del 1993
Prima guerra cecena
Guerra del Daghestan
Seconda guerra cecena
Guerra in Georgia
Insurrezione nel Caucaso Settentrionale
Intervento militare russo in Ucraina (2014-15)
Guerra civile siriana
Anniversari 1 ottobre
Parte di
Comandanti
comandante supremo in capo Vladimir Putin
ministro della difesa Anatolij Serdjukov
comandante in capo col. gen. Oleg Salyukov (dal 2 maggio 2014)
Simboli
Bandiera Flag of the Russian ground forces.svg
Grande Emblema Emblem of the Russian Ground Forces.svg

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le Forze terrestri russe (in cirillico: Сухопутные войска Российской Федерации, traslitterato: Suchoputnye vojska Rossijskoj Federacii) costituiscono l'esercito della Federazione Russa. Nonostante le Forze di terra russe siano di fatto nate dall'Armata Rossa nel 1992, i loro ufficiali rivendicano un lignaggio molto più antico che viene fatto risalire ai tempi dell'Esercito Imperiale Russo, se non addirittura al Rus' di Kiev. A partire dal 1992 le Forze di terra si sono dovute ritirare da numerose guarnigioni dell'ex esercito sovietico, mentre restano impegnate nel difficile compito di sedare le rivolte in Cecenia, ed in altre operazioni internazionali di mantenimento della pace.

Attualmente questo corpo militare è oggetto di un grande piano di ammodernamento varato dal governo, il quale ha stanziato 200 miliardi di dollari americani nello sviluppo e nella produzione di equipaggiamenti militari all'interno del Programma per gli Armamenti dello Stato.[1] Il programma, che copre il periodo dal 2007 al 2015, dovrebbe rimpiazzare circa il 45% degli armamenti militari russi nell'esercito e nella marina.[2] Con questo finanziamento, l'ex ministro della difesa Sergej Ivanov ha dichiarato di voler superare il vecchio esercito sovietico nella "prontezza al combattimento".[1] Un rapporto del China Securities Regulatory Commission britannico del maggio 2007, sebbene abbia segnalato un notevole aumento di fondi, paragona la velocità del cambiamento delle Forze armate alle riforme della Royal Navy durante i primi anni del XIX secolo, prevedendo una sostanziale incapacità di adeguamento nei prossimi anni.[3] Il rapporto del CSRC sottolinea che le paghe e le condizioni generali dei soldati russi sono migliorate in modo molto significativo, soprattutto per i volontari. Lo stesso rapporto suggerisce che sebbene lo spostamento ad un anno del servizio di leva farà gradualmente diminuire il fenomeno della dedovščina, ovvero del cosiddetto nonnismo contro le nuove leve, esso non scomparirà mai del tutto senza significativi mutamenti strutturali.[3] Altre conclusioni provenienti dallo stesso rapporto sottolineano che le Forze di terra russe stanno affrontando dal 2008 ulteriori difficoltà a causa del piano di riduzione dei termini di durata del periodo di leva da due anni ad uno.[4]

Il rapporto del CSRC venne reso pubblico nel maggio 2007, ed è riferito esclusivamente alle Forze armate di Terra Russe. Tuttavia, commentando una dichiarazione del segretario di Stato Condoleezza Rice rilasciate nel 2007, un ufficiale statunitense ha dichiarato pubblicamente, riferendosi all'intera organizzazione militare delle Forze armate, che la Russia rimane "senza ombra di dubbio la seconda potenza militare del mondo".[5]

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo principale per le Forze di terra è la difesa dei confini nazionali, il combattimento a terra, la sicurezza dei territori sottoposti a occupazione, e lo scontro con eventuali forze nemiche. Tutti questi obiettivi debbono essere perseguiti dalle Truppe di Terra sia in un ipotetico conflitto nucleare che in una guerra convenzionale, con l'esclusione dell'uso di armi di distruzione di massa. Oltre a ciò, essi debbono essere in grado di proteggere gli interessi della nazione all'interno degli obblighi e dei patti militari stipulati a livello internazionale.

Il Comando generale delle Forze di terra è ufficialmente deputato ai seguenti obiettivi:[6]

  • L'addestramento delle truppe per il combattimento, sulla base degli obiettivi determinati dal Comando generale delle Forze armate della Federazione Russa.
  • L'organizzazione e lo sviluppo della struttura e della composizione delle truppe, comprese quelle delle forze speciali.
  • Lo sviluppo della teoria e della pratica bellica.
  • Lo sviluppo di manuali e di metodologie di addestramento sul campo.
  • Lo sviluppo di addestramento e tattiche per le Forze di terra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con il dissolversi dell'Unione Sovietica vi fu un grande sforzo per mantenere unite le Forze armate sovietiche in un solo corpo militare al servizio della neonata Comunità di Stati Indipendenti. L'ultimo ministro della difesa sovietico, il maresciallo Yevgeny Shaposhnikov, venne nominato comandante in capo della Forze armate della CSI nel dicembre 1991.[7] Fra i numerosi accordi firmati dalle varie repubbliche con lo scopo di regolare il periodo di transizione ci fu quello di un accordo generale che ammetteva l'esistenza di un unico blocco militare, che venne firmato a Minsk il 14 febbraio 1992. Divenne tuttavia chiaro che l'Ucraina, e con essa altre repubbliche, erano ben determinate ad opporsi a questo accordo di un fronte militare unico con lo scopo di creare delle proprie Forze armate, e per questo motivo il nuovo governo russo prese i suoi provvedimenti.[8]

Il Presidente Boris Yeltsin firmò un decreto per la creazione di un Ministero della difesa russo il 7 maggio 1992, portando in essere le Forze di terra russe insieme ad altri corpi d'armata delle Forze armate della Federazione Russa. A quel tempo il Comando generale era impegnato nel processo di ritiro di decine di migliaia di soldati dalla Germania, dalla Polonia, dalla Cecoslovacchia e dalla Mongolia.

Vennero ritirate in totale trentasette divisioni e quattro distretti militari, per un totale di cinquantasette divisioni, vennero riassegnate in Bielorussia e Ucraina.[9] Questo processo di ritiro delle truppe dai territori dell'ex-Patto di Varsavia fu per le Forze sovietiche di Terra in dissolvimento una fase estremamente dispendiosa e difficile.[10] Poiché i distretti militari rimasti in Russia dopo il collasso dell'Unione Sovietica erano composti in gran parte da formazioni autotrasportate, la creazione delle Forze di terra russe rappresentarono un immane sforzo per sostituire con le ben addestrate ed efficaci truppe provenienti dai paesi dell'Est a quelle mal equipaggiate e insufficientemente preparate dei distretti russi. Tuttavia, le caserme e le basi militati russe si dimostrarono troppo inadeguate per un simile flusso di personale ed equipaggiamento, e molte unità "vennero scaricate dai vagoni dei treni in aperta campagna."[11] La necessità di distruggere e trasferire una ingente quantità di armamenti in rispetto Trattato CFE ha ulteriormente aggravato la situazione sopra descritta.

I piani di riforma post-Sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Un piano di riforma venne pubblicato il 21 luglio 1992 sullo Stella Rossa,[12] il giornale del Ministero della difesa. Successivamente un commentatore disse che esso venne ideato con una certa solerzia dal Comando generale per soddisfare la richiesta della popolazione per un cambiamento radicale."[13] Il Comando generale rappresentò, da questo punto di vista, un bastione conservatore, che causò un sovraccarico di problemi che resero ancor più critica la situazione. Il piano di riforma prevedeva un mutamento da una struttura con schema Armata-Divisione-Reggimento a uno schema Corpi-Brigata. Le nuove strutture sarebbero state maggiormente efficaci in una situazione senza fronti di conflitto ben definiti e indipendenti nell'azione a tutti i livelli. Tagliando un intero livello di comando, e lasciando solo due scaglioni superiori tra i quartieri generali di guerra e i battaglioni in azione si sarebbero ottenuti minori dispendi di risorse, una maggiore flessibilità e una migliore efficacia nel sistema di comando e controllo delle operazioni.[14] Questo cambiamento così radicale è rimasto tuttavia inattuato, parziale e, in alcuni casi addirittura revisionato.

La crisi interna del 1993[modifica | modifica wikitesto]

Le Forze di terra vennero coinvolte con una certa riluttanza nella crisi costituzionale russa esplosa nel 1993 dopo che l'allora presidente Jeltsin aveva proclamato un decreto (da molti ritenuto illegittimo) con il quale dissolveva di fatto il Parlamento russo a seguito della strenua opposizione di quest'ultimo ai suoi tentativi di consolidamento del suo potere personale e delle sue riforme neo-liberali. Un gruppo di deputati, compreso il vicepresidente Aleksandr Ruckoj, si barricarono nel Parlamento in segno estremo di protesta. Mentre davano pubblicamente supporto al presidente, le Forze armate, guidate dal generale Grachev, cercarono di fatto di mantenersi neutrali, seguendo esclusivamente gli ordini dei loro ufficiali.[15] Yeltsin dovette aspettare diverse ore nel tentativo di ottenere il consenso delle alte sfere militari, poco convinte della legittimità della sua causa e della fedeltà dei propri soldati, ma alla fine venne raggiunto l'accordo per attaccare il palazzo del Parlamento.

Quando l'attacco venne finalmente sferrato, le forze in esso utilizzate provenivano da cinque differenti divisioni provenienti dai dintorni di Mosca, ed il personale coinvolto era composto per la maggior parte da ufficiali e sottufficiali.[16] Alcune fonti sostengono che alcune formazioni entrarono a Mosca solo dietro enormi pressioni.[17] Tuttavia, una volta che il Parlamento venne evacuato ed i suoi leader arrestati, con l'imposizione della censura, Yeltsin riuscì a ottenere nuovamente il potere.

Il conflitto in Cecenia[modifica | modifica wikitesto]

Il popolo ceceno non aveva mai accettato di buon grado la supremazia russa, e con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, dichiarò la propria indipendenza nel novembre 1991 dietro la leadership dell'ex ufficiale dell'aviazione, il generale Džokhar Dudaev.[18] Poiché la proclamazione dell'indipendenza cecena iniziò ad essere interpretata da più parti come una minaccia dell'autorità centrale di Mosca, ed il relativo diffondersi di una situazione di totale anarchia in territorio ceceno che dava adito al sorgere di bande criminali, sorse all'interno del governo russo un gruppo di sostenitori della linea dura che proclamavano a gran voce una forte politica di repressione. Fu per questo motivo che il presidente Jeltsin venne indotto nel novembre 1994 a decidere per un giro di vite. Nel Consiglio di Sicurezza del 29 novembre 1994 egli ordinò ai Ceceni di abbandonare le armi con la minaccia di far intervenire le truppe di Mosca per restaurare l'ordine. Il ministro della difesa Pavel Grachev assicurò Yeltsin che avrebbe preso Groznyj con l'uso di un solo reggimento di truppe aerotrasportate in due ore.[19] L'operazione iniziò l'11 dicembre 1994 ed il 31 dicembre le forze d'assalto russe entrarono nella capitale cecena. Alla 131ª Brigata motorizzata venne dato l'ordine di fare una rapida incursione nel centro cittadino ma venne di fatto decimata dagli agguati dei ribelli ceceni. Dopo aver definitivamente conquistato Groznyj, nonostante una strenua e feroce resistenza, l'esercito spostò le operazioni nelle altre roccaforti della resistenza cecena. Quando i militanti ceceni presero degli ostaggi nell'ospedale di Budyonnovsk nel Kraj di Stavropol' nel giugno 1995, la possibilità di una pace sembrò allontanarsi nel tempo ed i combattimenti diventarono sempre più intensi. Dudaev venne assassinato nell'aprile del 1996, ed in quella stessa estate, una controffensiva cecena portò alla conquista di Groznyj da parte dei ribelli. L'allora segretario del Consiglio di sicurezza Aleksandr Lebed intraprese una serie di colloqui di mediazione con il leader dei ribelli ceceni Aslan Maskhadov nell'agosto 1996, con il quale firmò un accordo tra il 22 ed il 23 agosto, che portò alla fine dei combattimenti a fine mese.[20] L'accordo formale per il cessate il fuoco venne siglato nella città dagestana di Khasavyurt il 31 agosto, 1996, ed in esso si giunse ad un accordo secondo il quale non si sarebbero aperte relazioni diplomatiche tra la Repubblica Cecena di Ichkeria ed il governo federale russo prima della fine del 2001.

L'efficacia delle Forze di terra russe durante la Prima guerra cecena è stata valutata come 'alquanto insufficiente'.[21] Scrivendo un secondo articolo sei anni dopo, Michael Orr affermò che "una delle cause alla radice del fallimento della campagna russa del 199496 fu l'incapacità di organizzare e schierare una forza militare debitamente addestrata."[22] In December 1996, Defence Minister Igor Rodionov even ordered the dismissal of the Commander of the Ground Forces, Vladimir Semyanov, for activities incompatible with his position - reportedly his wife's business activities.[23]

La Seconda guerra cecena iniziò nell'agosto 1999 in seguito ad un attacco militare delle forze ribelli cecene nel territorio del Daghestan, seguito subito dopo da una serie di quattro bombardamenti in territorio russo agli inizi di settembre, che ebbero come pronta risposta una azione di rappresaglia contro gli assalitori da parte delle forze russe. Inizialmente la principale tattica russa fu di attuare un intenso bombardamento da terra e dal cielo prima di far avanzare le forze di terra. Nel frattempo all'interno delle Forze di terra, nell'intervallo di tempo tra il 1996 e il 1999, erano stati compiuti notevoli progressi, e quando iniziò il conflitto, invece di schierare dei reggimenti mal composti e creati alla rinfusa, senza alcun addestramento, furono impiegate formazioni ben equipaggiate e ben supportate da truppe di riserva cospicue, addestrate specificamente al conflitto in corso e poi dislocate nel campo di battaglia. Di conseguenza le prestazioni delle truppe russe migliorarono notevolmente e una larga parte delle forze nemiche subirono notevoli danni.

La maggior parte dei leader separatisti ceceni morirono nei combattimenti o furono uccisi, incluso l'ex presidente ceceno Aslan Maskhadov e la mente del terrorismo ceceno e trafficante d'armi Shamil Basayev. Comunque sia continuarono a verificarsi scontri su piccola scala che, a partire dal novembre 2007, si allargarono in altre zone della Russia caucasica. Diventò un conflitto che creò forti tensioni anche all'interno delle stesse Forze terrestri russe, in cui addirittura un alto ufficiale fu costretto alle dimissioni per essere rimasto indifferente agli ordini del governo: il generale Gennady Troshev venne estromesso nel 2002 per essersi rifiutato di lasciare il comando del Distretto militare del Caucaso del Nord per il meno importante Distretto militare della Sibera.

La Seconda guerra cecena fu dichiarata ufficialmente finita il 16 aprile 2009.

Le Riforme di Sergeev[modifica | modifica wikitesto]

Quando Igor' Sergeev divenne ministro della difesa nel 1997, iniziò un processo di vera riforma in una situazione molto difficile. Venne ridotto il numero di centri di addestramento militare, rimasto invariato dal 1991, mentre fu ordinata l'unione del Distretto militare Siberiano con quello della Transbajkalia. Un gran numero di divisioni dell'esercito cambiarono il loro status in truppe sempre pronte ad entrare in combattimento, con l'obiettivo di rendere in ogni momento operativo l'80% di organico ed il 100% dell'equipaggiamento. Nell'agosto del 1998 Sergeev annunciò che vi sarebbero state, entro la fine dell'anno, ben 6 divisioni e 4 reggimenti pronte ad essere impiegate sul campo con un preavviso di 24 ore. Furono annunciati inoltre i tre livelli su cui venivano organizzate le Forze armate russe: truppe immediatamente operative, truppe a basso livello di operatività e riserve strategiche.

Nonostante ciò, la bassa qualità del personale continuò ad essere un problema. La mancanza di benzina da destinare agli addestramenti ed una mancanza di giovani ufficiali ben addestrati causava un calo di efficienza combattiva delle truppe. Comunque sia, dando ascolto agli interessi del suo vecchio gruppo di appartenenza, le Forze Missilistiche Strategiche, Sergeev diresse personalmente lo smembramento del quartier generale delle Forze di terra nel dicembre 1997. La sua smobilitazione fu un autentico "nonsense militare", secondo Michael Orr, "spiegabile soltanto in termini di scelte politiche interne al Ministero della difesa". Risultato di ciò fu un calo del prestigio delle Forze terrestri, dato che la smobilitazione del loro quartier generale fu - almeno in teoria - causa di un loro abbassamento di livello nei confronti dell'Aviazione e della Marina.

Le Riforme sotto Putin[modifica | modifica wikitesto]

Durante la presidenza di Vladimir Putin incominciarono a venire investite risorse finanziarie ingenti alle Truppe terrestri, venne riformato il loro quartier generale e si fecero passi avanti verso la professionalizzazione dell'esercito. I piani di riforma prevedevano anche di ridurre il servizio di leva a 18 mesi nel 2007 e ad 1 anno a partire dal 2008, mentre rimaneva la composizione mista delle Forze terrestri, con effettivi di leva e a contratto (dal 2009 la ferma è ancora obbligatoria per 12 mesi).

Durante la gestione Putin, a partire dal 1999, aumentarono anche le risorse finanziarie destinate alle Forze terrestri russe; grazie ad una leggera ripresa dalla crisi economica che imperversò la Russia post-comunista e ad un aumento delle entrate, in special modo dovute all'estrazione di petrolio, la Russia dichiarò ufficialmente di aver aumentato le risorse destinate alla difesa per la prima volta dalla formazione della Federazione Russa. Il budget ad essa destinato aumentò da 141 miliardi di rubli nel 2000 fino a ben 219 miliardi di rubli nel 2001. Buona parte di queste nuove risorse furono spese nelle retribuzioni del personale; si impostarono addirittura degli aumenti di retribuzioni del 20% nel 2001. Il programma di professionalizzazione dell'esercito, inclusa la nuova formazione di 26.000 sergenti, venne stimato bisognoso di una spesa di 31 miliardi di rubli (1.1 miliardi di dollari USA). Ma le spese non furono limitate al personale; si investì anche in ricerca e sviluppo.

Le riforme di Serdukov[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riforma militare russa (2008).

Una profonda riorganizzazione della forza iniziò nel 2007 da parte del Ministro della Difesa Anatoliy Serdukov, con l'obiettivo di convertire tutte le divisioni in brigate, e tagliando gli ufficiali e gli stabilimenti in eccedenza.[24][25] Tuttavia, questa interessò solo unità pronte all'uso (ЧПГ - части постоянной готовности). Essa è destinata a creare da 39 a 40 brigate tali entro il 1° gennaio 2016, tra cui 39 brigate di tutte le armi, 21 brigate d'artiglieria e MRL, sette brigate delle forze di difesa aerea dell'esercito, 12 brigate di comunicazione, e due brigate di guerra elettronica. Inoltre, la 18a Divisione Mitragliatrici Artiglieria è rimasta di stanza in Estremo Oriente, e ci saranno altri 17 reggimenti separati.[senza fonte] La riforma è stata chiamata "senza precedenti".

Nel corso della riorganizzazione, la struttura di 4 comandi a catena (distretto militare - armata - divisione - reggimento), che era stato utilizzato fino a quel momento, venne sostituito con una struttura a 3 comandi a catena: comando strategico - comando operativo - brigata. Le brigate dovrebbero essere utilizzate come unità mobili a prontezza permanente in grado di combattere in modo indipendente con il sostegno delle task force altamente mobili o insieme ad altre brigate sotto comando congiunto.[26]

In una dichiarazione del 4 settembre 2009, il Comandante in Capo delle FTR Vladimir Boldyrev disse che la metà delle forze di terra russe sono state riformate dal 1° giugno e che erano già state create 85 brigate di costante preparazione di combattimento. Tra loro ci sono le brigate di armi combinate, le brigate missilistiche, le brigate d'assalto e le brigate di guerra elettronica.[27]

Dimensioni dell'esercito di terra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, le Forze Terrestri includevano un totale stimato di 395.000 persone, tra cui circa 190.000 coscritti e 35.000 soldati delle Forze Aviotrasportate (VDV).[28] Questo può essere paragonato a una stima di 670.000 persone, con 210.000 coscritti, nel 1995-96.[29] Questi numeri dovrebbero essere trattati con cautela, tuttavia, a causa della difficoltà, per coloro al di fuori della Russia, di fare valutazioni accurate e alla confusione anche all'interno dello Stato Maggiore sul numero dei coscritti all'interno della forza.[30]

Veicolo corazzato Bumerang
Soldati russi in parata a San Pietroburgo

Le Forze Terrestri iniziarono la loro esistenza nel 1992, ereditando il sistema di manodopera militare sovietico praticamente invariato, anche se era in uno stato di rapido decadimento. Le Forze Terrestri sovietiche erano tradizionalmente equipaggiate attraverso termini di leva obbligatoria, che venne ridotta nel 1967 da tre a due anni. Questo sistema veniva somministrato attraverso le migliaia di commissariati militari ( военный комиссариат, военкомат [voyenkomat]) che si trovavano in tutta l'Unione Sovietica. Tra gennaio e maggio di ogni anno, ogni giovane cittadino maschio sovietico era tenuto a riferire al voyenkomat locale per la valutazione del servizio militare, a seguito di un atto di citazione sulla base di liste di ogni scuola e datore di lavoro nella zona.

Il voyenkomat lavorava alle quote inviate da un dipartimento dello Stato Maggiore, che elencava il numero di giovani richiesti da ogni servizio ed arma delle Forze Armate.[31] (Dalla caduta dell'Unione Sovietica, la renitenza alla leva è salito alle stelle; i funzionari lamentano regolarmente una decina percentuale che in realtà appare quando convocata.) Le nuove reclute venivano poi raccolte da un ufficiale della loro unità futura e solitamente inviati in treno in tutto il paese. Al loro arrivo, i giovani soldati avrebbero iniziato un corso, e diventati parte del sistema di governo di alto livello, noto come dedovshchina, letteralmente "regola dei nonni." C'erano solo un numero molto limitato di NCO (sottufficiali) professionisti, dato che la maggior parte dei sottufficiali erano coscritti inviati in corsi brevi[32] per prepararli nelle posizioni di comandanti di sezione e di sergenti di plotone. Questi sottufficiali di leva venivano integrati dai marescialli praporshchik , posti creati nel 1960 per sostenere la maggiore varietà di competenze necessarie alle armi moderne.[33]

Il rapporto ufficiale-soldato dell'esercito sovietico era estremamente pesante nella parte superiore, in parte, al fine di compensare il livello di istruzione relativamente basso della base personale militare e l'assenza di sottufficiali professionisti. A seguito della seconda guerra mondiale, e della grande espansione dell'istruzione degli ufficiali, gli ufficiali divennero il prodotto di scuole superiori militari da quattro a cinque anni.[34] Come nella maggior parte degli eserciti, i nuovi ufficiali di solito diventavano comandanti di plotone, per dover accettare la responsabilità del benessere e dell'addestramento dei soldati (con le eccezioni osservate in precedenza). I giovani ufficiali nelle unità dell'esercito sovietico vennero elaborati ventiquattro ore su ventiquattro, normalmente ricevevano solo tre giorni di ferie al mese. Le vacanze annuali erano sotto minaccia se emergevano carenze all'interno dell'unità, e la pressione creava enorme stress. Verso la fine dell'Unione Sovietica, questo portò ad un calo del morale tra i giovani ufficiali.[35]

Nei primi anni 2000, molti giovani ufficiali non volevano servire – nel 2002, più della metà degli ufficiali che lasciarono le forze lo fecero molto presto.[36] Il loro morale era basso, tra le altre ragioni, perché i loro messaggi erano interamente nelle mani dei loro superiori immediati e dell'ufficio del personale. "Senza dover rendere conto delle loro azioni, possono scegliere di promuoverlo o non promuoverlo, di mandarlo a Mosca o in qualche posto dimenticato da Dio al confine con la Cina."[36]

Ci sono poche informazioni disponibili sullo stato attuale delle donne, che non sono coscritte, nelle Forze Terrestri. Secondo la BBC, c'erano 90.000 donne nell'esercito russo nel 2002, anche se le stime sul numero di donne in tutte le forze armate russe nel 2000 variava da 115.000 a 160.000.[37][38] Le donne servono in ruoli di supporto, più comunemente nei settori dell'infermerieristica, delle comunicazioni, e dell'ingegneria. Alcune mogli ufficiali sono diventate personale di contratto a servizio.

Soldati a contratto[modifica | modifica wikitesto]

Da piccoli inizi nei primi anni '90, l'occupazione dei soldati di contratto ( kontraktniki ) è cresciuto notevolmente all'interno delle Forze Terrestri, anche se molti sono stati di scarsa qualità (mogli di ufficiali senza altra prospettiva di occupazione, per esempio).[39] Nel dicembre 2005, Sergei Ivanov, allora Ministro della Difesa, ha proposto che, in aggiunta ai numerosi soldati arruolati a contratto, tutti i sergenti dovrebbero diventare professionali, aumentando il numero complessivo dei militari di carriera e dei sottufficiali nelle Forze Armate a circa 140.000 nel 2008. il programma attuale prevede un extra di 26.000 posti per sergenti di assoluta professionalità.[40]

La CIA ha riportato nel World Factbook che il 30 % del personale dell'esercito russo erano militari a contratto alla fine del 2005, e che, a partire dal maggio 2006, 178.000 militari a contratto servivano nelle Forze Terrestri e nella Marina Militare. La pianificazione chiede ai volontari militari di comporre il 70 % delle forze armate entro il 2010, con il rimanente composto da militari di leva. Alla fine del 2005, le Forze Terrestri avevano 40 unità volontarie di costante prontezza, con altre 20 unità a costante disponibilità ad essere formate nel 2006.[41] Queste cifre della CIA possono essere impostate contro i dati dell'IISS, che riferisce che alla fine del 2004 il numero di contratti firmati nel distretto militare di Mosca era solo il 17 % della cifra bersaglio; nel Caucaso settentrionale, il 45 %; e nel Volga-Ural, il 25 %.[42]

Qualunque sia il numero di soldati di contratto, commentatori come Alexander Goltz sono pessimisti che risulteranno molte più unità pronte al combattimento, dato che gli alti ufficiali "non vedono alcuna differenza tra i sottufficiali professionisti, [...] contro i coscritti che sono stati istruiti in scuole d'addestramento per meno di sei mesi. Tali sergenti non avranno né le conoscenze né l'esperienza che possono aiutare a vincere l'autorità [in] caserma ".[36] Il ministro della Difesa Sergej Ivanov ha sottolineato la situazione della disciplina in caserma, anche dopo anni di tentativi di professionalizzazione, quando vennero rilasciati i dati ufficiali d'infortunio nel 2002. 531 uomini erano morti in servizio a seguito di incidenti e crimini, e 20.000 erano stati feriti (i numeri a quanto pare non comprendevano i suicidi). Secondo Ivanov, "il tasso di incidenti non è in calo".[43] Due su sette coscritti diventeranno dipendenti da droga e alcol durante il servizio alle loro condizioni, e un altro su venti soffrirà di violenza omosessuale, secondo i rapporti del 2005.[44]

Parte del motivo è il feeling tra i militari contratto, i coscritti e gli ufficiali.

« Non vi è alcun rapporto di rispetto reciproco e guidato tra i leader ed è difficile vedere come un esercito professionale può essere creato senza uno. [...]Al momento [2002], gli ufficiali spesso disprezzano contrattare i militari anche più dei coscritti. I soldati a contratto in servizio in Cecenia e in altri "punti caldi" sono spesso chiamati mercenari e saccheggiatori dagli ufficiali superiori. »
(Michael Orr[45])

Crimine e corruzione nelle forze terrestri[modifica | modifica wikitesto]

Le nuove Forze Terrestri russe hanno ereditato un problema di criminalità crescente dai loro predecessori sovietici. Dato che la resistenza alla coscrizione crebbe negli ultimi anni dell'Unione Sovietica, le autorità cercarono di compensare arruolando uomini con precedenti penali e che parlavano poco o niente russo. Il tasso di criminalità salì, con il procuratore militare di Mosca nel settembre 1990 riportare un incremento del 40 % della criminalità negli ultimi sei mesi, tra cui un 41 % di aumento in gravi lesioni corporali.[46] Le sparizioni di armi salirono a livelli rampanti, soprattutto in Europa orientale e nel Caucaso.[46]

I generali dirigenti i ritiri dall'Europa orientale dirottarono le armi, le attrezzature e il denaro straniero destinato a costruire gli alloggi in Russia alle truppe ritirate. Diversi anni dopo, l'ex comandante in Germania, il generale Matvei Burlakov, e il ministro della Difesa, Pavel Grachev, ebbero esposto il loro coinvolgimento. Essi vennero accusati anche di aver ordinato l'uccisione del giornalista Dmitry Kholodov, che stava indagando sugli scandali.[46] Nel dicembre 1996, il ministro della Difesa Igor Rodionov ordinò le dimissioni del comandante delle Forze Terrestri, il generale Vladimir Semyonov, per attività incompatibili con la sua posizione - riferito alle attività di sua moglie.[47]

Uno studio del 1995 del Foreign Military Studies Office statunitense[48] arrivò al punto di dire che le Forze Armate erano "un'istituzione sempre più definita dagli alti livelli di criminalità e della corruzione militari incorporati all'interno di esse ad ogni livello". Il FMSO osservò che i livelli di criminalità erano stati sempre coltivati con turbolenza sociale, come ad esempio il trauma che la Russia stava attraversando. L'autore identificò quattro tipi principali nella zattera della criminalità prevalente all'interno delle forze armate – traffico e commercio d'armi; imprese aziendali e commerciali; crimini militari oltre i confini della Russia; e contratti di omicidio. Le sparizioni d'armi iniziarono durante la dissoluzione dell'Unione e continuarono. All'interno delle unità "le razioni sono vendute mentre i soldati crescono la fame ... [mentre] il carburante, i pezzi di ricambio e le attrezzature possono essere acquistati."[45] Nel frattempo, i voyemkomats prendevano tangenti per organizzare l'evasione del servizio, o di un più confortevole distacco.

Al di là della frontiera russa, i farmaci vennero contrabbandati attraverso il confine tagiko – presumibilmente pattugliato dalle guardie russe – da aerei militari, e un alto ufficiale russo, il generale maggiore Alexander Perelyakin, venne dimesso dal suo posto nella forza di pace delle Nazioni Unite in Bosnia-Erzegovina (UNPROFOR), a seguito di continue denunce di contrabbando, affarismo e corruzione. In termini di omicidi su commissione, al di là del caso Kholodov, ci sono state voci diffuse che i soldati Spetsnaz del GRU compiessero lavoro nero come killer della Mafiya .[49]

Rapporti come questi continuano. Alcuni degli esempi più eclatanti includevano carri armati dei reggimenti motorizzati di costante prontezza a corto di combustibile nei poligoni di tiro, a causa della deviazione dei loro rifornimenti di combustibile alle imprese locali.[45] Visitando la 20a Armata nell'aprile 2002, Sergej Ivanov disse che il volume di furto era "semplicemente inammissibile".[45]

Un certo grado di cambiamento è in corso.[50] L'abuso di personale, l'invio di soldati al lavoro nelle unità al di fuori – lunga tradizione che potrebbe vedere i coscritti fare le cose che vanno dal fornire manodopera su larga scala alle imprese commerciali a servire le famiglie degli ufficiali – ora è vietato dall'Ordine 428 di Sergej Ivanov del mese di ottobre 2005. Per di più, l'ordine viene applicato, con diversi procedimenti giudiziari registrati.[50] Il Presidente Putin chiese anche una battuta d'arresto per l'uso disonesto dei beni militari nel mese di novembre 2005: "Dobbiamo eliminare completamente l'uso di materiale di base delle forze armate per alcun fine commerciale."

Lo spettro dell'attività disonesta includeva, in passato, l'esportazione di aerei come rottami metallici; ma il punto in cui gli ufficiali venivano perseguiti si spostò, e le indagini sul commercio dei viaggi dei warrant officers e dei giovani ufficiali, e sul furto di routine dei pasti dei soldati, stanno cominciando ad essere segnalate.[50] Tuttavia, gli analisti militari britannici commentano che "ci dovrebbe essere dubbio che l'impatto globale di furto e frode sia molto maggiore di quello che è rilevato in realtà".[50] Il procuratore militare capo Sergey Fridinskiy disse nel marzo 2007 che non vi era "nessuna opera sistematica nelle forze armate per prevenire l'appropriazione indebita".[50]

Nel marzo 2011, il procuratore militare generale Sergei Fridinsky riferì che i crimini furono in costante aumento nelle Forze Terrestri russe negli ultimi 18 mesi, con solo 500 reati denunciati nel periodo gennaio-marzo 2011. Venti militari vennero paralizzati e due uccisi nello stesso periodo come risultato. La criminalità nelle Forze Terrestri è aumentato del 16% nel 2010 rispetto al 2009, con i crimini contro gli altri militari che costituiscono uno ogni quattro casi segnalati.[51][52] Ad aggravare questo problema fu anche un aumento dei reati "estremisti" nelle Forze Terrestri, con "militari da diversi gruppi etnici o regioni che cercano di far rispettare le proprie regole e l'ordine nelle loro unità", secondo il procuratore generale. Fridinsky criticò aspramente anche il reparto militare d'indagini per la loro presunta mancanza di efficienza in materia di indagine, solo uno su sei casi criminali venivano rivelati. I comandanti militari vennero anche accusati di nascondere i crimini commessi contro i militari da parte di funzionari militari.[53][54]

Uno scandalo di corruzione grave si verificò anche presso l'elite centro d'addestramento piloti di Lipetsk, dove il vice comandante, il capo di stato maggiore ed altri ufficiali avrebbero estorto 3 milioni di rubli per pagare il premio ad altri ufficiali dall'inizio del 2010. Il presidio del procuratore militare di Tambov confermò che le accuse vennero presentate contro coloro che erano coinvolti. La vicenda è venuta alla luce dopo che un giovane ufficiale scrisse su la estorsioni nel suo blog personale. Sergey Fridinskiy, il procuratore militare capo, ha riconosciuto che l'estorsione nella distribuzione di integrazione salariale nelle unità dell'esercito è comune, e che "cause penali sui fatti di estorsione sono in fase di studio praticamente in ogni distretto e flotta."[55]

Nel mese di agosto 2012, il procuratore generale Fridinsky registrò di nuovo un aumento della criminalità, con omicidi in aumento oltre la metà, casi di corruzione raddoppiati, e il traffico di droga in aumento del 25% nei primi sei mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dopo l'uscita di queste statistiche, l'Unione dei Comitati delle Madri dei Soldati di Russia denunciò le condizioni dell'esercito russo come un "crimine contro l'umanità".[56]

Nel luglio 2013, l'ufficio del procuratore generale rivelò che la corruzione nello stesso anno è salita del 450% rispetto all'anno precedente, costando al governo russo 4,4 miliardi di rubli (US $ 130 milioni), con uno su tre reati connessi alla corruzione commessi da funzionari pubblici o personale civile delle forze militari. Venne anche rivelato che il numero totale di reati registrati nelle forze armate russe era diminuito nello stesso periodo, anche se uno su cinque crimini registrati erano connessi alla corruzione.[57]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente russo è il comandante in capo supremo delle Forze armate della Federazione russa. Le attività delle Forze terrestri russe sono dirette dal Comando centrale (Glavkomat), con sede a Mosca. Questa struttura fu abolita nel 1997, per poi essere ripristinata dal presidente Putin nel 2001, nominando come comandante delle Forze terrestri il colonnello generale Nikolaj Kormilcev, in carica anche come vice ministro della difesa. Kormilcev ha ceduto il suo comando al colonnello generale (poi Generale d'Armata) Aleksej Maslov nel 2004, e nel quadro di una riorganizzazione degli incarichi e delle responsabilità, il comandante in capo delle Forze terrestri perse il suo ruolo di vice ministro della difesa. Come Kormilcev, anche Maslov (in carica come capo delle Forze terrestri) fu promosso al grado di Generale d'Armata.

A partire da gennaio 2014, il comandante in carica delle Forze terrestri russe è il tenente generale Sergei Istrakov, che è stato nominato dal presidente russo Vladimir Putin sulle dimissioni dell'ex comandante, il colonnello generale Vladimir Chirkin, sulle accuse di corruzione nel mese di dicembre 2013.[58][59] Istrakov passò la consegna ad un nuovo comandante il 2 maggio 2014, il colonnello generale Oleg Salyukov.

Il Comando centrale delle Forze terrestri è costituito dallo stato maggiore delle Truppe terrestri e dai dipartimenti delle Forze di mantenimento della pace, degli armamenti delle Forze terrestri, dei servizi segreti delle Forze terrestri, dei Quadri delle Forze terrestri (personale amministrativo), della dottrina e della educazione militare. Vi erano altri dipartimenti al tempo in cui il comandante delle Forze terrestri era anche vice ministro della difesa. Essi sono il Dipartimento delle truppe di difesa da radiazioni, attacchi chimici e biologici, il Dipartimento del genio militare, il Dipartimento delle truppe di supporto aereo, ed altre ancora. Ad oggi lo status di questi dipartimenti è sconosciuto.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Forze Terrestri russe nel 2007

Le armi di servizio includono fucilieri motorizzati, carri armati, artiglieria e forze missilistiche, truppe di difesa aerea, corpi speciali (ricognizione, comunicazioni, guerra radioelettronica, ingegneria, protezione radiazioni, chimica e biologica, supporto tecnico, automobili, e la protezione della retroguardia), unità militari e stabilimenti logistici.[60]

Un soldato russo ad un checkpoint in Kosovo nel 2001

Le Truppe di Fucilieri Motorizzati, l'arma più numerosa del servizio, costituisce il nucleo di formazioni di battaglia delle Forze Terrestri. Essi sono dotati di armamento potente per la distruzione di obiettivi terrestri ed aerei, complessi missilistici, carri armati, artiglieria e mortai, missili guidati anticarro, sistemi missilistici ed installazioni antiaeree, e mezzi di ricognizione e di controllo. Si stima che attualmente ci siano 19 divisioni motorizzate, e la Marina ora ha diverse formazioni motorizzate sotto il suo comando nelle Forze di difesa costiere e terrestri della Flotta del Baltico, nel Gruppo di Truppe Nordest e nelle forze sulla penisola di Kamchatka e di altre zone dell'estremo nord-est.[61] Sono presenti anche un gran numero di divisioni e brigate di mobilitazione, note come "Basi per stoccaggio di armi e attrezzature", che in tempo di pace hanno solo abbastanza personale assegnato a guardia del sito e mantengono le armi.

Le Truppe Corazzate sono la forza principale d'impatto delle Forze terrestri e un potente mezzo di lotta armata, destinate per la realizzazione dei più importanti compiti di combattimento. A partire dal 2007, ci sono state tre divisioni corazzate in vigore: la 4a e la 10a nel distretto militare di Mosca, e la 5a della Guardia "Don" nel DM della Siberia.[62] La 2ª Divisione Corazzata nel Distretto Militare siberiano e la 21a Divisione Corazzata nel DM dell'Estremo Oriente vennero sciolte.

Le Forze d'Artiglieria e Missilistiche forniscono potenza di fuoco principale alle Forze Terrestri. Le Forze Terrestri attualmente comprendono cinque o sei divisioni di difesa statica mitragliatrice/artiglieria e apparentemente ora una divisione d'artiglieria da campo – la 34a della Guardia nel DM di Mosca. La precedente 12a nel DM della Siberia, e la 15a nel DM dell'Estremo Oriente, sembrano essere state sciolte.[63]

Le Truppe di Difesa Aerea (PVO) sono una delle armi fondamentali per la distruzione delle forze aeree nemiche. Sono costituite da missili terra-aria, artiglieria antiaerea e unità e sottodivisioni radio-tecniche.[64]

L'Aviazione dell'Esercito, pur essendo destinata al sostegno diretto delle Forze Terrestri, è sotto il controllo delle Forze Aeree (VVS)[65] dal 2003. Tuttavia, entro il 2015, l'Aviazione dell'Esercito verrà di nuovo trasferita alle Forze Terrestri e vi saranno aggiunte 18 nuove brigate di aviazione.[66] Dei circa 1.000 nuovi elicotteri che sono stati ordinati nell'ambito dei Programmi d'Armamento dello Stato, 900 saranno per l'Aviazione dell'Esercito.[67]

Disposizioni dal 2010[modifica | modifica wikitesto]

Come conseguenza delle riforme militari russe del 2008, le Forze Terrestri ora sono costituite da armate subordinate ai quattro nuovi distretti militari: (Distretti Militari Occidentale, Meridionale , Centrale, e Orientale). I nuovi distretti hanno il ruolo di 'comandi strategici operativi', che comandano le Forze Terrestri e le Forze Navali e parte delle Forze Aeree e di Difesa Aerea all'interno delle loro aree di responsabilità.[68]

Ogni grande formazione è in grassetto, e dirige le grandi formazioni non in grassetto subordinate. Non è del tutto chiaro quale dei quattro comandi operativi strategici superiori riferirà dal 1° dicembre 2010, come comandano le formazioni provenienti da più servizi (Forze Aeree, Forze Terrestri & Marina). Un elenco corrente dettagliato delle unità subordinate dei quattro distretti militari si trovano nei rispettivi articoli.[68] Nel corso del 2009, tutte le 23 divisioni rimanenti sono state riorganizzate in quattro brigate corazzate, 35 brigate motorizzate, una brigata prikritiya formata da una divisione d'artiglieria-mitragliatrice leggera, e tre brigate d'assalto aereo (preesistente). Quasi tutte sono ora designate otdelnaya (indipendente), con solo alcune brigate mantenenti il titolo onorifico della Guardia.

Nel 2013, due di queste brigate sono state riattivate come divisioni totali: la 2a Divisione Motorizzata della Guardia "Tamanskaya" e la 4a Divisione Corazzata della Guardia "Kantemirovskaya".

Unità QG dell'unità
Distretto Militare Occidentale (Colonnello Generale Anatoly Sidorov) QG San Pietroburgo
* 1a Armata Corazzata Odintsovo
* 6a Armata Agalatovo
* 20a Armata Voronezh
Distretto Militare Meridionale (Colonnello Generale Alexander Galkin)[69] QG Rostov-na-Donu
* 49a Armata Stavropol[senza fonte]
* 58a Armata Vladikavkaz
Distretto Militare Centrale (Colonnello Generale Nikolay Bogdanovsky) QG Yekaterinburg
* 2a Armata Samara
* 41a Armata Novosibirsk
Distretto Militare Orientale (Tenente Generale Sergey Surovikihn) QG Chabarovsk
* 5a Armata Ussuriysk
* 29a Armata Chita (Zabaykalsky Krai)
* 35a Armata Belogorsk (Oblast' di Amur)
* 36a Armata Ulan Ude

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

OTRK Iskander
Т-90A nella parata del Giorno della Vittoria 2015 a Mosca
Nuova tuta russa "Barmitsa" in mostra in una presentazione nel 2011.

Le Forze Terrestri conservano una grande quantità di veicoli e attrezzature.[70] È anche probabile che vi sia una grande quantità di vecchie apparecchiature nel deposito militare dello stato, una pratica continuata dall'Unione Sovietica.

Tuttavia, in seguito al crollo dell'Unione Sovietica, le nuove repubbliche indipendenti ospitano la maggior parte delle formazioni con attrezzature moderne, considerando che la Russia è stata lasciata con unità di categoria più bassa, di solito con vecchie attrezzature.[71] Come il rigore finanziario ha cominciato a mordere di più, è scesa anche la quantità di nuove attrezzature, e nel 1998, solo dieci carri armati e circa 30 veicoli da combattimento di fanteria BMP venivano acquistati ogni anno.[72]

Nuove attrezzature, come Armata Universal Combat Platform, Bumerang, Kurganets-25, saranno dotate dal 2015 e sostituiranno molti vecchi carri armati, BMP, BTR come T-72, T-90, BMP-1/2/3, BTR-80 in servizio attivo. I finanziamenti per le nuove apparecchiature sono notevolmente aumentati negli ultimi anni, e l'industria della difesa russa continua a sviluppare nuovi sistemi di armi per le Forze Terrestri.[73] Tuttavia, per le Forze Terrestri, mentre nel complesso il finanziamento è aumentato drammaticamente, ciò non garantisce che un gran numero di nuovi sistemi entreranno in servizio. Nel caso di veicoli, come mostrano i riferimenti, l'esame del numero effettivo di veicoli previsto per essere acquistati annualmente (circa 200 MBT e IFV/APC) dice che per una forza di circa trenta divisioni, ciascuna con circa 300-400 MBT e IFV, potrebbero essere necessari circa 30 anni per ridotare tutte le formazioni.[74]

Sommario d'equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti cifre provengono da http://warfare.be. Le cifre indicate come "Attivo" comprendono solo l'attrezzatura che si ritiene utile e diffusa in servizio attivo.

Tipo Attive Riserva
Carri armati da combattimento 2,562[75] ~12,500[76][77]
Veicoli da combattimento della fanteria 3,229[78] ~16,500[79][80]
Veicoli trasporto truppe 2,876[81] ~ 5,000[82]
Artiglieria trainata 1,781[83]
Semoventi d'artiglieria 2,606[84]
Artiglieria missilistica 1,352[85]
Sistemi SAM 1,531[86]

Gradi ed insegne[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gradi militari delle forze terrestri russe.

La riemergente nuova Russia ha mantenuto la maggior parte dei gradi dell'esercito sovietico, con alcune piccole modifiche. La differenza principale dallo stile occidentale abituale è qualche variazione nei titoli di grado dei generali – in almeno un caso, colonnello Generale, deriva dall'uso tedesco. La maggior parte dei nomi di grado sono stati presi in prestito dai gradi esistenti tedeschi/prussiani, francesi, inglesi, olandesi, e polacchi al momento della formazione dell'esercito regolare russo nel tardo XVII secolo, [senza fonte] e sono ancora in vigore con poche modifiche del titolo attraverso il periodo sovietico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  • Viktor Suvorov, Inside the Soviet Army, Hamish Hamilton, Londra, 1982.

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